Dal 24 al 27 settembre il Teatro Mario Del Monaco di Treviso ospita le giornate del Premio Giuseppe Bepo Maffioli, quinta edizione del Premio Nazionale di Nuova Drammaturgia Italiana organizzato da .eacapo ETS, in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Ideatore del Premio e suo presidente fin dalla prima edizione, Alex Cendron ne condivide quest’anno la direzione artistica con Alessandro Businaro, direttore artistico junior del Teatro Stabile del Veneto. Intorno alla presentazione dei testi premiati prende così forma un programma di quattro giornate, nel quale trovano spazio anche tre spettacoli, un seminario sulla distribuzione, un panel e le restituzioni del laboratorio “drammatizziAMO”. Una possibilità oltre la selezione Attore, autore e giornalista, Giuseppe “Bepo” Maffioli entrò giovanissimo nel teatro grazie a un concorso di drammaturgia. Il Premio che porta il suo nome riparte da quell’esperienza: offrire alla drammaturgia italiana di oggi, anche emergente e indipendente, una possibilità che vada oltre la selezione. I testi vincitori vengono affidati ad attori e registi e presentati al pubblico in forma di mise en lecture: parziale per il PGBM.pop e il PGBM.U-35, integrale per il PGBM.26. Alle letture seguono gli incontri con gli autori e il confronto con il pubblico, perché il lavoro compiuto nei mesi della selezione possa diventare un primo banco di prova teatrale. Alex Cendron, ideatore e presidente del Premio, spiega: «Ho immaginato il Premio Maffioli come un luogo nel quale la nuova drammaturgia potesse essere letta, discussa e riconosciuta con rigore, libertà e pluralità di sguardi. Le 317 opere ricevute dimostrano quanto questo spazio fosse necessario e quanto meriti, ora, di essere sostenuto e fatto crescere attraverso un investimento condiviso». Alessandro Businaro, direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, afferma: «Il Premio Maffioli si conferma un'occasione preziosa dedicata alla nuova drammaturgia, e in quanto tale va riconosciuta come un’iniziativa lodevole. Come Teatro Nazionale, il TSV ha tra i suoi obbiettivi quello di promuovere e produrre autori emergenti, per questo siamo felici di partecipare all’organizzazione del premio. La promozione del teatro contemporaneo è un impegno che portiamo avanti su tutti i nostri palcoscenici e, per Treviso, il Premio Maffioli rappresenta un’occasione importante. D’altra parte, per valorizzare realmente la produzione di questi testi sono necessari spazi adeguati. Anche su questo fronte, dunque, auspichiamo di collaborare maggiormente con i Comuni nostri soci, ovvero per avere più giornate a disposizione nelle sale teatrali da dedicare ad allestimenti e spettacoli che parlano il linguaggio del contemporaneo». Una selezione nazionale, due giurie Le 317 candidature arrivate per la quinta edizione, 306 delle quali ammesse alla selezione, confermano la dimensione pienamente nazionale raggiunta dal Premio. Fra le opere in concorso, 108 sono state presentate da autrici e autori under 35 e 21 portano una firma collettiva. L’età dei partecipanti va dai 20 agli 83 anni, con una media di 43. Tutti i testi sono stati esaminati in forma rigorosamente anonima da due giurie, diverse per composizione e compiti. Il nucleo della Giuria Tecnica è formato dai direttori e dalle direttrici artistiche junior dei Teatri Nazionali italiani: Alessandro Businaro per il Teatro Stabile del Veneto, Diego Pleuteri per il Teatro Stabile di Torino, Francesca Di Fazio per Emilia Romagna Teatro ERT, Lea Giammattei per il Teatro di Roma e Pier Lorenzo Pisano per il Teatro di Napoli. A completare la giuria sono curatori, critici e studiosi, in un confronto fra competenze diverse e direttamente legate alla lettura, alla scelta e alla produzione dei testi. Alla Giuria Tecnica sono affidati il PGBM.26 e il PGBM.U-35, sostenuto dal Rotary Club Treviso. Accanto allo sguardo degli addetti ai lavori, il Premio ha voluto quello dei lettori. Individuata attraverso una chiamata pubblica, la Giuria Popolare riunisce 33 persone tra i 19 e i 77 anni, provenienti da diverse regioni italiane: studenti, insegnanti, operatori culturali, professionisti e appassionati di teatro e letteratura. Lavora autonomamente, ma in dialogo con la Giuria Tecnica, e assegna il PGBM.pop; può inoltre segnalare opere meritevoli di una menzione speciale. I dettagli sul metodo di selezione sono consultabili sul sito www.premiomaffioli.it. I tre testi vincitori e i loro autori “Erbario di famiglia” di Alessandro Tampieri è il testo vincitore del PGBM.pop. In una vecchia casa di campagna, le riunioni di famiglia, le ricette e le erbe del giardino riportano alla luce conflitti e silenzi fra tre generazioni, mentre il confine fra vivi e morti si fa meno netto. Attore, regista e dramaturg attivo a Bologna, Tampieri si è formato fra Italia, Irlanda e Stati Uniti. Il suo “Confino” è stato finalista al Festival InScena di New York; con “Il regalo” ha ottenuto il secondo premio al Concorso Teatrale Vallecorsi 2025. La mise en lecture è diretta da Silvia Pallotti. “Adoption Express - Un figlio per posta” di ivil, nome d’arte di Stefano Colombo, è il testo vincitore del PGBM.U-35, sostenuto dal Rotary Club Treviso. Una coppia in attesa del figlio adottivo riceve per errore un anziano non autosufficiente: l’arrivo inatteso mette in crisi il progetto familiare e la relazione. Nato a Lecco nel 1992, ivil è un autore e creativo attivo fra teatro e fumetto. Ha fondato la casa editrice centometri e due sue drammaturgie per ragazzi hanno vinto il Premio “Domingo Grollino” del Teatro dei Navigli. La lettura è diretta da Angelo Callegarin. “Familiare” di Tommaso Fermariello, vincitore del PGBM.26, segue una famiglia lungo un secolo, dal 1925 al 2025. Tempi e generazioni si sovrappongono, mentre guerra, calcio, malattia e nascite compongono una storia nella quale vivi e morti continuano a parlarsi senza