Nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali lo sport è ancor più sotto i riflettori, compresi quelli del teatro. Sul palcoscenico del Teatro Maddalene sono pronti a salire tre volti noti dello sport, grazie a Sport on Stage, la nuova rassegna pensata e prodotta dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con il supporto di TEDx Padova. Giorgio Minisini, Emma Mazzenga e Francesco Bettella sono i campioni protagonisti di un format stile late show che intreccia con ironia il racconto dei successi sportivi, la divulgazione e l’arte teatrale. I tre sportivi sono attesi sul palcoscenico in due repliche ciascuno. Si inizia il 18 e 19 marzo con Giorgio Minisini, tocca poi a Emma Mazzenga (25, 26 marzo) e si chiude con Francesco Bettella (1, 2 aprile). Il palcoscenico delle Maddalene si trasforma così in un salottino, come quello del noto programma statunitense Tonight Show e del suo corrispettivo italiano Una pezza di Lundini. Giulia Briata e Cristiano Parolin conducono il talk, a partire dai testi di Nicolò Targhetta e con la regia di Sonia Soro. Come in ogni ospitata televisiva che si rispetti, i due conduttori intavolano una conversazione con lo sportivo o la sportiva di turno per far emergere i successi e le difficoltà che si celano dietro la loro professione. Tra barrette proteiche e tisane alle erbe, a condire il tutto ci pensa il pubblico, invitato a partecipare con domande, quiz scherzosi e medaglie d’oro, argento e bronzo. Apre la rassegna Sincronizzati con Giorgio Minisini. Il campione mondiale di nuoto artistico, ideatore di coreografie acquatiche spettacolari e promotore di uno sport accessibile e inclusivo è atteso al Teatro Maddalene il 18 e 19 marzo per raccontare della sua esperienza sportiva. Minisini è un esempio di dedizione e di coraggio, entrambe qualità che gli hanno permesso di abbattere stereotipi e restituire dignità al nuoto artistico, rendendolo disciplina olimpionica. Acquista il tuo biglietto Segue il 25 e 26 marzo Più veloce del tempo, una conversazione con Emma Mazzenga. L’atleta padovana, classe 1933, è una vera e propria leggenda dell’atletica master mondiale. Dopo una carriera da insegnante, torna alle gare a 70 anni e conquista oltre cento titoli italiani, 31 europei, 11 mondiali e quattro record del mondo nelle categorie W80‑W90. La sua velocità a più di novant’anni attira l’interesse della comunità scientifica, che studia il segreto della sua longevità atletica. Con disciplina, passione e uno stile di vita attivo, Emma è oggi un simbolo universale di energia, resilienza e amore per lo sport. Acquista il tuo biglietto A chiudere la rassegna, l’1 e 2 aprile, ci pensa il plurimedagliato nuotatore paralimpico Francesco Bettella in Fissando il soffitto. Il nuotatore padovano, classe 1989, è specialista di dorso in classe S1, ha trasformato il nuoto da semplice terapia infantile a una carriera straordinaria, conquistando medaglie ai Giochi di Rio, Tokyo e Parigi e numerosi podi mondiali ed europei. Atleta tenace e determinato, affianca allo sport un brillante percorso accademico, avendo da poco conseguito il dottorato in Neuroscienze. La sua storia unisce talento, disciplina e una costante ricerca di nuove sfide. Acquista il tuo biglietto
La scadenza del bando è stata prorogata al 17 marzo ore 13! UNIVERSERÌE, il format teatrale ideato e diretto dalla Compagnia Amor Vacui in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con l’obiettivo di portare in scena il mondo universitario, arriva alla sua decima edizione. Un instant drama che si ispira ai dispositivi delle serie tv composto da tre episodi e una maratona finale dell’intera stagione, che rende protagonisti le studentesse e gli studenti universitari, coinvolte in prima persona come autrici/autori e attrici/attori. La decima ed ultima stagione di Universerìe vuole esplorare un tema fondamentale: la fine. Perché è proprio nelle fine delle cose che ci concediamo uno sguardo all’indietro per cercare un senso, perché a volte vorremmo che le cose non finissero mai e perché, ogni fine, se guardata davvero, contiene già l’inizio di qualcosa di nuovo. Attraverso il teatro, vogliamo creare uno spazio di