Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale vola a Dublino con Mirandolina di Marina Carr, che ha debuttato venerdì sera, 28 agosto, all’ Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e resterà in cartellone fino al 5 settembre, con la presenza in sala dell’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello, il direttore artistico del TSV Filippo Dini, il direttore generale dello Stabile Claudia Marcolin e Michela Magrì, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Irlanda. Lo spettacolo va in scena in lingua italiana, sottotitolato in inglese per il pubblico di Dublino. Marina Carr, tra le drammaturghe più influenti del panorama teatrale europeo, si è ispirata al classico goldoniano e l'ha riscritto in chiave dolorosamente contemporanea, per parlare al presente di violenza di genere e donne che resistono alla sopraffazione. Il compito di portare sulla scena questo dramma contemporaneo va a Caitríona McLaughlin, anche Direttrice Artistica dell’Abbey Theatre. Mirandolina attraversa le epoche e soprattutto le culture: è una coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Lo spettacolo è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano – Cortina 2026 ed è arrivato in Irlanda per inaugurare il semestre irlandese di Presidenza del Consiglio Europeo. “Che emozione portare il teatro veneto e l’eredità di Carlo Goldoni fino in Irlanda – ha commentato il direttore artistico del TSV, Filippo Dini -. Mirandolina ci ha permesso di gettare ponti tra paesi diversi che il teatro ha reso più vicini. Mi ha riempito il cuore di gioia vedere il pubblico irlandese commuoversi e applaudire questa riscrittura contemporanea de La locandiera recitata in italiano. È la dimostrazione che con la cultura si possono creare rapporti oltre i nostri confini nazionali, e Goldoni in questo è stato un maestro. Come Teatro Stabile del Veneto crediamo fortemente in questa vocazione internazionale e continueremo a portare il Veneto oltre i confini nazionali. Posso già annunciare una nuova produzione internazionale per il TSV nel 2027, questa volta con la Spagna: lavoreremo a uno spettacolo con il Centro di Produzione La Perla 29 di Barcellona”. LO SPETTACOLO Il progetto Mirandolina ha inizio con lo Stabile del Veneto che propone a Marina Carr di riscrivere un classico di Carlo Goldoni. La riscrittura dei grandi capolavori è pratica diffusa nell’ambiente teatrale internazionale, sebbene ancora poco frequente in Italia. Fatto sta che tra tutte le commedie di Goldoni, Carr ha scelto di ispirarsi a La locandiera per una riscrittura in grado di affrontare il tema della violenza di genere e la paura delle donne che tentano di resistere alla sopraffazione maschile. Il risultato è uno spettacolo pensato, scritto e messo in scena da donne: la regia è firmata dalla direttrice artistica dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda Caitríona McLaughlin; traduzione e ruolo di dramaturg sono affidati a Monica Capuani e a vestire i panni della protagonista è Gaja Masciale, giovane attrice già nota sul grande schermo per il ruolo nel film Duse di Pietro Marcello. Completano il cast Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. Lo staff tecnico è interamente irlandese, con scene e costumi di Katie Davenport, le luci di Paul Keogan e le musiche di Anna Mullarkey. Si tratta di un lavoro interamente realizzato tra Veneto e Irlanda, che unisce culture ed epoche. La connessione tra il ‘700 goldoniano e il presente crea nuove chiavi di lettura per indagare gli abissi dell’animo umano. La pièce è ambientata in un ristorante italiano di Dublino, dove Mirandolina lavora a contatto con uomini che la desiderano e sono disposti a tutto pur di sottometterla al loro volere. L’intelligenza della giovane le permette di tener testa a tutti i suoi spasimanti. Con maestria e ironia Mirandolina si fa beffe di loro, ma il volere maschile non assecondato si dimostra presto capace di gesti terribili, tramutandosi in crudele violenza. Al centro della drammaturgia si trova l’autodeterminazione dell’individuo, concetto caro a Goldoni come a Carr, ma la riscrittura è un’evoluzione del capolavoro goldoniano: i personaggi de La locandiera sono resi odierni in un contesto intriso di logiche che vorrebbero la donna sottomessa. La dura e cruda realtà in cui la vicenda è inserita riduce lo spazio della comicità, per far emergere suspence e senso di pericolo dettato dalle dinamiche di classe e da relazioni sociali con cui le donne devono misurarsi ogni giorno. L’IMPEGNO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE ANCHE IN IRLANDA Dopo la risposta solidale del pubblico italiano alla raccolta fondi a sostengo di orfani e orfane di femminicidio, realizzata durante la tournée di Mirandolina grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna, la solidarietà continua in Irlanda. L’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda ha avviato una collaborazione con l’associazione Women's Aid per tutte le recite irlandesi di Mirandolina. Women’s Aid è la principale organizzazione nazionale dedita a contrastare e prevenire l'impatto della violenza domestica, degli abusi e del controllo coercitivo contro donne e bambini. In conclusione di tutte le repliche, il pubblico irlandese viene invitato a sostenere i progetti che l’associazione porta avanti in Irlanda per il contrasto alla violenza di genere.
Essere o non essere amati? È questo il dilemma che tormenta da sempre le giovani generazioni, ma che in un presente sempre più segnato da ansia, isolamento e incertezza rischia di trasformarsi in un vero disagio psicologico. Nato da un progetto europeo che unisce Italia, Germania e Romania, lo spettacolo internazionale Brain storm. Tempesta in testa parte da Shakespeare e dal teatro per affrontare la tempesta dentro i giovani. Dopo un periodo di workshop artistici che ha coinvolto nei tre paesi ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni, lo spettacolo prodotto da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, fringe ensemble, Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova, con il testo di Marta Dalla Via e la regia Frank Heuel, debutta in prima assoluta il 12 settembre al Teatro Camploy di Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. In scena, assieme al coro composto dai partecipanti al workshop tenutosi a Padova Chiara Bartolucci, Alessandro Berardi, Stefano Callovi, Filippo Franco, Giulia Lenzi, Karina Stanciu, sono due giovani attori professionisti Laura Maria Babaian e Mihnea Presură, oltre alla DJ Sofi Rex che suonerà live sul palcoscenico. Dopo il debutto veronese, lo spettacolo sarà al Theater im Ballsaal di Bonn in Germania il 18 e 19 settembre, al Teatro Nazionale di Craiova in Romania il 26 settembre e tornerà poi in Italia al Teatro Maddalene di Padova dal 4 al 7 febbraio 2027, in cui andranno in scena i partecipanti ai workshop tenuti nei rispettivi paesi. “Il teatro di Shakespeare si nutre di odio, grandi conflitti, amori estremi, sangue e potere e non ci interessa addomesticarlo – scrivono Frank Heuel e Marta Dalla Via nelle loro note allo spettacolo –. Se vi serve conforto prendete una coperta, una bevanda calda e fate scrolling. Ma se volete trovare un posto sicuro dove fare le prove per una vita migliore il teatro è perfetto, Shakespeare è perfetto.” Brain storm. Tempesta in testa è parte del progetto che unisce teatro e benessere psicologico STORM – Shakespearean Theatre for Outlasting Resilience in Mental Health, cofinanziato dal Programma Europa Creativa, creato da Teatro Stabile del Veneto (IT), Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova (RO), Fringe Ensemble (DE) e Fondazione Fitzcarraldo (IT), con partner associato il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova (IT). Durante questo percorso condotto tra settembre 2025 e marzo 2026 il teatro, in particolare l’immaginario shakespeariano, è stato strumento per indagare emozioni, relazioni e identità. Nel corso dei workshop i giovani hanno contributo direttamente al processo creativo e alcuni di loro sono entrati anche nello spettacolo, mantenendo vivo il legame tra laboratorio e scena e trasformando esperienze reali in linguaggio teatrale. Attraverso corpo, voce e relazione hanno sviluppato ascolto e consapevolezza, in un intreccio di esperienza personale e immaginazione che restituisce una visione contemporanea del rapporto tra giovani, emozioni e società. In linea con le politiche di sostenibilità del Teatro Stabile del Veneto, fin dall’ideazione del progetto i partner si sono impegnati ad adottare pratiche di sostenibilità anche attraverso l’applicazione di un modello di rendicontazione e monitoraggio finalizzato a orientare e valutare gli impatti ambientali e sociali dell’attività.
