Il Teatro Stabile del Veneto ha attivato una convenzione con il Garage Duomo di Padova per gli spettatori del Teatro Verdi. Come funziona? Accesso al garage: da 1h prima dall’inizio dello spettacolo. Prenotazione telefonica entro le 48 ore precedenti l’evento ai numeri 049 656020 oppure 389 6547923. La disponibilità è soggetta a esaurimento dei posti. Requisiti: all'ingresso sarà richiesto il biglietto dello spettacolo o l'abbonamento in corso di validità per la Stagione 26/27. Tariffe agevolate Sosta pari o superiore a 2 ore: € 10,00 Abbonamento riservato agli abbonati del Turno A (martedì, 6 spettacoli): € 55,00
Per ogni spettatore entrato in sala nel 2025, i teatri gestiti dal Teatro Stabile del Veneto hanno consumato 13,2 kWh di energia, fra elettricità e riscaldamento, ed emesso 2,2 kg di CO₂ equivalente. È uno dei dati della prima Relazione sulla sostenibilità della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, pubblicata oggi integralmente sul sito del Teatro: un documento che rende conto di quanto consuma e quanto emette il Teatro, di come lavorano le persone che lo fanno vivere e di che cosa restituisce alle città di Venezia, Padova e Treviso. Non un adempimento obbligato dalla normativa, ma un’iniziativa volontaria, maturata in un percorso cominciato a fine 2024 con un gruppo di lavoro interno e formalizzato nel luglio 2025 dalla Politica di Sostenibilità approvata dal Consiglio di Amministrazione, che esprime l’ambizione dell’ente a partecipare allo sviluppo del “Teatro Sostenibile di Domani». “Un teatro pubblico lavora con risorse che non gli appartengono: il contributo del Ministero della Cultura, quelli della Regione del Veneto, dei Comuni di Venezia, Padova e Treviso e degli altri soci pubblici e privati, e i biglietti di chi sceglie di passare una serata con noi. Rendere conto di come quelle risorse diventano spettacoli, lavoro e occasioni di incontro, e a quale costo per l’ambiente e per le persone, non è un adempimento: è il modo in cui un’istituzione culturale dimostra di meritare la fiducia che riceve. Lo mettiamo a disposizione di chi lavora con noi, di chi ci finanzia, di chi ci sceglie come spettatore e di chi, in altri teatri, affronta le nostre stesse sfide” – dichiara il presidente Giampiero Beltotto. Per misurare, il Teatro ha scelto lo standard europeo VSME, che la Commissione europea ha raccomandato nel luglio 2025 alle piccole e medie imprese per rendicontare in modo volontario e confrontabile. Il Teatro non è un’impresa, ma per dimensioni è paragonabile a una PMI, e ha adottato lo standard nella versione più completa: oltre ai dati essenziali su ambiente, persone e governance, rende conto anche di strategia, politiche e rapporti con i fornitori. Uno standard comune serve proprio a questo: permette di leggere con lo stesso metro enti diversi, imprese comprese. Ogni numero è pubblicato con unità di misura, perimetro e metodo di calcolo, e dove un dato manca o è parziale la relazione lo dichiara; poiché il fatturato dice poco di che cosa fa un teatro, consumi ed emissioni sono stati rapportati anche agli spettacoli e agli spettatori. Il TSV è tra i primi enti teatrali a pubblicare indicatori di intensità volontari per misurare l’impatto ambientale e rapportare i consumi all'attività svolta durante tutto l’anno. “Non abbiamo fissato obiettivi quantificati di riduzione delle emissioni, perché un solo anno di rilevazione non basta a costruire un impegno serio invece che simbolico: il 2025 è la nostra linea di partenza, e i traguardi arriveranno quando avremo la profondità storica per fissarli. Per un teatro la sostenibilità non riguarda soltanto i consumi. Riguarda le condizioni dei lavoratori e dei fornitori, la possibilità concreta di entrare in sala per tutti, per chi ha una disabilità sensoriale o motoria e per chi ha poche risorse e la capacità di generare un impatto positivo sul territorio” – aggiunge la direttrice generale Claudia Marcolin. Nel 2025, nelle quattro sale del Teatro, il Goldoni a Venezia, il Verdi e le Maddalene a Padova, il Del Monaco a Treviso, il sipario si è alzato 575 volte per 180.139 presenze e con il Teatro hanno lavorato 411 persone. Il consumo energetico totale è pari a 2.370,28 MWh di cui più della metà è gas per il riscaldamento. Il 71,2% dell’energia elettrica deriva da fonti rinnovabili. Al Verdi, al Del Monaco e alle Maddalene, infatti, i contratti di fornitura prevedono energia elettrica 100% rinnovabile certificata da garanzie di origine; resta escluso il Goldoni, per il quale è già previsto un confronto con il Comune proprietario dell’immobile. Le emissioni da riscaldamento ed elettricità sono 390,61 tCO₂e, vale a dire 679,3 kgCO₂e per ogni spettacolo e 2,2 kgCO₂e in rapporto a ciascun spettatore. Per quanto riguarda la circolarità e la gestione delle risorse la relazione rileva, inoltre, il recupero del 100% dei rifiuti speciali da manutenzione ed allestimento tracciati (1,68 tonnellate): la totalità dei materiali viene infatti avviata a riciclaggio o riutilizzo, con zero conferimenti in discarica. È stata implementata, poi, una politica d'azzeramento della plastica (con erogatori d'acqua nei teatri Verdi e Goldoni), oltre a un piano di riduzione e dematerializzazione della carta per programmi di sala e biglietteria. Sul fronte sociale l'analisi del capitale umano registra un gender pay gap a favore delle lavoratrici donne (-2,89% sul totale dei dipendenti). La forza lavoro complessiva conta il 50,4% di donne (e il 60,3% dei dipendenti a fine anno). L’impegno del TSV nei confronti della comunità si misura anche nel coinvolgimento di oltre 3.000 studenti e docenti delle scuole superiori, nella realizzazione di 111 visite guidate che nel 2025 hanno registrato una crescita di partecipazione del pubblico dell’80% e nell’attuazione di politiche di accessibilità e inclusione: nella passata stagione sono state proposte tre produzioni accessibili con servizi di audiodescrizione, sottotitoli, traduzione in LIS, tour tattili e smart glasses per persone cieche o ipovedenti e sorde, l’uso di cuffie per persone con deficit uditivi oltre alle visite guidate inclusive. A Padova il TSV partecipa all’accordo con il Comune nell’ambito del Climate City Contract e nel carcere cittadino ha portato avanti la quarta edizione di «Per Aspera ad Astra», progetto sul teatro come strumento di giustizia riparativa, mentre con la casa circondariale di Venezia ha firmato una convenzione per l’assunzione a tempo determinato di un detenuto. La relazione dà conto anche dell’ascolto avviato nel 2025. Fra gli abbonati che hanno risposto al questionario del Teatro (766 su 2.368), l’86% considera di alta o massima importanza il suo impegno per la sostenibilità; fra i fornitori (99 risposte su 729 contattati), il 72% si è detto disponibile a collaborare su questi temi. Sono indicazioni coerenti con la Politica di Sostenibilità, che impegna il Teatro a cooperare con partner e fornitori, enti culturali, istituzioni e associazioni per progettare insieme buone pratiche, e che fra i suoi principi indica la collaborazione con gli altri teatri anziché la sola competizione. La relazione sulla