Il Teatro Maddalene di Padova diventa palcoscenico europeo per una settimana, all’insegna di accessibilità e inclusione sociale. Provengono da Italia, Serbia e Polonia le sette compagnie teatrali che rispondendo al bando Creative Europe UAD, durante il 2025 hanno esplorato nuovi linguaggi artistici per un teatro più inclusivo, capace di mettere in luce temi come l’esperienza migratoria, la disabilità e l’identità di genere. A conclusione del progetto, il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale ospita il Festival UAD – Universal Art Design, dal 2 al 8 febbraio al Teatro Maddalene di Padova e in altri spazi della città con 15 appuntamenti tra performance teatrali, laboratori, conferenze e attività distribuite nel contesto urbano. UAD è un progetto Creative Europe che vuole portare i principi di accessibilità nati nel contesto architettonico dell’Universal Art Design all’interno delle arti performative. L’accessibilità che prima mirava a rimuovere le barriere architettoniche viene ora declinata nel creare spazi ed esperienze artistiche che si rivolgano a più persone possibili, senza il bisogno di fare speciali adattamenti in corso d’opera. Piuttosto, si chiede alle arti performative di essere il più inclusive possibile fin dall’inizio del processo artistico. Il progetto è guidato da WOAK Wojewódzki Ośrodek Animacji Kultury di Toruń (Polonia), con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale che partecipa per l’Italia e Kulturanova per la Serbia. I tre enti di produzione artistica hanno riunito 36 giovani artisti e artiste dai loro rispettivi paesi. Provenienti da diverse culture e da differenti contesti di emarginazione e discriminazione, gli artisti hanno lavorato fianco a fianco per portare nel teatro temi come la giustizia sociale, l’uguaglianza e la diversità. Un percorso iniziato a giugno del 2025 a Toruń con nove giorni di workshop internazionale incentrato su pratiche antidiscriminatorie, linguaggi inclusivi e ricerca artistica. Incontrandosi, artisti e artiste hanno costruito un terreno comune, uno spazio di incontro e di scambio creativo, che li ha portati a luglio a Novi Sad per condividere idee e progetti artistici. Da qui nasce la proposta artistica del Festival UAD, che con cura e consapevolezza riflette sulla discriminazione, sull’identità, la disabilità, sul razzismo e sull’appartenenza alla comunità Lgbtqia+. Tutti gli spettacoli di UAD – Universal Art Design sono gratuiti, ma è consigliata la prenotazione disponibile a questo link.
Il terzo anno dell’ATCG, diretto da Giorgio Sangati, debutta venerdì 6 febbraio con Gli ultimi giorni dell’umanità. Studio per un cabaret di guerra. Lo spettacolo in scena anche sabato 7 febbraio. È davvero difficile definire un’opera come Gli ultimi giorni dell’umanità: per via della dimensione, della complessità e della varietà diregistri; non c’è dubbio, però, che si tratti prima di tutto dellatestimonianza di chi è sopravvissuto a un evento senza precedenti e ha sentitola necessità di lasciarne traccia. Da Karl Kraus Regia Giorgio Sangati Con le allieve attrici e gli allievi attori dell’ATCG Biglietti a 6 euro → Acquista ora
17 ottobre h. 20.30 – Teatro Goldoni, Venezia Alessandro D’Avenia II talento: non privilegio ma vocazione Scrittore, insegnante e sceneggiatore, Alessandro D’Avenia torna al Festival nella prestigiosa cornice del Teatro Goldoni per parlarci dei mille modi in cui il talento può esprimersi, talento non come privilegio ma come vocazione, una “chiamata interiore” che ci porta a dare al mondo un valore aggiunto, a trovare un senso al destino, a chiamare per nome la propria immaginazione. Il suo romanzo d’esordio è Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori, 2010), da cui viene tratto l’omonimo film prodotto da Rai Cinema, alla cui sceneggiatura partecipa in prima persona. Tra le altre pubblicazioni si ricordano: Cose che nessuno sa (Mondadori, 2011), Ciò che inferno non è (Mondadori, 2014), L’appello (Mondadori, 2020), e Resisti cuore. L’Odissea e l’arte di essere mortali (Mondadori, 2023). I suoi romanzi sono tradotti in più di venti paesi, e il 6 dicembre 2012 ha ricevuto il Premio Internazionale padre Pino Puglisi per “l’impegno mostrato a favore dei giovani”. Biglietti https://www.vivaticket.com/it/ticket/alessandro-d-avenia-il-talento-non-privilegio-ma-vocazione/272319 13 ottobre h. 20.30 – Teatro Goldoni, Venezia Massimo Recalcati psicoanalista, saggista Il talento del desiderio Filosofo e saggista, Massimo Recalcati è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È membro della Società Milanese di Psicoanalisi, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica Psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato alle Università di Urbino, Bergamo, Losanna e Pavia, e attualmente all’Università di Verona e allo Iulm di Milano. Nel 2017 gli è stato conferito il Premio Hemingway “Testimone del nostro tempo”. Nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della città di Milano. Collabora con «la Repubblica» e con «La Stampa». Fra le sue ultime pubblicazioni: La legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi (Einaudi, 2022), La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia (Feltrinelli, 2022), A pugni chiusi. Psicoanalisi del mondo contemporaneo e Jacques Lacan. Ereditare il reale? (Feltrinelli, 2023). Castelvecchi ha pubblicato Il lapsus della lettura. Leggere i libri degli altri (2023). Biglietti https://www.vivaticket.com/it/ticket/massimo-recalcati-il-talento-del-desiderio/272320
