Attraversa le epoche e unisce le culture la Mirandolina di Marina Carr. Tra le drammaturghe più influenti del panorama teatrale europeo, Carr si è ispirata a uno dei massimi classici della produzione goldoniana per firmare, a distanza di tre secoli, una riscrittura de La locandiera in chiave dolorosamente contemporanea, che parla al presente di violenza di genere e donne che resistono alla sopraffazione. Il compito di portare sulla scena questo dramma contemporaneo va a Caitríona McLaughlin, anche Direttrice Artistica dell’Abbey Theatre. Mirandolina è una coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Lo spettacolo è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano – Cortina 2026 e debutta in prima europea il 5 febbraio al Teatro Del Monaco di Treviso. È atteso poi in tournée nei teatri del Nord Italia e della Croazia, mentre in estate arriva a Dublino per aprire il semestre di Presidenza Irlandese del Consiglio dell’Unione Europea. LO SPETTACOLO Il progetto Mirandolina ha inizio con lo Stabile del Veneto che propone a Marina Carr di riscrivere un classico di Carlo Goldoni. La riscrittura dei grandi capolavori è pratica diffusa nell’ambiente teatrale internazionale, sebbene ancora poco frequente in Italia. Fatto sta che tra tutte le commedie di Goldoni, Carr ha scelto di ispirarsi a La locandiera per una riscrittura in grado di affrontare il tema della violenza di genere e la paura delle donne che tentano di resistere alla sopraffazione maschile. Il risultato è uno spettacolo pensato, scritto e messo in scena da donne: la regia è firmata dalla direttrice artistica dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda Caitríona McLaughlin; traduzione e ruolo di dramaturg sono affidati a Monica Capuani e a vestire i panni della protagonista è Gaja Masciale, giovane attrice già nota sul grande schermo per il ruolo nel film Duse di Pietro Marcello. Completano il cast Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. Lo staff tecnico è interamente irlandese, con scene e costumi di Katie Davenport, le luci di Paul Keogan e le musiche di Anna Mullarkey. Si tratta di un lavoro interamente realizzato tra Veneto e Irlanda, che unisce culture ed epoche. La connessione tra il ‘700 goldoniano e il presente crea nuove chiavi di lettura per indagare gli abissi dell’animo umano. La pièce è ambientata in un ristorante italiano di Dublino, dove Mirandolina lavora a contatto con uomini che la desiderano e sono disposti a tutto pur di sottometterla al loro volere. L’intelligenza della giovane le permette di tener testa a tutti i suoi spasimanti. Con maestria e ironia Mirandolina si fa beffe di loro, ma il volere maschile non assecondato si dimostra presto capace di gesti terribili, tramutandosi in crudele violenza. Al centro della drammaturgia si trova l’autodeterminazione dell’individuo, concetto caro a Goldoni come a Carr, ma la riscrittura è un’evoluzione del capolavoro goldoniano: i personaggi de La locandiera sono resi odierni in un contesto intriso di logiche che vorrebbero la donna sottomessa. La dura e cruda realtà in cui la vicenda è inserita riduce lo spazio della comicità, per far emergere suspence e senso di pericolo dettato dalle dinamiche di classe e da relazioni sociali con cui le donne devono misurarsi ogni giorno. L’IMPEGNO PER GLI ORFANI E ORFANE DI FEMMINICIDIO Lo spettacolo è l’occasione per porre attenzione su un tema spesso ignorato, grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna. A partire dal debutto del 5 febbraio al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, e per tutte le recite di Mirandolina nei teatri del TSV – Teatro Nazionale (Del Monaco di Treviso, Teatro Goldoni di Venezia e Teatro Verdi di Padova) sarà presente in foyer un banchetto informativo e di raccolta fondi per sostenere il progetto Orphan of Femicide Invisible Victim, che sostiene 68 orfani e orfane di femminicidio in cinque regioni italiane: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Il progetto, nato nel 2022, ha come capofila la Cooperativa Iside, che raccoglie e gestisce tre centri antiviolenza sul territorio di Venezia e provincia, e a Castelfranco Veneto (TV). I fondi sono destinati a sostenere gli orfani e orfane finanziando percorsi di accompagnamento educativo, psicologico, legale e sociale, intervenendo così su una delle conseguenze più drammatiche e meno visibili della violenza contro le donne. A oggi si stima che siano 2.000 gli orfani e orfane di femminicidio in Italia. Si tratta di bambini che si sono ritrovati senza una famiglia, che nel 75,7% dei casi hanno assistito a violenze domestiche ed episodi di stalking, mentre il 48,5% di loro era presente sul luogo del femminicidio (dati elaborati dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, partner del progetto). Con Mirandolina il Teatro Stabile del Veneto afferma ancora una volta la sua vocazione internazionale. Abbiamo lavorato con due eccellenze del teatro europeo, l’Abbey Theatre di Dublino e il Teatro Nazionale Croato di Rijeka, e lo facciamo secondo i principi dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, quelli dell’inclusione, della solidarietà e della cooperazione fra istituzioni culturali europee, fra enti territoriali come dimostrano oggi i due comuni di Treviso e Rijeka qui presenti e fra imprese– ha sottolineato il Presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto -. Mirandolina ci ha permesso di varcare ancora una volta i confini nazionali, di costruire collaborazioni con importanti istituzioni all’estero, come l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, e di rafforzare i nostri legami con l’Irlanda e la Croazia. Grazie al sostegno dei nostri soci e dei nostri partner, abbiamo