Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale vola a Dublino con Mirandolina di Marina Carr, che ha debuttato venerdì sera, 28 agosto, all’ Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e resterà in cartellone fino al 5 settembre, con la presenza in sala dell’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello, il direttore artistico del TSV Filippo Dini, il direttore generale dello Stabile Claudia Marcolin e Michela Magrì, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Irlanda. Lo spettacolo va in scena in lingua italiana, sottotitolato in inglese per il pubblico di Dublino. Marina Carr, tra le drammaturghe più influenti del panorama teatrale europeo, si è ispirata al classico goldoniano e l'ha riscritto in chiave dolorosamente contemporanea, per parlare al presente di violenza di genere e donne che resistono alla sopraffazione. Il compito di portare sulla scena questo dramma contemporaneo va a Caitríona McLaughlin, anche Direttrice Artistica dell’Abbey Theatre. Mirandolina attraversa le epoche e soprattutto le culture: è una coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Lo spettacolo è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano – Cortina 2026 ed è arrivato in Irlanda per inaugurare il semestre irlandese di Presidenza del Consiglio Europeo. “Che emozione portare il teatro veneto e l’eredità di Carlo Goldoni fino in Irlanda – ha commentato il direttore artistico del TSV, Filippo Dini -. Mirandolina ci ha permesso di gettare ponti tra paesi diversi che il teatro ha reso più vicini. Mi ha riempito il cuore di gioia vedere il pubblico irlandese commuoversi e applaudire questa riscrittura contemporanea de La locandiera recitata in italiano. È la dimostrazione che con la cultura si possono creare rapporti oltre i nostri confini nazionali, e Goldoni in questo è stato un maestro. Come Teatro Stabile del Veneto crediamo fortemente in questa vocazione internazionale e continueremo a portare il Veneto oltre i confini nazionali. Posso già annunciare una nuova produzione internazionale per il TSV nel 2027, questa volta con la Spagna: lavoreremo a uno spettacolo con il Centro di Produzione La Perla 29 di Barcellona”. LO SPETTACOLO Il progetto Mirandolina ha inizio con lo Stabile del Veneto che propone a Marina Carr di riscrivere un classico di Carlo Goldoni. La riscrittura dei grandi capolavori è pratica diffusa nell’ambiente teatrale internazionale, sebbene ancora poco frequente in Italia. Fatto sta che tra tutte le commedie di Goldoni, Carr ha scelto di ispirarsi a La locandiera per una riscrittura in grado di affrontare il tema della violenza di genere e la paura delle donne che tentano di resistere alla sopraffazione maschile. Il risultato è uno spettacolo pensato, scritto e messo in scena da donne: la regia è firmata dalla direttrice artistica dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda Caitríona McLaughlin; traduzione e ruolo di dramaturg sono affidati a Monica Capuani e a vestire i panni della protagonista è Gaja Masciale, giovane attrice già nota sul grande schermo per il ruolo nel film Duse di Pietro Marcello. Completano il cast Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. Lo staff tecnico è interamente irlandese, con scene e costumi di Katie Davenport, le luci di Paul Keogan e le musiche di Anna Mullarkey. Si tratta di un lavoro interamente realizzato tra Veneto e Irlanda, che unisce culture ed epoche. La connessione tra il ‘700 goldoniano e il presente crea nuove chiavi di lettura per indagare gli abissi dell’animo umano. La pièce è ambientata in un ristorante italiano di Dublino, dove Mirandolina lavora a contatto con uomini che la desiderano e sono disposti a tutto pur di sottometterla al loro volere. L’intelligenza della giovane le permette di tener testa a tutti i suoi spasimanti. Con maestria e ironia Mirandolina si fa beffe di loro, ma il volere maschile non assecondato si dimostra presto capace di gesti terribili, tramutandosi in crudele violenza. Al centro della drammaturgia si trova l’autodeterminazione dell’individuo, concetto caro a Goldoni come a Carr, ma la riscrittura è un’evoluzione del capolavoro goldoniano: i personaggi de La locandiera sono resi odierni in un contesto intriso di logiche che vorrebbero la donna sottomessa. La dura e cruda realtà in cui la vicenda è inserita riduce lo spazio della comicità, per far emergere suspence e senso di pericolo dettato dalle dinamiche di classe e da relazioni sociali con cui le donne devono misurarsi ogni giorno. L’IMPEGNO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE ANCHE IN IRLANDA Dopo la risposta solidale del pubblico italiano alla raccolta fondi a sostengo di orfani e orfane di femminicidio, realizzata durante la tournée di Mirandolina grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna, la solidarietà continua in Irlanda. L’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda ha avviato una collaborazione con l’associazione Women's Aid per tutte le recite irlandesi di Mirandolina. Women’s Aid è la principale organizzazione nazionale dedita a contrastare e prevenire l'impatto della violenza domestica, degli abusi e del controllo coercitivo contro donne e bambini. In conclusione di tutte le repliche, il pubblico irlandese viene invitato a sostenere i progetti che l’associazione porta avanti in Irlanda per il contrasto alla violenza di genere.