saperlo. Fermariello, nato a Tradate nel 1994, ha vinto nel 2019 il Premio Riccione-Tondelli con “Fantasmi”; “Anna” e “Ultimi uomini” hanno ricevuto una segnalazione al Premio Hystrio. Ha collaborato con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Nazionale di Genova e il Teatro Stabile del Veneto. La mise en lecture è diretta da Arianna Verzeletti. Tre serate con la drammaturgia contemporanea La nuova scrittura emersa dal concorso dialoga con tre esperienze di drammaturgia contemporanea già diventate spettacolo: un omaggio a Vitaliano Trevisan, un lavoro sviluppato da Carrozzeria Orfeo con una nuova generazione di autori e uno dei titoli più riconoscibili de I Gordi, nel quale la drammaturgia è realizzata solo dalle azioni, senza parole. Ad aprire il programma, giovedì 24 settembre alle 20, sarà “Il cane Dean”, omaggio a Vitaliano Trevisan scritto da Luca Illetterati, diretto e interpretato da Mirko Artuso, con le musiche di Alessandro Barbieri e la produzione del Centro Teatrale Da Ponte. Il rapporto di Trevisan con il lavoro, la scrittura, i suoi libri e il cane Dean diventa la traccia per raccontare la biografia e l’universo dello scrittore vicentino. Venerdì 25 settembre alle 20 arriva Carrozzeria Orfeo con “Cuore di porco”, scritto da Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli, con la supervisione drammaturgica di Gabriele Di Luca. In scena Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti e Federico Bassi, per la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. Una gravidanza protratta oltre ogni limite, il cuore di un maiale trapiantato in un essere umano e l’apoteosi di un idolo sportivo danno origine a tre storie di trasformazione. Teatro, poesia performativa, musica elettronica, arti visive e animazioni video concorrono alla costruzione dello spettacolo. Sabato 26 settembre alle 20 il palcoscenico è per I Gordi e Teatro Franco Parenti con “Sulla morte senza esagerare”, ideato e diretto da Riccardo Pippa e interpretato da Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza. Ispirato alla poesia di Wisława Szymborska, lo spettacolo affronta la morte affidandosi solamente alle azioni degli interpreti e alle maschere contemporanee create da Ilaria Ariemme e a un’ironia che porta continuamente il tragico nel quotidiano. Vincitore del Premio Scintille 2015 e del Premio Hystrio-Iceberg 2019, nel 2023 è stato ospitato al Coronet Theatre di Londra. Dalla distribuzione al confronto fra autori e teatri Il programma comincia già giovedì 24 settembre alle 14.15 con il seminario gratuito “La distribuzione degli spettacoli dal vivo. Un percorso di curatela”, condotto da Elena Lamberti e coordinato da Cristina Palumbo per Echidna Associazione Culturale. L’incontro propone una pratica della distribuzione maturata nel dialogo con compagnie, curatori e artisti: non semplicemente vendere uno spettacolo, ma accompagnarne il percorso sulla base della fiducia e dell’ascolto reciproco. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria. Sabato 26 settembre alle 14, nel Ridotto del Teatro, il panel gratuito “Nuove prospettive della drammaturgia italiana” riunirà direzioni artistiche junior dei Teatri Nazionali, autori, componenti delle giurie e operatori. Il punto di partenza sarà molto concreto: come si sceglie un testo fra centinaia di candidature? Che cosa gli accade dopo la premiazione? Quali possibilità ha di incontrare un regista, una produzione o un teatro? E quale ruolo può assumere un premio nel creare queste relazioni? “drammatizziAMO.26”, dalla bottega al pubblico La scrittura è al centro anche di “drammatizziAMO.26”, la bottega teatrale aperta alla città ideata e condotta da Alex Cendron. Nei due fine settimana del 12 e 13 e del 19 e 20 settembre, una decina di partecipanti dai dieci anni in su, con età ed esperienze molto diverse e in molti casi alla prima prova con la scrittura per la scena, lavoreranno ciascuno alla costruzione di un breve atto unico. I testi incontreranno il pubblico in due mise en lecture, sabato 26 settembre alle 17 e domenica 27 alle 11, affidate alle voci di Alex Cendron, Davide Strava e delle diplomate dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto. Le letture saranno accompagnate dalle illustrazioni realizzate dalle allieve e dagli allievi del Liceo Artistico Statale di Treviso in collaborazione con Avanscena. Il progetto è di .eacapo ETS, con produzione del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Domenica i testi vincitori incontrano il pubblico Dopo il secondo appuntamento con “drammatizziAMO.26” alle 11, la giornata conclusiva di domenica 27 settembre proseguirà alle 15 con l’apertura della sessione dedicata ai tre testi vincitori, affidati ad altrettanti registi. Alle 15.30 sarà presentato in forma parziale “Erbario di famiglia” di Alessandro Tampieri, vincitore del PGBM.pop, con la regia di Silvia Pallotti. Alle 17 seguirà la lettura parziale di “Adoption Express - Un figlio per posta” di ivil, vincitore del PGBM.U-35 sostenuto dal Rotary Club Treviso, diretta da Angelo Callegarin. Alle 19 si terrà la cerimonia di premiazione. Alle 20 la lettura integrale di “Familiare” di Tommaso Fermariello, vincitore del PGBM.26, con la regia di Arianna Verzeletti, concluderà le quattro giornate. A interpretarli saranno allievi e allieve dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni: Livia Andruccioli, Tecla Bossi, Leonardo Capaldi, Cecilia Catellani, Massimo Ghiro, Alice Maffei, Gabriele Pomettini, Linda Posani, Pierluigi Rotondo, Andrea Roversi. Dopo ogni mise en lecture l’autore incontrerà il pubblico. Il ritorno dello “Spirito del teatro” Dal 29 settembre al 3 ottobre torna “Spirito del teatro”, la promenade teatrale ideata da Alex Cendron, dopo il successo riscosso nelle precedenti edizioni. Con l’ausilio di cuffie Wi-Fi, gli spettatori saranno condotti nei corridoi, nei camerini, nel sottopalco e in altri ambienti del Teatro Comunale solitamente preclusi al pubblico. Storia, memoria e immaginazione si confondono in una visita animata dalle voci, dai personaggi e dagli spiriti che hanno popolato il teatro nei suoi secoli di vita. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. .eacapo e la rete del Premio La quinta edizione segna anche la prima presentazione pubblica di .eacapo ETS, nuova associazione culturale trevigiana fondata da Alex Cendron, Cristina Palumbo e Marina Grasso. Il suo campo di lavoro è più ampio del Premio e riguarda la nuova drammaturgia italiana: formazione e sostegno agli autori, sviluppo dei testi, produzione, pubblicazioni e rapporti con scuole, università, teatri e istituzioni. Il PGBM.U-35 è sostenuto dal Rotary Club Treviso. Prosegue inoltre il rapporto con l’Archivio Maffioli, che accompagna il progetto fin dalla prima edizione. Collaborano alle attività Avanscena Associazione APS e il Liceo Artistico Statale di Treviso, i cui studenti realizzeranno le illustrazioni per le letture di “drammatizziAMO.26” e le mise en lecture dei testi vincitori. I fotografi di Veneto Fotografia documenteranno le quattro giornate del Premio. Il Premio è inoltre realizzato con il sostegno di una banca del territorio: la BCC Pordenonese e Monsile. Scopri il programma e acquista i biglietti
TOP Teatri Off Padova si aggiudica l’edizione 2026 del Premio Off. Selezionata tra le sei proposte protagoniste della rassegna AngolAzioni. Scorci dalla scena padovana in scena al Teatro Maddalene lo scorso febbraio. TOP Teatri Off Padova è stato premiato per FLUSSI, uno spettacolo contemporaneo che porta a interrogarsi sul fragile equilibrio tra uomo e ambiente, tra memoria, mito e presente. Il Premio Off è stato assegnato da una giuria composta da alcuni membri del Teatro Stabile del Veneto, dalle stesse compagnie partecipanti alla rassegna e dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni ed è finalizzato a sostenere in termini produttivi, con un contributo del valore di 10 mila euro, una tra le migliori proposte artistiche presentate nel corso di AngolAzioni con l'obiettivo di realizzare un nuovo spettacolo da mettere in scena al Teatro Maddalene. Il premio Off 2026 rappresenta la terza edizione di questa iniziativa promossa del TSV, la prima è stata vinta da Michele Angrisani con In fondo al buio, la seconda da Carichi Sospesi con My body is a cage. La perfezione è un falso e rende pazzi. Entrambi sono stati portati sul palcoscenico in nuova versione al Teatro Maddalene nell’ambito di Maddalene Factory. Lo spettacolo vincitore della rassegna, FLUSSI vede in scena quattro attori - Erica Taffara, Gianni Bozza, Pierantonio Rizzato e Loris Contarini – che vestono i panni di quattro figure emblematiche: un cavaliere errante, un filosofo ingenuo, un despota grottesco e una sibilla arcana. Misteriosamente richiamati dall’acqua con la sua forza invisibile e silenziosa, i quattro si trovano immersi in un luogo sospeso tra memoria, mito e presente, dove i personaggi si confrontano tra idealismo, cinismo, intuizione e speranza. L’acqua termale, che sale e si dissolve in vapore, diventa metafora viva: è memoria, cura, conflitto, voce ancestrale e specchio della crisi dell’umanità. Alternando diversi linguaggi lo spettacolo costruisce un’esperienza fluida, grottesca e poetica, capace di coinvolgere lo spettatore in un viaggio sensoriale e simbolico. Un rito collettivo che invita a riflettere – con ironia e profondità – su ciò che evapora e ciò che resta, sull’urgenza di ascoltare prima di dominare, sul fragile equilibrio tra l’umano e ciò che scorre sotto la superficie. Drammaturgia, scenografia, luci, video e regia sono stati curati da TOP Teatri Off Padova, mentre le musiche dal vivo sono di Paolo Valentini. La terza edizione di AngolAzioni – scorci dalla scena padovana, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ha coinvolto sei compagnie teatrali professionali padovane che da anni sono impegnate nel territorio con proposte originali e innovative nel panorama della ricerca contemporanea. A partecipare all’edizione 2026 sono state le compagnie teatrali: Belteatro con lo spettacolo Ombre di vetro, Artisti a Progetto con 904 – Racconto di una strage dimenticata, Teatro Laterale con Delitto e castigo, Abracalam e lo spettacolo Venusiadi, TOP Teatri Off Padova con Mutation e Collettivo T.I.R. – Teatri in Rete con Il consenso - Mutamenti. “Il Teatro vive se può essere portato su un palcoscenico davanti al pubblico. Sembra una banalità, ma per le compagnie teatrali professionali, tanto più se propongono spettacoli originali e d’avanguardia, non è così facile poter portate in scena il proprio lavoro - ha affermato l’Assessore alla cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio -. La rassegna Angolazioni offre un’opportunità di grande valore che contribuisce a dare visibilità e rafforzare l’attività di giovani registi e attori di qualità. Lo vediamo anche in questa terza edizione alla quale hanno partecipato ben sei compagnie padovane che hanno proposto tutte spettacoli di alto livello. Un segnale significativo della vitalità della scena teatrale padovana che il Teatro Stabile del Veneto, con intelligenza, sostiene anche economicamente con il contributo alla produzione di 10 mila euro assegnati al vincitore della rassegna. Angolazioni si conferma così un’iniziativa di successo importante per il nostro teatro”. “Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale esprime grande soddisfazione per l’esito del Premio OFF Padova, un progetto che conferma la vitalità della scena cittadina e la forte capacità di coinvolgimento del pubblico. Questa edizione ha visto un impegno significativo da parte delle compagnie partecipanti, che hanno portato in scena proposte artistiche capaci di interrogare il presente con linguaggi diversi e personali – ha dichiarato Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del