raggiunto palcoscenici che mai avremmo immaginato qualche anno fa, e insieme anche alle imprese del territorio veneto porteremo Mirandolina a Dublino in occasione dell’inaugurazione della Presidenza Irlandese del Consiglio dell’Unione Europea. Questa è la dimostrazione di come il teatro possa aiutare a costruire un’Europa più equa e più coesa”. “Questa coproduzione della Mirandolina celebra in maniera eccellente la “contaminazione” tra le due culture, italiana e irlandese, che questo Istituto Italiano di Cultura in Dublino in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia sostiene fermamente. Sono molto felice che un’affermata drammaturga irlandese come Marina Carr, che ho avuto il piacere di aver incontrato recentemente, omaggi l’Italia ispirandosi, per un suo lavoro contemporaneo, attuale ed incisivo, ad una figura classica del teatro italiano quale Carlo Goldoni, tramutando la tradizione della commedia in dramma moderno – ha sottolineato Michela Linda Magrì, Direttore Istituto Italiano di Cultura di Dublino -. Al contempo mi preme sottolineare il ruolo concreto e attento del Teatro Stabile del Veneto - nel riconoscere il valore dell’opera della Carr, e la portata di uno dei più rinomati teatri irlandesi quale l’Abbey Theatre di Dublino e - nell’abbracciare il suo fondamentale messaggio, nell’ottica dell’internazionalizzazione e di un significativo impegno sociale dell’arte, che pone le basi sia per un pensiero critico foriero di cambiamenti che per futuri momenti di sinergie culturali e artistiche tra l’Italia e l’Irlanda. che auspico fortemente possano rafforzarsi ulteriormente grazie all’Arte” “Da sempre è riconosciuta alla produzione goldoniana una connotazione universale che annulla i confini ed un’attualità che supera il tempo. Una nuova conferma viene da questo spettacolo: una coproduzione internazionale, ispirata da quella che è forse l’opera più famosa di Goldoni, che attraversa i secoli trattando temi di drammatica quotidianità come la violenza di genere e familiare – ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani -. Un percorso in linea con il messaggio sociale del grande commediografo veneziano che, tra l’altro, intuì l’emancipazione femminile, rendendo protagoniste donne in grado di guidare le dinamiche della comunità. Nel complimentarmi per questa realizzazione artistica, esprimo apprezzamento per l’iniziativa concreta a sostegno dei giovanissimi senza famiglia in seguito a femminicidio che il Centro Veneto Progetti Donna ha organizzato nelle serate degli eventi”. “Mirandolina è un esempio virtuoso di come la cultura sappia costruire ponti tra Paesi, linguaggi e sensibilità diverse, trasformando la produzione artistica in uno spazio di dialogo autentico e contemporaneo. Una coproduzione internazionale di questo livello, che unisce Veneto, Irlanda e Croazia, assume un valore ancora più significativo nell’anno delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, quando sport e cultura condividono la stessa vocazione, quella di parlare al mondo attraverso i valori del confronto e della coesione – ha affermato il Sindaco di Treviso, Mario Conte -. Il teatro diventa così uno strumento capace di affrontare le grandi questioni sociali del nostro tempo, dalla violenza di genere alle fragilità che colpiscono le persone più esposte, traducendo l’eccellenza artistica in un impegno civile concreto. In questo percorso, il Teatro Stabile del Veneto dimostra ancora una volta come la qualità delle scelte artistiche possa andare di pari passo con una visione europea e con una profonda attenzione alla dimensione sociale della cultura”. “È appropriato che tre Paesi con un patrimonio culturale così ricco lavorino insieme durante due eventi enormemente significativi e simbolici, che attireranno l’attenzione internazionale: le Olimpiadi Invernali e il turno di Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea – ha dichiarato Mark O’Brien, Direttore Esecutivo dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda -. Le coproduzioni internazionali come Mirandolina riflettono uno spirito di collaborazione che persiste nonostante il mondo sia fratturato dalle divisioni. Questa coproduzione rappresenta gli ideali di integrazione e unità in Europa, che oggi sono più importanti che mai e devono essere salvaguardati e coltivati.” “Trovo sempre estremamente stimolante lavorare a uno spettacolo insieme ad altre istituzioni teatrali. In questo modo vivo lo spettacolo non solo come rappresentazione, ma come luogo di incontro e di contatto culturale, un mezzo per scoprire un intero ambiente culturale. Così, la nostra Mirandolina, una produzione che collega Venezia, Dublino e Fiume, solleva varie domande. In primo luogo, c’è la questione del rapporto tra Goldoni e il nostro tempo, l’incontro tra il XVIII e il XXI secolo, la facilità con cui i temi del grande drammaturgo italiano si traducono nella nostra modernità rimanendo altrettanto forti e comprensibili per il pubblico di oggi – ha affermato Dubravka Vrgoc, Sovrintendente del Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka -. Poi vi è il tema dell’incontro tra diverse culture, quella irlandese, quella italiana e quella croata, che prenderà forma durante il percorso della nostra Mirandolina. Infine, emerge il tema della solidarietà in tempi di guerra, di disastri ecologici, economici e di molti altri tipi, in un momento in cui il teatro è costretto a interrogarsi sulla propria posizione in circostanze sociali traumatiche. Sono proprio coproduzioni come la Mirandolina di Goldoni, nella riscrittura contemporanea di Marina Carr, a testimoniare la sostenibilità del teatro e la sua necessità di essere quanto più possibile presenti nelle nostre vite oggi”.