Nella Parigi dell’Ottocento, una giovane ballerina dell’Opéra, al termine delle prove generali, si accorge di aver scambiato la propria borsa con quella di Monsieur Degas, il celebre pittore che da mesi osserva e ritrae le danzatrici tra prove, riposi e momenti di vita quotidiana. Inizia così un’avventura tra le vie della città, alla scoperta dei grandi artisti che hanno reso Parigi la capitale dell’Impressionismo. Uno spettacolo-concerto pensato per emozionare il pubblico di tutte le età, dove musica e illustrazione dal vivo si intrecciano in un racconto ricco di poesia. Con oltre 40 musicisti sul palcoscenico, le pagine più amate di Satie e Debussy prenderanno vita grazie all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal M° Aram Khacheh, mentre i disegni realizzati dal vivo dall’illustratrice Eva Montanari, Premio Andersen 2026, verranno proiettati in tempo reale sul fondale del Teatro, accompagnando il pubblico in un viaggio tra arte, musica e immaginazione. Lo spettacolo Inseguendo Degas va in scena Sabato 12 settembre 2026, ore 17.00 al Teatro Verdi di Padova. Spettacolo-concerto aperto a tutti, grandi e piccoli,e consigliato dai 4 anni in su, inserito nell'ambito del cartellone OPV Families & Kids 2026 in collaborazione con il Festival Autori in Città. L'evento vede il sostegno dell'Associazione Amici dell'Orchestra di Padova e del Veneto.
La Stagione Lirica di Padova 2026 si inaugura il 29 luglio alle ore 21.15 con uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, proposta in forma di concerto nella suggestiva cornice di Piazza Eremitani che da anni diviene teatro di un atteso incontro tra la grande musica e un pubblico numeroso e affezionato. L’esecuzione del capolavoro mascagnano vedrà il coinvolgimento del Coro Città di Piazzola sul Brenta, diretto da Paolo Piana e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, affidata alla direzione del Maestro Marco Angius. Il cast, di alto livello e notevole valore artistico, riunisce interpreti di fama internazionale: Victoria Khoroshunova sarà Santuzza, mentre il giovane tenore spagnolo Edoardo Niave debutterà nel ruolo di Turiddu, Ariunbaatar Ganbaatar sarà Alfio, figura centrale del dramma mascagnano. Completano la compagnia di canto Ana Victoria Pitts nel ruolo di Lola ed Eleonora Filipponi in quello di Mamma Lucia. Un appuntamento che promette intense emozioni, nel segno della grande tradizione operistica italiana e della forza espressiva di uno dei titoli più amati del repertorio verista. Personaggi e interpreti Santuzza Victoria Khoroshunova Turiddu Eduardo Niave Alfio Ariunbaatar Ganbaatar Lola Ana Victoria Pitts Mamma Lucia Eleonora Filipponi Biglietti in vendita esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Verdi di Padova negli orari di apertura al pubblico (in caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Verdi)
Abbassato il sipario sulla Stagione 25/26 che si è conclusa con risultati positivi, la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il Comune di Padova inaugurano la programmazione estiva. Aperitivo a Teatro animerà l’estate padovana al Teatro Maddalene dal 29 giugno al 1° agosto con quattro titoli in cartellone. Ha già preso il via, intanto, la campagna abbonamenti per la Stagione 26/27 La realtà non basta, che porterà al Teatro Verdi di Padova nuove produzioni e grandi nomi del panorama teatrale italiano a partire dal 27 ottobre 2026. «Il Teatro Verdi non è solo un luogo di spettacolo ma un luogo di produzione teatrale. Lo conferma la prossima stagione, con ben 5 tra produzioni e coproduzioni su 13 spettacoli. Questo grazie al Teatro Stabile del Veneto, ma anche alla forte osmosi con l'amministrazione del Comune di Padova e la Regione Veneto. Il Teatro Verdi è il teatro della città di Padova, ed è un teatro che cerca di rompere le barriere per rivolgersi a tutta la comunità. Perciò devo riconoscere la capacità del Teatro Stabile del Veneto di programmare spettacoli che si rivolgono a pubblici diversi, facendo sì che i muri del Verdi non siano barriere che escludono.» Ha dichiarato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio. «È di questa mattina la notizia che la fermata del tram in Corso Milano sarà intitolata al Teatro Verdi. Di questo sono grato al Sindaco Sergio Giordani e all’Assessore Andrea Colasio, che continuano a riporre nello Stabile del Vento la loro fiducia e il cui sostegno è fondamentale nel portare a Padova una Stagione così ricca. Il prossimo cartellone riserva una sorpresa dietro l’altra, con molte produzioni importanti a partire dall’Alcesti diretto da Filippo Dini, che ha avuto un gande successo al Teatro Greco di Siracusa dove è stato applaudito da 5mila spettatori a sera. Tra le novità rivolte al nostro pubblico annuncio con piacere che per la prima volta offriremo un servizio di babysitting in contemporanea ad una selezione di spettacoli, una proposta pensata per agevolare la partecipazione delle giovani famiglie a teatro.» Ha affermato il presidente del TSV Giampiero Beltotto. Hanno tutti il segno positivo i numeri della Stagione 25/26 dei Teatri Verdi e Maddalene che ha registrato 53 mila presenze totali, confermando così il successo di quella precedente. Con numerosi sold out al botteghino e una capienza media della sala pari al 90% per gli spettacoli di prosa, il Teatro Stabile del Veneto ha scelto di confermare la recita del martedì sera alle ore 19.00, e il rispettivo turno di abbonamento per 6 dei 13 titoli in cartellone. Con l’obiettivo di rendere il Teatro Verdi un luogo sempre più aperto e accessibile a pubblici diversi per età, provenienza e contesto sociale, la Stagione 26/27 introduce inoltre un nuovo progetto per le famiglie con figli dai 3 ai 10 anni e un’iniziativa di visite guidate inclusive come offerta collaterale alla programmazione degli spettacoli. Novità in arrivo anche per il Teatro Maddalene, che presenta per la prima volta un unico cartellone di spettacoli, una proposta che indaga i linguaggi del contemporaneo e parla al pubblico più giovane, e che sarà presentata alla fine dell’estate. Anche la stagione estiva si annuncia già con dati positivi: un’ottima risposta da parte del pubblico delle famiglie è stata registrata per i primi appuntamenti dell’estate dedicati ai più piccoli con la rassegna “Storie a merenda”, che dal 15 giugno anima gli spazi esterni e il foyer del Verdi e ha già raggiunto 700 presenze agli spettacoli di letture animate prodotte dal TSV che proseguiranno