Si comunica che la replica dello spettacolo Alieni in laguna in programma al Teatro Verdi di Padova per mercoledì 6 maggio alle ore 20.30 è stata posticipata a domenica 10 maggio alle ore 19.30 per sopraggiunti impegni dell’artista indipendenti dal Teatro Stabile del Veneto. Gli abbonamenti e i biglietti precedentemente acquistati per la data di mercoledì 6 maggio restano validi per la nuova data di domenica 10 maggio. Gli spettatori che hanno acquistato il biglietto, qualora impossibilitati ad assistere allo spettacolo nella nuova data proposta, potranno chiederne il rimborso entro le ore 18.00 di martedì 5 maggio. Per i biglietti acquistati in biglietteria il rimborso potrà essere chiesto esclusivamente presso la biglietteria, mentre per i biglietti acquistati online la richiesta dovrà essere effettuata via mail scrivendo a biglietteria@teatrostabileveneto.it Ci scusiamo per il disagio
Lunedì 4 maggio 2026, ore 18.00 Teatro Goldoni - Venezia Karma Culture Brothers è lieto di presentare This is life, un progetto in collaborazione con quattro artisti di fama internazionale - Roberto Cuoghi, Gelitin, Luigi Ontani, e Paola Pivi - che esplora il nostro rapporto con la libertà. L’evento si terrà lunedì 4 maggio, 2026 presso lo storico Teatro Goldoni a Venezia, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Si tratta della prima presentazione in anteprima delle opere video realizzate dai quattro artisti e del video musicale ufficiale di This is life. SCARICA L'INVITO L’evento inizierà con un aperitivo nel foyer offerto da Bosca, seguito da un breve discorso introduttivo di Pier Paolo Pancotto, che illustrerà il progetto. Successivamente Karma Culture Brothers eseguirà un brano, seguito dalla presentazione dei video degli artisti e del video musicale collaborativo. Dopo la presentazione iniziale, i video continueranno a essere proiettati in loop, permettendo agli ospiti di fruire delle opere in qualsiasi momento nel corso della serata. Il progetto è stato pensato da Karma con l’intento di creare delle performance uniche e inedite, concepite appositamente in risposta al suo brano del 2020 This is life, destinate ad essere fuse nel video musicale ufficiale. La canzone è basata sull’incontro inaspettato e sconvolgente del musicista con un giovane schiavo nella casa dei suoi parenti tibetani in India. Durante il suo breve soggiorno Karma ha ottenuto di migliorarne le condizioni di vita, forse in modo temporaneo, ma non è riuscito a convincere i familiari a porre fine alla servitù del ragazzo. Sentendosi impotente di fronte all’ ingiustizia subita da questo giovane e alla negazione della sua libertà, anni dopo ha composto This is life. Ciascun artista ha lavorato in modo indipendente, senza conoscere le idee degli altri, potendo così creare con totale libertà espressiva le proprie performance. Le quattro opere esistono, contemporaneamente, sia come lavori individuali sia come movimenti di un insieme più ampio. Ognuna è completa e autonoma, ma dialoga con le altre attraverso il video musicale che le presenta intrecciate insieme. Roberto Cuoghi ha invitato dei bambini a giocare in un campo all’Idroscalo di Milano con una grande palla colorata fatta all’uncinetto, che legalmente è anche un’urna funeraria. L’urna si trasforma da contenitore statico in un giocattolo versatile per tutti. I Gelitin hanno ambientato la loro performance nella loro nativa campagna austriaca, dove lo zucchero si è trasformato in colla, i fiori in pelle e i corpi in sculture viventi. Come granchi decoratori che indossano il paesaggio, alla ricerca della paidia (gioco libero e indisciplinato), del mimetismo e del sentirsi vivi. Luigi Ontani ha indossato una delle sue opere, la maschera ARTEmadeAsia (2001), realizzata in legno pule a Bali in collaborazione con l’artigiano I Wayan Sukarya, trasformandosi nell’Artemide Efesia, all’interno del Tempio di Diana a Villa Borghese, a Roma. Paola Pivi, invece, ha creato una grande stella con dei sacchi della spazzatura neri disposti sul pavimento, invitando un gruppo di ragazze e donne a correre in cerchio, saltando sopra i sacchi in un movimento continuo. Ciascuna della quattro performance è stata filmata da Hugo Glendinning. Il brano This is life include contributi musicali aggiuntivi di Mattheu Grange (armonica) e Nicolò Arioli (chitarra elettrica). Pier Paolo Pancotto ha concepito l’idea di presentare This is life (2026) al Teatro Goldoni di Venezia e ha reso possibile l’utilizzo di questa sede storica per il suo debutto. Inoltre, Pier Paolo scriverà un testo critico sul progetto e introdurrà l’evento in teatro. Geltin This Is Life, 2026 Photography by Hugo Glendinning Courtesy the Artist and Karma Culture Brothers Paola Pivi This Is Life, 2026 Photography by Hugo Glendinning Courtesy the Artist and Karma Culture Brothers Roberto Cuoghi This Is Life, 2026 Photography by Hugo Glendinning Courtesy the Artist and Karma Culture Brothers Luigi Ontani This Is Life, 2026 Photography by Hugo Glendinning Courtesy the Artist and Karma Culture Brothers
Si apre a Treviso la quinta edizione del Premio Nazionale di Nuova Drammaturgia Italiana Giuseppe “Bepo” Maffioli, dedicato alla nuova scrittura per il teatro. Nato nel 2022 da un’idea di Alex Cendron, attore e pedagogo, il Premio ha progressivamente costruito uno spazio riconoscibile per la scrittura teatrale contemporanea, come spazio concreto di ascolto e confronto, mettendo in relazione autori, interpreti e pubblico. Nel riferimento a Giuseppe Maffioli (1925–1985) – figura capace di attraversare teatro, cinema, letteratura e cultura materiale senza separare i linguaggi – il progetto ha trovato una linea di lavoro che tiene insieme ricerca e apertura, radicamento e sperimentazione, mantenendo un forte legame con il territorio e sviluppando nel tempo un dialogo sempre più ampio a livello nazionale. Nato all’interno della rassegna “GEA.”, il Premio sviluppa oggi un proprio percorso autonomo e prosegue all’interno dell’associazione .eacapo, che ne assume la promozione e lo sviluppo, insieme al Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e al Comune di Treviso, che lo sostengono. La direzione artistica resta affidata ad Alex Cendron, che la condivide con Alessandro Businaro, direttore artistico junior del Teatro Stabile del Veneto. Numerose le novità che caratterizzano questa quinta edizione, a partire da un nuovo assetto organizzativo che segna il passaggio a una progettualità continuativa, fino al rafforzamento del profilo