Il Corso di Formazione per Formatori Teatrali si propone di colmare un vuoto formativo relativo alla propedeutica teatrale nella scuola superiore, rinforzando il circolo virtuoso avviato dal Modello TeSeO. Pur mantenendo attenzione alle vocazioni personali degli studenti verso le professioni dello spettacolo dal vivo, il teatro diventa strumento per raggiungere obiettivi legati alla crescita personale, tra cui lo sviluppo di soft skills, lo stimolo di intelligenze diverse (creativa, sociale, emotiva), competenze comunicative verbali e extra-verbali, la consapevolezza del linguaggio corporeo. Accanto a questi obiettivi formativi vi è poi il raggiungimento di competenze teatrali più strettamente intese. I curriculum di studi di scuole e accademie teatrali non forniscono agli studenti e allievi attori conoscenze per affrontare la gestione di un gruppo, e la progettazione di percorsi adeguati a soggetti non professionisti e in età evolutiva. Il corso di propone di sopperire a questa mancanza, ponendosi l’obiettivo di fornire a questi professionisti teatrali degli strumenti e delle conoscenze per rendere il proprio lavoro di educatori teatrali più efficace, consapevole, e rispettoso dei bisogni dei diversi utenti che avranno di fronte. Candidature entro lunedì 23 giugno 2025 ore 12.00 → Scarica il bando
Dall’esperienza migratoria alla disabilità, fino all’identità di genere e all’emarginazione sociale. Sono questi i contesti da cui provengono i giovani artisti emergenti selezionati per il progetto internazionale Creative Europe UAD - Universal Art Design, un bando rivolto a under 35 per la realizzazione di nuovi progetti di produzione capaci di raccontare le diversità attraverso il teatro. Alla chiusura del bando i progetti candidati sono stati 28, tutti vagliati dalla commissione internazionale appositamente riunita, che ha scelto i tre che meglio hanno saputo declinare l’intento di raccontare la diversità e l’emarginazione attraverso la drammaturgia teatrale. Ciascuna delle tre formazioni artistiche selezionate è composta 4 persone, per un totale di 12 artisti e artiste, che avranno la possibilità di svolgere un periodo di workshop di 9 giorni in Polonia, a Toruń dal 1° al 12 giugno 2025, 3 giorni in Serbia, a Novi Sad dal 8 al 10 luglio, e infine 21 giorni di residenza artistica a Padova tra l’8 settembre e il 2 novembre 2025. Alla fine, una giuria internazionale nominerà due dei tre progetti selezionati in Italia, che assieme alle proposte scelte negli altri paesi potranno portare il proprio progetto sul palco del Teatro Maddalene nel febbraio del 2026 in occasione della rassegna dedicata all’Universal Art Design. I tre progetti scelti sono stati selezionati per la loro potenzialità del dar voce alla proposta del bando: il primo è To Be Young, Gifted and Black, proposto da Laura Amponsah, Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana, Matar Diouf e Val Wandja, tutti artisti con background migratorio. Un progetto che coniuga ricerca poetica, urgenza politica e sperimentazione scenica, dando voce a soggettività spesso escluse dalla narrazione culturale. A distinguere la proposta è la cura verso l’accessibilità sensoriale e linguistica, l’ibridazione di linguaggi performativi e l’intento di coinvolgere pubblici non convenzionali. Durante la residenza si cercherà di approfondire e affinare il lavoro testuale, teorico ed estetico, facendo emergere la carica intersezionale e decoloniale del testo. La formazione artistica composta da Giacomo AG, Yele Canali Ferrari, Federica Lorenzoni e Luce Sant’Ambrogio è stata selezionata per il progetto Un altro nome – Chiamarci Giulietta e Romeo. Una proposta artistica che ridefinisce i codici della rappresentazione teatrale attraverso una prospettiva incarnata transgender. La proposta si distingue per l’approccio originale alla riscrittura di Romeo e Giulietta, trasformando il testo in un atto di affermazione identitaria e di disobbedienza poetica. Un contributo significativo al percorso di apertura, inclusione e innovazione del linguaggio teatrale. Ultimo progetto selezionato è Per favore, non Riccardo III, presentato da Alessandra Curia, Giammarco Pignatiello, Benedetta Pigoni, Cristian Viscione. La proposta interroga le dinamiche di rappresentazione, visibilità e accessibilità nel contesto teatrale contemporaneo. Al centro della scena c’è un performer con disabilità, la cui presenza ridefinisce l’architettura dello spazio teatrale e la relazione con il pubblico. Il progetto si distingue anche per l’impianto drammaturgico, che intreccia teatro di figura, stand-up comedy e linguaggi visivi e sonori, e per la forza poetico-politica con cui afferma il diritto alla scena come spazio di autodeterminazione. Il progetto Creative Europe UAD vuole sviluppare un modello che applichi la filosofia dell’universal design – che ha origine nell’architettura e prevede la progettazione di prodotti e ambienti accessibili a tutti - al settore delle arti performative. Questo per aprire a nuove possibilità creative e incentivare uno spazio artistico più inclusivo. Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale partecipa al progetto Creative Europe UAD in collaborazione con WOAK Regional Cultural Animation Center in Torun (Polonia) e Kulturanova (Serbia). A comporre la commissione internazionale, che ha valutato e selezionato i 28 progetti candidati, Carlo Mangolini, responsabile dell’Area sviluppo artistico e formazione del TSV-Teatro Nazionale; Chiara Coltri, rappresentante dell’Area Education e Public Engagement del TSV – Teatro Nazionale; Katarzyna Pągowska, project manager di UAD e Vice direttrice responsabile dei contenuti di WOAK; Katarzyna Peplinska-Pietrzak, Jelena Božić, communication manager di Kulturanova; Milan Vračar, presidente di Kulturanova.
Il Teatro Argentina ha ospitato ieri la seduta pubblica della giuria di esperti che ha decretato le candidature finaliste per l’edizione 2025 del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, il riconoscimento teatrale ideato nel 2002 dal regista Luca De Fusco e dal giornalista Maurizio Giammusso, per il secondo anno promosso e organizzato dalla Fondazione Teatro di Roma con il Patrocinio dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). Sotto la guida del presidente Gianni Letta, una qualificata giuria di professionisti ha selezionato le terne finaliste nelle 13 categorie del Premio, svelando un panorama di eccellenza che testimonia la vivacità e la qualità della scena teatrale italiana nella stagione che si avvia a conclusione. Il Premio Le Maschere del Teatro Italiano si conferma un appuntamento importante per celebrare la ricchezza e la diversità delle espressioni performative e della creatività artistica, un riconoscimento che nasce dal dialogo tra artisti, critici e professionisti del settore. Le terne finaliste saranno ora sottoposte al giudizio di una vasta assemblea di oltre 1000 professionisti del teatro, che attraverso un sistema di votazione elettronica anonimo decreteranno i vincitori. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 12 settembre ore 20 sul palco del Teatro Argentina con trasmissione in diretta/differita su Rai Uno. Di seguito le terne finaliste selezionate per l’edizione 2025 del Premio Le Maschere del Teatro Italiano. Tra i candidati anche I parenti terribili, la co-produzione della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, la Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e il Teatro Stabile di Bolzano, che è anche la prima regia che Dini firma per il TSV, di cui è il nuovo direttore artistico. Miglior spettacolo di prosa A place of safety, ideazione Kepler-452 regia e drammaturgia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi Re Lear, regia di Gabriele Lavia Capitolo Due, regia di Massimiliano Civica Miglior regia Roberto Andò per Sarabanda Gabriele Lavia per Re Lear Carlo Sciaccaluga per Equus Miglior attore protagonista Valerio Binasco per Cose che so essere vere Lino Guanciale per Ho paura torero Alessandro Averone per Crisi di nervi Migliore attrice protagonista Giuliana De Sio per Cose che so essere vere Federica Di Martino per Lungo viaggio verso la notte Milvia Marigliano per I parenti terribili Miglior attore non protagonista Francesco Biscione per Guerra e pace Luca Lazzareschi per Re Lear Elia Shilton per Sarabanda Migliore attrice non protagonista Viola Graziosi per Il caso Kaufmann Sara Putignano per Ho paura torero Silvia Siravo per Re Lear Miglior attore/attrice emergente Giovanni Drago per Cose che so essere vere Mersila Sokoli per Guerra e pace Caterina Tieghi per Sarabanda Miglior interprete di monologo Davide Enia per Autoritratto Fabrizio Gifuni per I fantasmi della nostra storia Valentina Picello per Anna Cappelli Miglior scenografo Alessandro Camera per Re Lear Gianni Carluccio per Sarabanda Gregorio Zurla per Il Golem Miglior costumista Gianluca Sbicca per Ho paura torero Andrea Viotti per Re Lear Katarina Vukcevic per I parenti terribili Migliori musiche Massimo Cordovani per I parenti terribili Alessandro Ferroni per Uccellini Pasquale Scialò per Sarabanda Migliore autore di novità italiana Kepler-452 per A place of safety Dino Lopardo per Affogo Davide Sacco per Il medico dei maiali Migliori luci Gianni Carluccio per Sarabanda Gigi Saccomandi per Guerra e pace Gianni Staropoli per Il Golem
In ottemperanza ai cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, Oltre la Scena, cartellone di eventi dedicati alla stagione di opera e concerti del Teatro Comunale Mario Del Monaco ha deciso di sospendere- di comune accordo con la Direzione Artistica e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso - la serata evento dedicata ai cinquant'anni dalla scomparsa di Toti Dal Monte. L’evento verrà ricalendarizzato in data da destinarsi.