La Fondazione Teatro Stabile del Veneto ha pubblicato, tramite ricorso alla staziona appaltante della Provincia di Padova, una gara europea per l’affidamento dei servizi tecnici di palcoscenico specializzati. L’appalto, della durata di due anni, riguarda l’affidamento dei servizi tecnici di palcoscenico specializzati quali macchinista, elettricista, fonico necessari alla realizzazione della programmazione artistica nelle sedi del TSV, il Teatro Verdi e Maddalene a Padova, il Goldoni a Venezia e il Del Monaco a Treviso. La procedura è finalizzata a individuare operatori qualificati in grado di garantire elevati standard di professionalità, continuità operativa e sicurezza, contribuendo alla qualità delle produzioni e delle attività promosse dal TSV. Le offerte dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica della Provincia di Padova entro le ore 12.00 del 14 settembre 2026. Tutta la documentazione di gara è disponibile sul Portale Appalti della Provincia di Padova.
Essere o non essere amati? È questo il dilemma che tormenta da sempre le giovani generazioni, ma che in un presente sempre più segnato da ansia, isolamento e incertezza rischia di trasformarsi in un vero disagio psicologico. Nato da un progetto europeo che unisce Italia, Germania e Romania, lo spettacolo internazionale Brain storm. Tempesta in testa parte da Shakespeare e dal teatro per affrontare la tempesta dentro i giovani. Dopo un periodo di workshop artistici che ha coinvolto nei tre paesi ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni, lo spettacolo prodotto da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, fringe ensemble, Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova, con il testo di Marta Dalla Via e la regia Frank Heuel, debutta in prima assoluta il 12 settembre al Teatro Camploy di Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. In scena, assieme al coro composto dai partecipanti al workshop tenutosi a Padova Chiara Bartolucci, Alessandro Berardi, Stefano Callovi, Filippo Franco, Giulia Lenzi, Karina Stanciu, sono due giovani attori professionisti Laura Maria Babaian e Mihnea Presură, oltre alla DJ Sofi Rex che suonerà live sul palcoscenico. Dopo il debutto veronese, lo spettacolo sarà al Theater im Ballsaal di Bonn in Germania il 18 e 19 settembre, al Teatro Nazionale di Craiova in Romania il 26 settembre e tornerà poi in Italia al Teatro Maddalene di Padova dal 4 al 7 febbraio 2027, in cui andranno in scena i partecipanti ai workshop tenuti nei rispettivi paesi. “Il teatro di Shakespeare si nutre di odio, grandi conflitti, amori estremi, sangue e potere e non ci interessa addomesticarlo – scrivono Frank Heuel e Marta Dalla Via nelle loro note allo spettacolo –. Se vi serve conforto prendete una coperta, una bevanda calda e fate scrolling. Ma se volete trovare un posto sicuro dove fare le prove per una vita migliore il teatro è perfetto, Shakespeare è perfetto.” Brain storm. Tempesta in testa è parte del progetto che unisce teatro e benessere psicologico STORM – Shakespearean Theatre for Outlasting Resilience in Mental Health, cofinanziato dal Programma Europa Creativa, creato da Teatro Stabile del Veneto (IT), Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova (RO), Fringe Ensemble (DE) e Fondazione Fitzcarraldo (IT), con partner associato il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova (IT). Durante questo percorso condotto tra settembre 2025 e marzo 2026 il teatro, in particolare l’immaginario shakespeariano, è stato strumento per indagare emozioni, relazioni e identità. Nel corso dei workshop i giovani hanno contributo direttamente al processo creativo e alcuni di loro sono entrati anche nello spettacolo, mantenendo vivo il legame tra laboratorio e scena e trasformando esperienze reali in linguaggio teatrale. Attraverso corpo, voce e relazione hanno sviluppato ascolto e consapevolezza, in un intreccio di esperienza personale e immaginazione che restituisce una visione contemporanea del rapporto tra giovani, emozioni e società. In linea con le politiche di sostenibilità del Teatro Stabile del Veneto, fin dall’ideazione del progetto i partner si sono impegnati ad adottare pratiche di sostenibilità anche attraverso l’applicazione di un modello di rendicontazione e monitoraggio finalizzato a orientare e valutare gli impatti ambientali e sociali dell’attività.