anche tra luglio e settembre con appuntamenti anche in inglese. Aperitivo a Teatro. La rassegna estiva A Padova il sipario resta sempre aperto, anche nel mese di luglio grazie al ritorno della rassegna Aperitivo a Teatro, che animerà il palcoscenico del Teatro Maddalene dal 29 giugno al 1° agosto, con un cartellone di quattro spettacoli, tutte produzioni e co-produzioni firmate TSV che mettono in dialogo classici rivisitati con drammaturgie contemporanee. Tratta dall’ultima opera di Anton Čechov, Il giardino dei ciliegi, Il Giardino inaugura la rassegna estiva il 29 giugno, in replica fino all’11 luglio: nella regia di Claudia Sorace e drammaturgia di Riccardo Fazi per Muta Imago, il testo emerge come materia viva attraverso l’interpretazione degli allievi attori e delle allieve attrici dell’ATCG - Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Segue un’altra produzione dello Stabile Veneto: Comeradovera (14>18 luglio) con la drammaturgia di Stefano Fortin e per la regia di Giorgio Sangati che guida giovani attori e attrici in uno spettacolo che ha debuttato già alla Biennale Teatro Alter Native a metà giugno, con due repliche sold out. A trent’anni dall’incendio del Teatro La Fenice di Venezia, lo spettacolo che racconta la storia delle cause dell’incendio, si interroga sul segno che le esperienze traumatiche lasciano in una comunità e sulla sua possibilità di risollevarsi. Il cartellone prosegue poi con Noi gli eroi (20>25 luglio): la co-produzione del TSV con Teatro Metastasio di Prato e Centro Teatrale Bresciano, a partire dal testo di Jean Luc Lagarce e con la regia di Giorgia Cerruti della Piccola Compagnia della Magnolia, porta in scena la storia di una compagnia di attori al limite della dissoluzione che continua a esistere nella precarietà. Chiude, infine, la programmazione estiva un testo di Pirandello, nell’allestimento proposto dal direttore artistico junior del TSV Alessandro Businaro: Vestire gli ignudi (27 luglio> 01 agosto) in cui la vicenda della protagonista, sospesa tra verità e costruzione, rivela la violenza dello sguardo e la necessità di “vestirsi” di narrazioni per esistere. Al termine di ogni spettacolo al Teatro Maddalene è previsto il tradizionale aperitivo, un momento di convivialità in cui gli spettatori potranno intrattenersi assieme agli interpreti degli spettacoli. La realtà non basta. La Stagione 26/27 al Teatro Verdi La nuova Stagione, intitolata La realtà non basta, porta al Teatro Verdi 13 titoli, di cui 5 tra produzioni e co-produzioni e 8 ospitalità, che saranno svelati al pubblico padovano mercoledì 8 luglio in una serata di convivialità arricchita dalla presenza di alcuni dei protagonisti della prossima stagione. Il cartellone prende avvio dal mito e dalle sue risonanze nel presente e prosegue intrecciando il fenomeno culturale della “Veneto wave”. I riflettori della nuova Stagione si accendono, quindi, sul debutto al Verdi in prima nazionale di Incendi (27 ottobre>3 novembre) di Wajdi Mouawad per la regia di Marco Lorenzi, una produzione TSV che richiama il mito di Edipo e attraversa memoria, identità e violenza. Al fianco di Frédérique Loliée, nel ruolo di attore protagonista, c’è il direttore artistico del TSV Filippo Dini. Lo spettacolo sarà accessibile anche ai residenti stranieri con sottotitoli in inglese e francese. Il secondo appuntamento in cartellone è Alcesti (24>29 novembre), per la regia di Dini che dopo il successo della tournée estiva iniziata con un debutto da 5mila spettatori a sera al Teatro Greco di Siracusa, arriva in Veneto e termina il suo viaggio a Padova. La co-produzione del TSV con Fondazione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico, vede Aldo Ottobrino e Deniz Ozdogan rispettivamente nei panni di Admeto e Alcesti e riporta al centro il tema universale del sacrificio. Mentre il fenomeno della “Veneto wave”, espressione della produzione artistica della nostra regione, sta toccando l’intero panorama nazionale, il TSV contribuisce ad alimentarne la fonte sostenendo la produzione e la diffusione del teatro veneto e dei suoi protagonisti: Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis rileggono l'eredità di Ruzante in Predatori di pianura (15>20 dicembre), mentre apre il 2027 un classico goldoniano, Una delle ultime sere di Carnovale per la regia di Valerio Binasco (19>24 gennaio). Marco Paolini, invece, con il suo Bestiario idrico (16>21 febbraio) prosegue il proprio percorso di narrazione civile intrecciando ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Oltre a produzioni e co-produzioni, gli spettacoli in ospitalità portano a Padova grandi nomi del panorama teatrale italiano: Luca Marinelli in La cosmicomica vita di Q (27>31 gennaio) trasforma l’immaginario di Italo Calvino in un racconto teatrale sospeso tra scienza, filosofia e fantasia. Elio De Capitani getta un ponte tra l’America degli anni Quaranta e l’oggi in Erano tutti miei figli di Arthur Miller (3>7 febbraio). A casa tutti bene è l’adattamento dell’omonimo film di Gabriele Muccino (24>28 febbraio) e con Anna Galiena e Fabio Troiano porta a teatro la storia di una famiglia che si riunisce nella casa storica per l’ottantesimo compleanno della madre. Alessio Boni veste i panni di uno dei più grandi commediografi della storia, Molière (2>7 marzo). Michele Di Mauro e Giuseppe Sartori in Finale di partita (10>14 marzo) rileggono Samuel Beckett in una radiografia del presente, mentre Luca Bizzarri porta sul palcoscenico del Verdi Le nostre donne (31 marzo> 4 aprile), una commedia brillante che indaga la complessità delle relazioni e la fragilità delle certezze. Il cartellone prosegue poi con un testo di Vitaliano Trevisan, Delirio del particolare (7>11 aprile) per la regia di Giorgio Sangati con Maria Paiato a vestire i panni della protagonista. Infine, in chiusura, Fabiana Iacozzilli, tra le più apprezzate autrici e registe teatrali contemporanee, porta a Padova Oltre. Come 16 + 29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande (14>18 aprile), uno spettacolo che si ispira al tragico disastro aereo per parlare di legami umani, amicizia e sopravvivenza. Si confermano anche per la Stagione 26/27 gli appuntamenti di “A scena aperta”: per ogni spettacolo in stagione il pubblico avrà l’opportunità di incontrare attori e registi in dibattiti moderati da esperti di teatro o giornalisti il venerdì pomeriggi alle 18:00 presso il Foyer del Verdi. La rassegna “Fuoriserie” Il programma dei