Intorno al film Le città di pianura e alle scrittrici dell'ultima generazione monta un'onda culturale che sta cambiando il modo di raccontare la regione Un altro sguardo sulla provincia e sul fallimento di un modello economico C'è un nuovo modello veneto che fa parlare di sé. E – sorpresa – non ha a che fare con l'economia: non è il Veneto locomotiva d'Italia, distese di capannoni e fiumi di schei, non è il piccolo e bello, non è strade statali e interminabili sequenze di rotatorie anonime, reticoli di asfalto per arrivare in fretta, ché il tempo è denaro. Oggi c'è un Veneto che di quel miracolo economico al tramonto racconta i postumi, quello che resta dopo l'ultima bevuta, anche se non è mai veramente l'ultima come ne Le città di Pianura di Francesco Sossai, che di questo racconto potrebbe essere l'uomo copertina. Un Veneto che si specchia nei suoi scempi ambientali e nel declino economico e ci trova segni di desolazione interiore, di una certa depressione diffusa e la rielabora per farne arte. È la Veneto Wave, un'onda culturale che forse è soltanto all'inizio e che si spande in uno scenario di zone industriali parzialmente abbandonate, tra locali chiusi o passati a proprietà asiatiche, in una regione che ha perso fiducia nel lavoro, dove le nuove generazioni si rifiutano di ereditare l'azienda di papà e scappano, mentre chi resta soffre di solitudine o di un malessere generazionale che è ancora in buona parte da esplorare e raccontare. Magari proprio con la forza di nuovi linguaggi, quelli delle arti, senza retorica e senza giudizio, liberi anche dai luoghi comuni del passato che hanno impedito di notare che qualcosa di importante e nuovo stava succedendo. Non che siano mancate le voci negli ultimi quindici anni o prima. Marco Paolini, Andrea Pennacchi, Andrea Segre – solo per citarne alcuni – hanno raccontato in teatro e sul grande schermo il Veneto dei primi vent'anni di questo secolo. Ma in un modo comunque collegato a quell'altro mondo lì. La Veneto Wave ci parla del tempo presente, abbandonando strade già percorse, liberandosi dai confini provinciali e dalle etichette, mettendo a fuoco le nuove comunità, le economie emergenti, i lavoratori invisibili, i mestieri che non avevano neanche un nome. Ed entrando nelle case dei veneti, che non sono le stesse di vent'anni fa. Dove vivono persone che sono diverse. Nel cinema, accanto a Sossai, la grande novità è che il Veneto si sta liberando di Roma: per fare film non è più necessario andare nella capitale, come accadeva a Mazzacurati. C'è sempre chi va via, per studiare o a cercar fortuna, ma molti tornano. La Veneto Wave ha radici forti, sguardo lungo e resistenza. Qualche nome: Marco Zuin, che ha appena girato Per silenzio e vento tratto da un libro di Matteo Righetto; il regista trevigiano Francesco Montagner, Pardo d'oro a Locarno nel 2021 con Brotherhood; Simone Baldi e Marco Schiavon, documentaristi; il vicentino Renzo Carbonera; la padovana Anna Marziano che fonde cinema, saggistica e poesia, il bellunese Alessandro Padovani, sceneggiatore di Brotherhood e Premio Solinas. Antonio Padovan (Finchè c'è prosecco c'è speranza) ha studiato a New York ma è tornato in Veneto (nel film Il grande passo fa partire un razzo spaziale dal Polesine) e in autunno girerà sulle montagne veneto/friulane La questione della capra scritto con Marco Pettenello. E ancora, il regista e fotografo asolano Riccardo De Cal, autore di Oltre le rive sul fiume Piave. Ma anche Giovanni Pellegrini e naturalmente Damiano Michieletto che ha debuttato con Primavera. Non meno importanti Alessandro Rossetto, che il suo primo lungometraggio girato in Veneto l'ha intitolato Piccola patria e che ha filmato anche la crisi dell'area termale (Effetto domino dal romanzo di Romolo Bugaro) e l'implosione delle banche venete (The Italian Banker) e Claudio Cupellini, gli ultimi lavori del quale sono tutti ambientati in veneto (La terra dei figli e - prossima uscita - Il sopravvissuto). Grande fermento c'è anche sul fronte dei produttori e nei settori connessi al cinema, dove si fanno notare Lorenzo Tomio, 46 anni, compositore per i film, premio Rota 2025, una ventina di colonne sonore distribuite in tutto il mondo e Matteo De Mayda, 42 anni, fotografo di Treviso. In letteratura sono soprattutto le scrittrici a farsi sentire. Giulia Scomazzon con 8.6 gradi di separazione ha esplorato il tema della dipendenza da alcol. Dello stesso tema aveva scritto anche Giulia Pavan, veneta di origini, con Quasi niente sbagliato, descrivendo le fatiche di una generazione che non ha più voglia di inseguire il modello del successo economico a ogni costo. Ma anche Nicole Trevisan, Sonia Aggio, Ginevra Lamberti e Agnese Scapinello stanno dando un contributo importante nel trasmettere del Veneto contemporaneo un'immagine diversa da quella della generazione precedente, che ha avuto in Vitaliano Trevisan una delle voci più forti. E poi ci sono anche Paolo Malaguti, finalista al Campiello, e Matteo Melchiorre che con Il duca - ambientato in un paese non identificato della montagna veneta, tra vecchi proprietari in decadenza e liti di confine - è stato finalista all'International Book Prize. Tra gli attori c'è una squadra di giovanissimi o un po' meno giovani che negli ultimi anni si è fatta notare non solo in Italia: Francesca Masini (24 anni, Treviso); Carolina Sala (25, Conegliano), il 17enne Alvise Marascalchi (Ponte nelle Alpi); Maria Roveran, attrice e cantante; Denis Fasolo, padovano, protagonista delle Città di Pianura ma anche dell'Alcesti prodotta dallo Stabile insieme all'Inda per il teatro greco di Siracusa. E ancora il vicentino Matteo Cremon e il trevigiano Alex Cendron. Anche nella musica il Veneto è uscito dagli spazi ristretti della provincia. Accanto ai giganti del pop e dell'urban come Francesca Michielin, Madame e Sangiovanni e alle penne un po' più crude di Tony Boy e Gianmaria, si fanno notare i nuovi cantautori (Dutch Nazari, Rares) e i protagonisti di una ricca scena indie (Bengala Fire, Lamante, Jesse the Facci) o post-rock (i Post Nebbia di Carlo Corbellini e Are You Real). Ma anche nel jazz e nella classica (si pensi al violinista Giovanni Andrea Zanon, a Leonora Armellini, a Elia Cecino), i talenti veneti sono protagonisti nel mondo. Nel teatro uno dei nomi di spicco è Alessandro Businaro, 33 anni, padovano, regista, direttore junior del Teatro Stabile del Veneto. Ma intorno a lui c'è una generazione di 20-40enni che raccoglie premi e consensi: Nicolò Sordo, 34 anni, attore e drammaturgo; Sara Sguotti, 36 anni, padovana, coreografa e performer, Bianca Tortato, Maria Luisa Zaltron, Daniel Santantonio. Ed è così anche nelle arti, nella danza. Ne parleremo, nelle prossime settimane, esplorando - un'arte alla volta - tutte le voci di quest'onda che promette grandi trasformazioni nel nostro modo di guardare il Veneto.