Se sei una persona affidabile e organizzata questa potrebbe essere l'opportunità giusta per entrare a far parte di una realtà prestigiosa nel mondo dello spettacolo dal vivo. Scarica l'avviso di selezione completo La risorsa selezionata si occuperà delle attività di custodia e presidio degli spazi teatrali, del controllo e dell'accoglienza di artisti, tecnici, ospiti e personale del teatro nonché del supporto logistico alle attività di palcoscenico. Collaborerà nelle operazioni di carico e scarico e movimentazione dei materiali, nelle attività di allestimento e disallestimento di scene e attrezzature e fornirà supporto al personale tecnico durante prove, spettacoli ed eventi. Completano il profilo attività di piccola manutenzione e supporto alle procedure di sicurezza. Offriamo un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato della durata di 12 mesi, con inquadramento al livello 5 – qualifica Operaio, applicando il CCNL per gli impiegati e i tecnici dipendenti dai Teatri. L'orario di lavoro è full-time di 39 ore settimanali e la sede di lavoro è presso il Teatro Carlo Goldoni di Venezia. Per essere ammesso alla selezione dovrai possedere i requisiti generali e specifici previsti dall'Avviso di selezione.
Nella Parigi dell’Ottocento, una giovane ballerina dell’Opéra, al termine delle prove generali, si accorge di aver scambiato la propria borsa con quella di Monsieur Degas, il celebre pittore che da mesi osserva e ritrae le danzatrici tra prove, riposi e momenti di vita quotidiana. Inizia così un’avventura tra le vie della città, alla scoperta dei grandi artisti che hanno reso Parigi la capitale dell’Impressionismo. Uno spettacolo-concerto pensato per emozionare il pubblico di tutte le età, dove musica e illustrazione dal vivo si intrecciano in un racconto ricco di poesia. Con oltre 40 musicisti sul palcoscenico, le pagine più amate di Satie e Debussy prenderanno vita grazie all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal M° Aram Khacheh, mentre i disegni realizzati dal vivo dall’illustratrice Eva Montanari, Premio Andersen 2026, verranno proiettati in tempo reale sul fondale del Teatro, accompagnando il pubblico in un viaggio tra arte, musica e immaginazione. Lo spettacolo Inseguendo Degas va in scena Sabato 12 settembre 2026, ore 17.00 al Teatro Verdi di Padova. Spettacolo-concerto aperto a tutti, grandi e piccoli,e consigliato dai 4 anni in su, inserito nell'ambito del cartellone OPV Families & Kids 2026 in collaborazione con il Festival Autori in Città. L'evento vede il sostegno dell'Associazione Amici dell'Orchestra di Padova e del Veneto.