sostenibilità 2025 rappresenta la linea di partenza, un punto di riferimento per la misurazione futura, la prima occasione per rilevare non solo i punti di forza ma anche i limiti da migliorare. Fra le attività già pianificate, quella che più caratterizza il percorso riguarda gli spettacoli: primo fra i Teatri Nazionali il TSV ha costruito uno strumento di monitoraggio delle performance di sostenibilità delle produzioni capace di calcolare l'impronta ecologica e l’impatto sociale di ogni spettacolo fin dalla fase di ideazione. Dopo aver testato nella scorsa stagione un primo modello su uno spettacolo dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, nella programmazione 2026/27 il sistema di monitoraggio sarà applicato per la prima volta a una vera produzione: Il sentiero di Linda Dalisi per la regia di Fabiana Iacozzilli sarà infatti realizzata fin dalla sua ideazione monitorando e rendicontando il divario di genere del personale, l’impatto dei viaggi e dei trasporti di scene, costumi e attrezzeria, gli spostamenti del pubblico e la scelta dei materiali e delle attrezzature tecniche, preferendo il riutilizzo di materiali di seconda mano in un’ottica di economia circolare e di impianti luci e audio con basso consumo energetico. Fra le altre azioni più vicine, alcune già messe in atto nei primi mesi del 2026, figurano la sostituzione delle luci con lampade a led al Verdi, al Goldoni e al Del Monaco, la raccolta differenziata in tutte le aree dei quattro teatri, il primo furgone elettrico per i trasporti fra sedi e magazzini, la certificazione ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro l’avvio di un percorso di formazione per la comunità teatrale sulla prevenzione delle molestie sul lavoro, l’accordo per la definizione di visite guidate realizzate da personale con spettro autistico. Consulta la Relazione sulla sostenibilità 2025
Da domani al Teatro Goldoni potranno essere acquistati gli abbonamenti per la stagione 2026/2027 a tariffa agevolata riservata ai residenti del Comune di Venezia (ex abbonamenti URP). Gli abbonamenti disponibili saranno 250 e potranno essere acquistati esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Goldoni dal 30 settembre al 3 ottobre 2026 esibendo il documento di identità che attesa la residenza nel Comune di Venezia. L’abbonamento è nominale e quindi nel caso di acquisto di abbonamento per terzi è necessario avere copia di carta d’identità e delega o modulo compilato dall’intestatario dell’abbonamento. Essendo una tariffa molto agevolata il massimo di abbonamenti acquistabili con uno stesso nominativo è 2. ⚠️Il giorno 30 settembre dalle ore 9.30 una maschera del teatro distribuirà i numeri per la gestione dell’accesso alla biglietteria. Numeri o talloncini autoprodotti non saranno considerati dalla biglietteria. PREZZI: platea: € 276,00 1, 2° ordine: € 240,00 3° ordine: € 168,00
Dopo il successo nei festival estivi Alcesti, per la regia di Filippo Dini, ha debuttato nella versione al chiuso al Teatro Olimpico di Vicenza. L'accoglienza del pubblico è stata calorosa. “Tanti applausi per un allestimento che non teme le contaminazioni, i salti tonali, la voce di un presente che nel passato trova la sua anima più trasgressiva e potente” così Maurizia Veladiano ha recensito lo spettacolo sul Giornale di Vicenza. → Leggi la rassegna stampa di Alcesti Dopo Sicuracusa, Pompei, Ostia Antica e Verona Alcesti chiude la sua tournée nei teatri del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso (biglietti in vendita dall'8 ottobre) dal 24 al 28 novembre al Teatro Verdi di Padova (biglietti in vendita dal 6 ottobre).
La cultura è un diritto di tutti, ma la fragilità socio-economica rappresenta un ostacolo per la partecipazione a teatro. Per questo la firma del protocollo d’intesa tra la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il Centro di Servizio per il Volontariato Padova e Rovigo (CSV) è un passo importante nel percorso di accessibilità e inclusività delle sale teatrali del TSV. Il presidente del TSV Giampiero Beltotto e la presidente del CSV Marinella Mantovani hanno siglato l’intesa orientata a promuovere la cultura come leva per il benessere individuale e collettivo e per il contrasto alle disuguaglianze. In virtù di tale accordo il TSV individuerà nell’ambito della propria programmazione e strategie di inclusione, condizioni agevolate di accesso al teatro a persone che versano in condizioni socio-economiche di fragilità. Compito del CSV sarà quello di individuare i destinatari di tali agevolazioni, attraverso la propria rete territoriale e gli Enti del Terzo Settore, anche al fine di garantire appropriatezza, equità e accompagnamento nella fruizione culturale. I due enti si impegnano ad aprire le porte dei teatri al mondo del volontariato, con particolare attenzione nei confronti dei giovani volontari, e a promuovere il coinvolgimento attivo del tessuto associativo e degli Enti del Terzo Settore nei processi culturali e, ove possibile, di ideazione, produzione e diffusione teatrale. TSV e CSV si impegnano, infine, a sviluppare momenti di confronto e scambio informativo, finalizzate alla rilevazione, analisi e interpretazione dei bisogni sociali emergenti nel territorio con l’obiettivo di contribuire a programmare attività culturali del TSV in una prospettiva maggiormente inclusiva e attenta alle dinamiche sociali locali. “La nostra Fondazione ha tra gli obiettivi della propria missione quello di diffondere la cultura teatrale presso il pubblico di ogni età e fascia sociale. Il teatro è di tutti e a tutti deve essere accessibile. Per questo fare sistema con associazioni e volontari che operano nel territorio per raggiungere e agevolare anche chi, per motivazioni socioeconomiche oltre che culturali, dal teatro è più distante rappresenta un’occasione preziosa. - ha affermato il presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto -. Ringrazio il Centro di Servizio Volontariato con la sua presidente Marinella Mantovani per aver aperto le porte a questa collaborazione che ci aiuterà ad implementare un percorso iniziato qualche anni fa per rendere le nostre attività culturali in una prospettiva maggiormente inclusiva e attenta alle dinamiche sociali locali”. “Uno dei compiti fondamentali di un Centro di Servizio per il Volontariato è accompagnare la crescita delle associazioni e creare le condizioni perché il volontariato possa entrare in relazione con mondi, competenze e istituzioni diverse – ha dichiarato Marinella Mantovani, presidente CSV Padova Rovigo -. Questo Protocollo va esattamente in questa direzione: il CSV mette a disposizione la propria conoscenza del territorio e la propria capacità di costruire relazioni, creando un ponte tra il tessuto associativo e una grande istituzione culturale come il Teatro Stabile del Veneto. Vogliamo facilitare nuove occasioni di incontro e collaborazione, perché siamo convinti che il volontariato cresca quando riesce ad aprirsi, a contaminarsi e a costruire alleanze. Cultura e partecipazione civica possono rafforzarsi reciprocamente e generare nuove opportunità di inclusione, protagonismo e coesione per le nostre comunità”.