Oggi l’arte drammatica è un po’ più povera. Oggi gli attori e le attrici in Italia hanno perso la loro luce più violentemente luminosa, hanno perso un po’ del loro fuoco, del loro desiderio, della loro urgenza. Oggi la “prova” non è più “in atto”. Oggi l’accadimento del teatro non accade. Oggi brancoliamo nel buio, sentiamo la tua voce, Carlo, crudele, che ci saluta da lontano, impietosa come sempre, e come sempre ci sprofonda nell’oblio, lasciandoci inebetiti davanti alla mancanza del tuo furore, e della tua ironia, che ci permetteva di osare oltre la nostra immaginazione, oltre la nostra volontà, oltre le meschine paure umane. Buon viaggio. Noi restiamo qui, orfani, per il tempo che ci è concesso, nel tentativo quotidiano di dar prova di quel furore, di quell’essere estremo che tu sei stato. Ora sei nella Verità, che ti sia di conforto, finalmente. Filippo Dini
Milvia Marigliano si aggiudica la 38ma edizione del Premio Duse. Interprete completa, versatile, dotata di un poderoso bagaglio artistico, Milvia Marigliano è stata nella scorsa stagione zia Leonie nei Parenti Terribili di Jean Cocteau, con la regia di Filippo Dini ed è proprio in questi giorni in sala con La Grazia di Paolo Sorrentino, nei panni di Coco Valori, critica d’arte amica e confidente del Presidente della Repubblica interpretato da Toni Servillo. Milvia Marigliano vince il Premio Duse 2025 per la sua interpretazione in I parenti terribili di Jean Cocteau per la regia di Filippo Dini, produzione Teatro Stabile del Veneto, in cui interpreta da vera trascinatrice il personaggio di zia Leonie. “Impietosa, manipolatrice e insieme comicamente trascinatrice, il suo personaggio è stato il vero motore in una compagnia di pur bravissimi attori”, recita la motivazione della Giuria del Duse, a conferma di “un bagaglio tecnico solido come avevano le attrici di un paio di generazioni fa (nell’82 è stata la miglior diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano), unito a uno spiccato talento e a una personalità forte”, tutte doti che “hanno fatto di Milvia Marigliano un'attrice completa, versatile, sia come caratterista dall’identità straripante quando la scena richiede di esaltare ruoli da comprimaria, sia come protagonista”.
Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale fa propri i valori di rispetto, libertà e parità di genere che ispirano la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 novembre. Partecipare a questa giornata, per un ente culturale com’è il TSV, vuol dire invitare a una riflessione profonda, fatta di ricordo e sensibilizzazione verso un tema che affligge la società. Il compito del teatro deve essere promuovere un cambiamento radicale, attraverso lo strumento più potente che ha disposizione: alzare il sipario. Nell’arco della Stagione 2025/2026, sono quattro gli appuntamenti tra produzioni dello Stabile Veneto e ospitalità che denunciano la violenza sulle donne e si fanno promotori del cambiamento. Al Teatro Maddalene di Padova in questi giorni e fino al 29 novembre va in scena Vestire gli Ignudi di Pirandello, per la regia di Alessandro Businaro e con le attrici della Compagnia Giovani del TSV. Uno spettacolo che attraverso i suoni e il rumore denuncia la violenza di genere, spogliando la narrazione che tende a nasconderla. A febbraio debutta Mirandolina, riscrittura de La locandiera di Goldoni, un progetto realizzato dal TSV con l’Abbey Theatre di Dublino e il Teatro di Rejeka e attesa in tutti i teatri dello Stabile del Veneto. Nella riscrittura di Marina Carr, la protagonista Mirandolina è messa in pericolo da uomini che vorrebbero soggiogarla al loro volere. Sempre a febbraio per la rassegna Fuoriserie, al Teatro Goldoni di Venezia, è atteso Picchiamoci di Arianna Porcelli Safonov. Un incontro a teatro contro la violenza di genere sul genere umano, che mette tutte le carte della violenza sul tavolo. Ultimo appuntamento a Padova il 31 marzo, sempre per la rassegna Fuoriserie con Prima Facie di Suzie Miller, una storia sconvolgente che la Compagnia Finzi Pasca porta sul palcoscenico proponendo una profonda riflessione sulla giustizia e la violenza di genere.