La Fondazione Teatro Stabile del Veneto è alla ricerca di un/a Macchinista Teatrale con competenze complete nell'ambito tecnico-scenico. La figura dovrà occuparsi del montaggio e smontaggio di scenografie ed elementi scenici sia nel palcoscenico che in altri spazi, anche esterni, utilizzati dalla Fondazione. Il candidato sarà responsabile delle lavorazioni in graticcio, gestendo la rocchettiera, realizzando varie tipologie di tiri e utilizzando corde teatrali e apparecchiature specialistiche come motori con paranco a catena. Dovrà inoltre padroneggiare i sistemi anticaduta e di recupero degli infortunati. Durante spettacoli e prove, si occuperà della movimentazione delle scene e della preparazione delle strutture portanti come americane in alluminio, stangoni e staffe. Il ruolo comprende anche la manutenzione degli elementi di scena, piccoli interventi all'interno del teatro e lavori di falegnameria necessari per migliorare la funzionalità del materiale scenico o costruire nuovi elementi. La posizione prevede il supporto agli allestimenti scenici e alle attività dell'Accademia Teatrale, oltre alle operazioni di carico, scarico e stoccaggio dei materiali in magazzino. Infine, il candidato dovrà occuparsi della pulizia e del riordino degli spazi di lavoro, nonché di piccoli interventi di manutenzione ordinaria e ripristino delle strutture teatrali sotto la supervisione del referente TSV. Candidature entro il 30 maggio 2025 → Scarica il bando
Torna anche quest'anno il Corso di specializzazione in Recitazione Cinematografica, percorso di studio ideato da Nicoletta Maragno, che ha lo scopo di fornire strategie tecnico-espressive per potersi avvicinare al mondo del cinema e dell’audiovisivo in generale e di far conoscere e sperimentare ad attori di formazione teatrale le regole della recitazione cinematografica, rendendoli consapevoli delle differenze che esistono fra questa e la recitazione teatrale, e in grado di padroneggiare il rapporto con la macchina da presa. Un percorso in cui i partecipanti saranno guidati ad apprendere strumenti utili per affrontare varie situazioni davanti a una macchina da presa (un provino video, uno spot o la recitazione di scene in un film); è previsto un totale di 200 ore di lezione con la realizzazione di un mediometraggio finale. Le attività, suddivise in 8 moduli, si svolgeranno tra il 26 Maggio e il 2 Luglio 2025 presso Camplus Venezia Santa Marta. Il corso sarà sviluppato su due livelli che si intrecciano fra di loro: un livello teorico e un livello pratico di sperimentazione dell’attore di fronte ad una macchina da presa. Si tratta di un percorso garantito dall’esperienza di insegnanti che da anni si cimentano sui set italiani nella direzione di attori o nell’applicazione di tecniche di immedesimazione mutuate dal metodo Stanislavskij e dalla scuola di Giorgio Strehler. Vuoi saperne di più? Scarica il bando e ricorda che il termine per l'invio delle candidature è il 14 maggio 2025.