TSV -. La qualità dei lavori presentati testimonia la ricchezza e la pluralità della nuova creazione teatrale. Il TSV ha scelto di sostenere concretamente questo percorso investendo 10.000 euro nel premio, con l’obiettivo di offrire un supporto reale allo sviluppo artistico e produttivo delle compagnie e di rafforzare uno spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione. Particolarmente significativa è stata anche la grande partecipazione del pubblico, che ha seguito con attenzione e curiosità l’intero percorso della Rassegna Angolazioni, contribuendo a creare un clima di ascolto, confronto e condivisione intorno alle nuove proposte della scena padovana”. “Siamo onorati di questo premio che valorizza da un lato il nostro costante impegno a raccontare attraverso il teatro i temi del nostro presente (nel caso specifico, la necessità di un uso più consapevole della risorsa acqua e il precario rapporto uomo e ambiente), dall’altro la direzione della nostra ricerca, che vede tra i suoi maggiori filoni proprio quell’integrazione tra linguaggi diversi apprezzato dalla giuria – ha spiegato la cooperativa teatrale padovana TOP Teatri Off Padova –. Si è voluto mettere al centro di Flussi un tema serio e urgente, che abbiamo scelto di affrontare non solo facendo interagire tra loro teatro dal vivo, videoproiezione e musica, ma anche tenendo in equilibrio registri differenti, ossia quello ironico e grottesco insieme a quello poetico e riflessivo, come evidenziato nella stessa motivazione del premio”.
Nella cornice del Teatro Cortesi il presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto, è stato insignito del Premio Franco Enriquez, giunto quest’anno alla sua XXI edizione. A motivare il riconoscimento è la trasformazione, sotto la presidenza di Beltotto, del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale da una realtà regionale e nazionale in una istituzione di livello europeo. Un successo confermato dalla crescita, nel corso delle ultime stagioni, di pubblico e biglietti ottenuta grazie a una proposta artistica e culturale di qualità unita a politiche di sostenibilità, inclusione sociale e accessibilità. Da parte della giuria una nota di merito va, inoltre, all’accresciuta leadership territoriale del TSV in virtù di collaborazioni strette con prestigiose realtà teatrali del Nord-Est oltre che con i Comuni di Verona e Vicenza e alle amministrazioni di Padova, Venezia e Treviso, già membri fondatori dello Stabile del Veneto. Un plauso anche per l’impegno nella formazione dei giovani artisti con il progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione. Con il presidente Beltotto sono stati premiati molti protagonisti del teatro italiano, tra i quali il direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, Claudio Longhi “per avere dirottato la Storia del Piccolo Teatro, Teatro d'Europa, da un Teatro di Regia a un Teatro dalle molteplici traiettorie, non solo europee, ma internazionali”; premio migliore attore e migliore attrice a Elio De Capitani per il suo Re Lear e a Paola Minaccioni per Elena la matta; Giacomo Poretti e Anna Teresa Rossini hanno ricevuto il premio per la Carriera; la Compagnia Kepler-452 è stata premiata per l’impegno sociale e civile. “Sono grato per l’assegnazione di un Premio teatrale così prestigioso che riconosce il lavoro di questi anni svolto da tutta la Comunità del teatro veneto – dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione TSV – Teatro Nazionale –. Abbiamo cercato di essere degni di una tradizione secolare che da Carlo Goldoni in poi aveva reso le nostre Città un faro dell’Europa culturale. In parte ci siamo riusciti, ma la strada è ancora lunga e i campanilismi radicati. Il futuro è alle nostre spalle e ci spinge a cercare un nuovo pubblico, nuovi linguaggi e una rinnovata spinta verso quel teatro europeo che è nel DNA di questa Fondazione. La strada giusta è una sola e noi ci siamo.” Il Centro Studi Franco Enriquez, da alcuni anni dedica la sua attenzione ai personaggi e agli avvenimenti che in ogni stagione si mettono in rilievo, unendo alle qualità artistiche l’impegno civile, specifica connotazione del regista al cui nome sono intitolati i premi e di cui quest'anno ricorre il quarantacinquesimo dalla scomparsa. La motivazione del premio: La Giuria del Premio Franco Enriquez ha riconosciuto a Giampiero Beltotto, come presidente del Teatro Stabile Del Veneto, la capacità di avere trasformato una realtà regionale e nazionale in una realtà sempre più europea, con risultati stupefacenti, sia a livello artistico che imprenditoriale, i cui effetti eccellenti sono evidenti nelle ultime stagioni, grazie a una crescita esponenziale del pubblico e degli incassi, consentendo anche una più agevole fruizione degli spettacoli a cittadini colpiti da disabilità e provenienti da contesti sociali più difficili. Oltre che programmare i teatri di Venezia, Padova, Treviso, Giampiero Beltotto ha siglato accordi con i Comuni di Vicenza e Verona, con produzioni ad hoc, per il Ciclo dei Classici, al Teatro Olimpico e per L’Estate Teatrale Veronese, al Teatro Romano, luoghi frequentati da Enriquez durante la sua attività di regista. È, inoltre, riuscito a proiettare il palcoscenico del Goldoni verso un percorso internazionale, co-producendo con importati teatri europei, anche in vista delle Cerimonie Olimpiche di Milano Cortina 2026. Ha sempre auspicato, per i Teatri del Nord –Est, iniziative di carattere unitario, per puntare il più possibile, alla internazionalità. Sta, inoltre, immaginando un percorso di realtà virtuale, grazie all’apporto di nuove tecnologie. Il suo programma è, soprattutto, quello di continuare a sostenere i giovani artisti emergenti. Un simile impegno è visibile nel progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione, con la formazione di giovani attori e tecnici a Venezia e a Padova.