La Stagione Lirica di Padova 2026 si inaugura il 29 luglio alle ore 21.15 con uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, proposta in forma di concerto nella suggestiva cornice di Piazza Eremitani che da anni diviene teatro di un atteso incontro tra la grande musica e un pubblico numeroso e affezionato. L’esecuzione del capolavoro mascagnano vedrà il coinvolgimento del Coro Città di Piazzola sul Brenta, diretto da Paolo Piana e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, affidata alla direzione del Maestro Marco Angius. Il cast, di alto livello e notevole valore artistico, riunisce interpreti di fama internazionale: Alisa Kolosova sarà Santuzza, mentre il giovane tenore spagnolo Edoardo Niave debutterà nel ruolo di Turiddu, Ariunbaatar Ganbaatar sarà Alfio, figura centrale del dramma mascagnano. Completano la compagnia di canto Ana Victoria Pitts nel ruolo di Lola ed Eleonora Filipponi in quello di Mamma Lucia. Un appuntamento che promette intense emozioni, nel segno della grande tradizione operistica italiana e della forza espressiva di uno dei titoli più amati del repertorio verista. Personaggi e interpreti Santuzza Alisa Kolosova Turiddu Eduardo Niave Alfio Ariunbaatar Ganbaatar Lola Ana Victoria Pitts Mamma Lucia Eleonora Filipponi Biglietti in vendita esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Verdi di Padova negli orari di apertura al pubblico (in caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Verdi)
Abbassato il sipario sulla Stagione 25/26 che si è conclusa con risultati positivi, la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il Comune di Padova inaugurano la programmazione estiva. Aperitivo a Teatro animerà l’estate padovana al Teatro Maddalene dal 29 giugno al 1° agosto con quattro titoli in cartellone. Ha già preso il via, intanto, la campagna abbonamenti per la Stagione 26/27 La realtà non basta, che porterà al Teatro Verdi di Padova nuove produzioni e grandi nomi del panorama teatrale italiano a partire dal 27 ottobre 2026. «Il Teatro Verdi non è solo un luogo di spettacolo ma un luogo di produzione teatrale. Lo conferma la prossima stagione, con ben 5 tra produzioni e coproduzioni su 13 spettacoli. Questo grazie al Teatro Stabile del Veneto, ma anche alla forte osmosi con l'amministrazione del Comune di Padova e la Regione Veneto. Il Teatro Verdi è il teatro della città di Padova, ed è un teatro che cerca di rompere le barriere per rivolgersi a tutta la comunità. Perciò devo riconoscere la capacità del Teatro Stabile del Veneto di programmare spettacoli che si rivolgono a pubblici diversi, facendo sì che i muri del Verdi non siano barriere che escludono.» Ha dichiarato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio. «È di questa mattina la notizia che la fermata del tram in Corso Milano sarà intitolata al Teatro Verdi. Di questo sono grato al Sindaco Sergio Giordani e all’Assessore Andrea Colasio, che continuano a riporre nello Stabile del Vento la loro fiducia e il cui sostegno è fondamentale nel portare a Padova una Stagione così ricca. Il prossimo cartellone riserva una sorpresa dietro l’altra, con molte produzioni importanti a partire dall’Alcesti diretto da Filippo Dini, che ha avuto un gande successo al Teatro Greco di Siracusa dove è stato applaudito da 5mila spettatori a sera. Tra le novità rivolte al nostro pubblico annuncio con piacere che per la prima volta offriremo un servizio di babysitting in contemporanea ad una selezione di spettacoli, una proposta pensata per agevolare la partecipazione delle giovani famiglie a teatro.» Ha affermato il presidente del TSV Giampiero Beltotto. Hanno tutti il segno positivo i numeri della Stagione 25/26 dei Teatri Verdi e Maddalene che ha registrato 53 mila presenze totali, confermando così il successo di quella precedente. Con numerosi sold out al botteghino e una capienza media della sala pari al 90% per gli spettacoli di prosa, il Teatro Stabile del Veneto ha scelto di confermare la recita del martedì sera alle ore 19.00, e il rispettivo turno di abbonamento per 6 dei 13 titoli in cartellone. Con l’obiettivo di rendere il Teatro Verdi un luogo sempre più aperto e accessibile a pubblici diversi per età, provenienza e contesto sociale, la Stagione 26/27 introduce inoltre un nuovo progetto per le famiglie con figli dai 3 ai 10 anni e un’iniziativa di visite guidate inclusive come offerta collaterale alla programmazione degli spettacoli. Novità in arrivo anche per il Teatro Maddalene, che presenta per la prima volta un unico cartellone di spettacoli, una proposta che indaga i linguaggi del contemporaneo e parla al pubblico più giovane, e che sarà presentata alla fine dell’estate. Anche la stagione estiva si annuncia già con dati positivi: un’ottima risposta da parte del pubblico delle famiglie è stata registrata per i primi appuntamenti dell’estate dedicati ai più piccoli con la rassegna “Storie a merenda”, che dal 15 giugno anima gli spazi esterni e il foyer del Verdi e ha già raggiunto 700 presenze agli spettacoli di letture animate prodotte dal TSV che proseguiranno anche tra luglio e settembre con appuntamenti anche in inglese. Aperitivo a Teatro. La rassegna estiva A Padova il sipario resta sempre aperto, anche nel mese di luglio grazie al ritorno della rassegna Aperitivo a Teatro, che animerà il palcoscenico del Teatro Maddalene dal 29 giugno al 1° agosto, con un cartellone di quattro spettacoli, tutte produzioni e co-produzioni firmate TSV che mettono in dialogo classici rivisitati con drammaturgie contemporanee. Tratta dall’ultima opera di Anton Čechov, Il giardino dei ciliegi, Il Giardino inaugura la rassegna estiva il 29 giugno, in replica fino all’11 luglio: nella regia di Claudia Sorace e drammaturgia di Riccardo Fazi per Muta Imago, il testo emerge come materia viva attraverso l’interpretazione degli allievi attori e delle allieve attrici dell’ATCG - Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Segue un’altra produzione dello Stabile Veneto: Comeradovera (14>18 luglio) con la drammaturgia di Stefano Fortin e per la regia di Giorgio Sangati che guida giovani attori e attrici in uno spettacolo che ha debuttato già alla Biennale Teatro Alter Native a metà giugno, con due repliche sold out. A trent’anni dall’incendio del Teatro La Fenice di Venezia, lo spettacolo che racconta la storia delle cause dell’incendio, si interroga sul segno che le esperienze traumatiche lasciano in una comunità e sulla sua possibilità di risollevarsi. Il cartellone prosegue poi con Noi gli eroi (20>25 luglio): la co-produzione del TSV con Teatro Metastasio di Prato e Centro Teatrale Bresciano, a partire dal testo di Jean Luc Lagarce e con la regia di Giorgia Cerruti della Piccola Compagnia della Magnolia, porta in scena la storia di una compagnia di attori al limite della dissoluzione che continua a esistere nella precarietà. Chiude, infine, la programmazione estiva un testo di Pirandello, nell’allestimento proposto dal direttore artistico junior del TSV Alessandro Businaro: Vestire gli ignudi (27 luglio> 01 agosto) in cui la vicenda della protagonista, sospesa tra verità e costruzione, rivela la violenza dello sguardo e la necessità di “vestirsi” di narrazioni per esistere. Al termine di ogni spettacolo al Teatro Maddalene è previsto il tradizionale aperitivo, un momento di convivialità in cui gli spettatori potranno intrattenersi assieme agli interpreti degli spettacoli. La realtà non basta. La Stagione 26/27 al Teatro Verdi La nuova Stagione, intitolata La realtà non basta, porta al Teatro Verdi 13 titoli, di cui 5 tra produzioni e co-produzioni e 8 ospitalità, che saranno svelati al pubblico padovano mercoledì 8 luglio in una serata di convivialità arricchita dalla presenza di alcuni dei protagonisti della prossima stagione. Il cartellone prende avvio dal mito e dalle sue risonanze nel presente e prosegue intrecciando il fenomeno culturale della “Veneto wave”. I riflettori della nuova Stagione si accendono, quindi, sul debutto al Verdi in prima nazionale di Incendi (27 ottobre>3 novembre) di Wajdi Mouawad per la regia di Marco Lorenzi, una produzione TSV che richiama il mito di Edipo e attraversa memoria, identità e violenza. Al fianco di Frédérique Loliée, nel ruolo di attore protagonista, c’è il direttore artistico del TSV Filippo Dini. Lo spettacolo sarà accessibile anche ai residenti stranieri con sottotitoli in inglese e francese. Il secondo appuntamento in cartellone è Alcesti (24>29 novembre), per la regia di Dini che dopo il successo della tournée estiva iniziata con un debutto da 5mila spettatori a sera al Teatro Greco di Siracusa, arriva in Veneto e termina il suo viaggio a Padova. La co-produzione del TSV con Fondazione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico, vede Aldo Ottobrino e Deniz Ozdogan rispettivamente nei panni di Admeto e Alcesti e riporta al centro il tema universale del sacrificio. Mentre il fenomeno della “Veneto wave”, espressione della produzione artistica della nostra regione, sta