Fuori Copione è il programma di membership del TSV dedicato a chi vuole vivere il teatro da protagonista. Potrai partecipare ad esperienze esclusive, entrare in relazione con gli artisti, i tecnici ed accedere ai luoghi di creazione dei nostri teatri. Attraverso la tua adesione diventerai sostenitore dei progetti sociali, culturali e legati alla sostenibilità del Teatro Stabile del Veneto. Scopri come aderire alla membership
Giuliana De Sio si aggiudica il riconoscimento come miglior attrice al premio nazionale Franco Enriquez per la sua interpretazione ne Il Gabbiano di Čechov, la produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale diretta da Filippo Dini. La Giuria del Premio Franco Enriquez, le cui premiazioni si terranno nella città di Sirolo il prossimo 30 agosto 2026 per la XXII edizione, ha assegnato a Giuliana De Sio il premio come miglior attrice nella categoria di teatro classico e contemporaneo “per avere costruito il personaggio di Arkadina con punte di modernità che lo hanno reso diverso dalle interpretazioni, un po’ convenzionali, di altre attrici che l’hanno preceduta, a cominciare dalla Proclemer. Ne fa fatto un personaggio inquieto, angosciato, più vicino alla nostra sensibilità contemporanea. Lo scontro con Kostia non è certo di tipo artistico, ma generazionale, tipico di una madre di oggi che accusa il figlio di essere un fallito, alimentando, in lui, la depressione che lo condurrà al suicidio. Sul palcoscenico, la De Sio ha dato prova di esprimere dei sentimenti non appagati, vivendo in uno stato di sospensione fatta di infelicità nascoste. Una sofferta interpretazione, molto personale, che si allinea a quella del regista Filippo Dini che ha costruito un Gabbiano alquanto contemporaneo”. Il direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto, e regista de Il Gabbiano, Filippo Dini, si congratula per il premio Franco Enriquez a Giuliana De Sio: “Complimenti a Giuliana De Sio a nome di tutto il Teatro Stabile del Veneto per questo riconoscimento, e a nome mio per l’avventura che è stata Il Gabbiano. Parlo in prima persona quando dico che lavorare a questo spettacolo con Giuliana, e un cast straordinario, è stata un’esperienza meravigliosa e indimenticabile. Abbiamo girato tutta l’Italia in una lunga tournée di quasi 100 repliche, e il pubblico ci ha sempre accolti con calore e affetto. Un grazie di cuore a Giuliana che con tutta la sua passione ed esperienza ci ha regalato un’Arkadina contemporanea e originale. Il premio Franco Enriquez riconosce quanto già sapevamo: Giuliana è tra le migliori attrici del teatro italiano”.
Caro pubblico, segnaliamo le chiusure estive delle nostre biglietterie: Teatro Goldoni, Venezia Chiusura estiva dal 10 al 25 agosto Riapre mercoledì 26 agosto Teatro Del Monaco, Treviso Chiusura estiva dal 10 al 24 agosto Riapre martedì 25 agosto Teatro Verdi, Padova Chiusura estiva dal 3 al 25 agosto Riapre mercoledì 26 agosto Segnaliamo inoltre che nel mese di luglio la biglietteria del Teatro Goldoni sarà aperta anche il martedì e il giovedì nei seguenti orari: Giovedì 9 luglio 2026 ore 10:30 – 13 e 14:30 - 18 Martedì 14 luglio 2026 ore 14:30 – 16:30 Giovedì 16 luglio 2026 ore 10:30 – 13 e 14:30 - 18 Martedì 21 luglio 2026 ore 14:30 - 16:30 Giovedì 23 luglio 2026 ore 10:30 – 13 e 14:30 - 18 Martedì 28 luglio 2026 ore 14:30 - 16:30 Giovedì 30 luglio 2026 ore 10:30 – 13 e 14:30 – 18
Il Teatro Stabile del Veneto pubblica il bando che contiene le modalità per la selezione e ammissione di allieve e allievi al Triennio 2026/2029 dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, percorso triennale di studio che prevede un totale di 3.450 ore di lezione. Il Teatro Stabile del Veneto si riserva di ammettere fino a un massimo di 12 allieve/i, selezionati/e sulla base di una selezione descritta agli articoli 4 e 5 del presente bando. Il triennio è articolato in due parti: A) Il Biennio di 2.150 ore così suddivise: - le lezioni dell’anno accademico 2026/2027 (primo anno) si svolgeranno indicativamente dal 22 novembre 2026 al 14 luglio 2027, per un totale di 950 ore; - le lezioni dell'anno accademico 2027/2028 (secondo anno) si svolgeranno indicativamente tra il mese di settembre 2027 e il mese di luglio 2028, per un totale di 1.200 ore. Le lezioni del biennio si svolgeranno negli spazi del Teatro Goldoni a Venezia. B) Il Terzo anno di 1.300 ore, previsto nell’anno accademico 2028/2029, si svolgerà a Padova presso il Teatro Verdi. Possono fare richiesta di ammissione all’ATCG candidate e candidati di qualsiasi cittadinanza purché con documenti validi per il soggiorno in Italia, con una buona conoscenza della lingua italiana e in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Le/i candidate/i devono avere un’età compresa tra i 18 e i 28 anni alla scadenza del presente bando (data di nascita). La domanda per partecipare alla selezione deve essere presentata obbligatoriamente e tassativamente entro le ore 23.59 di martedì 6 ottobre 2026 tramite la compilazione dell’apposito form online.