Il presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto, è stato insignito del Premio Franco Enriquez, giunto quest’anno alla sua XXI edizione. A motivare il riconoscimento è la trasformazione, sotto la presidenza di Beltotto, del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale da una realtà regionale e nazionale in una istituzione di livello europeo. Un successo confermato dalla crescita, nel corso delle ultime stagioni, di pubblico e biglietti ottenuta grazie a una proposta artistica e culturale di qualità unita a politiche di sostenibilità, inclusione sociale e accessibilità. Da parte della giuria una nota di merito va, inoltre, all’accresciuta leadership territoriale del TSV in virtù di collaborazioni strette con prestigiose realtà teatrali del Nord-Est oltre che con i Comuni di Verona e Vicenza e alle amministrazioni di Padova, Venezia e Treviso, già membri fondatori dello Stabile del Veneto. Un plauso anche per l’impegno nella formazione dei giovani artisti con il progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione. “Sono grato per l’assegnazione di un Premio teatrale così prestigioso che riconosce il lavoro di questi anni svolto da tutta la Comunità del teatro veneto – dichiara Giampiero Beltotto, presidente della Fondazione TSV – Teatro Nazionale –. Abbiamo cercato di essere degni di una tradizione secolare che da Carlo Goldoni in poi aveva reso le nostre Città un faro dell’Europa culturale. In parte ci siamo riusciti, ma la strada è ancora lunga e i campanilismi radicati. Il futuro è alle nostre spalle e ci spinge a cercare un nuovo pubblico, nuovi linguaggi e una rinnovata spinta verso quel teatro europeo che è nel DNA di questa Fondazione. La strada giusta è una sola e noi ci siamo.” Il Centro Studi Franco Enriquez, da alcuni anni dedica la sua attenzione ai personaggi e agli avvenimenti che in ogni stagione si mettono in rilievo, unendo alle qualità artistiche l’impegno civile, specifica connotazione del regista al cui nome sono intitolati i premi e di cui quest'anno ricorre il quarantacinquesimo dalla scomparsa. La motivazione del premio: La Giuria del Premio Franco Enriquez ha riconosciuto a Giampiero Beltotto, come presidente del Teatro Stabile Del Veneto, la capacità di avere trasformato una realtà regionale e nazionale in una realtà sempre più europea, con risultati stupefacenti, sia a livello artistico che imprenditoriale, i cui effetti eccellenti sono evidenti nelle ultime stagioni, grazie a una crescita esponenziale del pubblico e degli incassi, consentendo anche una più agevole fruizione degli spettacoli a cittadini colpiti da disabilità e provenienti da contesti sociali più difficili. Oltre che programmare i teatri di Venezia, Padova, Treviso, Giampiero Beltotto ha siglato accordi con i Comuni di Vicenza e Verona, con produzioni ad hoc, per il Ciclo dei Classici, al Teatro Olimpico e per L’Estate Teatrale Veronese, al Teatro Romano, luoghi frequentati da Enriquez durante la sua attività di regista. È, inoltre, riuscito a proiettare il palcoscenico del Goldoni verso un percorso internazionale, co-producendo con importati teatri europei, anche in vista delle Cerimonie Olimpiche di Milano Cortina 2026. Ha sempre auspicato, per i Teatri del Nord –Est, iniziative di carattere unitario, per puntare il più possibile, alla internazionalità. Sta, inoltre, immaginando un percorso di realtà virtuale, grazie all’apporto di nuove tecnologie. Il suo programma è, soprattutto, quello di continuare a sostenere i giovani artisti emergenti. Un simile impegno è visibile nel progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione, con la formazione di giovani attori e tecnici a Venezia e a Padova.
Sono i Carichi Sospesi i vincitori del Premio Off 2026. Selezionata tra le proposte protagoniste della rassegna AngolAzioni. Scorci dalla scena padovana in scena al Teatro Maddalene lo scorso gennaio, l'associazione Carichi Sospesi è stata premiata per lo spettacolo My body is a cage. La perfezione è un falso e rende pazzi. Il Premio Off è stato assegnato da una giuria composta da alcuni membri del Teatro Stabile del Veneto, dalle stesse compagnie partecipanti e dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni ed è finalizzato a sostenere in termini produttivi, con un contributo del valore di 10 mila euro, una tra le migliori proposte artistiche presentate nel corso di AngolAzioni con l'obiettivo di realizzare un nuovo spettacolo da mettere in scena al Teatro Maddalene nel 2026. Il premio Off 2026 rappresenta la seconda edizione di questa iniziativa promossa del TSV, la prima è stata vinta da Michele Angrisani con In fondo al buio, che sarà in scena in una nuova versione il prossimo 30 e 31 maggio al Teatro Maddalene nell’ambito di Maddalene Factory. Lo spettacolo vincitore della rassegna, My body is a cage – produzione Carichi Sospesi, alla regia Marco Caldiron - dà voce a 11 attori e attrici che hanno superato la paura dello sguardo del pubblico, ancora maggiore perché con sindrome di Down. Lo spettacolo racconta i mille modi in cui siamo, le diverse declinazioni dell’essere e la gioia che sentiamo quando non siamo giudicati. Un sottile filo narrativo attraversa tutto lo spettacolo, un filo che si perde proprio quando pensiamo di averlo afferrato: non abbiamo cercato di raccontare una storia, vi chiediamo invece di accogliere la presenza poetica di 10 corpi che prepotentemente esigono di sottolineare la loro differenza. Il lavoro è nato dopo un anno di studio e sperimentazione con le persone con disabilità e si propone di ridare dignità e bellezza a tutto ciò che si allontana da quello che viene presentato come perfezione. Le giuste proporzioni, l’eleganza, il fluire morbido dei movimenti sono solo un modo di comunicare. Con questo spettacolo vogliamo affermare che la poesia, la bellezza è anche nelle pieghe di una pancia, dietro lo sguardo di occhi a mandorla, nelle parole che stentano ad uscire. La seconda edizione di AngolAzioni – scorci dalla scena padova, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ha coinvolto sei compagnie teatrali professionali padovane che da anni sono impegnate nel territorio con proposte originali e innovative nel panorama della ricerca contemporanea. A partecipare all’edizione 2025 sono state le compagnie teatrali: Top Teatri Off Padova con lo spettacolo Binario Vivo, Belteatro con Storie di un bicchiere. Vita e opere di Ernest Hemingway, Carichi Sospesi/Coop vite vere down dadi con My body is a cage – la perfezione è un falso e rende pazzi, Abracalam e lo spettacolo Altre tempeste, Compagnia Angrisani con Classe Estinta, Teatro Laterale con Animali notturni.