toccando l’intero panorama nazionale, il TSV contribuisce ad alimentarne la fonte sostenendo la produzione e la diffusione del teatro veneto e dei suoi protagonisti: Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis rileggono l'eredità di Ruzante in Predatori di pianura (15>20 dicembre), mentre apre il 2027 un classico goldoniano, Una delle ultime sere di Carnovale per la regia di Valerio Binasco (19>24 gennaio). Marco Paolini, invece, con il suo Bestiario idrico (16>21 febbraio) prosegue il proprio percorso di narrazione civile intrecciando ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Oltre a produzioni e co-produzioni, gli spettacoli in ospitalità portano a Padova grandi nomi del panorama teatrale italiano: Luca Marinelli in La cosmicomica vita di Q (27>31 gennaio) trasforma l’immaginario di Italo Calvino in un racconto teatrale sospeso tra scienza, filosofia e fantasia. Elio De Capitani getta un ponte tra l’America degli anni Quaranta e l’oggi in Erano tutti miei figli di Arthur Miller (3>7 febbraio). A casa tutti bene è l’adattamento dell’omonimo film di Gabriele Muccino (24>28 febbraio) e con Anna Galiena e Fabio Troiano porta a teatro la storia di una famiglia che si riunisce nella casa storica per l’ottantesimo compleanno della madre. Alessio Boni veste i panni di uno dei più grandi commediografi della storia, Molière (2>7 marzo). Michele Di Mauro e Giuseppe Sartori in Finale di partita (10>14 marzo) rileggono Samuel Beckett in una radiografia del presente, mentre Luca Bizzarri porta sul palcoscenico del Verdi Le nostre donne (31 marzo> 4 aprile), una commedia brillante che indaga la complessità delle relazioni e la fragilità delle certezze. Il cartellone prosegue poi con un testo di Vitaliano Trevisan, Delirio del particolare (7>11 aprile) per la regia di Giorgio Sangati con Maria Paiato a vestire i panni della protagonista. Infine, in chiusura, Fabiana Iacozzilli, tra le più apprezzate autrici e registe teatrali contemporanee, porta a Padova Oltre. Come 16 + 29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande (14>18 aprile), uno spettacolo che si ispira al tragico disastro aereo per parlare di legami umani, amicizia e sopravvivenza. Si confermano anche per la Stagione 26/27 gli appuntamenti di “A scena aperta”: per ogni spettacolo in stagione il pubblico avrà l’opportunità di incontrare attori e registi in dibattiti moderati da esperti di teatro o giornalisti il venerdì pomeriggi alle 18:00 presso il Foyer del Verdi. La rassegna “Fuoriserie” Il programma dei Fuoriserie di Padova attraversa fragilità, desideri e identità in trasformazione, mettendo al centro la forza della scrittura e delle voci autoriali. Apre il cartellone Paolo Calabresi con Tutti gli uomini che non sono (4 dicembre), un attraversamento delle possibilità mancate e delle vite che restano ai margini. Si prosegue con l’ironia lucida e disarmante di Francesco Piccolo, portata in scena insieme a Pif in Momenti di trascurabile (in)felicità (15 gennaio), ritratto dalle piccole fratture quotidiane dell’esistenza. A marzo il programma incontra la letteratura veneta con Il prete Bello (20 marzo) di Goffredo Parise, interpretato da Roberto Citran e messo in scena dal TSV, dove memoria, provincia e inquietudine si intrecciano in una galleria umana sospesa tra desiderio e disincanto. Con Nel Blu – Avere tra le braccia tanta felicità (23 aprile), Mario Perrotta attraversa poi l’universo umano e musicale di Domenico Modugno, trasformando la biografia in racconto collettivo e popolare. Chiude il percorso Asteroide (29 aprile) di Marco D’Agostin, artista residente del Piccolo di Milano e noto a livello internazionale con una ricerca performativa che porta la scena verso una dimensione più visionaria e contemporanea, dove autobiografia, immaginario e corpo ridefiniscono continuamente il senso dell’identità. La Stagione contemporanea al Teatro Maddalene La programmazione al Teatro Maddalene di Padova cambia volto: non più singoli format ma un unico cartellone di spettacoli che indagano i linguaggi del contemporaneo e parlano al pubblico più giovane. L’attività produttiva del TSV si configura come un laboratorio esteso. Oltre a presentare spettacoli finiti intende accompagnare processi creativi: scrittura, creazione e maturazione scenica si sviluppano così davanti allo spettatore come parte integrante di un unico progetto artistico. L’apertura nel 2026 con la nuova produzione Il sentiero di Linda Dalisi, da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, diretto da Fabiana Iacozzilli inaugura il dialogo con la letteratura. Il 2027 segna poi un passaggio chiave in cui i processi avviati l’anno precedente con Maturazione, Test Your Writing e il progetto europeo Storm diventano spettacoli compiuti. L'Accademia Teatrale Carlo Goldoni, la scuola del TSV, disegna invece per gli allievi del III anno un percorso in sei spettacoli: si passa dalla Commedia dell’Arte con Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (regia Michele Modesto Casarin), a Tre sorelle di Čechov (Simona Gonella), fino a Le operette morali di Leopardi (Giorgio Sangati). Con Pompei di Marco D’Agostin il lavoro si apre alla scena performativa contemporanea. Il percorso si conclude con Cantiere Shakespeare guidato da Serena Sinigaglia. Gli spettacoli in ospitalità, la cui intera programmazione sarà presentata prossimamente, intercettano le urgenze del presente portando in scena temi come identità, relazioni, fragilità e corpo come spazio politico e percettivo. Nuovi progetti di inclusione e per famiglie Tra le novità della Stagione 26/27 il Teatro Stabile del Veneto, grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Cariparo, introduce un servizio sperimentale dedicato alle famiglie e pensato per favorire la partecipazione dei genitori agli spettacoli senza preoccuparsi di trovare una babysitter o lasciare a casa i figli. Il TSV metterà a disposizione un programma di laboratori per bambine e bambini dai 3 ai 10 anni che si terranno all’interno del teatro contemporaneamente a 6 spettacoli in stagione il turno della domenica pomeriggio. Un passo in avanti sul fronte dell’inclusività riguarda, invece, il programma delle visite guidate che inserisce alcuni appuntamenti condotti da giovani nello spettro autistico dell’associazione Talents Lab. Si confermano poi gli spettacoli accessibili, che includono servizi come audiodescrizione, sottotitoli, traduzione in LIS, tour tattili e smart glasses per persone cieche o ipovedenti e sorde e l’uso di cuffie per persone con deficit uditivi. Il Teatro Stabile del Veneto ha inoltre avviato una collaborazione con il Centro Servizio Volontariato di Padova e Rovigo con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione alla vita culturale. Nell’ambito della stagione 2026/2027 saranno previste agevolazioni per l’accesso agli spettacoli destinate a persone in situazione di fragilità sociale ed economica, oltre a iniziative dedicate al mondo del volontariato. Abbonamenti Mentre i biglietti della rassegna estiva “Aperitivo a teatro” sono già in vendita in biglietteria e online, la campagna abbonamenti ha preso il via il 23 giugno con il periodo di prelazione riservato al rinnovo degli abbonamenti e, per le prime settimane fino a inizio luglio, potrà essere effettuato solo presso le biglietterie fisiche nei teatri per consentire il cambio del sistema di biglietteria Si tratta di un breve periodo di transizione, che consentirà al TSV di offrire al proprio pubblico un’esperienza di acquisto online ancora più efficiente e con più metodi di pagamento anche quelli più innovativi. Anche grazie ai risultati ottenuti nell’ultima Stagione, il TSV ha deciso di non aumentare i prezzi dei biglietti nella nuova stagione. Tenuto conto delle attuali sfide demografiche, sono state aggiornate le tariffe con una diminuzione del costo dei biglietti under 26 e si è provveduto ad alzare la soglia anagrafica di accesso alle scontistiche a over 70. L’acquisto dell’abbonamento non solo consente un risparmio di circa il 25% sui singoli biglietti, ma garantisce agli abbonati della stagione 26/27 una tariffa agevolata anche per gli spettacoli in programma a Padova, Venezia e Treviso. Si conferma, inoltre, il progetto che permette agli Universitari del Veneto di andare a teatro con un biglietto al costo simbolico di 5 € e con un abbonamento di 30€ su sei spettacoli. Ulteriori novità saranno presentate la giornata dell’8 luglio quando il direttore artistico Filippo Dini racconterà al pubblico gli spettacoli in cartellone. I Teatri Verdi e Maddalene insieme presentano, quindi, una programmazione senza soluzione di continuità possibile solo grazie alla fiducia del pubblico, dei soci e dei partner come BCC Veneta, Ascopiave, Coldiretti, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet, lo studio SC&A presenti nel territorio padovano. Sono mecenati Art Bonus del TSV la Fondazione Cariparo, Carraro group grazie ai progetti che il TSV presenta nel portale artbonus.gov.it.