nazionale del Premio e allo spostamento della sua collocazione, per la prima volta, nel mese di settembre. Non da ultimo, la scelta di non indicare un tema, lasciando alla scrittura il compito di confrontarsi direttamente con il presente. Il bando 2026 si rivolge ad autrici e autori di testi teatrali inediti in lingua italiana, pensati per la scena e non ancora rappresentati in forma completa, né pubblicati, trasmessi o premiati in altri concorsi. Sono ammesse drammaturgie che prevedano l’inserimento di altre lingue o varianti linguistiche, purché organicamente integrate nel progetto. I testi dovranno costituire la drammaturgia di uno spettacolo di durata compresa indicativamente tra i 45 e i 90 minuti e collocarsi nell’ambito della drammaturgia contemporanea, intesa come scrittura capace di attraversare il presente, interrogandone le trasformazioni culturali, sociali e linguistiche, in dialogo con la tradizione ma aperta alla sperimentazione di forme e dispositivi scenici. Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 14 giugno 2026, attraverso il form disponibile sul sito ufficiale del Premio: https://premiomaffioli.it/candidatura/drammaturgie/ Saranno assegnati tre riconoscimenti: il Premio Giuseppe “Bepo” Maffioli 2026, destinato alla migliore drammaturgia selezionata dalla Giuria Tecnica senza limiti di età; il Premio Giuseppe “Bepo” Maffioli Under 35, rivolto ad autrici e autori che alla data di iscrizione non abbiano compiuto i 35 anni; e il Premio della Giuria Popolare, attribuito da una Giuria Popolare individuata tramite chiamata pubblica. La Giuria Tecnica, presieduta dai direttori artistici e direttrici artistiche junior under 35 dei sei Teatri Nazionali italiani, sarà affiancata dalla Giuria Popolare, che opererà in autonomia ma in dialogo con il percorso complessivo del Premio, contribuendo a definire uno sguardo plurale sulla scrittura. Accanto alla selezione tecnica, il Premio apre una chiamata pubblica per la costituzione della Giuria Popolare, rivolta a spettatrici e spettatori, lettrici e lettori interessati alla drammaturgia contemporanea, anche senza competenze professionali specifiche. Le persone selezionate saranno coinvolte in un percorso di lettura e confronto tra fine maggio e fine agosto 2026, al termine del quale assegneranno il Premio della Giuria Popolare. È possibile candidarsi entro le ore 23:59 del 14 giugno 2026 attraverso il modulo online disponibile sul sito del Premio: https://premiomaffioli.it/candidatura/giuriapopolare/ I testi vincitori saranno presentati in forma di mise en lecture nella giornata conclusiva del 27 settembre 2026 al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, all’interno di una rassegna dedicata alla nuova drammaturgia, seguita da un confronto con autrici e autori, pubblico e operatori. «Il Premio Giuseppe Bepo Maffioli alla drammaturgia contemporanea ha offerto la possibilità alla Città di Treviso di riscoprire la storia di Giuseppe Maffioli, drammaturgo, regista e attore della Marca Trevigiana, caratterizzandosi come uno dei progetti culturali più significativi per la città - dichiara Maria Teresa De Gregorio, Assessore alla Cultura e al Turismo per il Comune di Treviso -. Il Premio, nato nell’ambito del Festival GEA. “GIOIOSAETAMOROSA Treviso Contemporary Theater Festival”, alla quinta edizione, si è reso autonomo, coinvolgendo i Teatri Nazionali e un pubblico di lettori in costante crescita contribuendo a creare in città eventi condivisi che dialogano tra loro. Il Premio Maffioli rappresenta un focus sulla drammaturgia contemporanea rivolgendosi alla scrittura scenica e portando in città alcune tra le voci più interessanti della drammaturgia italiana. Questo bando è un atto di fiducia verso le autrici, gli autori e verso il pubblico, e l’Amministrazione Comunale è lieta di sostenerlo». «Da anni la Fondazione TSV – Teatro Nazionale riconosce il premio Bepo Maffioli come valida occasione di valorizzazione di nuovi talenti della drammaturgia contemporanea, inserendolo nell’ambito di uno strutturato percorso a sostegno della creatività emergente - Alessandro Businaro, direttore artistico junior della Fondazione TSV-Teatro Nazionale -. È con sincero entusiasmo che, in qualità di direttore junior del TSV, presiederò assieme alle altre direttrici e direttori junior del Teatri Nazionali la giuria di questa nuova edizione del Premio che, pur mantenendo uno stretto legame con il territorio trevigiano, le sue istituzioni e la sua comunità culturale, accresce il suo valore e l’ambizione ad assumere una rilevanza nazionale. Questo in un momento in cui anche dal Ministero della Cultura arrivano importanti segnali di attenzione verso le scritture del presente». «Con la quinta edizione, il Premio Giuseppe Bepo Maffioli compie un passo ulteriore verso la propria vocazione più autentica: quella di ascoltare la drammaturgia italiana contemporanea senza condizionarla - Alex Cendron, Direttore e fondatore del Premio Giuseppe Bepo Maffioli -. Per questo abbiamo scelto di eliminare il tema obbligatorio: non un alleggerimento, ma un atto di fiducia. Fiducia nella capacità degli autori e delle autrici di interrogare il presente con libertà e necessità proprie, senza filtri imposti dall'esterno. Il testo che vale è quello che nasce da una urgenza vera, e la nostra responsabilità è creare le condizioni perché quella urgenza possa emergere, essere ascoltata, trovare la scena che merita» → Scarica il bando per il Premio → Scarica il bando per la giuria popolare
Dopo aver segnato la storia del teatro veneto, il Teatro De La Sena ritorna punto di riferimento per l’arte e la cultura. Attivo dal XVII secolo, sul palcoscenico de La Sena Carlo Goldoni presentò due delle sue prime opere di teatro musicale. Nel 1800 ci lavorò l’architetto Giannantonio Selva, lo stesso della Fenice a Venezia, motivo per cui La Sena è conosciuta come “piccola Fenice”. Dal 1929 il Teatro ha abbassato il sipario che ora, dopo quasi cent’anni, torna ad aprirsi grazie alla collaborazione tra il Comune di Feltre e il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. LAVORI PUBBLICI Il percorso che conduce oggi alla piena riapertura del Teatro De La Sena è il risultato di un lavoro lungo, complesso e stratificato, che affonda le sue radici nella storia stessa della città. Chiuso dal 1929 a causa della mancanza di adeguate vie di esodo e di sicurezza per il pubblico, il teatro ha conosciuto una prima stagione di recupero a partire dal 1971, grazie alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla sezione feltrina di Italia Nostra. Gli interventi si sono protratti, con alterne vicende, fino agli anni Novanta. Una nuova e decisiva fase di restauro è stata avviata nel 2000 con l’accordo di programma tra il Comune di Feltre e la Soprintendenza, che ha consentito il recupero del corpo storico del teatro, lasciando tuttavia ancora irrisolta la questione della completa fruibilità dell’edificio. Questo ulteriore tassello è stato reso possibile grazie al contributo fondamentale di Fondazione Cariverona, fondi statali approvati in Commissione Bilancio e Ambiente della Camera e fondi del Ministero per i Beni Culturali. Nel 2009, dopo ottant’anni dalla chiusura, il teatro ha potuto riaprire solo parzialmente, con una capienza limitata a 123 posti tra platea e primo ordine di palchetti. La svolta è arrivata con il progetto FE1 – Completamento funzionale del Teatro civico La Sena, inserito nel più ampio programma di valorizzazione turistica del territorio feltrino, promosso dal Comune di Feltre quale ente capofila insieme ai Comuni del comprensorio e finanziato attraverso il Fondo per lo sviluppo dei Comuni di Confine. L’intervento, inizialmente previsto per un importo di 2,3 milioni di euro, ha riguardato in particolare la realizzazione della nuova scala di emergenza, la sistemazione dei camerini e il completamento delle opere necessarie a restituire la piena fruizione di platea, palchetti e loggione. Tra il 2016 e il 2019 si sono succeduti l’affidamento della progettazione, l’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo e la gara per l’esecuzione delle opere. I lavori, consegnati nel febbraio 2020, hanno subito inevitabili rallentamenti e sospensioni dovuti alla pandemia da Covid-19, a complessi approfondimenti archeologici e a successive varianti progettuali concordate con la Soprintendenza, necessarie in particolare per la realizzazione della scala di emergenza e per l’adeguamento di rivestimenti e coperture. Questi passaggi hanno comportato un incremento del quadro economico complessivo, portato a 2,6 milioni di euro, ma hanno consentito di arrivare oggi alla conclusione di un cantiere strategico per la città, restituendo finalmente al Teatro De La Sena la possibilità di essere vissuto nella sua interezza e di tornare pienamente luogo di cultura, spettacolo e comunità. CANTIERE GOLDONI Grazie alla collaborazione tra il Comune di Feltre e la Fondazione Teatro Stabile del Veneto- Teatro Nazionale, il Teatro De La Sena non solo riaprirà al pubblico, ma tornerà a essere spazio di cultura vivo e produttivo con il progetto La Sena Viva. Cuore della nuova proposta artistica è Cantiere Goldoni, una rassegna per rileggere l’eredità di Carlo Goldoni, il teatro popolare veneto e la sua evoluzione nel tempo realizzata dal TSV in collaborazione con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale. Il Cantiere è un percorso che attraversa tre momenti storici per il teatro veneto – le origini, la riforma goldoniana e le eredità novecentesche – con l’obiettivo di mettere in relazione patrimonio, ricerca e creazione contemporanea. Da oggi è online sul sito del Teatro Stabile l’avviso rivolto alle compagnie teatrali professionali venete, invitate a presentare proposte che spaziano dalla prosa al teatro ragazzi, dalla danza al circo contemporaneo, fino alle forme ibride. L’avviso pubblico nasce con l’intento di trasformare il repertorio goldoniano, esteso all’intera tradizione teatrale veneta, in un laboratorio di linguaggi capace di mettere in dialogo compagnie, artisti e pubblico. Le proposte selezionate confluiranno in una programmazione che si svilupperà tra il Teatro De La Sena, in collaborazione con il Comune di Feltre, e altri teatri regionali, con il coinvolgimento di Arteven, tra settembre 2026 e febbraio 2027. Si tratta della quarta edizione di un avviso che coinvolge l’intera filiera teatrale veneta sostenuta dalla Regione Veneto attraverso il TSV. PROGRAMMAZIONE, CREAZIONE E COMUNITÀ Sulla scia di Cantiere Goldoni il Teatro De La Sena, grazie ad una collaborazione fra il Comune e lo Stabile del Veneto, si trasformerà in un centro attivo di creazione artistica, superando la tradizionale funzione dei territori periferici come semplici luoghi di ospitalità. Il progetto che verrà presentato entro l’estate 2026 vedrà una serie di azioni fra cui produzioni dei diplomati dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto, residenze artistiche e percorsi rivolti alla partecipazione della comunità feltrina. Feltre si afferma così come luogo in cui la cultura non solo arriva, ma nasce e si sviluppa. In questo quadro, il ruolo del Teatro Stabile del Veneto è garantire qualità, continuità e riconoscibilità nazionale a un percorso radicato in un contesto decentrato ma vitale. “Questo teatro, autentico gioiello del territorio, deve diventare un vero incubatore culturale al servizio della comunità. Vogliamo che diventi un luogo di aggregazione dove generazioni diverse, dai giovani agli anziani, possano incontrarsi e dare vita alla comunità – sottolinea Dario Bond, Assessore della Regione Veneto con delega alla Montagna -. Grazie al Fondo dei Comuni di Confine, siamo pronti a investire in una rete tra territori che valorizzi i grandi eventi come collante sociale. Ci siamo affidati al Teatro Stabile del Veneto, che dispone delle competenze e delle relazioni artistiche necessarie per restituire a questo spazio il ruolo di punto di riferimento. Tuttavia, per fare davvero la differenza, è fondamentale puntare con decisione anche sul sostegno alle produzioni teatrali”. La riapertura del Teatro De La Sena, dopo un lungo e complesso percorso di recupero architettonico, è un momento storico che va oltre i confini di Feltre e rappresenta il cuore di una nuova visione culturale – afferma Valeria Mantovan, Assessore della Regione Veneto con delega alla Cultura -. Restituiamo alla città e all'intero Veneto la 'piccola Fenice' alla sua piena capienza, trasformandola da luogo storico dove Carlo Goldoni mosse i primi passi a centro attivo di produzione e innovazione artistica contemporanea grazie a progetti come ‘La Sena Viva’ e il 'Cantiere Goldoni'. Insieme al Teatro Stabile del Veneto, vogliamo che questo palco torni a essere un punto di riferimento nazionale dove la cultura nasce, cresce e coinvolge direttamente la nostra comunità valorizzando i talenti del territorio. “La riapertura del Teatro de La Sena significa restituire finalmente a Feltre