Il Teatro de la Sena di Feltre torna ad alzare il sipario con La Sena Viva, una stagione teatrale nata dalla collaborazione tra il Comune di Feltre e la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Dieci titoli, che da novembre 2026 fino ad aprile 2027 animeranno lo storico palcoscenico dove nel XVII secolo Carlo Goldoni presentò le sue prime opere di teatro musicale. Selezionate tramite l’avviso pubblico Cantiere Goldoni promosso dallo Stabile del Veneto in collaborazione con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale e con il sostegno della Regione del Veneto, sei delle migliori compagnie teatrali venete, quali Pantakin, Anagoor, Centro Teatrale da Ponte, Mosaico Errante, Theama Teatro e La Piccionaia, riscoprono l’eredità goldoniana e si intrecciano con un cartellone fatto di spettacoli originali e produzioni del TSV- Teatro Nazionale. Un programma composito che presenta la “Piccola Fenice” come uno spazio di cultura vivo e produttivo. La programmazione si apre il 6 novembre con il primo appuntamento di Cantiere Goldoni: Casanova Grand Tour di Pantakin, che porta in scena una figura iconica della cultura veneziana riletta con i codici della commedia dell’arte. La Sena accoglie quindi uno dei volti più amati dal teatro veneto: Andrea Pennacchi diretto da Gabriele Vacis riscopre le radici venete di Ruzante in Predatori di pianura (5 dicembre), uno spettacolo co-prodotto dal TSV con Gli Ipocriti Melina Balsamo in grado di far ridere in modo amaro e che omaggia un autore pavano nella lingua ma universale nei temi. Tocca poi a un’altra produzione del TSV in collaborazione con la Fondazione Annarosa Poli – George Sand: Arlecchino Marchese (19 dicembre) vede alcune tra le attrici e gli attori neodiplomati all’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del TSV misurarsi, dietro la regia di Matteo Spiazzi, con la commedia dell’arte e le esilaranti avventure di Arlecchino. Ad animare il palcoscenico feltrino sarà poi il secondo appuntamento di Cantiere Goldoni: la compagnia Anagoor porta a Feltre Povero Diavolo – mal detto Arlecchino (30 gennaio) diretto da Simone Derai. Una rilettura che sottrae la celebre maschera al folklore per restituirle un carattere inquieto e profondamente contemporaneo toccando temi come la marginalità e il conflitto sociale, in una scrittura scenica che oscilla tra tragedia e comicità. A ridosso di San Valentino va in scena Le Innamorate (13 febbraio) del Centro Teatrale Da Ponte, scritto e diretto da Edoardo Fainello, che riscopre la tradizione della commedia veneziana e dimostra quanto la riforma goldoniana continui a parlare al presente. Gli interpreti, tutti sotto i 25 anni, attraverso il dialetto e le figure femminili tipiche di Goldoni intrecciano passioni ed equivoci. Sempre nell’ambito del progetto Cantiere Goldoni, la compagnia Mosaico Errante sale sul palco con La Porta del Cielo (27 febbraio) uno spettacolo che vede protagonisti il quartetto di mimi ucraini Dekru, riconosciuto a livello europeo come erede della grande tradizione della pantomima. Alessandro Serena dirige un rito collettivo tra clownerie e pantomima che coinvolge il pubblico attraverso comicità fisica e musica, ed esprime tutta la carica poetica e partecipativa del teatro popolare. Ad arricchire la stagione è poi un volto noto del grande schermo: Roberto Citran (13 marzo) si misura con Il prete bello, un classico della letteratura del Novecento di Goffredo Parise. Si torna quindi all’eredità di Goldoni per l’ultimo appuntamento del cartellone: Theama Teatro (10 aprile) trasforma la biografia di Goldoni in un’esperienza teatrale itinerante con Memorie in Viaggio – Carlo Goldoni sulle acque e nelle piazze della sua vita. I luoghi reali del territorio veneto prendono vita dalle pagine dei Mémoires, grazie a una drammaturgia che intreccia attori professionisti e cittadini e porta il teatro fuori dagli spazi convenzionali. La Sena Viva riserva, inoltre, due appuntamenti in matinée dedicati al pubblico delle scuole: il primo è Un posto nel mondo (23 febbraio), produzione del TSV tratta dal racconto di Aurora Vannucci, finalista al Premio Campiello Giovani 2025, con l’adattamento di Claudia Manuelli. Lo spettacolo, interpretato da Simone Pedini, affronta temi come immaginazione, fragilità e identità attraverso la storia di un bambino e la sua fantasia; il secondo è l’ultimo spettacolo di Cantiere Goldoni il 4 marzo, realizzato da La Piccionaia: Grammatica della Fantasia – Il museo degli errori è una riflessione poetica su inclusione sociale e comunità, scritta e diretta da Carlo Presotto, che si ispira a Gianni Rodari e Bruno Munari. Linguaggio verbale, corpo e oggetti si intrecciano con la lingua italiana dei segni, rendendo lo spettacolo accessibile e fruibile a tutti. Oltre al Teatro de la Sena, gli spettacoli selezionati attraverso l’avviso pubblico di Cantiere Goldoni di Pantakin, Anagoor, Centro Teatrale da Ponte, Mosaico Errante, Theama Teatro, La Piccionaia e RBR Dance Company, grazie alla collaborazione con Arteven, entreranno anche nella programmazione di alcuni teatri regionali: Valdagno, Noventa Vicentina, Cavarzere ed altri tre in fase di programmazione. L’importante sostegno ricevuto dalla Fondazione Cariverona, Cassa di Fassa Primiero Belluno - Banca di Credito Cooperativo, Lattebusche SCA e Hotel Doriguzzi - Feltre ha contribuito in modo significativo alla realizzazione della stagione teatrale, dimostrando come la sinergia tra enti locali, operatori economici e finanziari possa generare opportunità socioculturali rilevanti e preziose per il territorio. L’Assessore regionale alle Politiche culturali, Valeria Mantovan afferma: “La riapertura del Teatro de la Sena rappresenta un momento importante per la città di Feltre e per tutto il territorio veneto. Riaccendere il sipario di questo luogo così ricco di storia significa restituire alla comunità non solo uno spazio culturale, ma un vero presidio di partecipazione, incontro e crescita. Con “La Sena Viva” il Teatro torna a essere protagonista della vita culturale della città, attraverso una stagione capace di unire la grande tradizione del teatro veneto alle nuove generazioni e ai linguaggi della scena contemporanea. Il progetto Cantiere Goldoni, sostenuto dalla Regione del Veneto, è in questo senso un esempio concreto di come la valorizzazione della nostra identità culturale possa dialogare con la creatività e con le nuove forme dello spettacolo dal vivo. Siamo particolarmente orgogliosi che sei compagnie venete possano portare a Feltre il patrimonio e l’eredità di Carlo Goldoni, insieme a produzioni del Teatro Stabile del Veneto e a interpreti e artisti di grande valore. Un’offerta che parla a pubblici diversi e che dedica un’attenzione particolare anche a studentesse e studenti, perché avvicinare i giovani al teatro significa investire sul futuro della nostra cultura. La Regione del Veneto continuerà a sostenere i luoghi e i progetti capaci di rendere la cultura sempre più accessibile e presente nei territori. Oggi, a Feltre, il teatro torna a vivere e con esso torna a vivere una parte importante della nostra storia e della nostra identità”. Il Sindaco di Feltre, Viviana Fusaro dichiara: “Grazie alla professionalità e alla dedizione di tutti coloro che ci hanno permesso di realizzare un grande sogno: l'apertura completa e definitiva del nostro teatro. Invito tutte le cittadine e i cittadini a partecipare a questa splendida rassegna che spazia da Carlo Goldoni a Goffredo Parise, dal Ruzante di Andrea Pennacchi alla pantomima dei Dekru. Godranno di spettacoli di assoluta qualità in uno dei teatri storici più belli d'Italia: un'esperienza da non perdere!” L’Assessore alla Cultura del Comune di Feltre, Flavia Colle aggiunge: “La collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto ci consente di portare a Feltre grandi attori come Andrea Pennacchi e Roberto Citran e giovani promesse della scena teatrale contemporanea. Gli spettacoli in programma attraversano tematiche sociali, portano in scena Arlecchino e la Commedia dell'arte con differenti approcci, portandoci in meravigliosi viaggi nel tempo e nello spazio. Siamo lieti di proporre anche due spettacoli riservati alle studentesse e agli studenti un’occasione per i nostri ragazzi per vivere la magia del teatro in un luogo speciale che confidiamo conoscano e amino sempre più.” “Avevamo promesso che il Teatro de la Sena sarebbe tornato ad essere uno spazio di cultura vivo, un luogo di produzione, con la presentazione di questa prima stagione manteniamo la nostra promessa – dichiara il presidente del TSV – Teatro Nazionale Giampiero Beltotto –. Ringraziamo l’amministrazione comunale di Feltre per averci chiamato a rilanciare questo magnifico teatro, che torna ad essere un punto di riferimento per la cultura veneta, non solo nel territorio bellunese ma in tutta la regione. Ancora una volta i risultati si ottengono oltre i campanilismi, facendo sistema tra istituzioni.