Titizé – A Venetian Dream continua per tutta l’estate a stupire il pubblico del Teatro Goldoni raccontando Venezia con acrobazie, danze, virtuosismi funambolici e giocoleria. Mentre le repliche si susseguono ogni sera dal mercoledì alla domenica alle 19.00, per stupire ancor di più si dà la possibilità allo spettatore di salire sul palcoscenico: virtualmente, indossando un visore. Sono otto i visori di realtà aumentata voluti dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e presentati oggi, 29 luglio, al punto IAT di Vela. Indossando i visori si entra nel vivo delle acrobazie e si diventa protagonisti dello spettacolo ufficiale della città di Venezia, prodotto dal TSV con la Compagnia Finzi Pasca in partnership con Gli Ipocriti di Melina Balsamo. Il video a realtà aumentata di Titizé prodotto dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale è stato registrato con sistemi di ripresa all’avanguardia composti da multicamere da circa 30 obbiettivi, che riprendendo da più angolazioni hanno creato una visione stereoscopica e tridimensionale dei quadri che compongono la magia di Titizé. Anche gli artisti della Compagnia Finzi Pasca sono stati coinvolti: hanno indossato bodycam e videocamere fissate su caschetti e corpetti per riprendere lo spettacolo dal punto di vista di chi realizza le acrobazie. Il risultato è un’esperienza soggettiva a 360 gradi con una visuale dinamica in prima persona. Sembra cioè di essere parte attiva dello spettacolo, di trovarsi sul palcoscenico stando con i piedi stabili a terra. La tecnologia utilizzata dai visori ha una risoluzione di 8K in ultra alta definizione, molto all’avanguardia rispetto alle soluzioni in mercato. Partner tecnologico del TSV per questa iniziativa è Impersive Srl. Gli otto visori saranno messi a disposizione di cittadini e turisti in più punti della città e della provincia di Venezia dove resteranno a disposizione per tutto il periodo in cui Titizé resta in cartellone al Goldoni: fino al 3 agosto e poi dal 20 agosto fino al 21 settembre. Due visori saranno nei punti IAT di Vela, altri due saranno disponibili al Teatro Goldoni, due saranno portati nei camping Marina di Venezia e Union Lido Mare a Cavallino Treporti e uno si troverà a McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet. Ma la magia non finisce qui: quello di Titizé è il primo momento di un progetto di innovazione appositamente pensato dal TSV – Teatro Nazionale per il Teatro Goldoni, in autunno sarà disponibile un altro video di realtà aumentata interamente incentrato sul Goldoni, rivolto a quanti vorrebbero scoprire il teatro. Il palcoscenico moderno più antico ancora in attività, nonostante i suoi 400 anni di storia, si attesta così tra i teatri più attenti alle ultime frontiere dell’innovazione tecnologica. “Un'iniziativa culturale in cui si fondono arte, tradizione e innovazione tecnologica, offrendo uno sguardo inedito sul mondo del teatro – ha commentato l'assessore al Turismo del Comune di Venezia, Simone Venturini - Questi visori non ci regaleranno solo un 'effetto wow' ma, grazie alla realtà aumentata, supereranno la semplice narrazione scenica di uno spettacolo che, già di per sé, mescola linguaggi e generi, tra commedia dell'arte, musica, danza e acrobazia. Una rappresentazione che ci riguarda tutti, che racconta il nostro territorio, il nostro essere veneziani. Questi visori ci permetteranno quindi di osservare le nostre vite e le nostre identità da prospettive inedite, arricchendole di significato come solo l'arte sa fare. “Il Teatro Stabile del Veneto si attesta tra i teatri nazionali più attenti alle ultime frontiere dell’innovazione tecnologica. Abbiamo scelto di sperimentare la realtà aumentata nel teatro moderno più antico ancora in attività in Italia, il Goldoni – ha affermato Claudia Marcolin, Direttore Generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto -. I visori con le immagini di Titizé sono un importante passo in un percorso di digitalizzazione che abbiamo intrapreso e a breve verrà realizzato un nuovo video, sempre in realtà aumentata, dedicato alla storia di questo teatro usufruibile da chiunque lo voglia visitare. Attraverso l'innovazione vogliamo raggiungere un pubblico che forse mai si avvicinerebbe ad un teatro così antico, così come stiamo sperimentando soluzioni digitali all'interno dell'Accademia Teatrale dove giovani attrici e attori sperimentano device digitali e riflettono sull'uso del digitale in scena e fuori scena, valorizzando le relazioni che ne possono nascere durante le restituzioni al pubblico. Insomma, non ci basta una storia prestigiosa: crediamo in un sistema teatrale e culturale che non si adagia sul presente e sul passato, ma coglie le sfide poste dal futuro e dialoga con il settore scientifico-tecnologico, solo apparentemente lontano dal teatro”. “Vela con la piattaforma Venezia Unica e con la propria rete sul territorio di punti IAT - ha dichiarato Fabrizio D’Oria Direttore Operativo di Vela S.p.A. - è partner del progetto di offerta di spettacolo di qualità e continuativa del Teatro Goldoni con Titizé. I visori, che saranno disponibili negli IAT di San Marco e della Stazione, non solo faciliteranno il dialogo sull’offerta culturale della città ma accoglieranno i visitatori con nuovi device in grado di raccontare in anteprima lo spettacolo con una tecnica unica, immersiva a 369 gradi”.