condivisione, riflessione e crescita in cui studenti e studentesse possano interrogarsi su come si chiudono le cose: come finiscono le relazioni, i percorsi, le abitudini, le versioni di noi stessi che abbiamo abitato per anni. Come si saluta una città, un gruppo, un tempo della vita. E come si resta quando qualcosa si conclude. Il bando è rivolto prevalentemente a studentesse e studenti universitari, ma anche a dottorande/i assegniste/i, specializzande/i, ricercatrici e ricercatori, professoresse e professori, personale tecnico e amministrativo e a tutte e tutti coloro che, a vario titolo, abbiano un rapporto formalizzato con l’Università di Padova. Requisiti particolari (almeno uno tra questi): sentirsi parte della vita universitaria patavina, aver visto almeno una serie tv in modo compulsivo, avere o avere avuto durante la vita universitaria un rapporto di amicizia, una storia sentimentale, una scelta di vita non andata proprio come ci si aspettava. Vuoi partecipare? Scarica il bando e candidati! Segnaliamo che la data dei provini è stata anticipata al 20 marzo, dalle 10.00 alle 13.00!
Lo studio padovano di commercialisti e avvocati SC&A inizia un partenariato con il TSV per sostenere iniziative teatrali legate all’inclusione e contro la violenza di genere. Fare rete con istituzioni, imprenditori e professionisti del territorio, per promuovere una cultura più sensibile alla parità di genere e alla sostenibilità. La Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale ha avviato un partenariato con lo Studio SC&A, una realtà professionale nota dal 2005 per servizi di consulenza in campo economico, finanziario, giuridico e fiscale, e che si impegna a sostenere produzioni teatrali e iniziative culturali del TSV che sensibilizzano verso una società più equa. Tale collaborazione arriva in un momento in cui il Teatro Stabile del Veneto è impegnato ad inserire nella sua programmazione a Padova, Venezia e Treviso spettacoli con un forte impatto sociale, in grado di affrontare il tema della violenza e della parità di genere: non solo Mirandolina che in una lunga tournée, ma anche Prima Facie, una produzione della Compagnia Finzi Pasca da un testo di Suzie Miller, previsto al Teatro Verdi il 31 marzo. Dopo l’iniziativa di raccolta fondi per gli orfani e orfane di femminicidio con la collaborazione del Centro Veneto Progetti Donna si aggiunge, quindi, un’ulteriore iniziativa grazie alla sensibilità di SC&A, studio di commercialisti e avvocati che ha deciso di diventare partner del TSV e inaugurare una sponsorizzazione triennale. Lo studio con più di 20 professionisti da tempo dimostra una spiccata sensibilità verso iniziative di solidarietà nel territorio padovano,. A questo si aggiunge una serie di investimenti anche nella cultura, come strumento di crescita sostenibile per la collettività e le nuove generazioni. In qualità di partner del TSV, SC&A fino al 2028 si impegna a sostenere produzioni e iniziative culturali dello Stabile del Veneto che affrontano temi come la violenza di genere, permettendo di aumentare ancor di più l’impegno per una società più giusta. La collaborazione prevede anche la promozione del mecenatismo, mediante la piattaforma Art Bonus che consente agevolazioni fiscali a chi decide di sostenere il mondo della cultura e dello spettacolo. La collaborazione con SC&A è solo uno dei passi di un’interlocuzione che il Teatro Stabile del Veneto rivolge alle istituzioni, agli enti del terzo settore, agli studi professionistici e alle realtà imprenditoriali del territorio. Lo scopo è creare una rete virtuosa che possa trasformare il teatro in un megafono per una società più equa, sostenibile e accessibile, dove non ci sia spazio per la violenza in ogni sua forma e per la disparità di genere. Con questa collaborazione, lo studio SC&A si aggiunge ad altri partner privati del TSV impegnati insieme ai soci, a sostenere le attività culturali e sociali dell’ente: BCC Veneta, Carraro group, McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave, Imoco group, Ascopiave, Giraldo, Coldiretti e la Fondazione Cariparo con il sostegno a specifici progetti. Una rete composta inoltre già da molte associazioni