Come anticipato nei giorni scorsi, la nuova configurazione della galleria ha comportato anche una rinumerazione completa dei posti. Di seguito le informazioni sulla nuova numerazione per il pubblico con posti in abbonamento in galleria, suddivisi per turno: → turno A (martedì) → turno B (mercoledì) → turno C (giovedì) → turno D (venerdì) → turno E (sabato) → turno F (domenica) → turno H (sabato) → turno L (domenica) Segnaliamo che in alcuni casi la nuova numerazione potrebbe subire delle modifiche dell'ultimo minuto. A chi è in possesso di uno o più biglietti per gli spettacoli della stagione di prosa verrà assegnato un posto con la stessa visibilità di quello selezionato in fase di acquisto. Troverà direttamente in teatro la sera dello spettacolo le informazioni sul nuovo posto assegnato.
La nuova Stagione 25/26 del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale si apre al Teatro Verdi con la galleria rinnovata, in grado di accogliere un pubblico più numeroso e di soddisfare tutte le sue esigenze. Il primo obbiettivo dell’intervento, reso possibile dal significativo contributo della Fondazione Cariparo, è stato l’aumento delle sedute: alla chiusura del cantiere i posti a sedere sono aumentati del 44%, passando da 118 ai 170 attuali. Allo stesso tempo è migliorata la qualità dei posti, con sedute più confortevoli e realizzate con materiali sostenibili e certificati, e con una migliore visuale sul palcoscenico: i posti a piena visibilità sono ora 110, ben 36 in più rispetto a prima dei lavori. Non si tratta solo di ampliare il bacino di pubblico, ma di riuscire a rispondere a ogni sua esigenza: il Teatro Stabile del Veneto, da tempo impegnato nella strada della sostenibilità, vuole che le sue porte siano aperte a tutta la comunità, anche a chi ha minori opportunità economiche e sociali. E la nuova galleria risponde a tutto questo, tramite tre fasce di prezzo che danno la possibilità a chiunque di assistere agli spettacoli. Un teatro per tutti, in termini di accessibilità, con ulteriori due posti per le persone con disabilità o con ridotte capacità motorie in galleria, precedentemente inibita alle carrozzine. I lavori della galleria, appaltati dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto, si sono svolti in appena due mesi: con il via libera arrivato il 22 luglio 2025 dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, è stato possibile avviare i cantieri il 25 agosto. I lavori si sono conclusi il 17 ottobre, senza alcuna interruzione grazie anche a maestranze altamente qualificate. Il progetto è firmato dall’Ing Domenica Raulli che ha svolto anche la direzione lavori. Per le nuove poltroncine e la tribuna a gradoni il TSV si è affidato a due aziende che portano il “made in Italy” in tutto il mondo: la vicentina Ares Line Spa per le nuove sedute e la milanese Mason Srl per la tribuna. La ditta padovana Franco Costruzioni Srl ha eseguito i lavori di demolizioni e opere e Tessilcasa srl ha fornito ed installato la nuova moquette. Sono state inoltre sostituite le 100 lampadine alogene che illuminavano la vecchia tribuna e installata una nuova illuminazione a led. L’intero intervento in galleria è costato 348.000 euro di cui 295.000 coperti dalla Fondazione Cariparo ed il rimanente dal Teatro Stabile del Veneto. L’intervento rientra in un progetto più ampio – a cui Fondazione Cariparo, nel 2022, ha contribuito con ulteriori 500.000 euro - che le due istituzioni stanno portando avanti per rendere il Teatro sempre più strumento di Prevenzione e Benessere individuale per tutta la cittadinanza. Fanno parte del progetto numerose iniziative con le scuole superiori di Padova, la realizzazione di una produzione teatrale nel 2026 sui temi della salute mentale dedicata a giovani artisti fra i 18 e i 25 anni e l’attivazione per la stagione 2026/2027 di un servizio di babysitting durante gli spettacoli in stagione, per venire incontro alle esigenze dei giovani genitori.
Il Teatro Stabile del Veneto prosegue il proprio percorso verso una maggiore sostenibilità ambientale e trasformazione digitale, con l'obiettivo di essere un ente sempre più responsabile e al passo con i tempi. Per limitare il consumo di carta quest'anno si è scelto non solo di ridurre ulteriormente il numero di libretti stampati, che verranno distribuiti agli abbonati che ne hanno fatto richiesta, ma anche di realizzare in formato digitale i materiali di sala. Il pubblico potrà consultare e scaricare gratuitamente sui propri dispositivi i libretti di sala direttamente dalla pagina dello spettacolo presente sul sito teatrostabileveneto.it oppure inquadrando i QR-code che verranno esposti in teatro. Una versione sintetica dei materiali di sala sarà inoltre consultabile sui pannelli informativi presenti negli spazi dei teatri. Piccoli passi concreti nel cammino verso un teatro che guarda al futuro, riducendo l'impatto ambientale senza rinunciare alla qualità dell'esperienza culturale.