A La Duse. Nessuna Opera uno dei più prestigiosi riconoscimenti della Danza italiana. Il Premio Danza&Danza come Miglior Produzione Italiana – Middle Scale 2024 è stato assegnato allo spettacolo dedicato dal centenario della grande attrice Eleonora Duse, una co-produzione di COB Compagnia Opus Ballet, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Ristori di Verona fortemente voluto dallo Stabile del Veneto in occasione del progetto 100 Donne Duse. Tra gli appuntamenti più apprezzati della rassegna di danza del Teatro Verdi, lo spettacolo La Duse è riuscito ad incantare la giuria composta dai critici della rivista Danza&Danza. A valere il riconoscimento, la coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro che vede danzare, sulle musiche originali di Giuseppe Villarosa, gli interpreti Giuliana Bonaffini, Rosaria Di Maro, Ginevra Gioli, Ines Giorgiutti, Sofia Lacava, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Margherita Petrosino, Cristina Roggerini e Rebeca Zucchegni. Luce e spazio sono di Gianni Staropoli, mentre le scenografie di Loris Giancola e i costumi Santi Rinciari. La direzione artistica della COB è di Rosanna Brocanello, consulente artistica Laura Pulin. Con La Duse. Nessuna Opera Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, partendo dal testo di Mirella Schino, Eleonora Duse – Storie e immagini di una rivoluzione teatrale, che evidenzia l’originalità dell’attrice, portano agli occhi del pubblico tutte le emozioni che questa attrice rivoluzionaria ha messo dentro le opere che interpretava, le sue impercettibili variazioni e il suo spingersi agli estremi limiti. L’opera, che Bolognino e Di Maro definiscono un inno alle donne, si divide in due, seguendo la marcia dell’artista verso un’arte sempre più consapevole. Una prima parte “squisitamente artefat-ta” e un’ultima Duse, ormai anziana, “tutta luce immacolata”.
Ieri sera, 16 gennaio, in occasione dell’apertura della rassegna Angolazioni 2025 è stato annunciato il vincitore del premio produzione da parte del TSV, selezionato tra i progetti presentati dalle compagnie padovane nell’ambito di AngolAzioni 2024: HANNAH E LA SHOAH Abracalam IN FONDO AL BUIO Michele Angrisani 63AZIONI Carichi Sospesi SEI PERSONAGGI PIU' UNO, IN CERCA D’AMORE Ottavo Giorno LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR TOP - Teatri Off Padova LA ROTTA DELLO STOCCO Teatro Laterale. La commissione, composta da Filippo Dini (Direttore Artistico del TSV – Teatro Nazionale), Carlo Mangolini (Responsabile Sviluppo Artistico del TSV – Teatro Nazionale) e Silvia Zampieron (Responsabile Produzione e Programmazione del TSV – Teatro Nazionale) ha scelto di conferire il premio di produzione a IN FONDO AL BUIO di Michele Angrisani, che avrà l’opportunità di presentare una versione aggiornata del progetto presso il Teatro Maddalene nei giorni 30 e 31 maggio 2025. Lo spettacolo è stato scelto come vincitore con le seguenti motivazioni: Per aver saputo recuperare una vicenda, quella dell’assassinio di Matteo Toffanin, che si è tragicamente consumata a Padova ma che è rimasta per troppo tempo sconosciuta in questo territorio, capovolgendo un tabù linguistico e culturale: il Veneto come terra di mafia. Per il coinvolgimento in fase di evoluzione del progetto di due artisti di rilevanza nazionale come l’attore Giancarlo Previati e lo scenografo Antonio Panzuto, arricchendo l’iniziale monologo di Giulia Briata sia dal punto di vista drammaturgico che sul piano dell’impianto scenico. La commissione ha comunque segnalato l’alta qualità di tutte le proposte presentate, auspicando di proseguire questo percorso condiviso tra Teatro Stabile del Veneto e Compagnie professionali padovane che già nell’edizione 2025 troverà nuove modalità di affiancamento. IN FONDO AL BUIO Morire innocenti di mafia in Veneto. Storia di Matteo Toffanin. Con Giancarlo Previati e Giulia Briata Drammaturgia e regia Michele Angrisani Scenografia Antonio Panzuto Luci Paolo Pollo Rodighiero Musiche Sergio Marchesini Assistente alla scenografia Sofia Rampon Foto di scena Serena Pea e Lamberto Gozzo Lo spettacolo narra una vicenda avvenuta a Padova il 3 maggio 1992, quando due ragazzi poco più che ventenni, Matteo Toffanin e Cristina Marcadella, sono stati vittima di uno scambio di persona che è costato la vita di Matteo, a soli 23 anni. Matteo aveva chiesto in prestito allo zio, Luigi, la Mercedes bianca per trascorrere quella giornata al mare. Trent’anni dopo quella terribile sera, Cristina e Luigi rivivono il dolore, ripercorrendo quanto accaduto. La drammaturgia e la messa in scena, a partire da un lavoro di ricerca su documenti giudiziari e interviste orali, rappresentano i fatti accaduti, prima e dopo il buio. Si può morire innocenti di mafia, in Veneto. In quel 1992. E la storia di Matteo, Cristina e Luigi parla a tutti noi. Perché tutti noi potevamo e possiamo essere come loro.