La Fondazione Teatro Stabile del Veneto si riconferma fra i sei Teatri Nazionali, migliorando il posizionamento della propria qualità artistica. La Commissione Consultiva per il Teatro del Ministero della Cultura ha valutato la qualità artistica dei progetti del Teatro Stabile del Veneto con un punteggio di 28 su 35, collocando così il TSV in terza posizione, dietro allo Stabile di Torino e alla Fondazione di Roma, rispettivamente in prima e seconda posizione. Il Decreto del Direttore Generale dello Spettacolo (DDG rep 879), relativo alle assegnazioni dei contributi 2026 a valere sul Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo, pubblicato ieri sul sito web istituzionale del Ministero della Cultura, riconosce la qualità artistica del progetto triennale iniziato dal TSV durante la stagione 2025/2026. Guardando al punteggio totale, lo Stabile del Veneto passa dalla quarta alla quinta posizione, con un punteggio di 78,27 su 100. Lo slittamento è dovuto al criterio della “dimensione dell’attività” (26,67 su 35), per cui lo Stabile sconta il limite nelle giornate d’utilizzo dei teatri gestiti, che riduce di conseguenza il numero delle recite delle produzioni e le giornate lavorative delle maestranze. “Ringrazio personalmente e di cuore la Commissione consultiva del Ministero che ha riconosciuto il valore artistico della nostra proposta: aver migliorato il posizionamento per la qualità artistica ed essere arrivati terzi è motivo di orgoglio e di stimolo e far meglio. Un risultato che dimostra una struttura efficiente e una proposta pregevole – ha commentato il presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto -. Nella classifica generale siamo passati da quarti a quinti per una valutazione quantitativa e non qualitativa. Ci sono infatti 145 giorni in cui il teatro non può provare e mettere in scena gli spettacoli di nostra produzione. Ciò per una serie di concause che nulla hanno a che vedere con la nostra proposta teatrale. Questo vuol dire per altro che possiamo ancora migliorare. Ringrazio le persone che ogni giorno rendono la nostra Fondazione un ente vivo: il Consiglio di Amministrazione, la direzione artistica e a quella generale, le maestranze, i tecnici e gli allievi della scuola di teatro. Un grazie a tutti i nostri soci che ci stanno dando piena fiducia”.
Dal Teatro Greco di Siracusa al piccolo schermo, Alcesti verrà trasmesso questa sera, 20 giugno, in prima visione su Rai 5 alle ore 21.20. La coproduzione del Teatro Stabile del Veneto con Fondazione INDA entra nelle case degli italiani nella sua versione integrale, per la regia di Filippo Dini, andata in scena durante la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa con le musiche di Paolo Fresu. Sempre su Rai 5, lo spettacolo è programmato in replica domenica 21 giugno alle ore 16.00, mercoledì 24 giugno alle ore 18.55 e giovedì 25 giugno alle ore 3.35. Il direttore artistico del TSV – Teatro Nazionale, Filippo Dini, si è confrontato con una delle tragedie più misteriose di Euripide, che ancora oggi porta a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore. Tradotto dal greco da Elena Fabbro, Alcesti vede Filippo Dini nel doppio ruolo di regista e attore, nei panni di Ferete; Paolo Fresu ha firmato le musiche e le ha eseguite dal vivo per la prima dello spettacolo. A interpretare il ruolo della protagonista è Deniz Ozdogan; con lei Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro nel ruolo di Apollo, Luigi Bignone in quello di Thanatos, Sandra Toffolatti è l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro, composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. Le scene sono firmate da Gregorio Zurla, i costumi da Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci da Pasquale Mari. A luglio, lo spettacolo riprende la sua tournée estiva nei festival dei teatri antichi, mentre arriverà sui palcoscenici del Veneto in una versione rivisitata in autunno. Alcesti sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Tournée Alcesti 2026 Teatro Grande di Pompei: 3-5 luglio Teatro Romano di Ostia Antica: 17-18 luglio Teatro Romano di Verona: 17-18 settembre Teatro Olimpico di Vicenza: 26-27 settembre Teatro Del Monaco di Treviso: 18-22 novembre Teatro Verdi di Padova: 24-29 novembre
Varcata la soglia del nuovo triennio, la Stagione 26/27 porta la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale nel vivo del suo viaggio: un percorso attraverso forme, epoche e linguaggi differenti che dal mito giunge fino al presente con 83 spettacoli in cartellone, di cui 37 in abbonamento (12 a Venezia, 13 a Padova e 12 a Treviso), 324 alzate di sipario e 16 tra produzioni e co-produzioni. Dalla tragedia classica alle nuove drammaturgie passando per i grandi testi del Novecento, la programmazione è pensata per intercettare un pubblico sempre più vasto coinvolgendo generazioni diverse e favorendo il dialogo tra queste. La realtà non basta è il titolo della nuova Stagione la cui immagine, una farfalla, realizzata dal designer catalano Javier Jaén con cui il TSV rinnova la sua collaborazione per il secondo anno di seguito, racconta una condizione di transizione. Un tempo sospeso nel quale il cambiamento prende forma e che il teatro conosce da sempre. Da oltre duemila anni accompagna donne e uomini dentro processi di trasformazione che interessano lo sguardo prima ancora della realtà. La farfalla, dunque, non è un simbolo di leggerezza o evasione, ma testimonianza di un percorso compiuto. Quando la realtà conosciuta non basta, è necessaria una metamorfosi per mettere le ali ed entrare in un mondo straordinario. Oltre a garantire un’attività produttiva di prestigio nazionale, il progetto culturale del TSV che trova il suo centro nelle città di Venezia, Padova e Treviso si sviluppa secondo tre linee d’indirizzo: la dimensione internazionale, rafforzata attraverso collaborazioni con artisti e reti tra istituzioni europee, l’impegno per l’inclusione e l’accessibilità, con l’obiettivo di rendere il teatro uno spazio sempre più aperto e partecipato, e l’attenzione alla sostenibilità, intesa sia in senso ambientale sia come responsabilità sociale nel rapporto tra creazione artistica, pubblico e territorio. Produzioni e co-produzioni Sul fronte produttivo il viaggio della stagione prende avvio dal mito e dalle sue risonanze nel presente: con Alcesti di Euripide il direttore artistico del TSV Filippo Dini, che dirige lo spettacolo forte del successo al Teatro Greco di Siracusa dove ha debuttato nella co-produzione con Fondazione INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico, riporta al centro il tema universale del sacrificio. Impegnato durante l’estate nei festival di Ostia Antica e Pompei, Alcesti arriverà in Veneto prima all’Estate Teatrale Veronese e poi al Teatro Olimpico di Vicenza per il Ciclo di Spettacoli Classici; quindi, lo ritroveremo nella programmazione di Padova e Treviso. Incendi dell’autore canadese-libanese Wajdi Mouawad, nella regia di Marco Lorenzi con Filippo Dini nel ruolo di attore protagonista al fianco di Frédérique Loliée, richiama il mito di Edipo e attraversa memoria, identità e violenza. Lo spettacolo inaugurerà le stagioni del Teatro Verdi di Padova, con il debutto in prima nazionale il 27 ottobre 2026, e del Teatro Del Monaco di Treviso il 5 novembre. Ecuba di Marina Carr, interpretata da Elisabetta Pozzi con la regia di Andrea Chiodi, riscrive infine il mito della regina di Troia, trasformandolo in una riflessione contemporanea sul dolore, la guerra e a perdita. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 2 aprile al Teatro Goldoni. Mentre il fenomeno della “Veneto wave”, espressione della produzione artistica della nostra regione, sta toccando l’intero panorama nazionale, il TSV contribuisce ad alimentarne la fonte sostenendo la produzione e la diffusione del teatro veneto e dei suoi protagonisti. Dalle radici del mito il viaggio approda a quelle della tradizione teatrale veneta: Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis rileggono l'eredità di Ruzante in Predatori di pianura (co-produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo). Con Una delle ultime sere di Carnevale (co-produzione Teatro Stabile di Torino), affidata alla regia di Valerio Binasco, riaffiora il mondo di Carlo Goldoni, osservatore dei mutamenti della società veneziana. Marco Paolini, invece, con il suo Bestiario idrico (co-produzione Jolefilm) prosegue il proprio percorso di narrazione civile intrecciando ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Tra le produzioni targate TSV si inserisce, infine, il ritorno de L'ultima domenica di agosto, racconto corale ispirato a La potenza delle tenebre di Tolstoj, scritto e diretto da Fulvio Pepe, che guida un cast anche di attori veneti, tra cui Denis Fasolo, tra i protagonisti de Le città di pianura, film vincitore ai Premi David di Donatello, e in scena anche in Alcesti. Grandi ospiti La programmazione continua nel solco della tradizione teatrale veneta anche per quanto riguarda i titoli in ospitalità: due sono le opere goldoniane, Gli innamorati con adattamento e regia di Roberto Valerio e Le smanie per la villeggiatura diretto del padovano Giorgio Sangati. Sempre a Sangati è affidato il compito di portare in scena Il delirio del particolare, testo di Vitaliano Trevisan con l’interpretazione della veneta Maria Paiato. La stagione accoglie, poi, alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana ed europea, dando vita a un dialogo continuo tra classici e nuove scritture. Con Gaber. Mi fa male in mondo Neri Marcorè inaugura il cartellone del Teatro Goldoni di Venezia il prossimo 30 ottobre dando nuova vita al teatro canzone. Il rapporto tra individuo e responsabilità attraversa Erano tutti miei figli di Arthur Miller nella regia di Elio De Capitani, mentre Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, diretto da Leo Muscato e interpretato da Lunetta Savino, riporta al centro il tema della guerra e delle sue conseguenze sui destini individuali e collettivi. E ancora Finale di partita di Samuel Beckett, diretto da Gabriele Russo, mette in scena una delle riflessioni più radicali sulla condizione umana. Si aggiunge poi Molière di Francesco Niccolini con Alessio Boni e completa il percorso La cosmicomica vita di Q, interpretata da Luca Marinelli, che trasforma l’immaginario di Italo Calvino in un racconto teatrale sospeso tra scienza, filosofia e fantasia. Violenza, fragilità familiari e contraddizioni del presente emergono invece in Le dieu du Carnage di Yasmina Reza con Antonio Zavatteri, L’angelo del focolare di Emma Dante, Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese con Valeria Solarino e A casa tutti bene di Gabriele Muccino con Anna Galiena. La presenza internazionale della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, una delle realtà più innovative della scena europea contemporanea, dialoga con interpreti come Umberto Orsini, Anna Ferzetti, Stefano Massini, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, Salvo Ficarra e Massimiliano Gallo. Si conferma, infine, per tutti e tre i teatri il format A scena aperta: per ogni spettacolo in stagione il pubblico avrà l’opportunità di incontrare attori e registi in dibattiti moderati da esperti di teatro o giornalisti. La Stagione contemporanea al Teatro Maddalene Dopo due anni di sperimentazione, la programmazione al Teatro Maddalene di Padova cambia volto: non più singoli format ma un unico cartellone di spettacoli che indagano i linguaggi del contemporaneo e parlano al pubblico più giovane. L’attività produttiva del TSV si configura come un laboratorio esteso. Oltre a presentare spettacoli finiti intende accompagnare processi: scrittura, creazione e maturazione scenica si sviluppano così davanti allo spettatore come parte integrante di un unico progetto artistico. L’apertura nel 2026 con la nuova produzione Il sentiero di Linda Dalisi, da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, diretto da Fabiana Iacozzilli inaugura il dialogo con la letteratura. Il 2027 segna poi un passaggio chiave in cui i processi avviati l’anno precedente con Maturazione, Test Your Writing e il progetto europeo Storm diventano spettacoli compiuti. L’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, la scuola del TSV, disegna invece per gli allievi del III anno un percorso in sei spettacoli: si passa dalla Commedia dell’Arte con Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (regia Michele Modesto Casarin), a Tre sorelle di Čechov (Simona Gonella), fino a Le operette morali di Leopardi (Giorgio Sangati). Con Pompei di Marco D’Agostin il lavoro si apre alla scena performativa contemporanea. Il percorso si conclude con Cantiere Shakespeare guidato da Serena Sinigaglia. Gli spettacoli in ospitalità, la cui intera programmazione sarà presentata prossimamente, intercettano le urgenze del presente portando in scena temi come identità, relazioni, fragilità e corpo come spazio politico e percettivo. Tra gli ospiti emergono la presenza di Babilonia Teatri, Claudia Manuelli e Chiara Bersani. Fuoriserie Complementare al cartellone della Stagione, la rassegna “Fuoriserie” nasce dalla volontà di attraversare i confini tra discipline e linguaggi. A Venezia il teatro incontra la filosofia, la divulgazione e la satira attraverso la ripresa di Vestire gli ignudi di Pirandello rivisto dallo sguardo di Alessandro Businaro, il Dario Fo e Franca Rame interpretati da Matthias Martelli, le riflessioni sull’amore di Pietro Del Soldà, il linguaggio visionario di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l'ironia di Arianna Porcelli Safonov e Massimiliano Finazzer Flory con un’intervista impossibile a Leonardo Da Vinci. Tra gli eventi speciali, inoltre, tornano gli appuntamenti natalizi con la Big Vocal Orchestra e Lo Schiaccianoci con il Balletto Classico Russo e il 25 aprile con i Vocal Skyline. A Padova il percorso prosegue con Paolo Calabrese e il suo sguardo sulle vite possibili e mancate, con Francesco Piccolo e Pif, con Roberto Citran che restituisce la scrittura di Goffredo Parise, con Mario Perrotta e il racconto umano e musicale di Domenico Modugno, fino alla ricerca performativa di Marco D'Agostin. Infine, Treviso indaga i temi del teatro antico all’interno del Festival Mythos 2027 con spettacoli a cura di Tema Cultura, Anagoor e Massimiliano Civica, oltre al concerto di Natale con la Big Vocal Orchesta. Dagli appuntamenti “Fuoriserie” della passata Stagione nasce un nuovo progetto editoriale che vede la collaborazione tra il Teatro Stabile del Veneto e l’editore Ronzani: le conferenze-spettacolo Tre capitoli del martirio, ovvero Dioniso, Gesù e Hosseyn a cura di Pietrangelo Buttafuoco e L’Edipo Re a cura di Umberto Curi saranno pubblicate nella collana “Lezioni” di Ronzani. Sostenibilità, inclusione e internazionalizzazione Il Teatro Stabile del Veneto ambisce a essere un punto di riferimento per l'innovazione culturale, contribuendo a costruire un modello di teatro capace di generare valore sociale, favorire la partecipazione e accompagnare la transizione verso una maggiore sostenibilità. Con il fine di partecipare allo sviluppo del “teatro sostenibile di domani”, il TSV ha adottato una politica di sostenibilità (approvata in sede di CdA il 22 luglio 2025) attorno a cui sta orientando le proprie attività. Tra le iniziative intraprese vi è la realizzazione di un modello di rendicontazione e monitoraggio delle produzioni finalizzato a orientare e valutare gli impatti ambientali e sociali fin dalle prime fasi di sviluppo dei progetti artistici. Dopo aver testato un primo modello nella scorsa stagione, il Teatro Stabile del Veneto compie un ulteriore passo nel proprio percorso di sostenibilità: il cartellone 2026/27 include una produzione pensata e realizzata secondo gli indirizzi della politica di sostenibilità dell’ente. Il sentiero per la regia di Fabiana Iacozzilli sarà infatti realizzato fin dalla sua ideazione monitorando e rendicontando il divario di genere del personale, l’impatto dei viaggi e dei trasporti di scene, costumi e attrezzeria, gli spostamenti del pubblico e la scelta dei materiali e delle attrezzature tecniche, preferendo il riutilizzo di materiali di seconda mano in un’ottica di economia circolare e di impianti luci e audio con basso consumo energetico. Il Teatro Stabile del Veneto conferma, inoltre, il proprio impegno nella realizzazione di un percorso di accessibilità e inclusione, volto a rendere il teatro un luogo realmente aperto, equo e rappresentativo per pubblici diversi per età, provenienza e contesto sociale. Per la Stagione 26/27 il TSV offre spettacoli accessibili (Incendi, Ecuba