Sviluppare la parte di programmazione dedicata ad artisti, nazionali ed internazionali, emergenti e costruire nuovi linguaggi per dare ancora più voce ad una nuova generazione di attori, registi e compagnie favorendo il ricambio generazionale nel teatro. Questa la richiesta del Ministero della Cultura che con il D.M. 463 del 23 dicembre 2024 chiede ai sei Teatri Nazionali di prevedere la nomina di un Direttore artistico junior che non abbia più di 35 anni. Il Teatro Stabile del Veneto è il primo a rispondere a questa richiesta: il Consiglio di amministrazione ha deliberato la nomina di Alessandro Businaro, giovane regista e attore padovano, al ruolo di Direttore artistico junior. Businaro è stato scelto dopo una selezione che ha visto 5 artisti confrontarsi in questi mesi con la struttura del TSV – Teatro Nazionale: la scelta è ricaduta su Businaro sia per la sua visione innovativa e la capacità di sfidare e superare le convenzioni teatrali grazie a un approccio più vicino ai nuovi linguaggi contemporanei e alle nuove generazioni, sia per il suo lavoro con le comunità del territorio. Businaro vanta esperienze non solo locali, ma nazionali ed europee avendo collaborato negli ultimi anni con compagnie soprattutto francesi. L’inclinazione del regista a valicare i confini regionali e nazionali ben si sposa con la vocazione sempre più internazionale del Teatro Stabile del Veneto. Businaro darà quindi il suo contributo nel percorso già intrapreso dallo Stabile nel perseguire gli obbiettivi dell’Agenda 2030 quali l’accessibilità, la sostenibilità, il rinnovamento del pubblico e l’attenzione verso i giovani artisti. “Casa artistica” del Direttore junior sarà il Teatro Maddalene, da tempo la sede deputata dal TSV- Teatro Nazionale alle nuove drammaturgie e alla costruzione di forme teatrali innovative, che da quest’anno avrà - in aggiunta ai format già presenti da anni nella programmazione del TSV - un’intera stagione dedicata. Proprio sul palco delle Maddalene Businaro porterà a novembre il suo nuovo progetto Vestire gli Ignudi, realizzato con gli attori e attrici della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto. La regia di Businaro parte dal testo di Luigi Pirandello, ma ne amplia gli orizzonti verso temi che toccano le nuove generazioni come la pervasività dei mezzi di comunicazione di massa nella definizione della propria identità, il voyeurismo morboso della società contemporanea, il potente e crudele ritratto dei rapporti di genere. Il debutto di Vestire gli Ignudi è fissato per il 12 novembre con la prima matinée per le scuole superiori (dal 12 al 29 novembre alle 10.30); sono previste anche tre recite serali aperte a tutti: il 15, 22 e 29 novembre alle 19.30. L’attenzione verso la formazione dei giovani e il pubblico delle scuole porta il Direttore artistico junior a lavorare a stretto contatto con le due aree dello Stabile maggiormente vocate all’audience development e audience engagement: l’area Education e Public Engangement e l’area Sviluppo Artistico e Formazione. Alessandro Businaro in qualità di Direttore junior completa e si inserisce in un percorso di governance virtuosa dello Stabile del Veneto che è stato precursore – seguendo la linea indicata dal Ministero della Cultura – nella separazione delle funzioni all’interno della Fondazione: la direzione generale di Claudia Marcolin, la direzione artistica di Filippo Dini e la direzione dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni di Carlo Mangolini. “Ringrazio enormemente il Teatro Stabile del Veneto ed il suo CdA per avermi cercato e ascoltato in questi mesi e per avermi affidato un incarico così importante. Ringrazio oltretutto per aver abbracciato l’idea che l’espressione junior potesse non designare un ruolo assistenziale, ma bensì un ruolo attivo per alcune zone specifiche – commenta il Direttore artistico junior Alessandro Businaro –. La prima è l’attenzione verso la nuova scena e le nuove voci, favorendo la relazione tra le giovani generazioni e l’implementazione di un lavoro già presente con gli uffici del TSV e le attività dell’Accademia Teatrale. La seconda è il rapporto con il territorio, con le scuole e con le università. Il mio impegno sarà quello di dare vita a processi di creazione plurali che rendano le città di Padova, Treviso e Venezia luoghi sempre più di dialogo trasversale tra comunità e generazioni diverse”.