Il Teatro Stabile del Veneto vola a Dublino per una missione economica e culturale al Trinity College. La Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, assieme a Confindustria Veneto Est, Venicepromex, Camera di Commercio di Padova, e con la partecipazione dell’assessore all’Innovazione e transizione digitale del Comune di Padova Margherita Cera, è impegnata in questi giorni a Dublino per l’evento “Veneto e Irlanda. Un’amicizia tra business e cultura”. L’occasione è data da Mirandolina, la co-produzione del Teatro Stabile del Veneto con l’Abbey Theatre - Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, che ha debuttato lo scorso febbraio al Teatro Del Monaco di Treviso in occasione dell’Olimpiade culturale Milano-Cortina 2026. Mirandolina è infatti attesa sul palcoscenico dell’Abbey Theatre per l’ultima tappa della sua tournée a fine agosto (28 agosto > 5 settembre). Ad accogliere, nella giornata di ieri, la delegazione italiana nella prestigiosa università irlandese sono stati l’ambasciatore italiano in Irlanda Nicola Faganello, la direttrice dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino Michela Linda Magrì, e i rappresentati della Camera di Commercio Italo-Irlandese e dell’Abbey Theatre-Teatro Nazionale d’Irlanda. “Mirandolina rappresenta per la Fondazione del Teatro Stabile del Veneto un passo significativo nel percorso di internazionalizzazione che da tempo orienta la nostra missione di teatro pubblico. Questo progetto di co-produzione con l’Abbey Theatre - Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka ci ha consentito di stringere legami con un’istituzione di prestigio, quale l'Istituto Italiano di Cultura di Dublino, e di portare grazie al sostegno di soci e partner il Teatro veneto su palcoscenici europei. L’approdo a Dublino con la Camera di Commercio di Padova, Venicepromex e Confindustria Veneto Est in occasione dell’inaugurazione della Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea è prova di come la cultura possa essere un volano per la promozione dell’intero sistema economico e sociale di un territorio. Sono convinto che un teatro pubblico debba dialogare con il mondo produttivo per affermarsi come un luogo di relazione”. Dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. L’evento “Veneto e Irlanda. Un’amicizia tra business e cultura” rappresenta un’occasione per consolidare i rapporti tra il Veneto e l’Irlanda a pochi giorni dall’inizio della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea. Un appuntamento di grande valore non solo in termini di sviluppo culturale, ma anche sul piano istituzionale ed economico. L’evento si inserisce nell’ambito di un’iniziativa dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’Open Innovation, che ha portato la delegazione italiana a visitare il quartier generale europeo di Google, Workday e Salesforce. Ad aprire l’appuntamento al Trinity College un focus sull’ecosistema irlandese dell’innovazione con la partecipazione di esperti di imprenditorialità e innovazione della Trinity Business School. Ad animare l’appuntamento è stata l’attrice protagonista dello spettacolo Gaja Masciale con un reading da La locandiera di Carlo Goldoni e da Mirandolina di Marina Carr, mentre la regista dello spettacolo, e direttrice artistica dell’Abbey Theatre, Caitríona McLaughlin che ha raccontato il processo creativo che ha accompagnato la realizzazione di Mirandolina.