uno dei suoi luoghi più identitari e preziosi – le parole del Sindaco di Feltre, Viviana Fusaro -. Il Teatro de La Sena non è soltanto uno spazio per la cultura, ma una parte profonda della memoria storica del nostro territorio, un luogo che appartiene ai ricordi collettivi e alla storia della nostra comunità. Riaprirlo ufficialmente significa riconsegnare ai cittadini un patrimonio ritrovato, un simbolo della nostra identità che torna a vivere e a essere condiviso. Erano quasi cento anni, dal 1929, che La Sena non veniva aperta con la capienza massima di 290 posti, quello raggiunto dopo anni di lavori e di attesa è un risultato storico raggiunto da questa Amministrazione”. «Il rilancio culturale del Teatro De La Sena è la dimostrazione di quanto si può raggiungere con la collaborazione tra gli enti pubblici. Ringrazio quindi il Comune di Feltre per averci coinvolto in questo progetto – dichiara Claudia Marcolin, Direttore Generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale -. Come Teatro Stabile del Veneto siamo legati a questo teatro da radici comuni, perché in questo palcoscenico Carlo Goldoni, nostro padre artistico, mise in scena due delle sue prime opere e 4 anni fa anche noi abbiamo riaperto il nostro teatro Goldoni a Venezia. Da questa eredità prende il via Cantiere Goldoni con un avviso pubblico rivolto alle compagnie professionali venete pubblicato dal TSV in collaborazione con Arteven. Ma il progetto “La Sena Viva” non finisce qui: vogliamo trasformare questo palco in luogo di produzione, artistica e culturale tramite produzioni teatrali con i giovani della nostra Accademia, coinvolgendo giovani artiste e artisti e progetti rivolti alla comunità. Così il Teatro De La Sena torna a essere un punto di riferimento del panorama teatrale veneto». «Per un grande nuovo Teatro che riapre, un nuovo cantiere che lì comincia a prendere forma – dichiara Giancarlo Marinelli, Direttore Generale di Arteven -. “Cantiere Goldoni” vuole proporsi come una grande vetrina in movimento delle compagnie venete e del loro lavoro. Sospesa tra tradizione goldoniana che ha insegnato l'arte del palcoscenico al mondo e l'universo novecentesco e contemporaneo delle drammaturgie a noi più vicine, la forza creatrice del nostro teatro troverà a Feltre la sua - per dirla con l’illustre signor Carlo - Casa Nova».
Da Nord a Sud, Il gabbiano di Filippo Dini ha attraversato tutta Italia per la tournée più lunga di una produzione della Fondazione Teatro Stabile del Veneto negli ultimi dieci anni. Per 98 volte il sipario si è alzato su Il gabbiano, in 19 teatri italiani dove ha riscosso gli applausi di 50.329 spettatori. Una tournée iniziata in Veneto dai teatri dello Stabile Veneto, per poi toccare le maggiori piazze teatrali del Nord Est e scendere la penisola fino alla Sicilia, passando per Piemonte, Toscana, Campania, Liguria, Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. Il gabbiano si attesta così tra gli spettacoli del panorama teatrale italiano con più presenze di pubblico e repliche nella stagione 2025/2026. Dopo la prima nazionale del 4 novembre 2025 al Teatro Verdi di Padova, la coproduzione dei Teatri Nazionali del Veneto, di Torino, di Roma, di Napoli e lo Stabile di Bolzano, ha calcato i più prestigiosi palchi italiani registrando ampio successo al Teatro Argentina di Roma, dove ha registrato 6.596 spettatori in 11 repliche, come anche al Teatro Mercadante di Napoli per 11 repliche e 4.913 persone tra il pubblico e le 12 repliche al Teatro Carignano per 6.388 torinesi. Lo spettacolo è arrivato fino in Sicilia, al Teatro Biondo di Palermo e ha concluso la sua lunga tournée il 30 marzo 2026 dopo 7 repliche al Teatro Ebe Stignani Imola. Durante tutta la tournée lo spettacolo è stato seguito da una raccolta fondi promossa da Medici Senza Frontiere ed Emergency nei foyer dei teatri. Il pubblico italiano ha dimostrato grande sensibilità, e complessivamente sono stati raccolti 12.667 euro, che saranno utilizzati dai due enti per aiutare le popolazioni in zone di guerra. “Non posso far altro che dire 50mila volte grazie al pubblico di tutta Italia, che per 98 recite ci ha regalato tutto il suo calore e affetto. Un grazie va a questo meraviglioso cast, a tutto il TSV, ai teatri coproduttori e alle maestranze che abbiamo incontrato in questi mesi di tournée – dichiara Filippo Dini, Direttore Artistico del Teatro Stabile del Veneto e regista dello spettacolo -. “Il gabbiano” è stato una lunga avventura, una produzione ambiziosa per il Teatro Stabile del Veneto che ha attraversato la penisola in lungo e in largo. Da regista, attore e uomo di teatro confesso di aver avuto gli occhi lucidi a ogni chiusura di sipario. Il pubblico italiano ci ha dimostrato che quel fioco baglior di speranza negli occhi dei protagonisti è vivo in tutti noi. Serve avere fiducia nelle nostre migliori energie, nei nostri talenti e ambizioni per resistere al grigiore di una società sull’orlo del baratro”. A distanza di oltre 150 anni dalla prima rappresentazione, Il gabbiano di Anton Čechov continua a riscuote l’interesse del pubblico. È questo che ha spinto Filippo Dini a misurarsi con il capolavoro del drammaturgo russo, per la sua seconda regia da Direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto dopo I parenti terribili. Nella doppia veste di regista e attore, nel ruolo di Trigorin, Dini ha scelto al suo fianco Giuliana De Sio per interpretare Arkadina. De Sio, già vincitrice del premio Le Maschere del Teatro Italiano 2025 come miglior attrice, si è misurata con un classico del teatro come raramente accaduto nella sua carriera. A completare il cast gli interpreti Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Giuliana De Sio, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe e Edoardo Sorgente. Il testo rappresentato nasce dalla traduzione di Danilo Macrì; le scene dello spettacolo sono di Laura Benzi, i costumi di Alessio Rosati, mentre a curare le luci e le musiche sono stati rispettivamente Pasquale Mari e Massimo Cordovani. Novità assoluta de Il gabbiano di Filippo Dini è stata la doppia regia. Lo “spettacolo di Kostja” è stato infatti affidato al giovane e talentuoso regista Leonardo Manzan, due volte vincitore della Biennale di Venezia nel 2018 e nel 2020. Una scelta inedita, che ha portato in scena un incontro generazionale tra artisti, permettendo a Manzan di lavorare in totale autonomia nella realizzazione di quello che anche nel testo di Čechov è lo spettacolo di un giovane regista.