Fuoriserie di Padova attraversa fragilità, desideri e identità in trasformazione, mettendo al centro la forza della scrittura e delle voci autoriali. Apre il cartellone Paolo Calabresi con Tutti gli uomini che non sono (4 dicembre), un attraversamento delle possibilità mancate e delle vite che restano ai margini. Si prosegue con l’ironia lucida e disarmante di Francesco Piccolo, portata in scena insieme a Pif in Momenti di trascurabile (in)felicità (15 gennaio), ritratto dalle piccole fratture quotidiane dell’esistenza. A marzo il programma incontra la letteratura veneta con Il prete Bello (20 marzo) di Goffredo Parise, interpretato da Roberto Citran e messo in scena dal TSV, dove memoria, provincia e inquietudine si intrecciano in una galleria umana sospesa tra desiderio e disincanto. Con Nel Blu – Avere tra le braccia tanta felicità (23 aprile), Mario Perrotta attraversa poi l’universo umano e musicale di Domenico Modugno, trasformando la biografia in racconto collettivo e popolare. Chiude il percorso Asteroide (29 aprile) di Marco D’Agostin, artista residente del Piccolo di Milano e noto a livello internazionale con una ricerca performativa che porta la scena verso una dimensione più visionaria e contemporanea, dove autobiografia, immaginario e corpo ridefiniscono continuamente il senso dell’identità. La Stagione contemporanea al Teatro Maddalene La programmazione al Teatro Maddalene di Padova cambia volto: non più singoli format ma un unico cartellone di spettacoli che indagano i linguaggi del contemporaneo e parlano al pubblico più giovane. L’attività produttiva del TSV si configura come un laboratorio esteso. Oltre a presentare spettacoli finiti intende accompagnare processi creativi: scrittura, creazione e maturazione scenica si sviluppano così davanti allo spettatore come parte integrante di un unico progetto artistico. L’apertura nel 2026 con la nuova produzione Il sentiero di Linda Dalisi, da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, diretto da Fabiana Iacozzilli inaugura il dialogo con la letteratura. Il 2027 segna poi un passaggio chiave in cui i processi avviati l’anno precedente con Maturazione, Test Your Writing e il progetto europeo Storm diventano spettacoli compiuti. L'Accademia Teatrale Carlo Goldoni, la scuola del TSV, disegna invece per gli allievi del III anno un percorso in sei spettacoli: si passa dalla Commedia dell’Arte con Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (regia Michele Modesto Casarin), a Tre sorelle di Čechov (Simona Gonella), fino a Le operette morali di Leopardi (Giorgio Sangati). Con Pompei di Marco D’Agostin il lavoro si apre alla scena performativa contemporanea. Il percorso si conclude con Cantiere Shakespeare guidato da Serena Sinigaglia. Gli spettacoli in ospitalità, la cui intera programmazione sarà presentata prossimamente, intercettano le urgenze del presente portando in scena temi come identità, relazioni, fragilità e corpo come spazio politico e percettivo. Nuovi progetti di inclusione e per famiglie Tra le novità della Stagione 26/27 il Teatro Stabile del Veneto, grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Cariparo, introduce un servizio sperimentale dedicato alle famiglie e pensato per favorire la partecipazione dei genitori agli spettacoli senza preoccuparsi di trovare una babysitter o lasciare a casa i figli. Il TSV metterà a disposizione un programma di laboratori per bambine e bambini dai 3 ai 10 anni che si terranno all’interno del teatro contemporaneamente a 6 spettacoli in stagione il turno della domenica pomeriggio. Un passo in avanti sul fronte dell’inclusività riguarda, invece, il programma delle visite guidate che inserisce alcuni appuntamenti condotti da giovani nello spettro autistico dell’associazione Talents Lab. Si confermano poi gli spettacoli accessibili, che includono servizi come audiodescrizione, sottotitoli, traduzione in LIS, tour tattili e smart glasses per persone cieche o ipovedenti e sorde e l’uso di cuffie per persone con deficit uditivi. Il Teatro Stabile del Veneto ha inoltre avviato una collaborazione con il Centro Servizio Volontariato di Padova e Rovigo con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione alla vita culturale. Nell’ambito della stagione 2026/2027 saranno previste agevolazioni per l’accesso agli spettacoli destinate a persone in situazione di fragilità sociale ed economica, oltre a iniziative dedicate al mondo del volontariato. Abbonamenti Mentre i biglietti della rassegna estiva “Aperitivo a teatro” sono già in vendita in biglietteria e online, la campagna abbonamenti ha preso il via il 23 giugno con il periodo di prelazione riservato al rinnovo degli abbonamenti e, per le prime settimane fino a inizio luglio, potrà essere effettuato solo presso le biglietterie fisiche nei teatri per consentire il cambio del sistema di biglietteria Si tratta di un breve periodo di transizione, che consentirà al TSV di offrire al proprio pubblico un’esperienza di acquisto online ancora più efficiente e con più metodi di pagamento anche quelli più innovativi. Anche grazie ai risultati ottenuti nell’ultima Stagione, il TSV ha deciso di non aumentare i prezzi dei biglietti nella nuova stagione. Tenuto conto delle attuali sfide demografiche, sono state aggiornate le tariffe con una diminuzione del costo dei biglietti under 26 e si è provveduto ad alzare la soglia anagrafica di accesso alle scontistiche a over 70. L’acquisto dell’abbonamento non solo consente un risparmio di circa il 25% sui singoli biglietti, ma garantisce agli abbonati della stagione 26/27 una tariffa agevolata anche per gli spettacoli in programma a Padova, Venezia e Treviso. Si conferma, inoltre, il progetto che permette agli Universitari del Veneto di andare a teatro con un biglietto al costo simbolico di 5 € e con un abbonamento di 30€ su sei spettacoli. Ulteriori novità saranno presentate la giornata dell’8 luglio quando il direttore artistico Filippo Dini racconterà al pubblico gli spettacoli in cartellone. I Teatri Verdi e Maddalene insieme presentano, quindi, una programmazione senza soluzione di continuità possibile solo grazie alla fiducia del pubblico, dei soci e dei partner come BCC Veneta, Ascopiave, Coldiretti, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet, lo studio SC&A presenti nel territorio padovano. Sono mecenati Art Bonus del TSV la Fondazione Cariparo, Carraro group grazie ai progetti che il TSV presenta nel portale artbonus.gov.it.