Si terrà questa sera, lunedì 11 novembre, al Ridotto del Teatro Verdi di Padova alle ore 17, la cerimonia di consegna dei prestigiosi Premi della Critica 2024 assegnati annualmente dall’ANCT, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro presieduta da Giulio Baffi. Nutrito il gruppo dei vincitori che saranno presenti in sala. Il Premio alla carriera nel nome di Paolo Emilio Poesio è andato quest’anno al regista e scenografo Pier Luigi Pizzi. Riconoscimenti alla “Trilogia della città di K” di Chiara Lagani e Luigi De Angelis da Agota Kristof, quest’ultimo anche regista. Nutrita la compagine degli attori scelti dai soci dell’associazione sparsi un po’ in tutta Italia. A cominciare da Giuliana De Sio per proseguire con Fausto Russo Alesi, Anna Della Rosa e Peppino Mazzotta. Premi anche al Teatro Nest di Napoli, a Giuseppe Cutino per la regia di “Totò e Vicé” di Scaldati, Davide Iodice per il suo progetto di scuola elementare del teatro, alla regista Veronica Cruciani, al musicista Alessandro Nidi e all’esperienza di teatro comunità “Tovaglia a quadri” ad Anghiari. Due i premi distribuiti dalle riviste associate all’ANCT: “Hystrio”, che ha scelto Gabriele Vacis, e “Catarsi, i teatri delle diversità” che ha optato per il Teatringestazione di Anna Gesualdi e Giovanni Trono. L’appuntamento è aperto al pubblico su prenotazione cliccando qui.
Venerdì 20 settembre, alle 19:00, il Teatro Goldoni di Venezia ospiterà la Cerimonia di Proclamazione del vincitore del Campiello Giovani durante l’evento “Note e Parole”. La serata, nata dalla sinergia con CPM Music Institute e resa possibile grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, sarà animata dalle composizioni musicali frutto della combinazione artistica tra le opere dei giovani finalisti e il talento musicale di alcuni allievi dell’Istituto. I brani saranno accompagnati per l’occasione dalle performances della Scuola di Danza Daghilev di Venezia. L’evento, con la regia di Davide Stefanato, sarà presentato da Federico Basso e Davide Paniate e vedrà anche un contributo musicale di Franco Mussida. Nel corso della serata verrà assegnata la menzione speciale per il miglior racconto che tratterà il tema della cultura di impresa, in collaborazione con il Movimento Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria e consegnata sul palco da Riccardo Di Stefano, Presidente dei Giovani Imprenditori. Verrà, inoltre, assegnata una menzione speciale ad un racconto che tratterà tematiche legate alla sostenibilità sociale e/o ambientale e consegnata sul palco da Cristina Cipiccia, Direttore Commerciale Retail Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo.
Il 15 settembre, con la Cerimonia di Proclamazione del Vincitore, si concluderà la 28^ edizione del Campiello Giovani, il concorso dedicato alle giovani promesse della letteratura, di cui Intesa Sanpaolo è partner esclusivo. Il vincitore verrà infatti annunciato durante una serata speciale al Teatro Carlo Goldoni di Venezia venerdì 15 settembre alle 19.00, grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Per il terzo anno consecutivo l’appuntamento sarà animato dalle composizioni degli allievi del CPM Music Institute, la scuola di Alta Formazione Artistica Musicale fondata e diretta da Franco Mussida. Lo spettacolo Note e Parole, nato da questa speciale collaborazione, rappresenta un progetto di contaminazione artistica in cui gli studenti del corso di Composizione Pop Rock, seguiti dai responsabili artistici Sandro Mussida e Alessandro Spoldi, collaboreranno con i giovani scrittori di uno fra i più importanti riconoscimenti del panorama editoriale italiano. I cinque finalisti che si contendono il premio sono: Elisabetta Fontana, 21 anni di Como (CO), con il racconto “Sotto la pelle”; Valeria Lanza, 18 anni di Orsenigo (CO), con il racconto “Ifi e Lante”; Ester Mennella, 18 anni di Foggia (FG), con il racconto “Il portiere più scarso della storia”; Chiara Miscali, 20 anni di Ardauli (OR), con il racconto “La a quattrocentoquaranta hertz”; Emanuele Tomasoni, 18 anni di Brescia (BS), con il racconto “Tra sorrisi e macerie”. E saranno proprio loro, insieme ai futuri compositori del CPM Music Institute Nicola Danese, Nicolò Caliari, Giulio Carter, Sergio Marinelli e Alessio Tortini, che daranno vita ad un laboratorio di condivisione, che si svolgerà a fine agosto, in cui gli elaborati letterari saranno trasformati in musica. Un progetto formativo a quattro mani con lo scopo di promuove l’incontro e il confronto tra i giovani in arti diverse, la musica e letteratura, due importanti strumenti comunicativi artistici che svolgono un ruolo fondamentale anche in ambito sociale. Le composizioni saranno presentate durante l’evento del 15 settembre; un appuntamento su invito, durante il quale la band del CPM, la CPM Ultra Pop Band, composta da Giulia Lazzerini (voce), Daniele Bressan (batteria), Giacomo Gagliardini (chitarra), Alessandro Spoldi (tastiere), eseguirà dal vivo i brani, mentre gli attori del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale Magdalena Soldati e Leone Tarchiani leggeranno alcuni estratti dai racconti, accompagnati dalle coreografie della Scuola Danza Diaghilev Venezia, fondata da Francesca Siega. Nel corso della serata, oltre alla proclamazione del vincitore, verranno assegnati anche la menzione per il miglior racconto sul tema della cultura di impresa, in collaborazione con il Movimento Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e il riconoscimento per le tematiche legate alla sostenibilità sociale e/o ambientale, associato a Intesa Sanpaolo. L’evento, con la regia di Davide Stefanato, sarà presentato da Federico Basso e Davide Paniate e vedrà anche un contributo di Roberto Vecchioni e un momento musicale di Franco Mussida. La serata sarà visibile in diretta streaming sul canale Youtube del Premio Campiello.