ed enti del terzo settore, con cui il TSV collabora in attività sociali tra cui Associazione italiana ciechi (Padova, Treviso, Venezia), Ente nazionale sordi (Padova, Treviso, Venezia), Comitato giovani sordi italiani (CGSI - sezione Veneto), Comitato Paralimpico Veneto, Università degli Studi di Padova, Cà Foscari, le case circondariali di Venezia e di Padova, TalentsLab, Polis – Social Hub, Avanscena, This Ability, Casa Priscilla, Centro Veneto Progetti Donna, Passpartout, fondazione La Miglior Vita Possibile ETS. Lo Studio SC&A è una realtà professionale multidisciplinare che da ormai un ventennio presta servizi di consulenza in campo economico, finanziario, giuridico e fiscale. Incentrato sulle figure dei tre soci fondatori – i dottori commercialisti Enrico Grigolin e Francesco Ferri De Lazara, e l’avvocato Filippo Lo Presti - lo studio si compone di dottori commercialisti e avvocati la cui attività risulta coadiuvata da un gruppo di collaboratori dotato di specifica esperienza nei diversi ambiti di competenza.
Il 27 marzo, presso la Chiesa di San Francesco Grande di Padova, gli allievi attori e le allieve attrici dell'Accademia Teatrale Carlo Goldoni metteranno in scena Compianto sul Cristo morto. Le luci del sabato, una sacra rappresentazione per la regia di Paola Bigatto. Note di regia Lo spettacolo nasce da una drammaturgia originale, scritta sulla base delle domande e degli interessi specifici espressi da allieve e allievi del corso, in relazione al mistero della Passione e morte di Gesù Cristo. Ho posto loro le domande che echeggiano, su questo tema, in credenti e non credenti: cosa so della Passione? In che senso mi riguarda? Quali sono gli elementi che mi colpiscono, i dubbi che questa vicenda mi pone davanti? Da queste domande nasce un testo ispirato a una iconografia tradizionale e celebratissima, il Compianto sul Cristo morto, cioè quella situazione in cui i pochi amici di Gesù che non sono scappati dopo il suo arresto, compongono il corpo, schiodato e calato dalla croce, e stanno alla sua presenza. Come accade durante gli ultimi saluti a un morto, disperazione, idee, pareri, ricordi, timori si intrecciano, sullo sfondo di una morte che è avvenuta nel peggiore dei modi: la condanna, la tortura, una fine atroce, e la conseguente disgregazione di un gruppo coeso e potente. Il corpo del defunto è composto e ripulito, ma non si è esaurita l’eco della violenza, una violenza che aleggia sull’intero gruppo, minacciato da ritorsioni da parte del potere centrale. E, per di più, il tempo stringe: calato il sole, secondo la tradizione ebraica del sabato, nessuno può più agire, e i pochi seguaci dovranno abbandonare il cadavere, e ritirarsi. Durante queste esequie, la Passione di Cristo viene raccontata a posteriori, ricostruita attraverso le voci dei presenti che si fanno testimoni frammentari della vicenda dei due reali protagonisti, ormai senza voce: Gesù e Giuda, morti forse a poca distanza di tempo l’uno dall’altro. La ricerca di una spiegazione, di un senso alle azioni della vita, lo sgomento di fronte all’assente, il dolore per la perdita della persona amata, sono quelli che attraversano ogni lutto. E come di fronte a ogni lutto, un mistero di senso aleggia: sarà proprio il soldato romano, che nulla sembra avere a che fare con le promesse di un Messia, a ricordarlo a tutti i personaggi e a noi. Essendo una scrittura composta ad hoc, ho posto attenzione a consegnare agli allievi e alle allieve parti equivalenti, in modo che ciascuno potesse confrontarsi con una figura dal carattere definito e teatralmente interessante. A tal fine, oltre ai personaggi tradizionalmente presenti al compianto (Maria di Nazareth, Maria Maddalena, Maria di Cleofa, Maria Salome, Giovanni, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo), è stato aggiunto il soldato, inviato dal potere di occupazione romano, Claudia Procula, la moglie di Pilato, alla disperata ricerca di quel rabbi che il marito ha abbandonato al suo destino, e Matteo, testimone nascosto di tutta la Passione. Lo spettacolo è scandito da canti, proposti e curati dalle allieve e dagli allievi del corso. Ingresso libero su prenotazione a questo link.