Dal Teatro Greco di Siracusa al piccolo schermo, Alcesti verrà trasmesso questa sera, 20 giugno, in prima visione su Rai 5 alle ore 21.20. La coproduzione del Teatro Stabile del Veneto con Fondazione INDA entra nelle case degli italiani nella sua versione integrale, per la regia di Filippo Dini, andata in scena durante la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa con le musiche di Paolo Fresu. Sempre su Rai 5, lo spettacolo è programmato in replica domenica 21 giugno alle ore 16.00, mercoledì 24 giugno alle ore 18.55 e giovedì 25 giugno alle ore 3.35. Il direttore artistico del TSV – Teatro Nazionale, Filippo Dini, si è confrontato con una delle tragedie più misteriose di Euripide, che ancora oggi porta a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore. Tradotto dal greco da Elena Fabbro, Alcesti vede Filippo Dini nel doppio ruolo di regista e attore, nei panni di Ferete; Paolo Fresu ha firmato le musiche e le ha eseguite dal vivo per la prima dello spettacolo. A interpretare il ruolo della protagonista è Deniz Ozdogan; con lei Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro nel ruolo di Apollo, Luigi Bignone in quello di Thanatos, Sandra Toffolatti è l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro, composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. Le scene sono firmate da Gregorio Zurla, i costumi da Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci da Pasquale Mari. A luglio, lo spettacolo riprende la sua tournée estiva nei festival dei teatri antichi, mentre arriverà sui palcoscenici del Veneto in una versione rivisitata in autunno. Alcesti sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Tournée Alcesti 2026 Teatro Grande di Pompei: 3-5 luglio Teatro Romano di Ostia Antica: 17-18 luglio Teatro Romano di Verona: 17-18 settembre Teatro Olimpico di Vicenza: 26-27 settembre Teatro Del Monaco di Treviso: 18-22 novembre Teatro Verdi di Padova: 24-29 novembre
Varcata la soglia del nuovo triennio, la Stagione 26/27 porta la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale nel vivo del suo viaggio: un percorso attraverso forme, epoche e linguaggi differenti che dal mito giunge fino al presente con 83 spettacoli in cartellone, di cui 37 in abbonamento (12 a Venezia, 13 a Padova e 12 a Treviso), 324 alzate di sipario e 16 tra produzioni e co-produzioni. Dalla tragedia classica alle nuove drammaturgie passando per i grandi testi del Novecento, la programmazione è pensata per intercettare un pubblico sempre più vasto coinvolgendo generazioni diverse e favorendo il dialogo tra queste. La realtà non basta è il titolo della nuova Stagione la cui immagine, una farfalla, realizzata dal designer catalano Javier Jaén con cui il TSV rinnova la sua collaborazione per il secondo anno di seguito, racconta una condizione di transizione. Un tempo sospeso nel quale il cambiamento prende forma e che il teatro conosce da sempre. Da oltre duemila anni accompagna donne e uomini dentro processi di trasformazione che interessano lo sguardo prima ancora della realtà. La farfalla, dunque, non è un simbolo di leggerezza o evasione, ma testimonianza di un percorso compiuto. Quando la realtà conosciuta non basta, è necessaria una metamorfosi per mettere le ali ed entrare in un mondo straordinario. Oltre a garantire un’attività produttiva di prestigio nazionale, il progetto culturale del TSV che trova il suo centro nelle città di Venezia, Padova e Treviso si sviluppa secondo tre linee d’indirizzo: la dimensione internazionale, rafforzata attraverso collaborazioni con artisti e reti tra istituzioni europee, l’impegno per l’inclusione e l’accessibilità, con l’obiettivo di rendere il teatro uno spazio sempre più aperto e partecipato, e l’attenzione alla sostenibilità, intesa sia in senso ambientale sia come responsabilità sociale nel rapporto tra creazione artistica, pubblico e territorio. Produzioni e co-produzioni Sul fronte produttivo il viaggio della stagione prende avvio dal mito e dalle sue risonanze nel presente: con Alcesti di Euripide il direttore artistico del TSV Filippo Dini, che dirige lo spettacolo forte del successo al Teatro Greco di Siracusa dove ha debuttato nella co-produzione con Fondazione INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico, riporta al centro il tema universale del sacrificio. Impegnato durante l’estate nei festival di Ostia Antica e Pompei, Alcesti arriverà in Veneto prima all’Estate Teatrale Veronese e poi al Teatro Olimpico di Vicenza per il Ciclo di Spettacoli Classici; quindi, lo ritroveremo nella programmazione di Padova e Treviso. Incendi dell’autore canadese-libanese Wajdi Mouawad, nella regia di Marco Lorenzi con Filippo Dini nel ruolo di attore protagonista al fianco di Frédérique Loliée, richiama il mito di Edipo e attraversa memoria, identità e violenza. Lo spettacolo inaugurerà le stagioni del Teatro Verdi di Padova, con il debutto in prima nazionale il 27 ottobre 2026, e del Teatro Del Monaco di Treviso il 5 novembre. Ecuba di Marina Carr, interpretata da Elisabetta Pozzi con la regia di Andrea Chiodi, riscrive infine il mito della regina di Troia, trasformandolo in una riflessione contemporanea sul dolore, la guerra e a perdita. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 2 aprile al Teatro Goldoni. Mentre il fenomeno della “Veneto wave”, espressione della produzione artistica della nostra regione, sta toccando l’intero panorama nazionale, il TSV contribuisce ad alimentarne la fonte sostenendo la produzione e la diffusione del teatro veneto e dei suoi protagonisti. Dalle radici del mito il viaggio approda a quelle della tradizione teatrale veneta: Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis rileggono l'eredità di Ruzante in Predatori di pianura (co-produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo). Con Una delle ultime sere di Carnevale (co-produzione Teatro Stabile di Torino), affidata alla regia di Valerio Binasco, riaffiora il mondo di Carlo Goldoni, osservatore dei mutamenti della società veneziana. Marco Paolini, invece, con il suo Bestiario idrico (co-produzione Jolefilm) prosegue il proprio percorso di narrazione civile intrecciando ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Tra