Nella cornice del Teatro Cortesi il presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto, è stato insignito del Premio Franco Enriquez, giunto quest’anno alla sua XXI edizione. A motivare il riconoscimento è la trasformazione, sotto la presidenza di Beltotto, del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale da una realtà regionale e nazionale in una istituzione di livello europeo. Un successo confermato dalla crescita, nel corso delle ultime stagioni, di pubblico e biglietti ottenuta grazie a una proposta artistica e culturale di qualità unita a politiche di sostenibilità, inclusione sociale e accessibilità. Da parte della giuria una nota di merito va, inoltre, all’accresciuta leadership territoriale del TSV in virtù di collaborazioni strette con prestigiose realtà teatrali del Nord-Est oltre che con i Comuni di Verona e Vicenza e alle amministrazioni di Padova, Venezia e Treviso, già membri fondatori dello Stabile del Veneto. Un plauso anche per l’impegno nella formazione dei giovani artisti con il progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione. Con il presidente Beltotto sono stati premiati molti protagonisti del teatro italiano, tra i quali il direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, Claudio Longhi “per avere dirottato la Storia del Piccolo Teatro, Teatro d'Europa, da un Teatro di Regia a un Teatro dalle molteplici traiettorie, non solo europee, ma internazionali”; premio migliore attore e migliore attrice a Elio De Capitani per il suo Re Lear e a Paola Minaccioni per Elena la matta; Giacomo Poretti e Anna Teresa Rossini hanno ricevuto il premio per la Carriera; la Compagnia Kepler-452 è stata premiata per l’impegno sociale e civile. “Sono grato per l’assegnazione di un Premio teatrale così prestigioso che riconosce il lavoro di questi anni svolto da tutta la Comunità del teatro veneto – dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione TSV – Teatro Nazionale –. Abbiamo cercato di essere degni di una tradizione secolare che da Carlo Goldoni in poi aveva reso le nostre Città un faro dell’Europa culturale. In parte ci siamo riusciti, ma la strada è ancora lunga e i campanilismi radicati. Il futuro è alle nostre spalle e ci spinge a cercare un nuovo pubblico, nuovi linguaggi e una rinnovata spinta verso quel teatro europeo che è nel DNA di questa Fondazione. La strada giusta è una sola e noi ci siamo.” Il Centro Studi Franco Enriquez, da alcuni anni dedica la sua attenzione ai personaggi e agli avvenimenti che in ogni stagione si mettono in rilievo, unendo alle qualità artistiche l’impegno civile, specifica connotazione del regista al cui nome sono intitolati i premi e di cui quest'anno ricorre il quarantacinquesimo dalla scomparsa. La motivazione del premio: La Giuria del Premio Franco Enriquez ha riconosciuto a Giampiero Beltotto, come presidente del Teatro Stabile Del Veneto, la capacità di avere trasformato una realtà regionale e nazionale in una realtà sempre più europea, con risultati stupefacenti, sia a livello artistico che imprenditoriale, i cui effetti eccellenti sono evidenti nelle ultime stagioni, grazie a una crescita esponenziale del pubblico e degli incassi, consentendo anche una più agevole fruizione degli spettacoli a cittadini colpiti da disabilità e provenienti da contesti sociali più difficili. Oltre che programmare i teatri di Venezia, Padova, Treviso, Giampiero Beltotto ha siglato accordi con i Comuni di Vicenza e Verona, con produzioni ad hoc, per il Ciclo dei Classici, al Teatro Olimpico e per L’Estate Teatrale Veronese, al Teatro Romano, luoghi frequentati da Enriquez durante la sua attività di regista. È, inoltre, riuscito a proiettare il palcoscenico del Goldoni verso un percorso internazionale, co-producendo con importati teatri europei, anche in vista delle Cerimonie Olimpiche di Milano Cortina 2026. Ha sempre auspicato, per i Teatri del Nord –Est, iniziative di carattere unitario, per puntare il più possibile, alla internazionalità. Sta, inoltre, immaginando un percorso di realtà virtuale, grazie all’apporto di nuove tecnologie. Il suo programma è, soprattutto, quello di continuare a sostenere i giovani artisti emergenti. Un simile impegno è visibile nel progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione, con la formazione di giovani attori e tecnici a Venezia e a Padova.