Dal 28 giugno al 6 luglio torna GEA.25 - Treviso Contemporary Theater Festival, la quinta edizione della rassegna di teatro contemporaneo promossa dal Comitato Teatro Treviso in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso, Confindustria Veneto Est e Lions International Treviso Host. Un progetto culturale che apre la stagione estiva trasformando Treviso in un laboratorio teatrale e un palcoscenico diffuso, vibrante di relazioni, visioni e nuove narrazioni. Riflettori accesi su spettacoli, workshop aperti alla cittadinanza ma anche dialoghi e degustazioni, ospiti del Teatro Mario Del Monaco e dei luoghi iconici del centro storico, che si concluderanno con una tre giorni dedicata interamente alla drammaturgia contemporanea e all'ambito Premio “Giuseppe Bepo Maffioli”. WOR(L)DS è il titolo e il tema scelto per questa quinta edizione di GEA.25 - Treviso Contemporary Theater Festival, un calembour che intreccia “mondi” e “parole” per riflettere su come il linguaggio e la narrazione modellino la realtà. In un tempo in cui proprio le parole generano, feriscono, confondono o liberano, GEA.25 invita a interrogarsi sui mondi che abitiamo e quelli che desideriamo costruire. Il festival, come sempre, sarà un invito a esplorare questi spazi con il corpo, la voce e la scena, raccogliendo storie capaci di raccontare l’umano nelle sue infinite declinazioni. Ad aprire GEA.25, sabato 28 giugno, sarà la cerimonia inaugurale al Teatro Mario Del Monaco, seguita da “Cobalto”, lo spettacolo scritto da Matteo Porru e prodotto da Comitato Teatro Treviso e Teatro Stabile del Veneto, con Alex Cendron e Laura Serena. Una “tragedia dei colori”, ambientata in un paese di montagna sospeso fra sogno e realtà, che racconta il legame oscuro e profondo tra due fratelli, Bianca e Bruno, dopo un misterioso evento atmosferico. Subito dopo, il festival si sposterà negli spazi di 11Treviso per “UMANƏ”, il concerto-spettacolo di e con Navëe, che tra canzoni, parole e loop station darà il via al primo partyAMO dell’edizione. Il programma proseguirà domenica 29 giugno con una replica di “Cobalto” e il primo appuntamento di “ciacoliAMO”, il format di incontri informali con le compagnie ospiti, che quest’anno si sposta al Ridotto del Teatro Mario Del Monaco a seguito degli spettacoli, arricchito dalla partecipazione attiva dei partecipanti al laboratorio di visione teatrale “commentiAMO”. Martedì 1 luglio sarà la volta di “ART”, una commedia brillante e spietata sull’amicizia, firmata da Yasmina Reza e portata a Treviso dalla compagnia Generazione Disagio, che sarà anche protagonista del confronto “ciacoliAMO” post-spettacolo. Nell’opera tre amici discutono animatamente sull’acquisto di un quadro completamente bianco ma il dibattito sull’arte contemporanea si trasforma presto in un confronto acceso che mette a nudo fragilità, incomprensioni e tensioni latenti nel loro legame. Il giorno successivo, mercoledì 2 luglio, la città sarà attraversata dalla performance itinerante “esploriAMO”, restituzione scenica del laboratorio dedicato alla memoria collettiva e alle sue risonanze nel presente, mentre al ridotto del Del Monaco si terrà una tavola rotonda speciale sul tema dell’intelligenza artificiale e del teatro in collaborazione con Comitato Teatro Treviso e Lions International Treviso Host; a moderare l’incontro l’ing. Renzo Taffarello, ospiti il ricercatore e docente di economia dell'innovazione presso Cà Foscari Roshan Borsato, il docente Giovanni Zalloni e il regista e performer Ruggero Franceschini. Giovedì 3 luglio sarà il momento di “Una riga nera al piano di sopra”, spettacolo di e con Matilde Vigna prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, che andrà in scena al Teatro Del Monaco e sarà seguito, come di consueto, dall’incontro con l’artista. Sul palco un monologo intenso che intreccia due alluvioni, una reale e una simbolica: il disastro del Polesine del 1951 si sovrappone alla storia di una donna contemporanea alle prese con un trasloco. Tra piogge, perdite e ricordi, si fondono due forme di sradicamento – quello imposto dalla natura e quello dettato dalla vita – in un racconto delicato e profondo sul possesso, la memoria e ciò che davvero resta. Dal 4 al 6 luglio, il festival accenderà i riflettori sul PGBM.25, il Premio Giuseppe Bepo Maffioli, diretto da Alex Cendron, con tre giornate interamente dedicate alla nuova drammaturgia e a una figura che ha profondamente segnato la cultura teatrale, cinematografica e gastronomica italiana. Il programma si inserisce nel progetto “Maffioli 100”, un’iniziativa nata per onorare quello che è stato uno dei più più significativi artisti italiani del Novecento nei cento anni dalla sua nascita. Giunto alla 4a edizione, il Premio conferma anche quest’anno numeri di grande interesse, con ben 60 opere pervenute e una giuria tecnica che si è ulteriormente ampliata arrivando a 35 componenti. Il cartellone dedicato al Premio Maffioli si aprirà venerdì 4 luglio con le prime mise en lecture dei testi nati dal laboratorio di scrittura “drammatizziAMO” accompagnati da illustrazioni originali realizzate dai visualizer del Treviso Comic Book Festival; a seguire, in scena “Cari Piccioni” di Livia Bonetti (menzione speciale del PGBM 2023), prodotto da ZIA, a cui seguirà il format “ciacoliAMO”. In una stanza