TOP Teatri Off Padova si aggiudica l’edizione 2026 del Premio Off. Selezionata tra le sei proposte protagoniste della rassegna AngolAzioni. Scorci dalla scena padovana in scena al Teatro Maddalene lo scorso febbraio. TOP Teatri Off Padova è stato premiato per FLUSSI, uno spettacolo contemporaneo che porta a interrogarsi sul fragile equilibrio tra uomo e ambiente, tra memoria, mito e presente. Il Premio Off è stato assegnato da una giuria composta da alcuni membri del Teatro Stabile del Veneto, dalle stesse compagnie partecipanti alla rassegna e dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni ed è finalizzato a sostenere in termini produttivi, con un contributo del valore di 10 mila euro, una tra le migliori proposte artistiche presentate nel corso di AngolAzioni con l'obiettivo di realizzare un nuovo spettacolo da mettere in scena al Teatro Maddalene. Il premio Off 2026 rappresenta la terza edizione di questa iniziativa promossa del TSV, la prima è stata vinta da Michele Angrisani con In fondo al buio, la seconda da Carichi Sospesi con My body is a cage. La perfezione è un falso e rende pazzi. Entrambi sono stati portati sul palcoscenico in nuova versione al Teatro Maddalene nell’ambito di Maddalene Factory. Lo spettacolo vincitore della rassegna, FLUSSI vede in scena quattro attori - Erica Taffara, Gianni Bozza, Pierantonio Rizzato e Loris Contarini – che vestono i panni di quattro figure emblematiche: un cavaliere errante, un filosofo ingenuo, un despota grottesco e una sibilla arcana. Misteriosamente richiamati dall’acqua con la sua forza invisibile e silenziosa, i quattro si trovano immersi in un luogo sospeso tra memoria, mito e presente, dove i personaggi si confrontano tra idealismo, cinismo, intuizione e speranza. L’acqua termale, che sale e si dissolve in vapore, diventa metafora viva: è memoria, cura, conflitto, voce ancestrale e specchio della crisi dell’umanità. Alternando diversi linguaggi lo spettacolo costruisce un’esperienza fluida, grottesca e poetica, capace di coinvolgere lo spettatore in un viaggio sensoriale e simbolico. Un rito collettivo che invita a riflettere – con ironia e profondità – su ciò che evapora e ciò che resta, sull’urgenza di ascoltare prima di dominare, sul fragile equilibrio tra l’umano e ciò che scorre sotto la superficie. Drammaturgia, scenografia, luci, video e regia sono stati curati da TOP Teatri Off Padova, mentre le musiche dal vivo sono di Paolo Valentini. La terza edizione di AngolAzioni – scorci dalla scena padovana, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ha coinvolto sei compagnie teatrali professionali padovane che da anni sono impegnate nel territorio con proposte originali e innovative nel panorama della ricerca contemporanea. A partecipare all’edizione 2026 sono state le compagnie teatrali: Belteatro con lo spettacolo Ombre di vetro, Artisti a Progetto con 904 – Racconto di una strage dimenticata, Teatro Laterale con Delitto e castigo, Abracalam e lo spettacolo Venusiadi, TOP Teatri Off Padova con Mutation e Collettivo T.I.R. – Teatri in Rete con Il consenso - Mutamenti. “Il Teatro vive se può essere portato su un palcoscenico davanti al pubblico. Sembra una banalità, ma per le compagnie teatrali professionali, tanto più se propongono spettacoli originali e d’avanguardia, non è così facile poter portate in scena il proprio lavoro - ha affermato l’Assessore alla cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio -. La rassegna Angolazioni offre un’opportunità di grande valore che contribuisce a dare visibilità e rafforzare l’attività di giovani registi e attori di qualità. Lo vediamo anche in questa terza edizione alla quale hanno partecipato ben sei compagnie padovane che hanno proposto tutte spettacoli di alto livello. Un segnale significativo della vitalità della scena teatrale padovana che il Teatro Stabile del Veneto, con intelligenza, sostiene anche economicamente con il contributo alla produzione di 10 mila euro assegnati al vincitore della rassegna. Angolazioni si conferma così un’iniziativa di successo importante per il nostro teatro”. “Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale esprime grande soddisfazione per l’esito del Premio OFF Padova, un progetto che conferma la vitalità della scena cittadina e la forte capacità di coinvolgimento del pubblico. Questa edizione ha visto un impegno significativo da parte delle compagnie partecipanti, che hanno portato in scena proposte artistiche capaci di interrogare il presente con linguaggi diversi e personali – ha dichiarato Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del TSV -. La qualità dei lavori presentati testimonia la ricchezza e la pluralità della nuova creazione teatrale. Il TSV ha scelto di sostenere concretamente questo percorso investendo 10.000 euro nel premio, con l’obiettivo di offrire un supporto reale allo sviluppo artistico e produttivo delle compagnie e di rafforzare uno spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione. Particolarmente significativa è stata anche la grande partecipazione del pubblico, che ha seguito con attenzione e curiosità l’intero percorso della Rassegna Angolazioni, contribuendo a creare un clima di ascolto, confronto e condivisione intorno alle nuove proposte della scena padovana”. “Siamo onorati di questo premio che valorizza da un lato il nostro costante impegno a raccontare attraverso il teatro i temi del nostro presente (nel caso specifico, la necessità di un uso più consapevole della risorsa acqua e il precario rapporto uomo e ambiente), dall’altro la direzione della nostra ricerca, che vede tra i suoi maggiori filoni proprio quell’integrazione tra linguaggi diversi apprezzato dalla giuria – ha spiegato la cooperativa teatrale padovana TOP Teatri Off Padova –. Si è voluto mettere al centro di Flussi un tema serio e urgente, che abbiamo scelto di affrontare non solo facendo interagire tra loro teatro dal vivo, videoproiezione e musica, ma anche tenendo in equilibrio registri differenti, ossia quello ironico e grottesco insieme a quello poetico e riflessivo, come evidenziato nella stessa motivazione del premio”.