Il Teatro Stabile del Veneto prende parte al progetto di Turismo Sociale e Inclusivo della Regione Veneto. Il progetto, rivolto a persone con disabilità, ai loro accompagnatori e alle strutture ricettive, mira a sviluppare iniziative turistiche realmente accessibili e inclusive coinvolge diverse realtà territoriali della Provincia di Padova, tra cui il TSV. Gli obiettivi sono: - sviluppare il Turismo Accessibile e Inclusivo, rivolto a turisti con disabilità e ai loro accompagnatori - realizzare infrastrutture e organizzare servizi accessibili - favorire il protagonismo delle persone con disabilità- sviluppare approcci innovativi per l’integrazione di soluzioni e format volti a rafforzare l’inclusività dell’offerta turistica e dei suoi luoghi, migliorandone la fruibilità, l’accesso e la realizzazione di attività ludico-ricreative destinate alle persone disabili - promuovere percorsi di formazione, informazione e sensibilizzazione per diffondere una cultura dell’accessibilità - realizzare esperienze e attività di coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nelle strutture ricettive e nel tessuto turistico locale. Un primo esempio di partecipazione al progetto è stata la visita guidata del 28 febbraio 2026 in cui Filippo, ragazzo laureato in storia e persona nello spettro autistico, ha accompagnato un gruppo di 30 persone, all'interno del Teatro Verdi.
La nuova coproduzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con Fondazione INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico debutta al Teatro Greco di Siracusa l’8 maggio: Alcesti di Euripide, tradotto dal greco da Elena Fabbro messa in scena dal direttore artistico del TSV Filippo Dini, che interpreterà anche il ruolo di Ferete. A firmare le musiche è Paolo Fresu, mentre sarà Deniz Ozdogan a interpretare il ruolo della protagonista; con lei Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro nel ruolo di Apollo, Giulio Della Monica in quello di Thanatos, Sandra Toffolatti sarà l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro che sarà composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. Le scene sono firmate da Gregorio Zurla, i costumi da Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci da Pasquale Mari. Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi alla Morte. Ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale. Al tempo stesso Alcesti è, per i filosofi, la prima meditazione sulla morte nella storia dell’Occidente, quindi una pratica di valorizzazione di tutto ciò che c’è di prezioso e sacro nell’atto di vivere, proprio perché Alcesti è una “tragedia a lieto fine”. Che di lieto in realtà conserva ben poco. Come Hitchcock farà un paio di millenni dopo in Psyco, Euripide fa morire la sua protagonista a metà del dramma. Alcesti muore e, in un certo senso, il percorso tragico della nostra storia si conclude. L’arrivo di Eracle, così goffo, così incerto, così grottesco, così fuori luogo e scandaloso, riapre in modo tutto nuovo il racconto destabilizzandoci a tal punto che non siamo nemmeno più sicuri di riconoscerla in quanto “tragedia”. Alcesti fa paura perché su tutto, fin dal principio, sopra a tutta questa portentosa e irresistibile macchina teatrale, perfetta nella sua struttura, chiarissima e allo stesso tempo sfuggente, incombe l’ombra di Ananke, la divinità che personifica il sistema di pensiero della tragedia antica: il nodo del fato che nessuno può sciogliere, nemmeno gli dei e che lega tutti a tutto. Alcesti fa paura perché è la storia di una donna che, spinta soltanto dalla furia beata del suo amore per il marito, sceglie di morire al suo posto. E fa paura perché ritorna dall’Ade. Quattro secoli prima di Cristo, una donna straordinaria si sacrifica per amore e ritorna dalla morte. La donna che torna da laggiù non è quella che è partita, ora questa Alcesti ha visto e fatto esperienza dell’orrore e della disperazione oltre ogni limite, quella che si ricongiunge al marito è l’essere più sacro e misterioso che si possa immaginare nella letteratura e nell’arte di tutti i tempi. Penso alla tragedia di Euripide e non posso non pensare, oggi, al percorso della donna nella storia, dall’inizio dei tempi ad oggi, alla sua evoluzione, alle sue tragiche morti quotidiane, alla sua possibilità di tornare indietro dall’orrore e poter affrontare finalmente, l’oggetto del suo infinito amore. Filippo Dini