Intorno al film Le città di pianura e alle scrittrici dell'ultima generazione monta un'onda culturale che sta cambiando il modo di raccontare la regione Un altro sguardo sulla provincia e sul fallimento di un modello economico C'è un nuovo modello veneto che fa parlare di sé. E – sorpresa – non ha a che fare con l'economia: non è il Veneto locomotiva d'Italia, distese di capannoni e fiumi di schei, non è il piccolo e bello, non è strade statali e interminabili sequenze di rotatorie anonime, reticoli di asfalto per arrivare in fretta, ché il tempo è denaro. Oggi c'è un Veneto che di quel miracolo economico al tramonto racconta i postumi, quello che resta dopo l'ultima bevuta, anche se non è mai veramente l'ultima come ne Le città di Pianura di Francesco Sossai, che di questo racconto potrebbe essere l'uomo copertina. Un Veneto che si specchia nei suoi scempi ambientali e nel declino economico e ci trova segni di desolazione interiore, di una certa depressione diffusa e la rielabora per farne arte. È la Veneto Wave, un'onda culturale che forse è soltanto all'inizio e che si spande in uno scenario di zone industriali parzialmente abbandonate, tra locali chiusi o passati a proprietà asiatiche, in una regione che ha perso fiducia nel lavoro, dove le nuove generazioni si rifiutano di ereditare l'azienda di papà e scappano, mentre chi resta soffre di solitudine o di un malessere generazionale che è ancora in buona parte da esplorare e raccontare. Magari proprio con la forza di nuovi linguaggi, quelli delle arti, senza retorica e senza giudizio, liberi anche dai luoghi comuni del passato che hanno impedito di notare che qualcosa di importante e nuovo stava succedendo. Non che siano mancate le voci negli ultimi quindici anni o prima. Marco Paolini, Andrea Pennacchi, Andrea Segre – solo per citarne alcuni – hanno raccontato in teatro e sul grande schermo il Veneto dei primi vent'anni di questo secolo. Ma in un modo comunque collegato a quell'altro mondo lì. La Veneto Wave ci parla del tempo presente, abbandonando strade già percorse, liberandosi dai confini provinciali e dalle etichette, mettendo a fuoco le nuove comunità, le economie emergenti, i lavoratori invisibili, i mestieri che non avevano neanche un nome. Ed entrando nelle case dei veneti, che non sono le stesse di vent'anni fa. Dove vivono persone che sono diverse. Nel cinema, accanto a Sossai, la grande novità è che il Veneto si sta liberando di Roma: per fare film non è più necessario andare nella capitale, come accadeva a Mazzacurati. C'è sempre chi va via, per studiare o a cercar fortuna, ma molti tornano. La Veneto Wave ha radici forti, sguardo lungo e resistenza. Qualche nome: Marco Zuin, che ha appena girato Per silenzio e vento tratto da un libro di Matteo Righetto; il regista trevigiano Francesco Montagner, Pardo d'oro a Locarno nel 2021 con Brotherhood; Simone Baldi e Marco Schiavon, documentaristi; il vicentino Renzo Carbonera; la padovana Anna Marziano che fonde cinema, saggistica e poesia, il bellunese Alessandro Padovani, sceneggiatore di Brotherhood e Premio Solinas. Antonio Padovan (Finchè c'è prosecco c'è speranza) ha studiato a New York ma è tornato in Veneto (nel film Il grande passo fa partire un razzo spaziale dal Polesine) e in autunno girerà sulle montagne veneto/friulane La questione della capra scritto con Marco Pettenello. E ancora, il regista e fotografo asolano Riccardo De Cal, autore di Oltre le rive sul fiume Piave. Ma anche Giovanni Pellegrini e naturalmente Damiano Michieletto che ha debuttato con Primavera. Non meno importanti Alessandro Rossetto, che il suo primo lungometraggio girato in Veneto l'ha intitolato Piccola patria e che ha filmato anche la crisi dell'area termale (Effetto domino dal romanzo di Romolo Bugaro) e l'implosione delle banche venete (The Italian Banker) e Claudio Cupellini, gli ultimi lavori del quale sono tutti ambientati in veneto (La terra dei figli e - prossima uscita - Il sopravvissuto). Grande fermento c'è anche sul fronte dei produttori e nei settori connessi al cinema, dove si fanno notare Lorenzo Tomio, 46 anni, compositore per i film, premio Rota 2025, una ventina di colonne sonore