d’albergo, Alice affronta il blocco creativo di fronte a un foglio bianco. Figure maschili e piccioni reali o immaginati invadono il suo spazio mentale, disturbando e insieme alimentando il flusso creativo e creando una riflessione ironica e delicata sul processo artistico e sulle ferite che lo nutrono. Sabato 5 luglio sarà il momento delle inedite “Degustazioni con Bepo” di Davide Strava, degli incontri conviviali con performance dal vivo ispirati alla figura di Giuseppe Maffioli e realizzati in collaborazione con “Biblio Art, Food & Drink” e “Nusica”. Subito dopo avrà luogo la presentazione del testo vincitore della sezione under 35, novità di questa edizione del Premio, “Cnosso” di Eleonora Fedeli, per la regia di Angelo Callegarin in collaborazione con le ragazze e i ragazzi della compagnia indipendente del Liceo Canova e, in serata, lo spettacolo originale “Mangiare il mondo” sulla vita di Maffioli, di e con Luca Scarlini. A chiudere la giornata, il partyAMO con Ama Supreme, un one queen show ospite di 11Treviso. Il gran finale, domenica 6 luglio, preceduto dalla seconda restituzione del laboratorio “drammatizziAMO”, culminerà con la cerimonia ufficiale di premiazione del testo vincitore del Premio Giuseppe Bepo Maffioli 2025, assegnato a “Gli ultimi granelli di sabbia” di Federico Malvaldi, e la mise en lecture dell’opera diretta da Filippo Dini. Nel corso della serata verrà conferita anche la menzione speciale della Giuria Popolare a “Il soffio del suggeritore” di Francesco Scotto. GEA.25 conferma infine la propria vocazione accessibile e inclusiva, con carnet pensati per pubblici diversi: “abboniAMO” (cinque spettacoli a 30 euro), “GEA.under.35” (sette appuntamenti a 34 euro) e “PGBM”, un pacchetto speciale legato agli eventi del Premio Maffioli (15 euro). Tutti i carnet saranno acquistabili presso la biglietteria del Teatro Mario Del Monaco. “GEA è un festival che negli anni ha saputo crescere e integrarsi perfettamente con il nostro contesto culturale, coinvolgendo giovani attori ma anche avvicinando tantissimi giovani al mondo del teatro contemporaneo, attraverso una serie di iniziative che vanno oltre il lato squisitamente artistico per toccare e trattare anche temi e riflessioni sul presente – spiega l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Treviso Maria Teresa De Gregorio –. “Ringraziamo il Comitato Teatro Treviso per avere anche quest’anno messo a punto un cartellone vario e coinvolgente, in grado di dare slancio anche alla quinta edizione di un festival che la nostra Città e il nostro Teatro si preparano ad accogliere con il consueto entusiasmo. “Siamo felici di ospitare nuovamente nelle sale e sul palcoscenico del Teatro Mario Del Monaco il Festival Gioiosaetamorosa – ha dichiarato Claudia Marcolin, direttore generale della Fondazione TSV - Teatro Nazionale –. Grazie alla preziosa dialettica instaurata con il Comune di Treviso il nostro investimento sul territorio cresce ogni anno ed è in questo contesto che si inserisce anche la collaborazione con il Comitato Teatro Treviso per la realizzazione di GEA, giunto ormai alla sua 5^ edizione e di cui apprezziamo il continuo rinnovamento. Con GEA il TSV ottiene due importanti risultati, da una parte l’apertura al pubblico del Teatro Del Monaco anche durante il periodo estivo e dall’altra un sostegno concreto alla drammaturgia contemporanea, progetto che anche durante la prossima stagione assumerà un ruolo centrale nella programmazione trevigiana. Non è un caso, infatti, che lo spettacolo scelto per l’apertura del Festival sia Cobalto, una produzione TSV firmata da Matteo Porru, un giovane autore già vincitore del Premio Campiello Giovani”. “Anzitutto ci teniamo a ringraziare il Comune di Treviso, il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale, i nostri partner principali, gli sponsor e i donatori che ci sostengono con costanza e fiducia. Siamo molto orgogliosi di continuare a portare in scena spettacoli di grande valore, e di vedere crescere, anno dopo anno, una manifestazione che si conferma punto di connessione con la comunità, protagonista e partecipe nei processi creativi che la attraversano. Questa edizione segna pure un passaggio importante per il Premio Giuseppe Bepo Maffioli e si inserisce nel contenitore di Maffioli 100: un’occasione che ci ha dato l’opportunità di ampliare il progetto, valorizzando sempre di più la drammaturgia contemporanea e la figura di uno straordinario artista. Siamo giunti, infatti, alla quarta edizione del Premio, con tante novità: un cartellone di eventi di tre giornate, un legame ancora più forte con il pubblico e l’introduzione di una categoria under 35 che ci proietta verso i giovani e verso il futuro. Non possiamo che lanciare l’invito a seguire i tanti appuntamenti della rassegna e a lasciarsi stupire, ancora una volta, dalle proposte di GEA.” Le parole di Alex Cendron di Comitato Teatro Treviso. GEA.25 è un progetto del Comitato Teatro Treviso, in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso, Confindustria Veneto Est e Lions International Treviso Host e con la partecipazione di partner istituzionali, tecnici, culturali e sponsor locali. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito www.gioiosaetamorosa.it e sui canali social ufficiali del festival (@gioiosaetamorosafestival).