Il Festival Prospettiva Danza Teatro torna a Padova dal 21 marzo al 10 maggio. Il progetto del Comune di Padova - Assessorato alla Cultura promosso e realizzato in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven / Regione del Veneto, la direzione artistica di Laura Pulin ed Eleonora de Logu e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Synlab, giunge quest’anno alla XXVIII edizione. “Consolidato nel tempo come luogo di incontro e di ricerca, Prospettiva Danza Teatro continua a rinnovare il proprio impegno nel raccontare la danza come esperienza artistica, culturale e collettiva - afferma l’assessore alla cultura Andrea Colasio - L’edizione 2026 si propone come uno spazio aperto alla sperimentazione e all’ascolto, dove il corpo diventa strumento di relazione, riflessione e cambiamento, capace di parlare a pubblici diversi attraverso linguaggi sempre più permeabili e contemporanei.” “VOILÀ: tra apparizioni e sortilegi è un’esclamazione che apre alla meraviglia questa XXVIII edizione del Festival. Un gesto di svelamento improvviso, che invita a lasciarsi sorprendere da ciò che accade sulla scena - proseguono le direttrici artistiche Laura Pulin ed Eleonora de Logu - Con gratitudine ringraziamo tutti coloro che rendono possibile questa edizione e il pubblico che, con la sua presenza, continua a dare vita al Festival.” In programma a Prospettiva Danza Teatro 2026 importanti compagnie nazionali e internazionali che si esibiranno negli spazi dell’Agorà del Centro Culturale Altinate-San Gaetano, del Teatro Comunale G. Verdi, del Museo Eremitani e della Fondazione Alberto Peruzzo - Spazio Sant’Agnese. Apertura del festival sabato 21 marzo alle ore 20.30 presso il Teatro Verdi con CASANOVA VARIAZIONI SUL DESIDERIO di COB Compagnia Opus Ballet (spettacolo fuori carnet), una serata dedicata alla figura di Casanova attraverso gli occhi delle coreografe Simona Bertozzi, Michela Lucenti e Erika Silgoner. L'altro appuntamento al Teatro Verdi è fissato per martedì 21 aprile alle ore 20.30 con la compagnia di breakdance di maggior successo al mondo: in DE LA RUE AUX JEUX OLYMPIQUES (spettacolo fuori carnet) la Pockemon Crew ripercorre il cammino di un’intera disciplina, forgiata nella e dalla strada, che ha raggiunto i teatri più prestigiosi e i Giochi Olimpici di Parigi del 2024. Sarà giovedì 7 maggio il secondo appuntamento con le creazioni selezionate per la Vetrina giovane danza d’autore del Network Anticorpi XL, dalle ore 21.30 presso la Sala Ridotto del Teatro Verdi: SUPERSTELLA di Vittorio Pagani è un’indagine esistenziale e artistica che oscilla tra caos e ordine, idealizzazione e realtà, desiderio di compiutezza e fascino del perpetuo divenire; CORAGGIO. La sfortuna non esiste (short) di VIDAVÈ Company riflette invece sul concetto del Sé attraverso una composizione coreografica surrealista ricca in movimento e musica. Chiuderà il festival venerdì 8 maggio alle ore 18.00 presso la Sala Ridotto del Teatro Verdi SEX.EXE, del vincitore del Premio Internazionale Prospettiva Danza Teatro 2025 Pablo Ezequiel Rizzo/Voluptas, che intende creare una dimensione simbolica attraverso la costruzione di immagini archetipiche - tra danza, arte visiva e tecnologia - per sollevare domande e riflessioni intorno al tema dell’oggettificazione del corpo. Il Premio Internazionale Prospettiva Danza Teatro - promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e la direzione artistica dell’ideatrice Laura Pulin - giungerà quest’anno alla XVII edizione e avrà luogo domenica 10 maggio alle ore 19.30 presso la Sala del Ridotto del Teatro Verdi. La giuria internazionale sarà composta da direttori artistici, coreografi e operatori del settore. Il Premio desidera sostenere la ricerca, promuovere la creatività e il talento e rappresentare un punto di partenza significativo per una valorizzazione della qualità del lavoro coreutico dei giovani artisti. Consiste in 5.000 euro a sostegno della produzione, una recita durante il Festival Prospettiva Danza Teatro 2027 in anteprima per il Veneto, una settimana di residenza coreografica a Padova e una settimana di residenza coreografica presso Scenario Pubblico di Catania - Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza. Prospettiva Danza Teatro 2026 è realizzato in collaborazione con Spaziodanza Padova, Università degli Studi di Padova, Teatro Stabile del Veneto, Network Anticorpi XL; con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e del Comune di Padova – Assessorato alla Cultura.
Nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali lo sport è ancor più sotto i riflettori, compresi quelli del teatro. Sul palcoscenico del Teatro Maddalene sono pronti a salire tre volti noti dello sport, grazie a Sport on Stage, la nuova rassegna pensata e prodotta dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con il supporto di TEDx Padova. Giorgio Minisini, Emma Mazzenga e Francesco Bettella sono i campioni protagonisti di un format stile late show che intreccia con ironia il racconto dei successi sportivi, la divulgazione e l’arte teatrale. I tre sportivi sono attesi sul palcoscenico in due repliche ciascuno. Si inizia il 18 e 19 marzo con Giorgio Minisini, tocca poi a Emma Mazzenga (25, 26 marzo) e si chiude con Francesco Bettella (1, 2 aprile). Il palcoscenico delle Maddalene si trasforma così in un salottino, come quello del noto programma statunitense Tonight Show e del suo corrispettivo italiano Una pezza di Lundini. Giulia Briata e Cristiano Parolin conducono il talk, a partire dai testi di Nicolò Targhetta e con la regia di Sonia Soro. Come in ogni ospitata televisiva che si rispetti, i due conduttori intavolano una conversazione con lo sportivo o la sportiva di turno per far emergere i successi e le difficoltà che si celano dietro la loro professione. Tra barrette proteiche e tisane alle erbe, a condire il tutto ci pensa il pubblico, invitato a partecipare con domande, quiz scherzosi e medaglie d’oro, argento e bronzo. Apre la rassegna Sincronizzati con Giorgio Minisini. Il campione mondiale di nuoto artistico, ideatore di coreografie acquatiche spettacolari e promotore di uno sport accessibile e inclusivo è atteso al Teatro Maddalene il 18 e 19 marzo per raccontare della sua esperienza sportiva. Minisini è un esempio di dedizione e di coraggio, entrambe qualità che gli hanno permesso di abbattere stereotipi e restituire dignità al nuoto artistico, rendendolo disciplina olimpionica. Acquista il tuo biglietto Segue il 25 e 26 marzo Più veloce del tempo, una conversazione con Emma Mazzenga. L’atleta padovana, classe 1933, è una vera e propria leggenda dell’atletica master mondiale. Dopo una carriera da insegnante, torna alle gare a 70 anni e conquista oltre cento titoli italiani, 31 europei, 11 mondiali e quattro record del mondo nelle categorie W80‑W90. La sua velocità a più di novant’anni attira l’interesse della comunità scientifica, che studia il segreto della sua longevità atletica. Con disciplina, passione e uno stile di vita attivo, Emma è oggi un simbolo universale di energia, resilienza e amore per lo sport. Acquista il tuo biglietto A chiudere la rassegna, l’1 e 2 aprile, ci pensa il plurimedagliato nuotatore paralimpico Francesco Bettella in Fissando il soffitto. Il nuotatore padovano, classe 1989, è specialista di dorso in classe S1, ha trasformato il nuoto da semplice terapia infantile a una carriera straordinaria, conquistando medaglie ai Giochi di Rio, Tokyo e Parigi e numerosi podi mondiali ed europei. Atleta tenace e determinato, affianca allo sport un brillante percorso accademico, avendo da poco conseguito il dottorato in Neuroscienze. La sua storia unisce talento, disciplina e una costante ricerca di nuove sfide. Acquista il tuo biglietto
La scadenza del bando è stata prorogata al 17 marzo ore 13! UNIVERSERÌE, il format teatrale ideato e diretto dalla Compagnia Amor Vacui in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con l’obiettivo di portare in scena il mondo universitario, arriva alla sua decima edizione. Un instant drama che si ispira ai dispositivi delle serie tv composto da tre episodi e una maratona finale dell’intera stagione, che rende protagonisti le studentesse e gli studenti universitari, coinvolte in prima persona come autrici/autori e attrici/attori. La decima ed ultima stagione di Universerìe vuole esplorare un tema fondamentale: la fine. Perché è proprio nelle fine delle cose che ci concediamo uno sguardo all’indietro per cercare un senso, perché a volte vorremmo che le cose non finissero mai e perché, ogni fine, se guardata davvero, contiene già l’inizio di qualcosa di nuovo. Attraverso il teatro, vogliamo creare uno spazio di condivisione, riflessione e crescita in cui studenti e studentesse possano interrogarsi su come si chiudono le cose: come finiscono le relazioni, i percorsi, le abitudini, le versioni di noi stessi che abbiamo abitato per anni. Come si saluta una città, un gruppo, un tempo della vita. E come si resta quando qualcosa si conclude. Il bando è rivolto prevalentemente a studentesse e studenti universitari, ma anche a dottorande/i assegniste/i, specializzande/i, ricercatrici e ricercatori, professoresse e professori, personale tecnico e amministrativo e a tutte e tutti coloro che, a vario titolo, abbiano un rapporto formalizzato con l’Università di Padova. Requisiti particolari (almeno uno tra questi): sentirsi parte della vita universitaria patavina, aver visto almeno una serie tv in modo compulsivo, avere o avere avuto durante la vita universitaria un rapporto di amicizia, una storia sentimentale, una scelta di vita non andata proprio come ci si aspettava. Vuoi partecipare? Scarica il bando e candidati! Segnaliamo che la data dei provini è stata anticipata al 20 marzo, dalle 10.00 alle 13.00!
Lo studio padovano di commercialisti e avvocati SC&A inizia un partenariato con il TSV per sostenere iniziative teatrali legate all’inclusione e contro la violenza di genere. Fare rete con istituzioni, imprenditori e professionisti del territorio, per promuovere una cultura più sensibile alla parità di genere e alla sostenibilità. La Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale ha avviato un partenariato con lo Studio SC&A, una realtà professionale nota dal 2005 per servizi di consulenza in campo economico, finanziario, giuridico e fiscale, e che si impegna a sostenere produzioni teatrali e iniziative culturali del TSV che sensibilizzano verso una società più equa. Tale collaborazione arriva in un momento in cui il Teatro Stabile del Veneto è impegnato ad inserire nella sua programmazione a Padova, Venezia e Treviso spettacoli con un forte impatto sociale, in grado di affrontare il tema della violenza e della parità di genere: non solo Mirandolina che in una lunga tournée, ma anche Prima Facie, una produzione della Compagnia Finzi Pasca da un testo di Suzie Miller, previsto al Teatro Verdi il 31 marzo. Dopo l’iniziativa di raccolta fondi per gli orfani e orfane di femminicidio con la collaborazione del Centro Veneto Progetti Donna si aggiunge, quindi, un’ulteriore iniziativa grazie alla sensibilità di SC&A, studio di commercialisti e avvocati che ha deciso di diventare partner del TSV e inaugurare una sponsorizzazione triennale. Lo studio con più di 20 professionisti da tempo dimostra una spiccata sensibilità verso iniziative di solidarietà nel territorio padovano,. A questo si aggiunge una serie di investimenti anche nella cultura, come strumento di crescita sostenibile per la collettività e le nuove generazioni. In qualità di partner del TSV, SC&A fino al 2028 si impegna a sostenere produzioni e iniziative culturali dello Stabile del Veneto che affrontano temi come la violenza di genere, permettendo di aumentare ancor di più l’impegno per una società più giusta. La collaborazione prevede anche la promozione del mecenatismo, mediante la piattaforma Art Bonus che consente agevolazioni fiscali a chi decide di sostenere il mondo della cultura e dello spettacolo. La collaborazione con SC&A è solo uno dei passi di un’interlocuzione che il Teatro Stabile del Veneto rivolge alle istituzioni, agli enti del terzo settore, agli studi professionistici e alle realtà imprenditoriali del territorio. Lo scopo è creare una rete virtuosa che possa trasformare il teatro in un megafono per una società più equa, sostenibile e accessibile, dove non ci sia spazio per la violenza in ogni sua forma e per la disparità di genere. Con questa collaborazione, lo studio SC&A si aggiunge ad altri partner privati del TSV impegnati insieme ai soci, a sostenere le attività culturali e sociali dell’ente: BCC Veneta, Carraro group, McArthurGlen Designer Outlet di Noventa di Piave, Imoco group, Ascopiave, Giraldo, Coldiretti e la Fondazione Cariparo con il sostegno a specifici progetti. Una rete composta inoltre già da molte associazioni ed enti del terzo settore, con cui il TSV collabora in attività sociali tra cui Associazione italiana ciechi (Padova, Treviso, Venezia), Ente nazionale sordi (Padova, Treviso, Venezia), Comitato giovani sordi italiani (CGSI - sezione Veneto), Comitato Paralimpico Veneto, Università degli Studi di Padova, Cà Foscari, le case circondariali di Venezia e di Padova, TalentsLab, Polis – Social Hub, Avanscena, This Ability, Casa Priscilla, Centro Veneto Progetti Donna, Passpartout, fondazione La Miglior Vita Possibile ETS. Lo Studio SC&A è una realtà professionale multidisciplinare che da ormai un ventennio presta servizi di consulenza in campo economico, finanziario, giuridico e fiscale. Incentrato sulle figure dei tre soci fondatori – i dottori commercialisti Enrico Grigolin e Francesco Ferri De Lazara, e l’avvocato Filippo Lo Presti - lo studio si compone di dottori commercialisti e avvocati la cui attività risulta coadiuvata da un gruppo di collaboratori dotato di specifica esperienza nei diversi ambiti di competenza.