Il Teatro Stabile del Veneto ha aperto una procedura di gara europea telematica per l'affidamento del servizio di biglietteria informatizzata e annessi servizi di gestione e prevendita. Il termine per la presentazione delle offerte è il 24 marzo (entro le ore 12.00). → Vai alla procedura di gara
Lo spettacolo Momenti di trascurabile (in)felicità, programmato sabato 7 marzo alle 20.30, è stato annullato per problemi di salute del protagonista Francesco Piccolo. Lo scrittore era atteso sul palcoscenico del Teatro Verdi con Piefrancesco Diliberto, in arte Pif per la rassegna dei Fuoriserie del TSV. Una coppia di artisti che aveva riscosso l’interesse del pubblico padovano. Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale si scusa con il pubblico, e sta già attivando gli uffici per informare tutti gli spettatori dell’annullamento e fornire le indicazioni per ottenere il rimborso. Per quanti hanno acquistato il biglietto online, il rimborso sarà automatico e avverrà entro domenica 15 marzo. Per chi ha invece comprato il biglietto fisico al Teatro Verdi, il rimborso avverrà in presenza alla biglietteria del Teatro entro martedì 10 marzo (compreso). La biglietteria del Teatro Verdi rimarrà aperta con i soliti orari, da martedì a sabato: ore 10.30 - 13.00 e 16.00 - 18.00. Con apertura eccezionale sabato 7 marzo fino alle ore 21.00.
La competizione canora intitolata a Toti Dal Monte ritorna al Teatro Mario Del Monaco di Treviso per la sua 52^ edizione. Il concorso è aperto ai cantanti lirici under 35 di tutto il mondo. Le audizioni finali si terranno dal 18 al 23 maggio 2026 al Teatro Comunale Mario Del Monaco. Per l’edizione 2026 il titolo scelto è “La traviata”, opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Vuoi partecipare alla selezione? Scarica subito il bando con tutte le istruzioni per iscriverti al concorso. Hai tempo fino al 28 aprile! Per ogni informazione scrivere alla mail totidalmonte@comune.treviso.it
Lo spettacolo Mirandolina, coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, è l’occasione per porre attenzione su un tema spesso ignorato. Grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna, a partire dal debutto del 5 febbraio al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, e per tutte le recite di Mirandolina nei teatri del TSV – Teatro Nazionale (Del Monaco di Treviso, Teatro Goldoni di Venezia e Teatro Verdi di Padova) sarà presente in foyer un banchetto informativo e di raccolta fondi per sostenere il progetto Orphan of Femicide Invisible Victim, che sostiene 38 orfani e orfane di femminicidio in cinque regioni italiane: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Il progetto, nato nel 2022, ha come capofila la Cooperativa Iside, che raccoglie e gestisce tre centri antiviolenza sul territorio di Venezia e provincia, e a Castelfranco Veneto(TV). I fondi sono destinati a sostenere gli orfani e orfane finanziando percorsi di accompagnamento educativo, psicologico, legale e sociale, intervenendo così su una delle conseguenze più drammatiche e meno visibili della violenza contro le donne. A oggi si stima che siano 2.000 gli orfani e orfane di femminicidio in Italia. Si tratta di bambini che si sono ritrovati senza una famiglia, che nel 75,7% dei casi hanno assistito a violenze domestiche ed episodi di stalking, mentre il 48,5% di loro era presente sul luogo del femminicidio (dati elaborati dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, partner del progetto).