Si ispira al glicine, alla sua fioritura divampante e alla tenacia con cui cresce e si arrampica ovunque trovi spazio, la nuova Stagione del contemporaneo che il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale programma tra il Teatro Maddalene e il Ridotto del Teatro Verdi a Padova. Per la prima volta un cartellone unico dedicato ai linguaggi contemporanei tra progetti di produzione, formazione e ospitalità: la programmazione di Glicine 26/27 è stata presentata questa mattina al Teatro Maddalene di Padova alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio. Sono tre le direzioni che il cartellone del contemporaneo intraprende intrecciando le nuove creazioni del TSV, gli spettacoli dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni e alcune delle esperienze più significative della scena contemporanea. Con 23 titoli e 83 recite, di cui 69 prodotte dal TSV, Glicine 26/27 crea un ecosistema in cui opere, artisti e spettatori dialogano tra loro, trasformando il teatro in uno spazio vivo di ricerca, crescita e costruzione condivisa. “Quest’anno Padova avrà un’apertura ancora più ampia al contemporaneo, grazie al Teatro Stabile del Veneto che ha fatto sì che il Teatro Maddalene e il Ridotto del Teatro Verdi entrino in una programmazione unitaria. Due teatri che smettono di essere appendice della sala grande del Verdi e diventano luoghi con funzione omogenea, in cui i linguaggi del contemporaneo trovano nuova vocazione – ha affermato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio -. Glicine ha un palinsesto ben articolato con opere di grande rilievo che uniscono produzioni, formazione, creatività e ospitalità. In questo ringrazio il TSV perché con 69 opere prodotte ha dimostrato tutta l’attenzione per il teatro contemporaneo e per la tradizione. Infine, colpisce la capacità di questa programmazione di affrontare i grandi temi dell’attualità, come la violenza di genere e la marginalità. Perché se il teatro non è di rottura diventa risibile”. “Glicine è il tentativo di mettere al centro del discorso il concetto di ecosistema artistico: una programmazione che permetta al pubblico di vedere ogni singola parte del processo artistico, dalla formazione alla produzione – ha dichiarato il direttore artistico junior del TSV, Alessandro Businaro -. Il risultato del lavoro realizzato insieme al direttore artistico Filippo Dini e a Carlo Mangolini, direttore dell’Accademia Carlo Goldoni e responsabile dell’Area Sviluppo Artistico, ha a tutti gli effetti le sembianze di una pianta che si arrampica da novembre ad aprile, sbocciando giorno dopo giorno”. Le produzioni L’attività del TSV dedicata ai linguaggi del contemporaneo si configura come un unico laboratorio esteso, in cui la dimensione creativa, formativa e produttiva si intrecciano fino a diventare indistinguibili. L’apertura di Glicine 26/27 è affidata a Fabiana Iacozzilli, vincitrice del Premio Hystrio alla Regia 2026, che porta al Teatro Maddalene Il sentiero di Linda Dalisi da Italo Calvino, dal 12 novembre al 4 dicembre. Interpretato dalla Compagnia Giovani del TSV, lo spettacolo attraversa e reinventa Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino. A febbraio 2027 tocca a Brain Storm (4>7 febbraio) di Marta Dalla Via e Frank Heuel, frutto del progetto europeo Storm che ha visto il TSV collaborare con Fringe Ensemble e Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova. Lo spettacolo parte dai testi shakespeariani per indagare la “tempesta” emotiva delle giovani generazioni, il bisogno di essere amati, il desiderio, la fragilità, traducendola in un paesaggio scenico fisico e sonoro. Dal 16 al 28 febbraio Glicine propone un focus sulla nuova drammaturgia italiana e internazionale. Attraverso letture e mise en espace affidate a registi e interpreti del panorama teatrale nazionale, il pubblico è invitato a confrontarsi con autori e linguaggi capaci di raccontare il presente e le trasformazioni del contemporaneo. Il primo appuntamento è Situazione Drammatica, progetto sulla drammaturgia italiana ideato da Tindaro Granata. In quest’occasione, il pubblico leggerà insieme a un gruppo di attori il testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, Un bambino di Marco Trotta. Dalla drammaturgia italiana si passa a quella internazionale con Test Your Writing, progetto che prevede la mise en espace di due testi internazionali, individuati da due prestigiosi partner europei: PAV, con Fabulamundi, il più importante progetto europeo dedicato alla traduzione e alla circolazione dei testi contemporanei, e l’European Theatre Convention (ETC), principale rete dei teatri pubblici europei. Tre appuntamenti che trasformano la lettura scenica in uno spazio di ascolto, riflessione e confronto, offrendo uno sguardo aggiornato sulle direzioni più vive e innovative della drammaturgia di oggi. Col senno di poi (9>13 marzo) di Tadrina Hockings e Sandra Colombo con la regia del francese Edouard Pénaud guarda al rapporto tra violenza di genere e strumenti per riconoscerla e prevenirla, intrecciando memoria e rielaborazione, esperienza vissuta e costruzione del racconto. Il pubblico diventa parte di questo attraversamento, chiamato a confrontarsi con opere ancora in divenire. Le produzioni del Teatro Stabile del Veneto proseguono con Maturazione, dal 29 aprile al 14 maggio: tre residenze artistiche che non sono spettacoli chiusi, ma momenti di passaggio, esiti temporanei di un lavoro più ampio. Infine, dall’edizione di Maturazione dello scorso anno arriva Too Cute to poop, di ETU Ensemble, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e atteso alle Maddalene il 2 e 3 aprile. A fare da contrappunto, al Ridotto del Teatro Verdi, il Premio Campiello Giovani (19>21 maggio) che introduce il dialogo con la scrittura letteraria emergente, rafforzando il legame tra teatro e parola. Protagonista di quest’edizione è Un panopticon, racconto di Ofelia Fioretti finalista della 31esimo Premio Campiello Giovani. Il contemporaneo sboccia nelle ospitalità Le ospitalità di Glicine 26/27 intercettano alcune delle traiettorie più vive della scena contemporanea italiana per affrontare temi di attualità. Il calendario si apre nel 2027 al Teatro Maddalene con Per sempre (14,15 gennaio) di Alessandro Bandini, un lavoro centrato su una relazione amorosa raccontata nelle sue evoluzioni e fratture, a partire da materiali inediti di Giovanni Testori: lettere e cartoline ad Alain Toubas, insieme ai “Trionfi” e a dediche private in cui la parola, intima e necessaria, restituisce la densità del legame. Con Dad or alive di BumBumFritz, il 29 e 30 gennaio alle Maddalene, il registro cambia radicalmente: lo spettacolo utilizza una chiave pop, con ritmo serrato e una costruzione frammentaria per mettere in scena la figura paterna come presenza ambigua, tra assenza e sovraesposizione. In Calcinculo (11, 12 febbraio) di Babilonia Teatri, il teatro si rivolge direttamente al pubblico, senza filtri, alternando narrazione e affondo politico attraverso una sorta di “compilation” di canzoni pop in cui il tema della diversità e della marginalità viene affrontato senza mediazioni. Con Kamikaze (16, 