Il 27 marzo, presso la Chiesa di San Francesco Grande di Padova, gli allievi attori e le allieve attrici dell'Accademia Teatrale Carlo Goldoni metteranno in scena Compianto sul Cristo morto. Le luci del sabato, una sacra rappresentazione per la regia di Paola Bigatto. Note di regia Lo spettacolo nasce da una drammaturgia originale, scritta sulla base delle domande e degli interessi specifici espressi da allieve e allievi del corso, in relazione al mistero della Passione e morte di Gesù Cristo. Ho posto loro le domande che echeggiano, su questo tema, in credenti e non credenti: cosa so della Passione? In che senso mi riguarda? Quali sono gli elementi che mi colpiscono, i dubbi che questa vicenda mi pone davanti? Da queste domande nasce un testo ispirato a una iconografia tradizionale e celebratissima, il Compianto sul Cristo morto, cioè quella situazione in cui i pochi amici di Gesù che non sono scappati dopo il suo arresto, compongono il corpo, schiodato e calato dalla croce, e stanno alla sua presenza. Come accade durante gli ultimi saluti a un morto, disperazione, idee, pareri, ricordi, timori si intrecciano, sullo sfondo di una morte che è avvenuta nel peggiore dei modi: la condanna, la tortura, una fine atroce, e la conseguente disgregazione di un gruppo coeso e potente. Il corpo del defunto è composto e ripulito, ma non si è esaurita l’eco della violenza, una violenza che aleggia sull’intero gruppo, minacciato da ritorsioni da parte del potere centrale. E, per di più, il tempo stringe: calato il sole, secondo la tradizione ebraica del sabato, nessuno può più agire, e i pochi seguaci dovranno abbandonare il cadavere, e ritirarsi. Durante queste esequie, la Passione di Cristo viene raccontata a posteriori, ricostruita attraverso le voci dei presenti che si fanno testimoni frammentari della vicenda dei due reali protagonisti, ormai senza voce: Gesù e Giuda, morti forse a poca distanza di tempo l’uno dall’altro. La ricerca di una spiegazione, di un senso alle azioni della vita, lo sgomento di fronte all’assente, il dolore per la perdita della persona amata, sono quelli che attraversano ogni lutto. E come di fronte a ogni lutto, un mistero di senso aleggia: sarà proprio il soldato romano, che nulla sembra avere a che fare con le promesse di un Messia, a ricordarlo a tutti i personaggi e a noi. Essendo una scrittura composta ad hoc, ho posto attenzione a consegnare agli allievi e alle allieve parti equivalenti, in modo che ciascuno potesse confrontarsi con una figura dal carattere definito e teatralmente interessante. A tal fine, oltre ai personaggi tradizionalmente presenti al compianto (Maria di Nazareth, Maria Maddalena, Maria di Cleofa, Maria Salome, Giovanni, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo), è stato aggiunto il soldato, inviato dal potere di occupazione romano, Claudia Procula, la moglie di Pilato, alla disperata ricerca di quel rabbi che il marito ha abbandonato al suo destino, e Matteo, testimone nascosto di tutta la Passione. Lo spettacolo è scandito da canti, proposti e curati dalle allieve e dagli allievi del corso. Ingresso libero su prenotazione a questo link.
Il Teatro Stabile del Veneto prende parte al progetto di Turismo Sociale e Inclusivo della Regione Veneto. Il progetto, rivolto a persone con disabilità, ai loro accompagnatori e alle strutture ricettive, mira a sviluppare iniziative turistiche realmente accessibili e inclusive coinvolge diverse realtà territoriali della Provincia di Padova, tra cui il TSV. Gli obiettivi sono: - sviluppare il Turismo Accessibile e Inclusivo, rivolto a turisti con disabilità e ai loro accompagnatori - realizzare infrastrutture e organizzare servizi accessibili - favorire il protagonismo delle persone con disabilità- sviluppare approcci innovativi per l’integrazione di soluzioni e format volti a rafforzare l’inclusività dell’offerta turistica e dei suoi luoghi, migliorandone la fruibilità, l’accesso e la realizzazione di attività ludico-ricreative destinate alle persone disabili - promuovere percorsi di formazione, informazione e sensibilizzazione per diffondere una cultura dell’accessibilità - realizzare esperienze e attività di coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nelle strutture ricettive e nel tessuto turistico locale. Un primo esempio di partecipazione al progetto è stata la visita guidata del 28 febbraio 2026 in cui Filippo, ragazzo laureato in storia e persona nello spettro autistico, ha accompagnato un gruppo di 30 persone, all'interno del Teatro Verdi.