Torna nel capoluogo della Marca GEA “GIOIOSAETAMOROSA – Treviso Contemporary Theatre Festival”, rassegna di teatro contemporaneo in programma dall’8 al 22 luglio 2023 come sempre in varie location del centro storico. Due settimane tra spettacoli al Teatro Mario Del Monaco, laboratori e processi creativi, di scrittura, performance e critica aperti al pubblico di ogni età, un premio di drammaturgia contemporanea, incontri con gli artisti e le artiste ospiti e performance itineranti che trasformeranno Treviso in un palcoscenico diffuso e aperto a tutti. Un festival che travolgerà la città come una festa che, unendo artisti e pubblico, genererà nuove relazioni, condivisioni e comunità, per celebrare la vita, la gioia e l’amore. I biglietti per gli spettacoli saranno a disposizione da domani sul sito del festival. L’edizione di quest’anno della kermesse, realizzata dal Comitato Teatro Treviso in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto, all’interno del progetto triennale GEA.22, GEA.23 e GEA.24, porta il titolo “RADIC(CH)I”, inteso come metafora identitaria che evoca anche la tematica della natura e dell’ambiente. Guardare alle radici significa narrare di ciò che si conosce profondamente sul piano dell’esperienza e dell’identità, ma per metterlo in relazione alle esperienze e alle conoscenze di altri perché diventino dialogo e apertura a ciò che è diverso da noi. L’apertura di GEA.23 è affidata al Premio di Drammaturgia Contemporanea “Giuseppe Bepo Mafioli”, premio nazionale di scrittura per la scena promosso da Comitato Teatro Treviso, Comune di Treviso, Teatro Stabile del Veneto e Archivio Giuseppe Maffioli. Sabato 8 luglio al Teatro Mario Del Monaco, dopo l’inaugurazione ufficiale si terrà quindi la cerimonia di premiazione del concorso, con la lettura scenica della drammaturgia vincitrice accompagnata dalle illustrazioni di Elisa Canaglia del Treviso Comic Book Festival. Sempre il Mario Del Monaco ospiterà poi i principali spettacoli in programma nei 15 giorni di festival: mercoledì 12 luglio Bobby & Amy, venerdì 14 luglio Via del Popolo e domenica 16 luglio Pietre Nere, sempre alle 19.30. A questi spettacoli si aggiungono due appuntamenti che vedranno diverse repliche durante la manifestazione: Spirito del Teatro, una produzione di Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e Comitato Teatro Treviso, in programma dall’11 al 16 luglio e dal 18 al 22 luglio alle 15 e R+G, in scena dal 18 al 22 luglio alle 19.30, sempre al Teatro Del Monaco. Altri momenti clou del programma di GEA.23 saranno poi le restituzioni dei processi creativi con la cittadinanza che si svolgeranno tra fine giugno e inizio luglio: “drammatizziAMO”, “esploriAMO” e “partecipiAMO”. A questi tre processi creativi se ne aggiungerà un quarto, “commentiAMO frequenze clandestine”, l’unico le cui iscrizioni sono ancora aperte, che si svolgerà durante i giorni stessi della kermesse, e che si presenterà come un laboratorio di osservazione e critica teatrale. Come per la scorsa edizione, torna l’apprezzato format “ciacoliAMO”, momenti di confronto quest’anno ospitati alla Loggia dei Cavalieri, in cui gli artisti e le artiste ospiti del festival incontreranno il pubblico e dialogheranno con un’associazione o realtà del territorio.
Dopo un percorso di valutazione delle oltre 450 candidature arrivate, sono stati comunicati oggi i titoli degli spettacoli finalisti In-Box e In-Box Verde 2023, che saranno in scena dal 24 al 31 maggio a Siena durante In-Box dal Vivo. Tra i titoli in finale c’è anche R+G, lo spettacolo co-prodotto dal Teatro Stabile del Veneto–Teatro Nazionale e liberamente ispirato a Romeo e Giulietta di William Shakespeare, che vede in scena nei panni dei protagonisti Caterina Benevoli e Duccio Zanone e con le musiche originali live di Gianluca Agostini. R+G è un canto d’amore a due voci, elettrico, poetico, inquieto. Un affondo viscerale nell’animo dei due giovanissimi protagonisti tra la violenza della provincia e la genuinità dell’amore adolescenziale. A condizionare la loro storia saranno anche le famiglie, la scuola e i giudizi della loro comunità. Lo spettacolo inserisce i temi e l’universalità dei grandi classici in un impianto scenico contemporaneo e accessibile a ogni tipo di pubblico. In-Box è una rete di teatri, festival e soggetti istituzionali che seleziona e promuove alcune delle esperienze produttive più interessanti della scena emergente italiana. In-Box definisce “emergenti” quelle compagnie le cui opere hanno un alto livello artistico a cui non corrisponde ancora un'adeguata visibilità presso pubblico, operatori e critica. Grazie alla trasversalità di sguardi dei componenti delle sue reti, il progetto premia spettacoli capaci di dialogare in maniera incisiva con più pubblici rappresentando al meglio il tempo presente. Attraverso la sua azione promozionale e distributiva In-Box intende contribuire al rinnovamento del teatro italiano sostenendo la continuità della ricerca artistica e la dignità economica del lavoro delle compagnie attraverso l'acquisto di repliche a cachet di spettacoli già prodotti. Dal 2015 il progetto è sostenuto dal MiC (Art.41, Promozione, asse Ricambio generazionale).