Dall’esperienza migratoria alla disabilità, fino all’identità di genere e all’emarginazione sociale. Sono questi i contesti da cui provengono i giovani artisti emergenti selezionati per il progetto internazionale Creative Europe UAD - Universal Art Design, un bando rivolto a under 35 per la realizzazione di nuovi progetti di produzione capaci di raccontare le diversità attraverso il teatro. Alla chiusura del bando i progetti candidati sono stati 28, tutti vagliati dalla commissione internazionale appositamente riunita, che ha scelto i tre che meglio hanno saputo declinare l’intento di raccontare la diversità e l’emarginazione attraverso la drammaturgia teatrale. Ciascuna delle tre formazioni artistiche selezionate è composta 4 persone, per un totale di 12 artisti e artiste, che avranno la possibilità di svolgere un periodo di workshop di 9 giorni in Polonia, a Toruń dal 1° al 12 giugno 2025, 3 giorni in Serbia, a Novi Sad dal 8 al 10 luglio, e infine 21 giorni di residenza artistica a Padova tra l’8 settembre e il 2 novembre 2025. Alla fine, una giuria internazionale nominerà due dei tre progetti selezionati in Italia, che assieme alle proposte scelte negli altri paesi potranno portare il proprio progetto sul palco del Teatro Maddalene nel febbraio del 2026 in occasione della rassegna dedicata all’Universal Art Design. I tre progetti scelti sono stati selezionati per la loro potenzialità del dar voce alla proposta del bando: il primo è To Be Young, Gifted and Black, proposto da Laura Amponsah, Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana, Matar Diouf e Val Wandja, tutti artisti con background migratorio. Un progetto che coniuga ricerca poetica, urgenza politica e sperimentazione scenica, dando voce a soggettività spesso escluse dalla narrazione culturale. A distinguere la proposta è la cura verso l’accessibilità sensoriale e linguistica, l’ibridazione di linguaggi performativi e l’intento di coinvolgere pubblici non convenzionali. Durante la residenza si cercherà di approfondire e affinare il lavoro testuale, teorico ed estetico, facendo emergere la carica intersezionale e decoloniale del testo. La formazione artistica composta da Giacomo AG, Yele Canali Ferrari, Federica Lorenzoni e Luce Sant’Ambrogio è stata selezionata per il progetto Un altro nome – Chiamarci Giulietta e Romeo. Una proposta artistica che ridefinisce i codici della rappresentazione teatrale attraverso una prospettiva incarnata transgender. La proposta si distingue per l’approccio originale alla riscrittura di Romeo e Giulietta, trasformando il testo in un atto di affermazione identitaria e di disobbedienza poetica. Un contributo significativo al percorso di apertura, inclusione e innovazione del linguaggio teatrale. Ultimo progetto selezionato è Per favore, non Riccardo III, presentato da Alessandra Curia, Giammarco Pignatiello, Benedetta Pigoni, Cristian Viscione. La proposta interroga le dinamiche di rappresentazione, visibilità e accessibilità nel contesto teatrale contemporaneo. Al centro della scena c’è un performer con disabilità, la cui presenza ridefinisce l’architettura dello spazio teatrale e la relazione con il pubblico. Il progetto si distingue anche per l’impianto drammaturgico, che intreccia teatro di figura, stand-up comedy e linguaggi visivi e sonori, e per la forza poetico-politica con cui afferma il diritto alla scena come spazio di autodeterminazione. Il progetto Creative Europe UAD vuole sviluppare un modello che applichi la filosofia dell’universal design – che ha origine nell’architettura e prevede la progettazione di prodotti e ambienti accessibili a tutti - al settore delle arti performative. Questo per aprire a nuove possibilità creative e incentivare uno spazio artistico più inclusivo. Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale partecipa al progetto Creative Europe UAD in collaborazione con WOAK Regional Cultural Animation Center in Torun (Polonia) e Kulturanova (Serbia). A comporre la commissione internazionale, che ha valutato e selezionato i 28 progetti candidati, Carlo Mangolini, responsabile dell’Area sviluppo artistico e formazione del TSV-Teatro Nazionale; Chiara Coltri, rappresentante dell’Area Education e Public Engagement del TSV – Teatro Nazionale; Katarzyna Pągowska, project manager di UAD e Vice direttrice responsabile dei contenuti di WOAK; Katarzyna Peplinska-Pietrzak, Jelena Božić, communication manager di Kulturanova; Milan Vračar, presidente di Kulturanova.
In ottemperanza ai cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, Oltre la Scena, cartellone di eventi dedicati alla stagione di opera e concerti del Teatro Comunale Mario Del Monaco ha deciso di sospendere- di comune accordo con la Direzione Artistica e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso - la serata evento dedicata ai cinquant'anni dalla scomparsa di Toti Dal Monte. L’evento verrà ricalendarizzato in data da destinarsi.