17 marzo) Giulio Santolini introduce una dimensione performativa più fisica e concentrata, in tensione verso il rischio e l’esposizione, costruendo una presenza scenica che si mette continuamente alla prova, in equilibrio tra controllo e perdita. Attesa alle Maddalene anche Francesca Astrei e il linguaggio rarefatto di Io sono verticale (23, 24 marzo): uno spettacolo che si sviluppa per sottrazione, affidandosi a pochi elementi e una dimensione poetica quasi astratta, dove il corpo diventa segno. Al Ridotto del Teatro Verdi, Infinita bellezza (15, 16 aprile) di Claudia Manuelli e Aron Tewelde prosegue questa ricerca ma con un’apertura maggiore alla relazione: il corpo è al centro, ma come luogo di incontro e di percezione condivisa. Infine, Michel - The Animals I Am (22, 23 aprile) di Chiara Bersani chiude il percorso con un lavoro di forte riconoscibilità. Dalla formazione al palcoscenico Dal teatro classico alla scena contemporanea, gli spettacoli dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni - ATCG si configurano come spazio di formazione, confronto e trasformazione per gli allievi del III anno. Non una semplice successione di titoli, ma un percorso che forma gli attori accompagnandoli nella costruzione di uno sguardo, una consapevolezza e una presenza artistica autonoma. L’avvio a fine 2026, nel Ridotto del Teatro Verdi, è affidato alla regia di Michele Modesto Casarin, che immerge gli allievi in due testi classici della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (4>6 dicembre) lavorano sulle maschere, sul ritmo, sull’improvvisazione e costruzione del corpo scenico, restituendo la vitalità di un teatro popolare e contemporaneo. Con il nuovo anno, il percorso si sposta verso la grande drammaturgia europea: Simona Gonella guida gli allievi dentro Tre sorelle di Anton Čechov (29>30 gennaio), affrontando la complessità del sottotesto, dell’ascolto e della costruzione psicologica. Il lavoro si fa più intimo, stratificato, e chiama gli attori a confrontarsi con il tempo sospeso e con il desiderio inappagato che attraversa i personaggi cechoviani. A marzo, dal 12 al 18 marzo, con Giorgio Sangati allievi e allieve si misurano con Le operette morali, al Ridotto del Teatro Verdi dal 12 al 18 marzo: a partire dai dialoghi filosofici di Leopardi, lo spettacolo affronta temi universali come la morte, il dolore, il senso dell’esistenza e il rapporto tra l’uomo e la natura. La primavera segna poi l’apertura verso la contemporaneità performativa di Marco D’Agostin al Teatro Maddalene: Pompei (28>31 maggio) vede un gruppo di interpreti attraversare presente, passato e futuro per ricostruire una possibile storia dell’umano, mescolando il teatro al linguaggio del corpo, la performance e una scrittura scenica che supera i confini del testo. I biglietti degli spettacoli saranno in vendita dal 29 settembre sul sito teatrostabileveneto.it e presso la biglietteria del teatro.
Dal 24 al 27 settembre il Teatro Mario Del Monaco di Treviso ospita le giornate del Premio Giuseppe Bepo Maffioli, quinta edizione del Premio Nazionale di Nuova Drammaturgia Italiana organizzato da .eacapo ETS, in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Ideatore del Premio e suo presidente fin dalla prima edizione, Alex Cendron ne condivide quest’anno la direzione artistica con Alessandro Businaro, direttore artistico junior del Teatro Stabile del Veneto. Intorno alla presentazione dei testi premiati prende così forma un programma di quattro giornate, nel quale trovano spazio anche tre spettacoli, un seminario sulla distribuzione, un panel e le restituzioni del laboratorio “drammatizziAMO”. Una possibilità oltre la selezione Attore, autore e giornalista, Giuseppe “Bepo” Maffioli entrò giovanissimo nel teatro grazie a un concorso di drammaturgia. Il Premio che porta il suo nome riparte da quell’esperienza: offrire alla drammaturgia italiana di oggi, anche emergente e indipendente, una possibilità che vada oltre la selezione. I testi vincitori vengono affidati ad attori e registi e presentati al pubblico in forma di mise en lecture: parziale per il PGBM.pop e il PGBM.U-35, integrale per il PGBM.26. Alle letture seguono gli incontri con gli autori e il confronto con il pubblico, perché il lavoro compiuto nei mesi della selezione possa diventare un primo banco di prova teatrale. Alex Cendron, ideatore e presidente del Premio, spiega: «Ho immaginato il Premio Maffioli come un luogo nel quale la nuova drammaturgia potesse essere letta, discussa e riconosciuta con rigore, libertà e pluralità di sguardi. Le 317 opere ricevute dimostrano quanto questo spazio fosse necessario e quanto meriti, ora, di essere sostenuto e fatto crescere attraverso un investimento condiviso». Alessandro Businaro, direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, afferma: «Il Premio Maffioli si conferma un'occasione preziosa dedicata alla nuova drammaturgia, e in quanto tale va riconosciuta come un’iniziativa lodevole. Come Teatro Nazionale, il TSV ha tra i suoi obbiettivi quello di promuovere e produrre autori emergenti, per questo siamo felici di partecipare all’organizzazione del premio. La promozione del teatro contemporaneo è un impegno che portiamo avanti su tutti i nostri palcoscenici e, per Treviso, il Premio Maffioli rappresenta un’occasione importante. D’altra parte, per valorizzare realmente la produzione di questi testi sono necessari spazi adeguati. Anche su questo fronte, dunque, auspichiamo di collaborare maggiormente con i Comuni nostri soci, ovvero per avere più giornate a disposizione nelle sale teatrali da dedicare ad allestimenti e spettacoli che parlano il linguaggio del contemporaneo». Una selezione nazionale, due giurie Le 317 candidature arrivate per la quinta edizione, 306 delle quali ammesse alla selezione, confermano la dimensione pienamente nazionale raggiunta dal Premio. Fra le opere in concorso, 108 sono state presentate da autrici e autori under 35 e 21 portano una firma collettiva. L’età dei partecipanti va dai 20 agli 83 anni, con una media di 43. Tutti i testi sono stati esaminati in forma rigorosamente anonima da due giurie, diverse per composizione e compiti. Il nucleo della Giuria Tecnica è formato dai direttori e dalle direttrici artistiche junior dei Teatri Nazionali italiani: Alessandro Businaro per il Teatro Stabile del Veneto, Diego Pleuteri per il Teatro Stabile di Torino, Francesca Di Fazio per Emilia Romagna Teatro ERT, Lea Giammattei per il Teatro di Roma e Pier Lorenzo Pisano per il Teatro di Napoli. A completare la giuria sono curatori, critici e studiosi, in un confronto fra competenze diverse e direttamente legate alla lettura, alla scelta e alla produzione dei testi. Alla Giuria Tecnica sono affidati il PGBM.26 e il PGBM.U-35, sostenuto dal Rotary Club Treviso. Accanto allo sguardo degli addetti ai lavori, il Premio ha voluto quello dei lettori. Individuata attraverso una chiamata pubblica, la Giuria Popolare riunisce 33 persone tra i 19 e i 77 anni, provenienti da diverse regioni italiane: studenti, insegnanti, operatori culturali, professionisti e appassionati di teatro e letteratura. Lavora autonomamente, ma