Il filò contadino, l’antica usanza dei territori rurali, diventa tema d’ispirazione per un progetto teatrale rivolto alle compagnie professionali del Veneto. Questo pomeriggio il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale assieme al Comune di Verona, al Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e Coldiretti Veneto hanno presentato al Teatro Camploy di Verona il bando Far Filò: Storie della Terra e del Cielo, un progetto speciale per celebrare le radici rurali indagando allo stesso tempo temi cruciali del presente come la sostenibilità ambientale. «Il teatro è il palcoscenico e il palcoscenico siete voi. Per il terzo anno consecutivo ci rivolgiamo alle compagnie teatrali venete con un bando apposito. L’abbiamo già fatto per i 400 anni del Teatro Goldoni e per il centenario della Duse. Quest’anno siamo partiti da una semplice considerazione: il teatro nasce dalla terra, come tutta la nostra civiltà. Da qui abbiamo condiviso una riflessione con Coldiretti per dedicare il bando al teatro della Terra, al Filò contadino – dichiara Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto –. Un percorso che culminerà nel 2026, per celebrare il teatro di Ruzante. Per questa presentazione abbiamo scelto Verona perché è la città del teatro e per noi lavorare con l’amministrazione scaligera è un privilegio, specialmente quando sindaco e assessore alla cultura dimostrano interesse. In tutto ciò è indispensabile la presenza di Arteven con cui condividiamo molti progetti. Dobbiamo lavorare insieme, Teatro Stabile e compagnie, sempre a partire dal pubblico, che rimane il vero padrone del teatro». “Coldiretti e il TSV ormai da inizio 2024 hanno iniziato una proficua collaborazione con l’obiettivo di portare l’agricoltura a teatro e viceversa. “Coltivare teatro” è un passo in più in questa direzione e ringrazio il Presidente Beltotto per averci proposto questo progetto – dichiara Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto –. Un’idea coraggiosa che ci permette di dare voce e scena al racconto rurale. Da sempre Coldiretti promuove un’agricoltura che non è solo mera produzione di cibo, ma cultura, storia e identità. I campi non sono mai stati semplici luoghi di produzione, ma veri e propri spazi dove si tramandano saperi, si costruiscono comunità e si coltiva il legame tra uomo e terra. Con questa iniziativa, desideriamo ricordarlo ripercorrendo una strada di cui il pavano Ruzante, con il suo teatro anticlassicista rinascimentale, fu precursore e maestro. Ruzante ha restituito dignità al mondo rurale e, non a caso, i suoi racconti hanno intrattenuto i visitatori del Villaggio Coldiretti Venezia a giugno 2024. Ci auguriamo che questo progetto ci regali spettacoli, anche in luoghi non convenzionali come i campi, capaci di emozionare, coinvolgere il pubblico e far riflettere sul ruolo che sempre più oggi gli agricoltori hanno nella società. La sfida è proprio quella di riportare tutti noi alla straordinaria atmosfera che si respirava quando si “faceva filò” e a conclusione di una dura giornata nei campi tutti assieme ci si riuniva per raccontare storie e trasmettere valori”. Rinnoviamo con piacere - dichiara Massimo Zuin, presidente di Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale - la proficua collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. FarFilò coniuga la valorizzazione del tessuto teatrale della nostra Regione e la bellezza del territorio con le sue piazze palazzi, corti, teatri e incontra perfettamente la mission del Circuito Regionale che con piacere collaborerà alla diffusione degli eventi nella nostra Regione. Parafrasando Kundera e la sua “Insostenibile leggerezza dell’essere”, Arteven sarà sempre al fianco di chi vorrà fare del Veneto la bellezza “sostenibile” d’Italia. L’Amministrazione comunale di Verona riserva grande attenzione alle compagnie teatrali professionali del territorio, consapevole del valore che esse apportano alla vita culturale della città – commenta Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona –. La tutela di opportunità lavorative dignitose nel teatro è una nostra priorità, e il professionismo è la chiave per garantirle. Per questo, abbiamo ritenuto significativo ospitare nel