Il filò contadino, l’antica usanza dei territori rurali, diventa tema d’ispirazione per un progetto teatrale rivolto alle compagnie professionali del Veneto. Questo pomeriggio il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale assieme al Comune di Verona, al Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e Coldiretti Veneto hanno presentato al Teatro Camploy di Verona il bando Far Filò: Storie della Terra e del Cielo, un progetto speciale per celebrare le radici rurali indagando allo stesso tempo temi cruciali del presente come la sostenibilità ambientale. «Il teatro è il palcoscenico e il palcoscenico siete voi. Per il terzo anno consecutivo ci rivolgiamo alle compagnie teatrali venete con un bando apposito. L’abbiamo già fatto per i 400 anni del Teatro Goldoni e per il centenario della Duse. Quest’anno siamo partiti da una semplice considerazione: il teatro nasce dalla terra, come tutta la nostra civiltà. Da qui abbiamo condiviso una riflessione con Coldiretti per dedicare il bando al teatro della Terra, al Filò contadino – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto –. Un percorso che culminerà nel 2026, per celebrare il teatro di Ruzante. Per questa presentazione abbiamo scelto Verona perché è la città del teatro e per noi lavorare con l’amministrazione scaligera è un privilegio, specialmente quando sindaco e assessore alla cultura dimostrano interesse. In tutto ciò è indispensabile la presenza di Arteven con cui condividiamo molti progetti. Dobbiamo lavorare insieme, Teatro Stabile e compagnie, sempre a partire dal pubblico, che rimane il vero padrone del teatro». “Coldiretti e il TSV ormai da inizio 2024 hanno iniziato una proficua collaborazione con l’obiettivo di portare l’agricoltura a teatro e viceversa. “Coltivare teatro” è un passo in più in questa direzione e ringrazio il Presidente Beltotto per averci proposto questo progetto – dichiara Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto –. Un’idea coraggiosa che ci permette di dare voce e scena al racconto rurale. Da sempre Coldiretti promuove un’agricoltura che non è solo mera produzione di cibo, ma cultura, storia e identità. I campi non sono mai stati semplici luoghi di produzione, ma veri e propri spazi dove si tramandano saperi, si costruiscono comunità e si coltiva il legame tra uomo e terra. Con questa iniziativa, desideriamo ricordarlo ripercorrendo una strada di cui il pavano Ruzante, con il suo teatro anticlassicista rinascimentale, fu precursore e maestro. Ruzante ha restituito dignità al mondo rurale e, non a caso, i suoi racconti hanno intrattenuto i visitatori del Villaggio Coldiretti Venezia a giugno 2024. Ci auguriamo che questo progetto ci regali spettacoli, anche in luoghi non convenzionali come i campi, capaci di emozionare, coinvolgere il pubblico e far riflettere sul ruolo che sempre più oggi gli agricoltori hanno nella società. La sfida è proprio quella di riportare tutti noi alla straordinaria atmosfera che si respirava quando si “faceva filò” e a conclusione di una dura giornata nei campi tutti assieme ci si riuniva per raccontare storie e trasmettere valori”. Rinnoviamo con piacere - dichiara Massimo Zuin, presidente di Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale - la proficua collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. FarFilò coniuga la valorizzazione del tessuto teatrale della nostra Regione e la bellezza del territorio con le sue piazze palazzi, corti, teatri e incontra perfettamente la mission del Circuito Regionale che con piacere collaborerà alla diffusione degli eventi nella nostra Regione. Parafrasando Kundera e la sua “Insostenibile leggerezza dell’essere”, Arteven sarà sempre al fianco di chi vorrà fare del Veneto la bellezza “sostenibile” d’Italia. L’Amministrazione comunale di Verona riserva grande attenzione alle compagnie teatrali professionali del territorio, consapevole del valore che esse apportano alla vita culturale della città – commenta Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona –. La tutela di opportunità lavorative dignitose nel teatro è una nostra priorità, e il professionismo è la chiave per garantirle. Per questo, abbiamo ritenuto significativo ospitare nel Teatro Camploy la presentazione del bando Far Filò: storie della terra e del cielo, un'iniziativa di grande valore che coniuga tradizione e innovazione nel panorama dello spettacolo dal vivo. Siamo grati al Teatro Stabile del Veneto, ad Arteven e a Coldiretti per aver dato vita a un progetto che recupera e valorizza le radici contadine dello spettacolo dal vivo e dell’arte della narrazione orale, offrendo al pubblico una prospettiva culturale autentica e profondamente legata al territorio. Questo progetto si inserisce in una più ampia strategia di sostegno e valorizzazione dello spettacolo dal vivo che, nei prossimi mesi, vedrà l’istituzione della Consulta dello Spettacolo dal Vivo a Verona: un laboratorio di coordinamento e confronto volto a promuovere sinergie, monitorare le esigenze del settore e favorire lo sviluppo di nuove progettualità condivise. Un progetto che unisce quindi passato, presente e futuro, con cui la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e Coldiretti Veneto, intende acquisire proposte di spettacoli ispirati al filò contadino per realizzare un programma teatrale diffuso nel territorio regionale. Il programma si realizzerà tra luglio e dicembre 2025 e selezionerà le proposte che si svolgeranno nei comuni del Veneto in spazi non convenzionali come piazze, palazzi e parchi, ma anche stalle, cortili e cascine. Dopo il successo del cartellone del Teatro Viaggiante realizzato in occasione dei 400 anni del Teatro