in dialogo con la Giuria Tecnica, e assegna il PGBM.pop; può inoltre segnalare opere meritevoli di una menzione speciale. I dettagli sul metodo di selezione sono consultabili sul sito www.premiomaffioli.it. I tre testi vincitori e i loro autori “Erbario di famiglia” di Alessandro Tampieri è il testo vincitore del PGBM.pop. In una vecchia casa di campagna, le riunioni di famiglia, le ricette e le erbe del giardino riportano alla luce conflitti e silenzi fra tre generazioni, mentre il confine fra vivi e morti si fa meno netto. Attore, regista e dramaturg attivo a Bologna, Tampieri si è formato fra Italia, Irlanda e Stati Uniti. Il suo “Confino” è stato finalista al Festival InScena di New York; con “Il regalo” ha ottenuto il secondo premio al Concorso Teatrale Vallecorsi 2025. La mise en lecture è diretta da Silvia Pallotti. “Adoption Express - Un figlio per posta” di ivil, nome d’arte di Stefano Colombo, è il testo vincitore del PGBM.U-35, sostenuto dal Rotary Club Treviso. Una coppia in attesa del figlio adottivo riceve per errore un anziano non autosufficiente: l’arrivo inatteso mette in crisi il progetto familiare e la relazione. Nato a Lecco nel 1992, ivil è un autore e creativo attivo fra teatro e fumetto. Ha fondato la casa editrice centometri e due sue drammaturgie per ragazzi hanno vinto il Premio “Domingo Grollino” del Teatro dei Navigli. La lettura è diretta da Angelo Callegarin. “Familiare” di Tommaso Fermariello, vincitore del PGBM.26, segue una famiglia lungo un secolo, dal 1925 al 2025. Tempi e generazioni si sovrappongono, mentre guerra, calcio, malattia e nascite compongono una storia nella quale vivi e morti continuano a parlarsi senza saperlo. Fermariello, nato a Tradate nel 1994, ha vinto nel 2019 il Premio Riccione-Tondelli con “Fantasmi”; “Anna” e “Ultimi uomini” hanno ricevuto una segnalazione al Premio Hystrio. Ha collaborato con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Nazionale di Genova e il Teatro Stabile del Veneto. La mise en lecture è diretta da Arianna Verzeletti. Tre serate con la drammaturgia contemporanea La nuova scrittura emersa dal concorso dialoga con tre esperienze di drammaturgia contemporanea già diventate spettacolo: un omaggio a Vitaliano Trevisan, un lavoro sviluppato da Carrozzeria Orfeo con una nuova generazione di autori e uno dei titoli più riconoscibili de I Gordi, nel quale la drammaturgia è realizzata solo dalle azioni, senza parole. Ad aprire il programma, giovedì 24 settembre alle 20, sarà “Il cane Dean”, omaggio a Vitaliano Trevisan scritto da Luca Illetterati, diretto e interpretato da Mirko Artuso, con le musiche di Alessandro Barbieri e la produzione del Centro Teatrale Da Ponte. Il rapporto di Trevisan con il lavoro, la scrittura, i suoi libri e il cane Dean diventa la traccia per raccontare la biografia e l’universo dello scrittore vicentino. Venerdì 25 settembre alle 20 arriva Carrozzeria Orfeo con “Cuore di porco”, scritto da Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli, con la supervisione drammaturgica di Gabriele Di Luca. In scena Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti e Federico Bassi, per la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. Una gravidanza protratta oltre ogni limite, il cuore di un maiale trapiantato in un essere umano e l’apoteosi di un idolo sportivo danno origine a tre storie di trasformazione. Teatro, poesia performativa, musica elettronica, arti visive e animazioni video concorrono alla costruzione dello spettacolo. Sabato 26 settembre alle 20 il palcoscenico è per I Gordi e Teatro Franco Parenti con “Sulla morte senza esagerare”, ideato e diretto da Riccardo Pippa e interpretato da Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza. Ispirato alla poesia di Wisława Szymborska, lo spettacolo affronta la morte affidandosi solamente alle azioni degli interpreti e alle maschere contemporanee create da Ilaria Ariemme e a un’ironia che porta continuamente il tragico nel quotidiano. Vincitore del Premio Scintille 2015 e del Premio Hystrio-Iceberg 2019, nel 2023 è stato ospitato al Coronet Theatre di Londra. Dalla distribuzione al confronto fra autori e teatri Il programma comincia già giovedì 24 settembre alle 14.15 con il seminario gratuito “La distribuzione degli spettacoli dal vivo. Un percorso di curatela”, condotto da Elena Lamberti e coordinato da Cristina Palumbo per Echidna Associazione Culturale. L’incontro propone una pratica della distribuzione maturata nel dialogo con compagnie, curatori e artisti: non semplicemente vendere uno spettacolo, ma accompagnarne il percorso sulla base della fiducia e dell’ascolto reciproco. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria. Sabato 26 settembre alle 14, nel Ridotto del Teatro, il panel gratuito “Nuove prospettive della drammaturgia italiana” riunirà direzioni artistiche junior dei Teatri Nazionali, autori, componenti delle giurie e operatori. Il punto di partenza sarà molto concreto: come si sceglie un testo fra centinaia di candidature? Che cosa gli accade dopo la premiazione? Quali possibilità ha di incontrare un regista, una produzione o un teatro? E quale ruolo può assumere un premio nel creare queste relazioni? “drammatizziAMO.26”, dalla bottega al pubblico La scrittura è al centro anche di “drammatizziAMO.26”, la bottega teatrale aperta alla città ideata e condotta da Alex Cendron. Nei due fine settimana del 12 e 13 e del 19 e 20 settembre, una decina di partecipanti dai dieci anni in su, con età ed esperienze molto diverse e in molti casi alla prima prova con la scrittura per la scena, lavoreranno ciascuno alla costruzione di un breve atto unico. I testi incontreranno il pubblico in due mise en lecture, sabato 26 settembre alle 17 e domenica 27 alle 11, affidate alle voci di Alex Cendron, Davide Strava e delle diplomate dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto. Le letture saranno accompagnate dalle illustrazioni realizzate dalle allieve e dagli allievi del Liceo Artistico Statale di Treviso in collaborazione con Avanscena. Il progetto è di .eacapo ETS, con produzione del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Domenica i testi vincitori incontrano il pubblico Dopo il secondo appuntamento con “drammatizziAMO.26” alle 11, la giornata conclusiva di domenica 27 settembre proseguirà alle 15 con l’apertura della sessione dedicata ai tre testi vincitori, affidati ad altrettanti registi. Alle 15.30 sarà presentato in forma parziale “Erbario di famiglia” di Alessandro Tampieri, vincitore del PGBM.pop, con la regia di Silvia Pallotti. Alle 17 seguirà la lettura parziale di “Adoption Express - Un figlio per posta” di ivil, vincitore del PGBM.U-35 sostenuto dal Rotary Club Treviso, diretta da Angelo Callegarin. Alle 19 si terrà la cerimonia di premiazione. Alle 20 la lettura integrale di “Familiare” di Tommaso Fermariello, vincitore del PGBM.26, con la regia di Arianna Verzeletti, concluderà le quattro giornate. A interpretarli saranno allievi e allieve dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni: Livia Andruccioli, Tecla Bossi, Leonardo Capaldi, Cecilia Catellani, Massimo Ghiro, Alice Maffei, Gabriele Pomettini, Linda Posani, Pierluigi Rotondo, Andrea Roversi. Dopo ogni mise en lecture l’autore incontrerà il pubblico. Il ritorno dello “Spirito del teatro” Dal 29 settembre al 3 ottobre torna “Spirito del teatro”, la promenade teatrale ideata da Alex Cendron, dopo il successo riscosso nelle precedenti edizioni. Con l’ausilio di cuffie Wi-Fi, gli spettatori saranno condotti nei corridoi, nei camerini, nel sottopalco e in altri ambienti del Teatro Comunale solitamente preclusi al pubblico. Storia, memoria e immaginazione si confondono in una visita animata dalle voci, dai personaggi e dagli spiriti che hanno popolato il teatro nei suoi secoli di vita. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. .eacapo e la rete del Premio La quinta edizione segna anche la prima presentazione pubblica di .eacapo ETS, nuova associazione culturale trevigiana fondata da Alex Cendron, Cristina Palumbo e Marina Grasso. Il suo campo di lavoro è più ampio del Premio e riguarda la nuova drammaturgia italiana: formazione e sostegno agli autori, sviluppo dei testi, produzione, pubblicazioni e rapporti con scuole, università, teatri e istituzioni. Il PGBM.U-35 è sostenuto dal Rotary Club Treviso. Prosegue inoltre il rapporto con l’Archivio Maffioli, che accompagna il progetto fin dalla prima edizione. Collaborano alle attività Avanscena Associazione APS e il Liceo Artistico Statale di Treviso, i cui studenti realizzeranno le illustrazioni per le letture di “drammatizziAMO.26” e le mise en lecture dei testi vincitori. I fotografi di Veneto Fotografia documenteranno le quattro giornate del Premio. Il Premio è inoltre realizzato con il sostegno di una banca del territorio: la BCC Pordenonese e Monsile. Scopri il programma e acquista i biglietti
Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale vola a Dublino con Mirandolina di Marina Carr, che ha debuttato venerdì sera, 28 agosto, all’ Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e resterà in cartellone fino al 5 settembre, con la presenza in sala dell’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello, il direttore artistico del TSV Filippo Dini, il direttore generale dello Stabile Claudia Marcolin e Michela Magrì, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Irlanda. Lo spettacolo va in scena in lingua italiana, sottotitolato in inglese per il pubblico di Dublino. Marina Carr, tra le drammaturghe più influenti del panorama teatrale europeo, si è ispirata al classico goldoniano e l'ha riscritto in chiave dolorosamente contemporanea, per parlare al presente di violenza di genere e donne che resistono alla sopraffazione. Il compito di portare sulla scena questo dramma contemporaneo va a Caitríona McLaughlin, anche Direttrice Artistica dell’Abbey Theatre. Mirandolina attraversa le epoche e soprattutto le culture: è una coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Lo spettacolo è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano – Cortina 2026 ed è arrivato in Irlanda per inaugurare il semestre irlandese di Presidenza del Consiglio Europeo. “Che emozione portare il teatro veneto e l’eredità di Carlo Goldoni fino in Irlanda – ha commentato il direttore artistico del TSV, Filippo Dini -. Mirandolina ci ha permesso di gettare ponti tra paesi diversi che il teatro ha reso più vicini. Mi ha riempito il cuore di gioia vedere il pubblico irlandese commuoversi e applaudire questa riscrittura contemporanea de La locandiera recitata in italiano. È la dimostrazione che con la cultura si possono creare rapporti oltre i nostri confini nazionali, e Goldoni in questo è stato un maestro. Come Teatro Stabile del Veneto crediamo fortemente in questa vocazione internazionale e continueremo a portare il Veneto oltre i confini nazionali. Posso già annunciare una nuova produzione internazionale per il TSV nel 2027, questa volta con la Spagna: lavoreremo a uno spettacolo con il Centro di Produzione La Perla 29 di Barcellona”. LO SPETTACOLO Il progetto Mirandolina ha inizio con lo Stabile del Veneto che propone a Marina Carr di riscrivere un classico di Carlo Goldoni. La riscrittura dei grandi capolavori è pratica diffusa nell’ambiente teatrale internazionale, sebbene ancora poco frequente in Italia. Fatto sta che tra tutte le commedie di Goldoni, Carr ha scelto di ispirarsi a La locandiera per una riscrittura in grado di affrontare il tema della violenza di genere e la paura delle donne che tentano di resistere alla sopraffazione maschile. Il risultato è uno spettacolo pensato, scritto e messo in scena da donne: la regia è firmata dalla direttrice artistica dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda Caitríona McLaughlin; traduzione e ruolo di dramaturg sono affidati a Monica Capuani e a vestire i panni della protagonista è Gaja Masciale, giovane attrice già nota sul grande schermo per il ruolo nel film Duse di Pietro Marcello. Completano il cast Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. Lo staff tecnico è interamente irlandese, con scene e costumi di Katie Davenport, le luci di Paul Keogan e le musiche di Anna Mullarkey. Si tratta di un lavoro interamente realizzato tra Veneto e Irlanda, che unisce culture ed epoche. La connessione tra il ‘700 goldoniano e il presente crea nuove chiavi di lettura per indagare gli abissi dell’animo umano. La pièce è ambientata in un ristorante italiano di Dublino, dove Mirandolina lavora a contatto con uomini che la desiderano e sono disposti a tutto pur di sottometterla al loro volere. L’intelligenza della giovane le permette di tener testa a tutti i suoi spasimanti. Con maestria e ironia Mirandolina si fa beffe di loro, ma il volere maschile non assecondato si dimostra presto capace di gesti terribili, tramutandosi in crudele violenza. Al centro della drammaturgia si trova l’autodeterminazione dell’individuo, concetto caro a Goldoni come a Carr, ma la riscrittura è un’evoluzione del capolavoro goldoniano: i personaggi de La locandiera sono resi odierni in un contesto intriso di logiche che vorrebbero la donna sottomessa. La dura e cruda realtà in cui la vicenda è inserita riduce lo spazio della comicità, per far emergere suspence e senso di pericolo dettato dalle dinamiche di classe e da relazioni sociali con cui le donne devono misurarsi ogni giorno. L’IMPEGNO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE ANCHE IN IRLANDA Dopo la risposta solidale del pubblico italiano alla raccolta fondi a sostengo di orfani e orfane di femminicidio, realizzata durante la tournée di Mirandolina grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna, la solidarietà continua in Irlanda. L’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda ha avviato una collaborazione con l’associazione Women's Aid per tutte le recite irlandesi di Mirandolina. Women’s Aid è la principale organizzazione nazionale dedita a contrastare e prevenire l'impatto della violenza domestica, degli abusi e del controllo coercitivo contro donne e bambini. In conclusione di tutte le repliche, il pubblico irlandese viene invitato a sostenere i progetti che l’associazione porta avanti in Irlanda per il contrasto alla violenza di genere.