le produzioni targate TSV si inserisce, infine, il ritorno de L'ultima domenica di agosto, racconto corale ispirato a La potenza delle tenebre di Tolstoj, scritto e diretto da Fulvio Pepe, che guida un cast anche di attori veneti, tra cui Denis Fasolo, tra i protagonisti de Le città di pianura, film vincitore ai Premi David di Donatello, e in scena anche in Alcesti. Grandi ospiti La programmazione continua nel solco della tradizione teatrale veneta anche per quanto riguarda i titoli in ospitalità: due sono le opere goldoniane, Gli innamorati con adattamento e regia di Roberto Valerio e Le smanie per la villeggiatura diretto del padovano Giorgio Sangati. Sempre a Sangati è affidato il compito di portare in scena Il delirio del particolare, testo di Vitaliano Trevisan con l’interpretazione della veneta Maria Paiato. La stagione accoglie, poi, alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana ed europea, dando vita a un dialogo continuo tra classici e nuove scritture. Con Gaber. Mi fa male in mondo Neri Marcorè inaugura il cartellone del Teatro Goldoni di Venezia il prossimo 30 ottobre dando nuova vita al teatro canzone. Il rapporto tra individuo e responsabilità attraversa Erano tutti miei figli di Arthur Miller nella regia di Elio De Capitani, mentre Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, diretto da Leo Muscato e interpretato da Lunetta Savino, riporta al centro il tema della guerra e delle sue conseguenze sui destini individuali e collettivi. E ancora Finale di partita di Samuel Beckett, diretto da Gabriele Russo, mette in scena una delle riflessioni più radicali sulla condizione umana. Si aggiunge poi Molière di Francesco Niccolini con Alessio Boni e completa il percorso La cosmicomica vita di Q, interpretata da Luca Marinelli, che trasforma l’immaginario di Italo Calvino in un racconto teatrale sospeso tra scienza, filosofia e fantasia. Violenza, fragilità familiari e contraddizioni del presente emergono invece in Le dieu du Carnage di Yasmina Reza con Antonio Zavatteri, L’angelo del focolare di Emma Dante, Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese con Valeria Solarino e A casa tutti bene di Gabriele Muccino con Anna Galiena. La presenza internazionale della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, una delle realtà più innovative della scena europea contemporanea, dialoga con interpreti come Umberto Orsini, Anna Ferzetti, Stefano Massini, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, Salvo Ficarra e Massimiliano Gallo. Si conferma, infine, per tutti e tre i teatri il format A scena aperta: per ogni spettacolo in stagione il pubblico avrà l’opportunità di incontrare attori e registi in dibattiti moderati da esperti di teatro o giornalisti. La Stagione contemporanea al Teatro Maddalene Dopo due anni di sperimentazione, la programmazione al Teatro Maddalene di Padova cambia volto: non più singoli format ma un unico cartellone di spettacoli che indagano i linguaggi del contemporaneo e parlano al pubblico più giovane. L’attività produttiva del TSV si configura come un laboratorio esteso. Oltre a presentare spettacoli finiti intende accompagnare processi: scrittura, creazione e maturazione scenica si sviluppano così davanti allo spettatore come parte integrante di un unico progetto artistico. L’apertura nel 2026 con la nuova produzione Il sentiero di Linda Dalisi, da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, diretto da Fabiana Iacozzilli inaugura il dialogo con la letteratura. Il 2027 segna poi un passaggio chiave in cui i processi avviati l’anno precedente con Maturazione, Test Your Writing e il progetto europeo Storm diventano spettacoli compiuti. L’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, la scuola del TSV, disegna invece per gli allievi del III anno un percorso in sei spettacoli: si passa dalla Commedia dell’Arte con Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (regia Michele Modesto Casarin), a Tre sorelle di Čechov (Simona Gonella), fino a Le operette morali di Leopardi (Giorgio Sangati). Con Pompei di Marco D’Agostin il lavoro si apre alla scena performativa contemporanea. Il percorso si conclude con Cantiere Shakespeare guidato da Serena Sinigaglia. Gli spettacoli in ospitalità, la cui intera programmazione sarà presentata prossimamente, intercettano le urgenze del presente portando in scena temi come identità, relazioni, fragilità e corpo come spazio politico e percettivo. Tra gli ospiti emergono la presenza di Babilonia Teatri, Claudia Manuelli e Chiara Bersani. Fuoriserie Complementare al cartellone della Stagione, la rassegna “Fuoriserie” nasce dalla volontà di attraversare i confini tra discipline e linguaggi. A Venezia il teatro incontra la filosofia, la divulgazione e la satira attraverso la ripresa di Vestire gli ignudi di Pirandello rivisto dallo sguardo di Alessandro Businaro, il Dario Fo e Franca Rame interpretati da Matthias Martelli, le riflessioni sull’amore di Pietro Del Soldà, il linguaggio visionario di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l'ironia di Arianna Porcelli Safonov e Massimiliano Finazzer Flory con un’intervista impossibile a Leonardo Da Vinci. Tra gli eventi speciali, inoltre, tornano gli appuntamenti natalizi con la Big Vocal Orchestra e Lo Schiaccianoci con il Balletto Classico Russo e il 25 aprile con i Vocal Skyline. A Padova il percorso prosegue con Paolo Calabrese e il suo sguardo sulle vite possibili e mancate, con Francesco Piccolo e Pif, con Roberto Citran che restituisce la scrittura di Goffredo Parise, con Mario Perrotta e il racconto umano e musicale di Domenico Modugno, fino alla ricerca performativa di Marco D'Agostin. Infine, Treviso indaga i temi del teatro antico all’interno del Festival Mythos 2027 con spettacoli a cura di Tema Cultura, Anagoor e Massimiliano Civica, oltre al concerto di Natale con la Big Vocal Orchesta. Dagli appuntamenti “Fuoriserie” della passata Stagione nasce un nuovo progetto editoriale che vede la collaborazione tra il Teatro Stabile del Veneto e l’editore Ronzani: le conferenze-spettacolo Tre capitoli del martirio, ovvero Dioniso, Gesù e Hosseyn a cura di Pietrangelo Buttafuoco e L’Edipo Re a cura di Umberto Curi saranno pubblicate