Goldoni e del programma itinerante dedicato ad Eleonora Duse nell’anno del suo centenario, con questa iniziativa lo Stabile del Veneto si impegna per il terzo anno di fila a mettere in rete le imprese culturali-creative del territorio. Far Filò si inserisce nel più vasto palinsesto di “Coltivare Teatro. Radici di cultura e territorio”, un progetto dello Stabile del Veneto in collaborazione con Coldiretti Veneto, che coniuga teatro e agricoltura ispirandosi ai principi dell’Agenda europea 2030. Attraverso performance teatrali site-specific, workshop educativi e momenti di riflessione comunitaria, “Coltivare Teatro” da un lato celebra le radici rurali venete, recuperando il valore della narrazione orale, dall’altro indaga temi d’attualità come la sostenibilità, il cambiamento climatico, la biodiversità nel rapporto con il territorio, l'uguaglianza di genere e il lavoro dignitoso nelle filiere agricole. Un progetto sul territorio e per il territorio che rende essenziale il coinvolgimento delle compagnie professionali venete. Da qui la volontà di rendere le compagnie protagoniste, con un’apposita sezione a loro dedicata. Altro obiettivo del progetto è quello di recuperare le radici terragne del Veneto, evocando l’idea di un teatro del popolo che passa attraverso una maggiore connessione con la terra. Un ritorno ad un teatro autentico, incentrato sul legame inscindibile tra uomo e ambiente, sulle tradizioni agricole e sulle storie contadine che possono risuonare ancora oggi nella vita moderna. Punto d’approdo di questo percorso sarà nel 2026 con la celebrazione della figura di Ruzante attraverso un nuovo bando e produzioni legate a questo personaggio fondamentale per il teatro italiano, veneto e “pavano”. Proprio attraverso il teatro terragno Angelo Beolco riuscì a dare voce alla gente comune, con una miscela di comicità, realismo e critica sociale che lo rende ancora oggi un autore di grande rilevanza storica e culturale. Il bando di partecipazione per le compagnie teatrali, qui disponibile, scade il 3 maggio 2025. La selezione dei progetti, che verrà comunicata entro il 16 maggio, avverrà attraverso una commissione nominata ad hoc e composta da esperti del settore teatrale, culturale e con esperienza nel settore dell’agricoltura. Un tema, quello della sostenibilità, sempre più caro al TSV, che ieri pomeriggio è stato protagonista dell’evento “La gestione sostenibile degli eventi secondo le buone pratiche a livello nazionale e internazionale” nell’ambito della “Settimana della Sostenibilità” organizzata da Confindustria Veneto Est. Un appuntamento incentrato sulla norma UNI ISO 20121, lo standard di gestione per l’organizzazione sostenibili di eventi e manifestazioni, cui non fanno eccezione gli spettacoli teatrali.
Non perdetevi i prossimi spettacoli in programma nel mese di marzo nei nostri teatri: Teatro Goldoni, Venezia Kraus. Gli ultimi giorni dell'umanità / Massimo Cacciari 19 marzo ore 19.00 Biglietti da 10€ → Acquista ora Ma per fortuna che c'era il Gaber / Gioele Dix 28 marzo ore 19.00 Biglietti da 8€ → Acquista ora Il Re pescatore / Famiglie a Teatro 30 marzo ore 16.00 Biglietti a 8€ → Acquista ora Teatro Del Monaco, Treviso Ballade / MM Contemporary Dance Company 22 marzo ore 21.00 Biglietti da 8€ → Acquista ora Mistero al museo! / Famiglie a Teatro 23 marzo ore 16.00 Biglietti da 8€ → Acquista ora Anna Karenina / Prosa Dal 27 al 30 marzo Biglietti da 5€ → Acquista ora Teatro Verdi, Padova L'uomo dei sogni / Maddalene Factory Dal 20 al 23 marzo ore 19.30 Biglietti da 10€ → Acquista ora Grandi numeri / Lorenzo Maragoni 21 marzo ore 20.30 Biglietti da 5€ → Acquista ora Le avventure di pesce Gaetano / Famiglie a Teatro 23 marzo ore 16.00 Biglietti da 6€ → Acquista ora
Con un esilarante pastiche linguistico tra veneto e francese, ieri sera il sogno veneziano di Titizé ha incantato Parigi. Ripetuti applausi a scena aperta e un’ovazione finale durata dieci minuti in un teatro gremito di 700 spettatori hanno decretato il successo dello spettacolo ufficiale della Città di Venezia, che ieri sera ha debuttato sul palco del Théâtre du 13ème Art in Place d’Italie, dove resterà in cartellone fino al 6 aprile. Dopo un mese nella Ville Lumière, lo spettacolo co-prodotto dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale con la Compagnia Finzi Pasca in partnership con la compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo continuerà la tournée tra l’Italia e la Francia prima di tornare a casa al Teatro Goldoni per l’estate 2025: il più antico tra i teatri moderni ancora in attività ospiterà Titizé – A Venetian Dream in cartellone dal 9 luglio al 21 settembre. “Il successo di Titizé ieri sera a Parigi è l’ennesima conferma della bontà di questo progetto. Con questo spettacolo esportiamo Venezia, il teatro veneto e la cultura della commedia dell’arte in Europa – dichiara Giampiero Beltotto presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto –. La scorsa estate il debutto al Teatro Goldoni è stata una sfida il cui successo ha superato la più rosea delle aspettative grazie alla preziosa collaborazione dell’intero sistema veneziano e veneto, dal Comune con la sua società Vela, alla Regione e il comparto alberghiero e di promozione turistica della città, che fin dall’inizio hanno riposto la loro fiducia in noi. Ora, mentre Titizé incanta Parigi, noi stiamo già mettendo in campo tutte le nostre forze per affrontare la nuova sfida che ci attende per questa estate a Venezia e replicare il successo.” A fare gli onori di casa ieri sera a Parigi sono stati il regista e autore Daniele Finzi Pasca assieme al direttore del teatro parigino Olivier Pyeronnaud, che hanno