e un terzo titolo in via di definizione), che includono servizi come audiodescrizione, sottotitoli, traduzione in LIS, tour tattili e smart glasses per persone cieche o ipovedenti e sorde, l’uso di cuffie per persone con deficit uditivi oltre alle visite guidate inclusive, con guide condotte da giovani nello spettro autistico dell’associazione Talents Lab. In quanto membro di ETC - European Theatre Convention, inoltre, il Teatro Stabile del Veneto è parte attiva del gruppo europeo dedicato a inclusione e accessibilità con l’obiettivo di condividere all’interno della rete di teatri internazionali buone pratiche relative all'inclusione delle persone con disabilità e all'accessibilità nelle attività artistiche, organizzative e legate al pubblico. Con l’obiettivo di abbattere le barriere linguistiche il TSV inserisce nel cartellone della Stagione 26/27 una selezione di spettacoli sottotitolati in lingua inglese e francese. Sul fronte dell’internazionalizzazione, inoltre, la nuova Stagione accoglierà l’avvio di un nuovo progetto di cooperazione internazionale: dopo una serie di workshop Our common garden, in partnership con istituzioni teatrali da Germania, Lettonia e Lituania, porterà alla realizzazione di una performance simultanea in tre spazi museali a Riga, Bonn e in Veneto. La campagna abbonamenti e il nuovo programma di membership Come da tradizione la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale presenta al pubblico delle tre città i cartelloni delle rispettive stagioni in tre serate evento, che si terranno il 7 luglio al Teatro Goldoni, l’8 luglio al Teatro Verdi e il 9 luglio al Teatro Del Monaco. La campagna abbonamenti prenderà il via a partire dal 23 giugno con il periodo di prelazione riservato al rinnovo degli abbonamenti e, per le prime settimane fino ad inizio luglio, potrà essere effettuato solo presso le biglietterie fisiche nei teatri per consentire il cambio del sistema di biglietteria. Si tratta di un breve periodo di transizione, che consentirà al TSV di offrire al proprio pubblico un’esperienza di acquisto online ancora più efficiente. Anche grazie ai risultati ottenuti nell’ultima Stagione, il TSV ha deciso di non aumentare i prezzi dei biglietti. Tenuto conto delle attuali sfide demografiche, sono state aggiornate le tariffe con una diminuzione del costo dei biglietti under 26 e un innalzamento della soglia anagrafica di accesso alle scontistiche a over 70. L’acquisto dell’abbonamento non solo consente un risparmio di circa il 25% sui singoli biglietti, ma garantisce agli abbonati della stagione 26/27 una tariffa agevolata anche per gli spettacoli in programma a Padova, Venezia e Treviso. Si conferma, inoltre, il progetto che permette agli Universitari del Veneto di andare a teatro con un biglietto al costo simbolico di 5 € e con un abbonamento di 30€ su sei spettacoli. Dopo il successo dell’anno scorso torna anche l’abbonamento a sei spettacoli dedicato ai residenti della Città Metropolitana di Venezia e si conferma il turno del martedì per sei spettacoli al Teatro Verdi di Padova, il cui successo è prova della rinnovata fiducia da parte del pubblico. Tra le novità in partenza con la nuova Stagione 26/27, il TSV presenta il proprio programma di membership “Fuori Copione”: una proposta di fidelizzazione del pubblico con benefit ed esperienze esclusive per partecipare più da vicino alla vita teatrale e ai processi dietro le quinte. La stagione 26/27 per il Teatro Stabile del Veneto si avvia pertanto con un programma fitto di appuntamenti e progetti la cui realizzazione è possibile solo grazie alla fiducia del pubblico e al contributo dei soci, la Regione Veneto, i Comuni di Padova, Venezia e Treviso, le Camere di Commercio di Padova, Venezia-Rovigo e Treviso-Belluno, la Provincia di Padova, Confindustria Veneto Est, Fondazione di Venezia e grazie al sostegno del Ministero della Cultura e dei molteplici partner pubblici e privati che continuano a credere nel rilancio della cultura e del teatro. Tra i partner coinvolti in vari progetti si citano BCC Veneta, Imoco Group, Ascopiave, Coldiretti, Giraldo, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet, lo studio SC&A. Sono mecenati Art Bonus del TSV la Fondazione Cariparo, Carraro group grazie ai progetti che il TSV presenta nel portale artbonus.gov.it.
Come costruire un ponte concreto tra formazione artistica e accesso alla professione? Quale ruolo possono svolgere i teatri pubblici europei e le loro accademie nella crescita delle nuove generazioni di artisti in un contesto economico sociale in continua evoluzione? E come rafforzare, attraverso le politiche europee, la mobilità, lo sviluppo di nuove competenze e l'occupazione nel settore delle arti performative? Sono queste le domande al centro di “from SCHOOL to STAGE – Formazione, lavoro e responsabilità pubblica nelle accademie teatrali europee”, il workshop internazionale promosso dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale che si è tenuta il 10 giugno a Bruxelles, presso Cà Veneto, sede della Regione del Veneto e domicilio europeo del TSV. L'iniziativa ha riunito rappresentanti di alcuni tra i principali teatri nazionali europei dotati di strutture formative permanenti, insieme a esponenti delle istituzioni dell'Unione Europea, reti culturali internazionali e stakeholder del settore dello spettacolo dal vivo. Il workshop nasce dalla consapevolezza che le accademie teatrali inserite all'interno dei teatri pubblici costituiscono oggi una risorsa strategica per un’Europa più coesa. Tra i protagonisti dell'incontro erano presenti rappresentanti dell'Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto, dell'Academy of the National Theatre of Greece e l'École du Théâtre National de Bretagne, che hanno preso parte a un focus group dedicato ai modelli europei di formazione, al rapporto tra accademie e sistema produttivo, alla transizione dalla formazione all'occupazione e alle prospettive di cooperazione internazionale. Il workshop introdotto da Carlo Clini Direttore dell’Unità Organizzativa Rapporti con l’Unione europea della Regione Veneto ha ospitato momenti di dialogo con rappresentanti delle istituzioni europee impegnati nei settori della cultura, della formazione e dell'occupazione. Dopo il saluto inviato dall’Assessore regionale all'Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura Valeria Mantovan, sono seguiti gli interventi dell'eurodeputata Elena Donazzan, membro della Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo, di Sylvain Pasqua, Senior Expert della Direzione Generale Educazione, Gioventù, Sport e Cultura della Commissione Europea, e di Erminia Sciacchitano, Addetta culturale e audiovisiva presso la Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea. Tra i moderatori era presente anche Laura Gardes Project & Network Manager del Network ETC European Theatre Convention. Nel corso della giornata sono state presentate esperienze e buone pratiche sviluppate dai teatri partecipanti per favorire l'inserimento professionale dei giovani artisti, valorizzando modelli che integrano formazione, produzione e accompagnamento al lavoro. Particolare attenzione è stata dedicata agli strumenti europei già esistenti – a partire da Erasmus+ – e alle opportunità che potranno emergere nella futura programmazione comunitaria 2028-2034 come il nuovo programma AgoràEU che è in corso di discussione a Bruxelles e che al momento prevede un aumento delle risorse europee dedicate alla Cultura. L'obiettivo di questo primo momento di confronto è avviare una riflessione comune sul ruolo pubblico delle accademie teatrali europee e promuovere la nascita di una alleanza stabile tra teatri nazionali e istituzioni formative. Al termine del workshop è stato infatti proposto l'avvio di un tavolo di lavoro permanente tra i teatri partecipanti per sviluppare progetti condivisi, programmi di mobilità e candidature congiunte ai bandi europei, con la prospettiva di un secondo incontro internazionale entro la fine del 2026. Con “from SCHOOL to STAGE”, il Teatro Stabile del Veneto conferma il proprio impegno nel promuovere una visione europea della formazione teatrale, nella convinzione che investire sulle nuove generazioni significhi rafforzare il ruolo della cultura come motore di coesione sociale, innovazione e cittadinanza attiva europea.