Il Teatro Maddalene di Padova diventa palcoscenico europeo per una settimana, all’insegna di accessibilità e inclusione sociale. Provengono da Italia, Serbia e Polonia le sette compagnie teatrali che rispondendo al bando Creative Europe UAD, durante il 2025 hanno esplorato nuovi linguaggi artistici per un teatro più inclusivo, capace di mettere in luce temi come l’esperienza migratoria, la disabilità e l’identità di genere. A conclusione del progetto, il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale ospita il Festival UAD – Universal Art Design, dal 2 al 8 febbraio al Teatro Maddalene di Padova e in altri spazi della città con 15 appuntamenti tra performance teatrali, laboratori, conferenze e attività distribuite nel contesto urbano. UAD è un progetto Creative Europe che vuole portare i principi di accessibilità nati nel contesto architettonico dell’Universal Art Design all’interno delle arti performative. L’accessibilità che prima mirava a rimuovere le barriere architettoniche viene ora declinata nel creare spazi ed esperienze artistiche che si rivolgano a più persone possibili, senza il bisogno di fare speciali adattamenti in corso d’opera. Piuttosto, si chiede alle arti performative di essere il più inclusive possibile fin dall’inizio del processo artistico. Il progetto è guidato da WOAK Wojewódzki Ośrodek Animacji Kultury di Toruń (Polonia), con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale che partecipa per l’Italia e Kulturanova per la Serbia. I tre enti di produzione artistica hanno riunito 36 giovani artisti e artiste dai loro rispettivi paesi. Provenienti da diverse culture e da differenti contesti di emarginazione e discriminazione, gli artisti hanno lavorato fianco a fianco per portare nel teatro temi come la giustizia sociale, l’uguaglianza e la diversità. Un percorso iniziato a giugno del 2025 a Toruń con nove giorni di workshop internazionale incentrato su pratiche antidiscriminatorie, linguaggi inclusivi e ricerca artistica. Incontrandosi, artisti e artiste hanno costruito un terreno comune, uno spazio di incontro e di scambio creativo, che li ha portati a luglio a Novi Sad per condividere idee e progetti artistici. Da qui nasce la proposta artistica del Festival UAD, che con cura e consapevolezza riflette sulla discriminazione, sull’identità, la disabilità, sul razzismo e sull’appartenenza alla comunità Lgbtqia+. Tutti gli spettacoli di UAD – Universal Art Design sono gratuiti, ma è consigliata la prenotazione disponibile a questo link.
Il terzo anno dell’ATCG, diretto da Giorgio Sangati, debutta venerdì 6 febbraio con Gli ultimi giorni dell’umanità. Studio per un cabaret di guerra. Lo spettacolo in scena anche sabato 7 febbraio. È davvero difficile definire un’opera come Gli ultimi giorni dell’umanità: per via della dimensione, della complessità e della varietà diregistri; non c’è dubbio, però, che si tratti prima di tutto dellatestimonianza di chi è sopravvissuto a un evento senza precedenti e ha sentitola necessità di lasciarne traccia. Da Karl Kraus Regia Giorgio Sangati Con le allieve attrici e gli allievi attori dell’ATCG Biglietti a 6 euro → Acquista ora