Teatro Camploy la presentazione del bando Far Filò: storie della terra e del cielo, un'iniziativa di grande valore che coniuga tradizione e innovazione nel panorama dello spettacolo dal vivo. Siamo grati al Teatro Stabile del Veneto, ad Arteven e a Coldiretti per aver dato vita a un progetto che recupera e valorizza le radici contadine dello spettacolo dal vivo e dell’arte della narrazione orale, offrendo al pubblico una prospettiva culturale autentica e profondamente legata al territorio. Questo progetto si inserisce in una più ampia strategia di sostegno e valorizzazione dello spettacolo dal vivo che, nei prossimi mesi, vedrà l’istituzione della Consulta dello Spettacolo dal Vivo a Verona: un laboratorio di coordinamento e confronto volto a promuovere sinergie, monitorare le esigenze del settore e favorire lo sviluppo di nuove progettualità condivise. Un progetto che unisce quindi passato, presente e futuro, con cui la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e Coldiretti Veneto, intende acquisire proposte di spettacoli ispirati al filò contadino per realizzare un programma teatrale diffuso nel territorio regionale. Il programma si realizzerà tra luglio e dicembre 2025 e selezionerà le proposte che si svolgeranno nei comuni del Veneto in spazi non convenzionali come piazze, palazzi e parchi, ma anche stalle, cortili e cascine. Dopo il successo del cartellone del Teatro Viaggiante realizzato in occasione dei 400 anni del Teatro Goldoni e del programma itinerante dedicato ad Eleonora Duse nell’anno del suo centenario, con questa iniziativa lo Stabile del Veneto si impegna per il terzo anno di fila a mettere in rete le imprese culturali-creative del territorio. Far Filò si inserisce nel più vasto palinsesto di “Coltivare Teatro. Radici di cultura e territorio”, un progetto dello Stabile del Veneto in collaborazione con Coldiretti Veneto, che coniuga teatro e agricoltura ispirandosi ai principi dell’Agenda europea 2030. Attraverso performance teatrali site-specific, workshop educativi e momenti di riflessione comunitaria, “Coltivare Teatro” da un lato celebra le radici rurali venete, recuperando il valore della narrazione orale, dall’altro indaga temi d’attualità come la sostenibilità, il cambiamento climatico, la biodiversità nel rapporto con il territorio, l'uguaglianza di genere e il lavoro dignitoso nelle filiere agricole. Un progetto sul territorio e per il territorio che rende essenziale il coinvolgimento delle compagnie professionali venete. Da qui la volontà di rendere le compagnie protagoniste, con un’apposita sezione a loro dedicata. Altro obiettivo del progetto è quello di recuperare le radici terragne del Veneto, evocando l’idea di un teatro del popolo che passa attraverso una maggiore connessione con la terra. Un ritorno ad un teatro autentico, incentrato sul legame inscindibile tra uomo e ambiente, sulle tradizioni agricole e sulle storie contadine che possono risuonare ancora oggi nella vita moderna. Punto d’approdo di questo percorso sarà nel 2026 con la celebrazione della figura di Ruzante attraverso un nuovo bando e produzioni legate a questo personaggio fondamentale per il teatro italiano, veneto e “pavano”. Proprio attraverso il teatro terragno Angelo Beolco riuscì a dare voce alla gente comune, con una miscela di comicità, realismo e critica sociale che lo rende ancora oggi un autore di grande rilevanza storica e culturale. Il bando di partecipazione per le compagnie teatrali, qui disponibile, scade il 3 maggio 2025. La selezione dei progetti, che verrà comunicata entro il 16 maggio, avverrà attraverso una commissione nominata ad hoc e composta da esperti del settore teatrale, culturale e con esperienza nel settore dell’agricoltura. Un tema, quello della sostenibilità, sempre più caro al TSV, che ieri pomeriggio è stato protagonista dell’evento “La gestione sostenibile degli eventi secondo le buone pratiche a livello nazionale e internazionale” nell’ambito della “Settimana della Sostenibilità” organizzata da Confindustria Veneto Est. Un appuntamento incentrato sulla norma UNI ISO 20121, lo standard di gestione per l’organizzazione sostenibili di eventi e manifestazioni, cui non fanno eccezione gli spettacoli teatrali.