Titizé – A Venetian Dream continua per tutta l’estate a stupire il pubblico del Teatro Goldoni raccontando Venezia con acrobazie, danze, virtuosismi funambolici e giocoleria. Mentre le repliche si susseguono ogni sera dal mercoledì alla domenica alle 19.00, per stupire ancor di più si dà la possibilità allo spettatore di salire sul palcoscenico: virtualmente, indossando un visore. Sono otto i visori di realtà aumentata voluti dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e presentati oggi, 29 luglio, al punto IAT di Vela. Indossando i visori si entra nel vivo delle acrobazie e si diventa protagonisti dello spettacolo ufficiale della città di Venezia, prodotto dal TSV con la Compagnia Finzi Pasca in partnership con Gli Ipocriti di Melina Balsamo. Il video a realtà aumentata di Titizé prodotto dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale è stato registrato con sistemi di ripresa all’avanguardia composti da multicamere da circa 30 obbiettivi, che riprendendo da più angolazioni hanno creato una visione stereoscopica e tridimensionale dei quadri che compongono la magia di Titizé. Anche gli artisti della Compagnia Finzi Pasca sono stati coinvolti: hanno indossato bodycam e videocamere fissate su caschetti e corpetti per riprendere lo spettacolo dal punto di vista di chi realizza le acrobazie. Il risultato è un’esperienza soggettiva a 360 gradi con una visuale dinamica in prima persona. Sembra cioè di essere parte attiva dello spettacolo, di trovarsi sul palcoscenico stando con i piedi stabili a terra. La tecnologia utilizzata dai visori ha una risoluzione di 8K in ultra alta definizione, molto all’avanguardia rispetto alle soluzioni in mercato. Partner tecnologico del TSV per questa iniziativa è Impersive Srl. Gli otto visori saranno messi a disposizione di cittadini e turisti in più punti della città e della provincia di Venezia dove resteranno a disposizione per tutto il periodo in cui Titizé resta in cartellone al Goldoni: fino al 3 agosto e poi dal 20 agosto fino al 21 settembre. Due visori saranno nei punti IAT di Vela, altri due saranno disponibili al Teatro Goldoni, due saranno portati nei camping Marina di Venezia e Union Lido Mare a Cavallino Treporti e uno si troverà a McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet. Ma la magia non finisce qui: quello di Titizé è il primo momento di un progetto di innovazione appositamente pensato dal TSV – Teatro Nazionale per il Teatro Goldoni, in autunno sarà disponibile un altro video di realtà aumentata interamente incentrato sul Goldoni, rivolto a quanti vorrebbero scoprire il teatro. Il palcoscenico moderno più antico ancora in attività, nonostante i suoi 400 anni di storia, si attesta così tra i teatri più attenti alle ultime frontiere dell’innovazione tecnologica. “Un'iniziativa culturale in cui si fondono arte, tradizione e innovazione tecnologica, offrendo uno sguardo inedito sul mondo del teatro – ha commentato l'assessore al Turismo del Comune di Venezia, Simone Venturini - Questi visori non ci regaleranno solo un 'effetto wow' ma, grazie alla realtà aumentata, supereranno la semplice narrazione scenica di uno spettacolo che, già di per sé, mescola linguaggi e generi, tra commedia dell'arte, musica, danza e acrobazia. Una rappresentazione che ci riguarda tutti, che racconta il nostro territorio, il nostro essere veneziani. Questi visori ci permetteranno quindi di osservare le nostre vite e le nostre identità da prospettive inedite, arricchendole di significato come solo l'arte sa fare. “Il Teatro Stabile del Veneto si attesta tra i teatri nazionali più attenti alle ultime frontiere dell’innovazione tecnologica. Abbiamo scelto di sperimentare la realtà aumentata nel teatro moderno più antico ancora in attività in Italia, il Goldoni – ha affermato Claudia Marcolin, Direttore Generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto -. I visori con le immagini di Titizé sono un importante passo in un percorso di digitalizzazione che abbiamo intrapreso e a breve verrà realizzato un nuovo video, sempre in realtà aumentata, dedicato alla storia di questo teatro usufruibile da chiunque lo voglia visitare. Attraverso l'innovazione vogliamo raggiungere un pubblico che forse mai si avvicinerebbe ad un teatro così antico, così come stiamo sperimentando soluzioni digitali all'interno dell'Accademia Teatrale dove giovani attrici e attori sperimentano device digitali e riflettono sull'uso del digitale in scena e fuori scena, valorizzando le relazioni che ne possono nascere durante le restituzioni al pubblico. Insomma, non ci basta una storia prestigiosa: crediamo in un sistema teatrale e culturale che non si adagia sul presente e sul passato, ma coglie le sfide poste dal futuro e dialoga con il settore scientifico-tecnologico, solo apparentemente lontano dal teatro”. “Vela con la piattaforma Venezia Unica e con la propria rete sul territorio di punti IAT - ha dichiarato Fabrizio D’Oria Direttore Operativo di Vela S.p.A. - è partner del progetto di offerta di spettacolo di qualità e continuativa del Teatro Goldoni con Titizé. I visori, che saranno disponibili negli IAT di San Marco e della Stazione, non solo faciliteranno il dialogo sull’offerta culturale della città ma accoglieranno i visitatori con nuovi device in grado di raccontare in anteprima lo spettacolo con una tecnica unica, immersiva a 369 gradi”.