Le pietre vivono, le anime tremano: nella cornice antica di Siracusa Filippo Dini mette in scena Alcesti di Euripide». Così Andeas Rossmann, tra i più rinomati critici teatrali tedeschi, apre la sezione culturale del Frankfurt Allgemeine Zeitung con un’intera pagina dedicata ad Alcesti. La coproduzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con l’Istituto nazionale dramma antico ha inaugurato la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, dove resta in scena fino al 6 giugno. Dal debutto a oggi, hanno già superato quota 40mila gli spettatori che hanno assistito allo spettacolo firmato dal direttore artistico del TSV Filippo Dini. Tra questi anche il critico teatrale tedesco Andreas Rossmas, che dedica un lungo articolo alla coproduzione TSV e INDA del Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il quotidiano è uno dei più letti in Germania, e per quanto riguarda la cultura è punto di riferimento per tutta Europa. L’articolo si intitola Ein Chor, der weiß, wo der Feudel hängt. Letteralmente: Un coro che sa dove si trova lo straccio, modo di dire tutto tedesco per lodare qualcosa come formidabile. Il regista Filippo Dini è stato spinto a misurarsi con Alcesti perché è una delle tragedie più misteriose di Euripide: un’opera che sfiora la satira, portando a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore. Tutte particolarità su cui Rossman si sofferma: «Tra i drammi di Euripide giunti fino a noi, Alcesti è il più antico ma anche il più strano, enigmatico e difficile. Veniva presentato nella posizione tradizionalmente riservata al dramma satiresco, senza però ricorrere agli strumenti del grottesco per alleggerire gli eventi tragici. Al contrario, Euripide si prende la libertà di “correggere” la catastrofe e trasformarla in un lieto fine». Sulle scelte scenografiche e di regia, il critico teatrale tedesco nota: «Nella regia di Filippo Dini, l’antica Fere sembra trovarsi dietro l’angolo. Lo scenografo Gregorio Zurla colloca davanti alla facciata scura di una moderna villa geometrica una grande terrazza che ricorda quelle costruzioni che deturpano molte coste siciliane. Il risultato è un misto tra spa, palestra e oasi benessere: un lusso freddo, sterile e ostentato. Una squadra di addetti alle pulizie, vestita con eleganti uniformi color bordeaux, spazza, lucida e sistema ogni cosa. È un coro che sa perfettamente dove si trova lo straccio». Positivo il giudizio sui personaggi e le musiche che «creano familiarità e colore, così come i rituali del coro, le coreografie variopinte, gli assoli di tromba di Paolo Fresu e le sonorità sacrali». A colpire Rossman è il finale dell’opera, che «offre un’immagine potente. Alcesti, con il vestito bianco macchiato di sangue, sale sulla terrazza del tetto dopo essere stata svelata davanti al marito. Quando il suo volto torna visibile, non parla. Non riesce a pronunciare una parola. Emette soltanto suoni e vocalizzi. Ritrova la voce, ma non il linguaggio. Ritrova il respiro, ma non il senso. È il commento più efficace all’irrazionalità di quanto è accaduto». Dopo le recite al Teatro di Siracusa, Alcesti parte in tournée nazionale: sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Tournée Alcesti 2026 Teatro Greco di Siracusa: 8 maggio - 6 giugno Teatro Grande di Pompei: 3-5 luglio Teatro Romano di Ostia Antica: 17-18 luglio Teatro Romano di Verona: 17-18 settembre Teatro Olimpico di Vicenza: 26-27 settembre Teatro Del Monaco di Treviso: 18-22 novembre Teatro Verdi di Padova: 24-29 novembre
Che cosa significa oggi formare un attore? È una domanda apparentemente semplice, ma per rispondere serve intrecciare tradizione teatrale, pratiche formative, trasformazioni del lavoro e responsabilità culturale delle istituzioni. Da questa esigenza nasce il volume Diventare attori. Dal modello del Veneto all’Europa (Ronzani, 2026), presentato questa mattina al Teatro Goldoni di Venezia alla presenza dell’Assessore all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione del Veneto, Valeria Mantovan, e del Direttore Generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto, Claudia Marcolin. Attraverso saggi, testimonianze e interviste a protagonisti della scena contemporanea, il libro restituisce un quadro articolato dell’attuale formazione attoriale, che va ripensata alla luce delle trasformazioni in corso. L’invito è di superare la visione parziale dell’attore come semplice interprete, restituendo una figura più complessa: un artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera. In questo senso il modello TeSeO – Teatro Scuola Occupazione, promosso dalla Regione del Veneto e dal Teatro Stabile del Veneto, rappresenta un caso concreto e già consolidato di integrazione tra formazione e professione, capace di accompagnare gli allievi in un percorso che va dall’apprendimento alla scena, fino al mondo del lavoro. In sette anni di attività, TeSeO ha coinvolto oltre 3mila giovani, superando il 70% di tasso d’occupazione tra gli ex allievi e allieve. La presentazione del volume apre il modello veneto a una dimensione europea grazie all’appuntamento previsto il 10 giugno a Bruxelles, dove il Teatro Stabile del Veneto promuove il workshop internazionale “From SCHOOL to STAGE – Training, Employment and Public Responsibility in European Theatre Academies”. È un’occasione di dialogo tra alcune delle principali accademie teatrali legate ai Teatri Nazionali europei: Scuola del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Academia del Teatro Nazionale di Atene ed École del Teatro Nazionale di Bretagna affronteranno il tema della transizione dalla formazione all’accesso alla professione, con una riflessione sulla responsabilità pubblica delle istituzioni culturali. I teatri nazionali hanno infatti un ruolo decisivo nell’accompagnare i giovani artisti verso la pratica professionale, sostenendone l’ingresso nel sistema teatrale dei rispettivi paesi. L’iniziativa guarda così alla programmazione europea 2028–2034 per rafforzare il dialogo tra politiche culturali, occupazione giovanile, sviluppo delle competenze e programmi di mobilità. “Il volume Diventare attori. Dal modello del Veneto all'Europa racconta di TeSeO, una scommessa vinta nata dalla visione strategica della Regione del Veneto che riconosce nella cultura il motore profondo dell'identità del territorio e dello sviluppo economico. TeSeO non è un lusso, ma una necessità, un modello che dimostra come il Veneto sappia trasformare un investimento in cultura in un sistema concreto di formazione, lavoro e sviluppo del territorio. È tutto raccontato in questo libro con rigore e passione, dal contributo dei grandi maestri del teatro ai percorsi dei giovani allievi che oggi lavorano sulle scene italiane. TeSeO costituisce davvero un ponte concreto tra il talento dei nostri giovani e il mondo del lavoro, coniugando l'artigianato della scena con una governance moderna. Siamo orgogliosi che il Veneto, unica regione in Italia, abbia costruito qualcosa che guarda all’Europa: un modello in cui Fondo Sociale Europeo, politiche della formazione e arte teatrale parlano la stessa lingua”. Ha dichiarato Valeria Mantovan, Assessore all’istruzione, formazione professionale e politiche culturali della Regione del Veneto. “La presentazione di questo libro è la prima tappa di un percorso che vuole innovare la nostra Accademia caratterizzandola in un contesto non solo regionale ma anche nazionale ed europeo. L’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, grazie alla Regione Veneto, ma anche i Comuni di Padova e Venezia, la Commissione europea e partner privati come Carraro, diploma ogni anno una decina di attrici e attori, che nel loro percorso formativo hanno già avuto le prime esperienze lavorative nel mondo teatrale, in Italia ed Europa, ed escono dall’Accademia già avviati alla professione. E la nostra accademia è la prima in Italia che ha istituito un programma stabile di mobilità europea e di studio sul teatro digitale e le nuove tecnologie grazie a partner europei. Insomma, il modello TeSeO funziona. Per questo il TSV ha aumentato l’impegno dal 2025 con maggiori risorse dedicate alla formazione. La strada è quella giusta, come