accolto gli ospiti della serata, tra cui il Rappresentante Permanente Aggiunto all'UNESCO Luca Spiniello e diversi giornalisti, content creator e amici dello Stabile del Veneto e della Compagnia Finzi Pasca quali Giovanna Buzzi, costumista dello spettacolo e Rodrigo Basilicati, il nipote di Pierre Cardin e attuale proprietario dell’omonima maison. Il successo del debutto parigino conferma anche oltralpe l’interesse per Titizé - A Venetian Dream, che dopo aver vinto la sua prima scommessa veneziana è ora pronto a far emozionare il pubblico francese con i suoi attori, acrobati, musicisti e interpreti multidisciplinari immersi in universi onirici e rarefatti che raccontano Venezia e la sua magia. Tra le date veneziane, dove aveva superato i 14 mila spettatori, e la tournée europea sono già più di 25 mila gli spettatori che hanno assistito al sogno funambolico di Daniele Finzi Pasca. Titizé – A Venetian Dream, lo spettacolo pensato dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale come progetto di rilancio internazionale del palcoscenico del Teatro Goldoni, la scorsa estate ha superato ogni aspettativa coinvolgendo il pubblico veneto, nazionale e internazionale di Venezia: oltre all’Italia, sono più di 25 i Paesi rappresentati con spettatori stranieri in prevalenza da Svizzera, USA, UK, Francia, Germania, Austria, Australia e Olanda. “Titizé”, “tu sei” in veneziano: una parola emblematica e piena di ritmo, che richiama l’attenzione sul verbo “essere”, sottolineando l’universalità di un’esperienza immaginata per coinvolgere intimamente un pubblico eterogeneo e di ogni età. Lo spettacolo fonde tradizione e innovazione in un affascinante connubio tra clowneria, il linguaggio del corpo e dell’acrobazia e l’utilizzo di innovative macchine sceniche, dando vita a un teatro per tutti senza dover ricorrere alla parola. L’opera è scritta e diretta da Daniele Finzi Pasca, tra i membri fondatori dell’omonima compagnia di base a Lugano in Svizzera, che nei suoi 40 anni di attività internazionale ha realizzato oltre 40 spettacoli, fra cui 3 cerimonie olimpiche, 2 spettacoli per il Cirque du Soleil e 9 opere liriche, che hanno calcato i palcoscenici di circa 600 teatri e festival in 46 paesi di tutto il mondo, per oltre 15 milioni di spettatori. Le musiche dello spettacolo sono di Maria Bonzanigo, la scenografia è a cura di Hugo Gargiulo, mentre i costumi sono di Giovanna Buzzi.
Dopo il successo delle scorse edizioni, torna Universerìe, il format teatrale ideato e diretto dalla Compagnia Amor Vacui in collaborazione con il TSV che ha l’obiettivo di portare in scena il mondo universitario. Un instant drama che si ispira ai dispositivi delle serie tv composto da quattro episodi e una maratona finale dell’intera stagione, che rende protagonisti le studentesse e gli studenti universitari, coinvolte in prima persona come autrici/autori e attrici/attori. La nona stagione di Universerìe vuole esplorare un tema fondamentale: le relazioni. Con se stessi, con gli altri, con la città di Padova, con il futuro. Il teatro si trasforma in un mezzo per raccontare la scoperta di sé stessi e degli altri, esplorando che cosa ci fa arrabbiare, che cosa ci spaventa, cosa cerchiamo e che cosa procrastiniamo e quante volte cambiamo idea in questi anni in cui iniziamo a definirci attraverso un percorso di studi e attraverso le persone che incontriamo e con cui creiamo o non creiamo un legame. Verrà realizzata una serie teatrale di quattro episodi, scritti ed interpretati direttamente dalle studentesse e dagli studenti. Il progetto prevede un laboratorio di drammaturgia, uno di messa in scena e uno dedicato ai social media che seguirà passo a passo il percorso di prove e di messa in scena. Le quattro puntate saranno poi riunite in un unico spettacolo conclusivo a comporre un autoscatto della generazione universitaria. Il Bando è rivolto prevalentemente a studentesse e studenti universitari, ma anche a dottorande/i assegniste/i, specializzande/i, ricercatrici e ricercatori, professoresse e professori, personale tecnico e amministrativo e a tutte e tutti coloro che, a vario titolo, abbiano un rapporto formalizzato con l’Università di Padova. Termine per le candidature: 5 marzo 2025 SCADENZA BANDO PROROGATA AL 12 MARZO 2025
Gli appuntamenti tra ricerca scientifica e teatro di Performing Science, l’innovativa sperimentazione tra teatro e divulgazione scientifica, nata dalla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale e Università di Padova che torna per il secondo anno sul palco del Teatro Maddalene, diventano un podcast disponibile su Spotify e sulle più famose piattaforme di ascolto. Il primo episodio già disponibile è quello del primo appuntamento della rassegna, Sport e fioritura di sé. Gli episodi dei prossimi appuntamenti saranno disponibili dopo la messa in scena degli spettacoli. Crediti Performing science. Dieci appuntamenti tra ricerca scientifica e teatro è una produzione della Fondazione Teatro Stabile del Veneto con l’Università di Padova Giulia Briata e Cristiano Parolin hanno intervistato le ricercatrici e i ricercatori dell’Università di Padova e interpretato il corto teatrale prodotto dal Teatro Stabile del Veneto Le ricercatrici e i ricercatori dell’Università di Padova sono Valentina Casarino, Marco Giordani, Simone Grigoletto, Alessandra Minello, Giorgia Nesti La drammaturgia è di Nicolò Targhetta La regia è di Sonia Soro La registrazione è dell’Area tecnica del Teatro Maddalene Il montaggio è di Elena della Giustina La supervisione è di Monica Fedeli, Gioia Grigolin e Gioia Lovison e dell’Area Marketing e Comunicazione e area Produzione e Programmazione del Teatro Stabile del Veneto