Venerdì 28 marzo alle ore 15.00 presso il foyer del Teatro Camploy si terrà la presentazione del progetto Far Filò: Storie della Terra e del Cielo, una chiamata per le compagnie teatrali professionali residenti in Veneto nell’ambito dell’iniziativa Coltivare teatro promossa dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale in collaborazione con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale e Coldiretti Veneto. Intervengono: - Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura della Regione Veneto - Marta Ugolini, Assessora alla Cultura e Turismo del Comune di Verona - Giampiero Beltotto, Presidente Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale - Carlo Salvan, Presidente Coldiretti Veneto - Massimo Zuin, Presidente Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale La presentazione è aperta al pubblico previa prenotazione del posto.
Un evento di Confindustria Veneto Est che intreccia scienza, intrattenimento e musica per esplorare le grandi sfide del nostro tempo e le transizioni che coinvolgono imprese e territorio. In una serata che combina riflessione ed emozioni, esploreremo insieme le grandi sfide del nostro tempo. Il mondo cambia più rapidamente di quanto riusciamo a cambiare la nostra mentalità e non solo rischiamo di restare indietro, ma rischiamo anche di fare scelte sbagliate. Come possiamo affrontare le transizioni energetiche e digitali con visione e responsabilità? Quali sono i rischi e i pericoli da evitare? Come possiamo dunque prepararci al futuro che ormai è sulla soglia di casa nostra? La Scatola di Archimede è molto più di un evento: è un’esperienza coinvolgente e ispiratrice, un’occasione imperdibile per riflettere, emozionarsi e scoprire il contributo che ciascuno di noi può dare nella costruzione di un futuro più consapevole e sostenibile. La Scatola di Archimede è un progetto ideato da Think about Science.
Sono i Carichi Sospesi i vincitori del Premio Off 2026. Selezionata tra le proposte protagoniste della rassegna AngolAzioni. Scorci dalla scena padovana in scena al Teatro Maddalene lo scorso gennaio, l'associazione Carichi Sospesi è stata premiata per lo spettacolo My body is a cage. La perfezione è un falso e rende pazzi. Il Premio Off è stato assegnato da una giuria composta da alcuni membri del Teatro Stabile del Veneto, dalle stesse compagnie partecipanti e dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni ed è finalizzato a sostenere in termini produttivi, con un contributo del valore di 10 mila euro, una tra le migliori proposte artistiche presentate nel corso di AngolAzioni con l'obiettivo di realizzare un nuovo spettacolo da mettere in scena al Teatro Maddalene nel 2026. Il premio Off 2026 rappresenta la seconda edizione di questa iniziativa promossa del TSV, la prima è stata vinta da Michele Angrisani con In fondo al buio, che sarà in scena in una nuova versione il prossimo 30 e 31 maggio al Teatro Maddalene nell’ambito di Maddalene Factory. Lo spettacolo vincitore della rassegna, My body is a cage – produzione Carichi Sospesi, alla regia Marco Caldiron - dà voce a 11 attori e attrici che hanno superato la paura dello sguardo del pubblico, ancora maggiore perché con sindrome di Down. Lo spettacolo racconta i mille modi in cui siamo, le diverse declinazioni dell’essere e la gioia che sentiamo quando non siamo giudicati. Un sottile filo narrativo attraversa tutto lo spettacolo, un filo che si perde proprio quando pensiamo di averlo afferrato: non abbiamo cercato di raccontare una storia, vi chiediamo invece di accogliere la presenza poetica di 10 corpi che prepotentemente esigono di sottolineare la loro differenza. Il lavoro è nato dopo un anno di studio e sperimentazione con le persone con disabilità e si propone di ridare dignità e bellezza a tutto ciò che si allontana da quello che viene presentato come perfezione. Le giuste proporzioni, l’eleganza, il fluire morbido dei movimenti sono solo un modo di comunicare. Con questo spettacolo vogliamo affermare che la poesia, la bellezza è anche nelle pieghe di una pancia, dietro lo sguardo di occhi a mandorla, nelle parole che stentano ad uscire. La seconda edizione di AngolAzioni – scorci dalla scena padova, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ha coinvolto sei compagnie teatrali professionali padovane che da anni sono impegnate nel territorio con proposte originali e innovative nel panorama della ricerca contemporanea. A partecipare all’edizione 2025 sono state le compagnie teatrali: Top Teatri Off Padova con lo spettacolo Binario Vivo, Belteatro con Storie di un bicchiere. Vita e opere di Ernest Hemingway, Carichi Sospesi/Coop vite vere down dadi con My body is a cage – la perfezione è un falso e rende pazzi, Abracalam e lo spettacolo Altre tempeste, Compagnia Angrisani con Classe Estinta, Teatro Laterale con Animali notturni.