“Ogni storia ha il suo inizio”, recita il titolo della Stagione 25/26. E con la conferma della qualifica fra i sei Teatri Nazionali per la Fondazione Teatro Stabile del Veneto l’inizio di questo nuovo triennio si presenta già pieno di soddisfazioni. Sono uscite ieri sera, lunedì 30 giugno, le valutazioni dalla Commissione Consultiva per il Teatro del Ministero della Cultura: il Teatro Stabile del Veneto si posiziona al quarto posto assoluto tra i Teatri Nazionali, dopo lo Stabile di Torino, la Fondazione di Roma e il Teatro di Napoli. Il riconoscimento, riguardante la qualità artistica dei progetti triennali 2025-2027 e dei programmi annuali 2025 dei Teatri Nazionali, per il TSV premia la continuità del nuovo progetto con il triennio appena concluso e apre a nuove responsabilità. “Accogliamo questa notizia con soddisfazione. Per la nostra Fondazione si tratta di una conferma della qualità del lavoro svolto fino ad oggi con cui il nuovo progetto triennale presentato dagli uffici si pone in continuità – dichiara il presidente della Fondazione TSV – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto –. Un premio che ci gratifica tutti, dal Consiglio di Amministrazione alla direzione artistica e a quella generale, fino alle maestranze che operano dentro e fuori dal palcoscenico e ai nostri allievi e allieve della scuola di teatro. Un premio che ci chiama anche a nuove e maggiori responsabilità nei confronti del sistema teatrale regionale, nazionale ed europeo. Il ranking stilato dalla Commissione, in attesa di altri indicatori su cui il TSV si è sempre distinto, ci vede in quarta posizione tra i sei teatri nazionali, ma a un solo punto di distanza dal secondo classificato e a mezzo punto dal terzo. Trovarci così vicini a due grandi teatri come sono quello di Roma e di Napoli per noi non è altro che un’ulteriore messa alla prova. Un ringraziamento doveroso va a tutti i nostri soci e in particolare alla Regione del Veneto con il presidente Luca Zaia, senza la cui fiducia tre anni fa non saremmo andati molto lontano.” L’assessore alla Cultura della Regione del Veneto Cristiano Corazzari ha dal canto suo manifestato “grande soddisfazione da tutto il territorio che deriva anche dal fatto che la Regione tre anni fa ha deciso di investire ulteriormente sul Teatro Stabile del Veneto. Investimento pienamente ripagato”. La classifica del MiC riguarda per ora la qualità artistica dei progetti triennali 2025-2027 e dei programmi annuali 2025 e si fonda sulla valutazione di differenti aspetti che spaziano dalla qualità della direzione artistica alla qualità professionale del personale artistico impegnato, facendo riferimento anche ad autori under 40 anni e giovani artisti con meno di 35 anni. Ma ad aver garantito al TSV una conferma tra i migliori Teatri Nazionali, con una valutazione complessiva di 28.5 su 35 punti, è stato il riconoscimento dell’eccellenza in categorie come il prestigio delle compagnie e la qualità artistica degli spettacoli ospitati, le azioni di ricerca, educazione, fidelizzazione e sviluppo dei pubblici esistenti e potenziali, la continuità e l’affidabilità gestionale e la partecipazione a reti nazionali e internazionali anche con progetti europei.
Firmato l’accordo di sponsorizzazione con cui BCC Veneta rinnova il suo impegno verso la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale per tutto il triennio 25/27. La Banca di Credito Cooperativo aumenta lo sforzo finanziario nei confronti del TSV – Teatro Nazionale con il fine di sostenere le attività culturali ed artistiche promosse dalla Fondazione nelle sedi di Padova (Teatro Verdi), Venezia (Teatro Goldoni) e Treviso (Teatro Del Monaco). BCC Veneta ha voluto rinnovare l’accordo, siglato in precedenza per il triennio 2022-2024, e sposare le attività del TSV con particolare attenzione ai progetti in tema di sostenibilità e inclusione. “Il supporto di partner privati e fortemente radicati nel Veneto è elemento imprescindibile della crescita del nostro teatro – dichiara il Presidente del TSV Giampiero Beltotto. “Ringraziamo la BCC Veneta che ha scelto di accompagnarci dal 2022 e che ha ulteriormente incrementato la sua fiducia per i prossimi tre anni, premiando il lavoro che stiamo facendo. Confrontarci con partner privati come la BCC Veneta ci permette di sviluppare con più convinzione quelle progettualità dedicate al territorio e finalizzate a far crescere la nostra filiera. «Il nostro impegno a sostegno della cultura e dell’arte rimane tra gli obiettivi principali della nostra azione sul territorio – commenta Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta. – Il rinnovo dell’accordo consentirà di promuovere i progetti del Teatro Stabile del Veneto, con un grande valore aggiunto per la nostra base sociale, per il territorio e per le comunità. Da questo presupposto continuiamo ad essere a fianco di TSV in un percorso di indiscussa qualità artistica che si intreccia alle iniziative di sostenibilità e inclusione sociale. Non mancherà, inoltre, una particolare attenzione da parte della BCC Veneta nei confronti delle attività che lo Stabile del Veneto realizzerà in collaborazione con il Comune di Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese e con il Comune di Vicenza in occasione della rassegna Ciclo degli Olimpici. BCC Veneta è la Banca di credito cooperativo orientata ai principi ispiratori di mutualità e localismo e da sempre attenta anche alla promozione dei propri servizi in relazione ad eventi culturali e sociali situati nel territorio veneto. È presente in 255 comuni con 94 filiali. Quasi tutte le risorse finanziarie raccolte sono impiegate negli stessi luoghi dove vengono create, per sostenere lo sviluppo di lungo periodo. Forte è l’attenzione alla sostenibilità: un particolare impegno finanziario è volto ai progetti che sviluppano il modello dell’economia circolare e l’energia consumata proviene per l’88% da fonti rinnovabili, riducendo del 53% le emissioni di gas serra rispetto al 2020. La Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale è uno dei sette teatri nazionali di produzione teatrale ad iniziativa pubblica. È caratterizzato per le particolari finalità artistiche, culturali e sociali della sua attività volte alla diffusione della cultura teatrale presso il pubblico di ogni età e fascia sociale; è stato costituito dai soci fondatori Regione del Veneto, Comuni di Venezia e di Padova, oltre che da ulteriori soci aderenti e sostenitori.