nella collana “Lezioni” di Ronzani. Sostenibilità, inclusione e internazionalizzazione Il Teatro Stabile del Veneto ambisce a essere un punto di riferimento per l'innovazione culturale, contribuendo a costruire un modello di teatro capace di generare valore sociale, favorire la partecipazione e accompagnare la transizione verso una maggiore sostenibilità. Con il fine di partecipare allo sviluppo del “teatro sostenibile di domani”, il TSV ha adottato una politica di sostenibilità (approvata in sede di CdA il 22 luglio 2025) attorno a cui sta orientando le proprie attività. Tra le iniziative intraprese vi è la realizzazione di un modello di rendicontazione e monitoraggio delle produzioni finalizzato a orientare e valutare gli impatti ambientali e sociali fin dalle prime fasi di sviluppo dei progetti artistici. Dopo aver testato un primo modello nella scorsa stagione, il Teatro Stabile del Veneto compie un ulteriore passo nel proprio percorso di sostenibilità: il cartellone 2026/27 include una produzione pensata e realizzata secondo gli indirizzi della politica di sostenibilità dell’ente. Il sentiero per la regia di Fabiana Iacozzilli sarà infatti realizzato fin dalla sua ideazione monitorando e rendicontando il divario di genere del personale, l’impatto dei viaggi e dei trasporti di scene, costumi e attrezzeria, gli spostamenti del pubblico e la scelta dei materiali e delle attrezzature tecniche, preferendo il riutilizzo di materiali di seconda mano in un’ottica di economia circolare e di impianti luci e audio con basso consumo energetico. Il Teatro Stabile del Veneto conferma, inoltre, il proprio impegno nella realizzazione di un percorso di accessibilità e inclusione, volto a rendere il teatro un luogo realmente aperto, equo e rappresentativo per pubblici diversi per età, provenienza e contesto sociale. Per la Stagione 26/27 il TSV offre spettacoli accessibili (Incendi, Ecuba e un terzo titolo in via di definizione), che includono servizi come audiodescrizione, sottotitoli, traduzione in LIS, tour tattili e smart glasses per persone cieche o ipovedenti e sorde, l’uso di cuffie per persone con deficit uditivi oltre alle visite guidate inclusive, con guide condotte da giovani nello spettro autistico dell’associazione Talents Lab. In quanto membro di ETC - European Theatre Convention, inoltre, il Teatro Stabile del Veneto è parte attiva del gruppo europeo dedicato a inclusione e accessibilità con l’obiettivo di condividere all’interno della rete di teatri internazionali buone pratiche relative all'inclusione delle persone con disabilità e all'accessibilità nelle attività artistiche, organizzative e legate al pubblico. Con l’obiettivo di abbattere le barriere linguistiche il TSV inserisce nel cartellone della Stagione 26/27 una selezione di spettacoli sottotitolati in lingua inglese e francese. Sul fronte dell’internazionalizzazione, inoltre, la nuova Stagione accoglierà l’avvio di un nuovo progetto di cooperazione internazionale: dopo una serie di workshop Our common garden, in partnership con istituzioni teatrali da Germania, Lettonia e Lituania, porterà alla realizzazione di una performance simultanea in tre spazi museali a Riga, Bonn e in Veneto. La campagna abbonamenti e il nuovo programma di membership Come da tradizione la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale presenta al pubblico delle tre città i cartelloni delle rispettive stagioni in tre serate evento, che si terranno il 7 luglio al Teatro Goldoni, l’8 luglio al Teatro Verdi e il 9 luglio al Teatro Del Monaco. La campagna abbonamenti prenderà il via a partire dal 23 giugno con il periodo di prelazione riservato al rinnovo degli abbonamenti e, per le prime settimane fino ad inizio luglio, potrà essere effettuato solo presso le biglietterie fisiche nei teatri per consentire il cambio del sistema di biglietteria. Si tratta di un breve periodo di transizione, che consentirà al TSV di offrire al proprio pubblico un’esperienza di acquisto online ancora più efficiente. Anche grazie ai risultati ottenuti nell’ultima Stagione, il TSV ha deciso di non aumentare i prezzi dei biglietti. Tenuto conto delle attuali sfide demografiche, sono state aggiornate le tariffe con una diminuzione del costo dei biglietti under 26 e un innalzamento della soglia anagrafica di accesso alle scontistiche a over 70. L’acquisto dell’abbonamento non solo consente un risparmio di circa il 25% sui singoli biglietti, ma garantisce agli abbonati della stagione 26/27 una tariffa agevolata anche per gli spettacoli in programma a Padova, Venezia e Treviso. Si conferma, inoltre, il progetto che permette agli Universitari del Veneto di andare a teatro con un biglietto al costo simbolico di 5 € e con un abbonamento di 30€ su sei spettacoli. Dopo il successo dell’anno scorso torna anche l’abbonamento a sei spettacoli dedicato ai residenti della Città Metropolitana di Venezia e si conferma il turno del martedì per sei spettacoli al Teatro Verdi di Padova, il cui successo è prova della rinnovata fiducia da parte del pubblico. Tra le novità in partenza con la nuova Stagione 26/27, il TSV presenta il proprio programma di membership “Fuori Copione”: una proposta di fidelizzazione del pubblico con benefit ed esperienze esclusive per partecipare più da vicino alla vita teatrale e ai processi dietro le quinte. La stagione 26/27 per il Teatro Stabile del Veneto si avvia pertanto con un programma fitto di appuntamenti e progetti la cui realizzazione è possibile solo grazie alla fiducia del pubblico e al contributo dei soci, la Regione Veneto, i Comuni di Padova, Venezia e Treviso, le Camere di Commercio di Padova, Venezia-Rovigo e Treviso-Belluno, la Provincia di Padova, Confindustria Veneto Est, Fondazione di Venezia e grazie al sostegno del Ministero della Cultura e dei molteplici partner pubblici e privati che continuano a credere nel rilancio della cultura e del teatro. Tra i partner coinvolti in vari progetti si citano BCC Veneta, Imoco Group, Ascopiave, Coldiretti, Giraldo, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet, lo studio SC&A. Sono mecenati Art Bonus del TSV la Fondazione Cariparo, Carraro group grazie ai progetti che il TSV presenta nel portale artbonus.gov.it.