distribuite in tutto il mondo e Matteo De Mayda, 42 anni, fotografo di Treviso. In letteratura sono soprattutto le scrittrici a farsi sentire. Giulia Scomazzon con 8.6 gradi di separazione ha esplorato il tema della dipendenza da alcol. Dello stesso tema aveva scritto anche Giulia Pavan, veneta di origini, con Quasi niente sbagliato, descrivendo le fatiche di una generazione che non ha più voglia di inseguire il modello del successo economico a ogni costo. Ma anche Nicole Trevisan, Sonia Aggio, Ginevra Lamberti e Agnese Scapinello stanno dando un contributo importante nel trasmettere del Veneto contemporaneo un'immagine diversa da quella della generazione precedente, che ha avuto in Vitaliano Trevisan una delle voci più forti. E poi ci sono anche Paolo Malaguti, finalista al Campiello, e Matteo Melchiorre che con Il duca - ambientato in un paese non identificato della montagna veneta, tra vecchi proprietari in decadenza e liti di confine - è stato finalista all'International Book Prize. Tra gli attori c'è una squadra di giovanissimi o un po' meno giovani che negli ultimi anni si è fatta notare non solo in Italia: Francesca Masini (24 anni, Treviso); Carolina Sala (25, Conegliano), il 17enne Alvise Marascalchi (Ponte nelle Alpi); Maria Roveran, attrice e cantante; Denis Fasolo, padovano, protagonista delle Città di Pianura ma anche dell'Alcesti prodotta dallo Stabile insieme all'Inda per il teatro greco di Siracusa. E ancora il vicentino Matteo Cremon e il trevigiano Alex Cendron. Anche nella musica il Veneto è uscito dagli spazi ristretti della provincia. Accanto ai giganti del pop e dell'urban come Francesca Michielin, Madame e Sangiovanni e alle penne un po' più crude di Tony Boy e Gianmaria, si fanno notare i nuovi cantautori (Dutch Nazari, Rares) e i protagonisti di una ricca scena indie (Bengala Fire, Lamante, Jesse the Facci) o post-rock (i Post Nebbia di Carlo Corbellini e Are You Real). Ma anche nel jazz e nella classica (si pensi al violinista Giovanni Andrea Zanon, a Leonora Armellini, a Elia Cecino), i talenti veneti sono protagonisti nel mondo. Nel teatro uno dei nomi di spicco è Alessandro Businaro, 33 anni, padovano, regista, direttore junior del Teatro Stabile del Veneto. Ma intorno a lui c'è una generazione di 20-40enni che raccoglie premi e consensi: Nicolò Sordo, 34 anni, attore e drammaturgo; Sara Sguotti, 36 anni, padovana, coreografa e performer, Bianca Tortato, Maria Luisa Zaltron, Daniel Santantonio. Ed è così anche nelle arti, nella danza. Ne parleremo, nelle prossime settimane, esplorando - un'arte alla volta - tutte le voci di quest'onda che promette grandi trasformazioni nel nostro modo di guardare il Veneto.
La Stagione Lirica di Padova 2026 si inaugura il 29 luglio alle ore 21.15 con uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, proposta in forma di concerto nella suggestiva cornice di Piazza Eremitani che da anni diviene teatro di un atteso incontro tra la grande musica e un pubblico numeroso e affezionato. L’esecuzione del capolavoro mascagnano vedrà il coinvolgimento del Coro Città di Piazzola sul Brenta, diretto da Paolo Piana e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, affidata alla direzione del Maestro Marco Angius. Il cast, di alto livello e notevole valore artistico, riunisce interpreti di fama internazionale: Victoria Khoroshunova sarà Santuzza, mentre il giovane tenore spagnolo Edoardo Niave debutterà nel ruolo di Turiddu, Ariunbaatar Ganbaatar sarà Alfio, figura centrale del dramma mascagnano. Completano la compagnia di canto Ana Victoria Pitts nel ruolo di Lola ed Eleonora Filipponi in quello di Mamma Lucia. Un appuntamento che promette intense emozioni, nel segno della grande tradizione operistica italiana e della forza espressiva di uno dei titoli più amati del repertorio verista. Personaggi e interpreti Santuzza Victoria Khoroshunova Turiddu Eduardo Niave Alfio Ariunbaatar Ganbaatar Lola Ana Victoria Pitts Mamma Lucia Eleonora Filipponi Biglietti in vendita esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Verdi di Padova negli orari di apertura al pubblico (in caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Verdi)