La Fondazione Teatro Stabile del Veneto ha pubblicato, tramite ricorso alla staziona appaltante della Provincia di Padova, una gara europea per l’affidamento dei servizi tecnici di palcoscenico specializzati. L’appalto, della durata di due anni, riguarda l’affidamento dei servizi tecnici di palcoscenico specializzati quali macchinista, elettricista, fonico necessari alla realizzazione della programmazione artistica nelle sedi del TSV, il Teatro Verdi e Maddalene a Padova, il Goldoni a Venezia e il Del Monaco a Treviso. La procedura è finalizzata a individuare operatori qualificati in grado di garantire elevati standard di professionalità, continuità operativa e sicurezza, contribuendo alla qualità delle produzioni e delle attività promosse dal TSV. Le offerte dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica della Provincia di Padova entro le ore 12.00 del 14 settembre 2026. Tutta la documentazione di gara è disponibile sul Portale Appalti della Provincia di Padova.
Essere o non essere amati? È questo il dilemma che tormenta da sempre le giovani generazioni, ma che in un presente sempre più segnato da ansia, isolamento e incertezza rischia di trasformarsi in un vero disagio psicologico. Nato da un progetto europeo che unisce Italia, Germania e Romania, lo spettacolo internazionale Brain storm. Tempesta in testa parte da Shakespeare e dal teatro per affrontare la tempesta dentro i giovani. Dopo un periodo di workshop artistici che ha coinvolto nei tre paesi ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni, lo spettacolo prodotto da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, fringe ensemble, Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova, con il testo di Marta Dalla Via e la regia Frank Heuel, debutta in prima assoluta il 12 settembre al Teatro Camploy di Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. In scena, assieme al coro composto dai partecipanti al workshop tenutosi a Padova Chiara Bartolucci, Alessandro Berardi, Stefano Callovi, Filippo Franco, Giulia Lenzi, Karina Stanciu, sono due giovani attori professionisti Laura Maria Babaian e Mihnea Presură, oltre alla DJ Sofi Rex che suonerà live sul palcoscenico. Dopo il debutto veronese, lo spettacolo sarà al Theater im Ballsaal di Bonn in Germania il 18 e 19 settembre, al Teatro Nazionale di Craiova in Romania il 26 settembre e tornerà poi in Italia al Teatro Maddalene di Padova dal 4 al 7 febbraio 2027, in cui andranno in scena i partecipanti ai workshop tenuti nei rispettivi paesi. “Il teatro di Shakespeare si nutre di odio, grandi conflitti, amori estremi, sangue e potere e non ci interessa addomesticarlo – scrivono Frank Heuel e Marta Dalla Via nelle loro note allo spettacolo –. Se vi serve conforto prendete una coperta, una bevanda calda e fate scrolling. Ma se volete trovare un posto sicuro dove fare le prove per una vita migliore il teatro è perfetto, Shakespeare è perfetto.” Brain storm. Tempesta in testa è parte del progetto che unisce teatro e benessere psicologico STORM – Shakespearean Theatre for Outlasting Resilience in Mental Health, cofinanziato dal Programma Europa Creativa, creato da Teatro Stabile del Veneto (IT), Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova (RO), Fringe Ensemble (DE) e Fondazione Fitzcarraldo (IT), con partner associato il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova (IT). Durante questo percorso condotto tra settembre 2025 e marzo 2026 il teatro, in particolare l’immaginario shakespeariano, è stato strumento per indagare emozioni, relazioni e identità. Nel corso dei workshop i giovani hanno contributo direttamente al processo creativo e alcuni di loro sono entrati anche nello spettacolo, mantenendo vivo il legame tra laboratorio e scena e trasformando esperienze reali in linguaggio teatrale. Attraverso corpo, voce e relazione hanno sviluppato ascolto e consapevolezza, in un intreccio di esperienza personale e immaginazione che restituisce una visione contemporanea del rapporto tra giovani, emozioni e società. In linea con le politiche di sostenibilità del Teatro Stabile del Veneto, fin dall’ideazione del progetto i partner si sono impegnati ad adottare pratiche di sostenibilità anche attraverso l’applicazione di un modello di rendicontazione e monitoraggio finalizzato a orientare e valutare gli impatti ambientali e sociali dell’attività.
Se sei una persona affidabile e organizzata questa potrebbe essere l'opportunità giusta per entrare a far parte di una realtà prestigiosa nel mondo dello spettacolo dal vivo. Scarica l'avviso di selezione completo La risorsa selezionata si occuperà delle attività di custodia e presidio degli spazi teatrali, del controllo e dell'accoglienza di artisti, tecnici, ospiti e personale del teatro nonché del supporto logistico alle attività di palcoscenico. Collaborerà nelle operazioni di carico e scarico e movimentazione dei materiali, nelle attività di allestimento e disallestimento di scene e attrezzature e fornirà supporto al personale tecnico durante prove, spettacoli ed eventi. Completano il profilo attività di piccola manutenzione e supporto alle procedure di sicurezza. Offriamo un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato della durata di 12 mesi, con inquadramento al livello 5 – qualifica Operaio, applicando il CCNL per gli impiegati e i tecnici dipendenti dai Teatri. L'orario di lavoro è full-time di 39 ore settimanali e la sede di lavoro è presso il Teatro Carlo Goldoni di Venezia. Per essere ammesso alla selezione dovrai possedere i requisiti generali e specifici previsti dall'Avviso di selezione.