Le pietre vivono, le anime tremano: nella cornice antica di Siracusa Filippo Dini mette in scena Alcesti di Euripide». Così Andeas Rossmann, tra i più rinomati critici teatrali tedeschi, apre la sezione culturale del Frankfurt Allgemeine Zeitung con un’intera pagina dedicata ad Alcesti. La coproduzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con l’Istituto nazionale dramma antico ha inaugurato la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, dove resta in scena fino al 6 giugno. Dal debutto a oggi, hanno già superato quota 40mila gli spettatori che hanno assistito allo spettacolo firmato dal direttore artistico del TSV Filippo Dini. Tra questi anche il critico teatrale tedesco Andreas Rossmas, che dedica un lungo articolo alla coproduzione TSV e INDA del Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il quotidiano è uno dei più letti in Germania, e per quanto riguarda la cultura è punto di riferimento per tutta Europa. L’articolo si intitola Ein Chor, der weiß, wo der Feudel hängt. Letteralmente: Un coro che sa dove si trova lo straccio, modo di dire tutto tedesco per lodare qualcosa come formidabile. Il regista Filippo Dini è stato spinto a misurarsi con Alcesti perché è una delle tragedie più misteriose di Euripide: un’opera che sfiora la satira, portando a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore. Tutte particolarità su cui Rossman si sofferma: «Tra i drammi di Euripide giunti fino a noi, Alcesti è il più antico ma anche il più strano, enigmatico e difficile. Veniva presentato nella posizione tradizionalmente riservata al dramma satiresco, senza però ricorrere agli strumenti del grottesco per alleggerire gli eventi tragici. Al contrario, Euripide si prende la libertà di “correggere” la catastrofe e trasformarla in un lieto fine». Sulle scelte scenografiche e di regia, il critico teatrale tedesco nota: «Nella regia di Filippo Dini, l’antica Fere sembra trovarsi dietro l’angolo. Lo scenografo Gregorio Zurla colloca davanti alla facciata scura di una moderna villa geometrica una grande terrazza che ricorda quelle costruzioni che deturpano molte coste siciliane. Il risultato è un misto tra spa, palestra e oasi benessere: un lusso freddo, sterile e ostentato. Una squadra di addetti alle pulizie, vestita con eleganti uniformi color bordeaux, spazza, lucida e sistema ogni cosa. È un coro che sa perfettamente dove si trova lo straccio». Positivo il giudizio sui personaggi e le musiche che «creano familiarità e colore, così come i rituali del coro, le coreografie variopinte, gli assoli di tromba di Paolo Fresu e le sonorità sacrali». A colpire Rossman è il finale dell’opera, che «offre un’immagine potente. Alcesti, con il vestito bianco macchiato di sangue, sale sulla terrazza del tetto dopo essere stata svelata davanti al marito. Quando il suo volto torna visibile, non parla. Non riesce a pronunciare una parola. Emette soltanto suoni e vocalizzi. Ritrova la voce, ma non il linguaggio. Ritrova il respiro, ma non il senso. È il commento più efficace all’irrazionalità di quanto è accaduto». Dopo le recite al Teatro di Siracusa, Alcesti parte in tournée nazionale: sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Tournée Alcesti 2026 Teatro Greco di Siracusa: 8 maggio - 6 giugno Teatro Grande di Pompei: 3-5 luglio Teatro Romano di Ostia Antica: 17-18 luglio Teatro Romano di Verona: 17-18 settembre Teatro Olimpico di Vicenza: 26-27 settembre Teatro Del Monaco di Treviso: 18-22 novembre Teatro Verdi di Padova: 24-29 novembre
Alcesti inaugura questa sera la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Si confronta con una delle tragedie più misteriose di Euripide, che ancora oggi porta a interrogarsi sul significato della morte e del sacrificio per amore, Filippo Dini, direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e regista dello spettacolo. La co-produzione firmata da Fondazione INDA e TSV, dopo la tournée estiva nei festival dei teatri antichi, arriverà sui palcoscenici del Veneto in una versione rivisitata. “Mettere in scena l’Alcesti significa per noi rispondere in maniera eccellente alla vocazione di teatro di produzione attraverso collaborazioni con i migliori teatri e centri di produzione del panorama teatrale italiano e internazionale, come è l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Questo debutto nello storico teatro greco di Siracusa è motivo di orgoglio per il TSV: siamo nel cuore della Magna Grecia dove la tragedia era catarsi, il teatro un rito pubblico. Oltre due millenni e mezzo dopo Euripide, i classici antichi continuano a parlarci e a farci riflettere sulla condizione dell’uomo.” Dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Tradotto dal greco da Elena Fabbro, Alcesti vede Filippo Dini nel doppio ruolo di regista e attore, nei panni di Ferete; le musiche sono di Paolo Fresu che le esegue dal vivo questa sera per la prima dello spettacolo. A interpretare il ruolo della protagonista sarà Deniz Ozdogan; con lei Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro nel ruolo di Apollo, Luigi Bignone in quello di Thanatos, Sandra Toffolatti sarà l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro che sarà composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. Le scene sono firmate da Gregorio Zurla, i costumi da Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci da Pasquale Mari. Alcesti rimarrà in scena a Siracusa fino al 6 giugno per poi partire in una tournée nazionale: sarà allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei per la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi. Il 17 – 18 luglio sarà in scena al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival. A settembre Alcesti arriverà in Veneto: il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese, e in una versione rivisitata per i teatri al chiuso il 26 e 27 settembre debutterà al Teatro Olimpico di Vicenza per il 79. Ciclo di Spettacoli Classici. Salirà poi sui palcoscenici del TSV: dal 18 al 22 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso e dal 24 al 29 novembre al Teatro Verdi Padova. Scopri la tournée e la rassegna stampa
L’organizzatore AVIS Comunale Padova comunica che il concerto Colors previsto per il 14 maggio al Teatro Verdi è annullato per motivi di forza maggiore. È possibile chiedere il rimborso dei biglietti acquistati entro e non oltre il 13 maggio 2026 secondo le seguenti modalità: biglietti acquistati online il rimborso verrà accreditato direttamente sulla carta utilizzata per l’acquisto biglietti acquistati in biglietteria è necessario recarsi presso la stessa negli orari di apertura al pubblico con i biglietti cartacei
La conferenza-racconto Tre capitoli del Martirio, ovvero Dioniso, Gesù e Hosseyn previsto per il 28 aprile sarà posticipato al 28 maggio per sopravvenuta indisponibilità di Pietrangelo Buttafuoco. L'orario di inizio spettacolo rimane invariato (19.00). I biglietti già acquistati rimarranno validi per la nuova data. È possibile comunque chiedere il rimborso dei biglietti acquistati entro e non oltre il 26 aprile 2026 secondo le seguenti modalità: chi ha acquistato online dovrà inviare una mail a biglietteria@teatrostabileveneto.it di richiesta rimborso allegando i biglietti in formato pdf ricevuti al momento dell'acquisto; chi ha acquistato in biglietteria può recarsi presso la stessa negli orari di apertura al pubblico con i biglietti cartacei.
Si comunica che la replica dello spettacolo Alieni in laguna in programma al Teatro Verdi di Padova per mercoledì 6 maggio alle ore 20.30 è stata posticipata a domenica 10 maggio alle ore 19.30 per sopraggiunti impegni dell’artista indipendenti dal Teatro Stabile del Veneto. Gli abbonamenti e i biglietti precedentemente acquistati per la data di mercoledì 6 maggio restano validi per la nuova data di domenica 10 maggio. Gli spettatori che hanno acquistato il biglietto, qualora impossibilitati ad assistere allo spettacolo nella nuova data proposta, potranno chiederne il rimborso entro le ore 18.00 di martedì 5 maggio. Per i biglietti acquistati in biglietteria il rimborso potrà essere chiesto esclusivamente presso la biglietteria, mentre per i biglietti acquistati online la richiesta dovrà essere effettuata via mail scrivendo a biglietteria@teatrostabileveneto.it Ci scusiamo per il disagio