A La Duse. Nessuna Opera uno dei più prestigiosi riconoscimenti della Danza italiana. Il Premio Danza&Danza come Miglior Produzione Italiana – Middle Scale 2024 è stato assegnato allo spettacolo dedicato dal centenario della grande attrice Eleonora Duse, una co-produzione di COB Compagnia Opus Ballet, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Ristori di Verona fortemente voluto dallo Stabile del Veneto in occasione del progetto 100 Donne Duse. Tra gli appuntamenti più apprezzati della rassegna di danza del Teatro Verdi, lo spettacolo La Duse è riuscito ad incantare la giuria composta dai critici della rivista Danza&Danza. A valere il riconoscimento, la coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro che vede danzare, sulle musiche originali di Giuseppe Villarosa, gli interpreti Giuliana Bonaffini, Rosaria Di Maro, Ginevra Gioli, Ines Giorgiutti, Sofia Lacava, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Margherita Petrosino, Cristina Roggerini e Rebeca Zucchegni. Luce e spazio sono di Gianni Staropoli, mentre le scenografie di Loris Giancola e i costumi Santi Rinciari. La direzione artistica della COB è di Rosanna Brocanello, consulente artistica Laura Pulin. Con La Duse. Nessuna Opera Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, partendo dal testo di Mirella Schino, Eleonora Duse – Storie e immagini di una rivoluzione teatrale, che evidenzia l’originalità dell’attrice, portano agli occhi del pubblico tutte le emozioni che questa attrice rivoluzionaria ha messo dentro le opere che interpretava, le sue impercettibili variazioni e il suo spingersi agli estremi limiti. L’opera, che Bolognino e Di Maro definiscono un inno alle donne, si divide in due, seguendo la marcia dell’artista verso un’arte sempre più consapevole. Una prima parte “squisitamente artefat-ta” e un’ultima Duse, ormai anziana, “tutta luce immacolata”.
Giunge alla sua IV edizione la Settimana della Sostenibilità, l'evento con cui Confindustria Veneto Est promuove il dialogo e il confronto tra le esperienze imprenditoriali del territorio, che si terrà dal 25 al 28 marzo presso il Move Hotels Venezia Nord di Mogliano Veneto. Tema conduttore di quest'anno è la Resilienza, ossia dell’importanza di adottare un approccio sostenibile in azienda per essere competitivi sul mercato nel lungo termine. Come nelle precedenti edizioni, la manifestazione si compone di quattro giornate, ciascuna con un focus particolare: governance, ambiente, sociale ed energia. Durante la giornata dedicata al tema sociale di giovedì 27 marzo alle ore 16.00 si terrà un'incontro sulla gestione sostenibile degli eventi secondo le norme e le buone pratiche a livello nazionale ed internazionale in cui verrà analizzato il caso degli spettacoli teatrali. Per il TSV interverrà il Direttore Generale del Teatro Stabile del Veneto Claudia Marcolin in merito al percorso di innovazione, inclusività e sostenibilità avviato del teatro e volto alla presa di consapevolezza dei valori insiti nella norma UNI ISO 20121. L'ente desidera coinvolgere in un dibattito aperto i fornitori della catena del valore per creare una road map condivisa, che invita a partecipare all'evento prenotandosi a questo link. PROGRAMMA La gestione sostenibile degli eventi secondo le norme e le buone pratiche a livello nazionale ed internazionale (gli spettacoli teatrali) - 27 marzo ore 16.00 Saluti e moderazione Fiammetta Benetton – Giornalista Introduzione alla norma sulla gestione sostenibile degli eventi UNI ISO 20121 e sua applicazione Gloria Milan – Sustainability Specialist Innovazione, inclusività e sostenibilità: il percorso del Teatro Stabile del Veneto Claudia Marcolin – Direttore Generale Teatro Stabile del Veneto Buone pratiche internazionali Daniele Testi – Amministratore Delegato Piano 23 Confronto e dibattito insieme alla catena del valore Fondazione Aida, Barabao, Contec AQS