ci dimostra l’attenzione europea verso quanto abbiamo fatto finora: a giugno saremo a Bruxelles per confrontarci con alcune delle principali accademie teatrali legate ai Teatri Nazionali europei. TSV, Scuola del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Academia del Teatro Nazionale di Atene ed École del Teatro Nazionale di Bretagna affronteranno il tema della transizione dalla formazione all’accesso alla professione, con una riflessione sulla responsabilità pubblica delle istituzioni culturali”. Ha affermato Claudia Marcolin, Direttore generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Il dialogo a partire dal libro La presentazione di Diventare attori. Dal modello del Veneto all’Europa è stata occasione di confronto sui temi al centro del volume. Una questione emerge su tutte: non è possibile immaginare il teatro di domani senza interrogarsi oggi su come formare i suoi attori. In questa prospettiva si afferma la centralità dell’attore/autore, non più semplice interprete ma artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera, intrecciando corpo, pensiero, scrittura scenica e responsabilità culturale. A partecipare al confronto, moderati dalla curatrice Valentina Berengo, sono intervenuti Luca Scarlini, scrittore e drammaturgo che ha firmato il contributo L’attore un paradosso; il Direttore della Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto, Fabio Menin, che si è focalizzato sulla visione di TeSeO come modello pedagogico capace di generare opportunità lavorative; Manuela Massimi, Componente del Comitato Tecnico di Accompagnamento di TeSeO, che ha raccontato la nascita dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni (ATCG) frutto dell’unione tra Accademia Palcoscenico e Accademia Teatrale Veneto; Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, che ha approfondito i temi centrali della pubblicazione, soffermandosi sulla vocazione internazionale dell’ATCG. Nicoletta Robello, infine, in qualità di Coordinatrice didattica dell’ATCG ha rivolto lo sguardo al futuro e ai nuovi modelli pedagogici. Durante la mattinata, sono intervenuti gli allievi e allieve del III anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni in videocollegamento da Bonn, Germania, dove stanno svolgendo l’Erasmus. Hanno concluso l’evento gli allievi e allieve del II anno con un estratto da Gli Innamorati di Carlo Goldoni, per la regia di Giorgio Sangati.
In data 20/05/26 è uscito l’elenco dei cantanti ammessi alla fase successiva del 52° Concorso Internazionale per cantanti Toti Dal Monte che si terrà presso il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso il 20 e 21 maggio 2026. La convocazione, con l’orario e la data, sarà inviata ad ogni singolo partecipante via email. Scarica la lista dei cantanti ammessi In data 21/05/26 è uscito l’elenco dei cantanti ammessi alla finale del Concorso che si terrà il giorno 23 maggio 2026 presso il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso. La convocazione sarà inviata ad ogni singolo partecipante via email. Scarica la lista dei finalisti In data 23/05/26 è stata pubblicata la lista dei candidati vincitori del 52° Concorso Internazionale per cantanti Toti Dal Monte. Scarica la lista dei vincitori
Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, l’assessore regionale alla cultura Valeria Mantovan e il presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale Giampiero Beltotto hanno presentato questa mattina i risultati della stagione 25/26, su cui sta per calare il sipario. Numeri in crescita che parlano di un ente sano e capace di creare valore aggiunto per il territorio: si allarga la platea degli abbonati che con 6.350 abbonamenti registra un aumento del 56% in tre anni, le presenze nei teatri raggiungono la soglia delle 200mila e crescono anche i numeri dell’occupazione con un totale di 300 scritturati tra artisti e tecnici. “È lusinghiero il rapporto di fine stagione presentato oggi dalla Fondazione TSV che, ancora una volta, si afferma con una quantità e una qualità che la pongono tra le eccellenze nazionali nel settore della prosa. La Regione accompagnerà nel prossimo triennio questa importante realtà culturale sostenendone in particolare la vocazione internazionale, la presenza sul territorio e i partenariati cui stanno giustamente pensando, in particolare quelli con i teatri di riferimento delle più importanti comunità internazionali che ormai sono residenti nel nostro territorio, esempio encomiabile di integrazione. La Regione, inoltre, ha deciso di aumentare il suo sostegno anche sul piano dello sviluppo economico necessario perché il Teatro Stabile del Veneto rimanga saldamente ancorato alle eccellenze nazionali”. Ha dichiarato il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani. L’assessore regionale Valeria Mantovan: “Con un’attività produttiva teatrale di notevole prestigio a livello nazionale la Fondazione Teatro Stabile del Veneto rappresenta un’eccellenza nel panorama culturale italiano che rende orgoglioso il Veneto anche per la sua crescita di prestigio sul piano internazionale. Il consolidato legame con altri soggetti teatrali regionali e numerosi accordi con gli enti locali, non ultimo quello per la riapertura del Teatro De la Sena di Feltre, rendono l’operato dello Stabile del Veneto prezioso per la nostra Regione”. Il presidente del TSV, Giampiero Beltotto, ha espresso la sua riconoscenza nei confronti della dirigenza, degli artisti, delle maestranze e dei dipendenti dell’azienda, il cui impegno è stato fondamentale per il raggiungimento dei risultati ottenuti. Ha ringraziato il presidente della Regione del Veneto per il lavoro di approfondimento che ha voluto fare in questi mesi rispetto alla realtà dello Stabile del Veneto e ha garantito la sua permanenza nel CdA della Fondazione fino a quando i soci manifesteranno fiducia nel suo operato. Il contributo straordinario annuale della Regione, pari a 1 milione, in pochi anni ha generato ulteriore sviluppo portando il TSV da un valore di produzione di 9 milioni nel 2021 a quasi 13 milioni di euro nel 2025, segno di una ricaduta nel territorio delle attività dello Stabile.
Alcesti inaugura questa sera la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Si confronta con una delle tragedie più misteriose di Euripide, che ancora oggi porta a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore, Filippo Dini, direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e regista dello spettacolo. La co-produzione firmata da Fondazione INDA e TSV, dopo la tournée estiva nei festival dei teatri antichi, arriverà sui palcoscenici del Veneto in una versione rivisitata. “Mettere in scena l’Alcesti significa per noi rispondere in maniera eccellente alla vocazione di teatro di produzione attraverso collaborazioni con i migliori teatri e centri di produzione del panorama teatrale italiano e internazionale, come è l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Questo debutto nello storico teatro greco di Siracusa è motivo di orgoglio per il TSV: siamo nel cuore della Magna Grecia dove la tragedia era catarsi, il teatro un rito pubblico. Oltre due millenni e mezzo dopo Euripide, i classici antichi continuano a parlarci e a farci riflettere sulla condizione dell’uomo.” Dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Tradotto dal greco da Elena Fabbro, Alcesti vede Filippo Dini nel doppio ruolo di regista e attore, nei panni di Ferete; le musiche sono di Paolo Fresu che le esegue dal vivo questa sera per la prima dello spettacolo. A interpretare il ruolo della protagonista sarà Deniz Ozdogan; con lei Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro nel ruolo di Apollo, Luigi Bignone in quello di Thanatos, Sandra Toffolatti sarà l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro che sarà composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. Le scene sono firmate da Gregorio Zurla, i costumi da Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci da Pasquale Mari. Alcesti rimarrà in scena a Siracusa fino al 6 giugno per poi partire in una tournée nazionale: sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Scopri la tournée e la rassegna stampa