Presentato il libro sulla sfida della formazione attoriale a partire dal modello TeSeO – Teatro Scuola Occupazione
Che cosa significa oggi formare un attore? È una domanda apparentemente semplice, ma per rispondere serve intrecciare tradizione teatrale, pratiche formative, trasformazioni del lavoro e responsabilità culturale delle istituzioni.
Da questa esigenza nasce il volume Diventare attori. Dal modello del Veneto all’Europa (Ronzani, 2026), presentato questa mattina al Teatro Goldoni di Venezia alla presenza dell’Assessore all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione del Veneto, Valeria Mantovan, e del Direttore Generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto, Claudia Marcolin.
Attraverso saggi, testimonianze e interviste a protagonisti della scena contemporanea, il libro restituisce un quadro articolato dell’attuale formazione attoriale, che va ripensata alla luce delle trasformazioni in corso. L’invito è di superare la visione parziale dell’attore come semplice interprete, restituendo una figura più complessa: un artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera.
In questo senso il modello TeSeO – Teatro Scuola Occupazione, promosso dalla Regione del Veneto e dal Teatro Stabile del Veneto, rappresenta un caso concreto e già consolidato di integrazione tra formazione e professione, capace di accompagnare gli allievi in un percorso che va dall’apprendimento alla scena, fino al mondo del lavoro. In sette anni di attività, TeSeO ha coinvolto oltre 3mila giovani, superando il 70% di tasso d’occupazione tra gli ex allievi e allieve.
La presentazione del volume apre il modello veneto a una dimensione europea grazie all’appuntamento previsto il 10 giugno a Bruxelles, dove il Teatro Stabile del Veneto promuove il workshop internazionale “From SCHOOL to STAGE – Training, Employment and Public Responsibility in European Theatre Academies”. È un’occasione di dialogo tra alcune delle principali accademie teatrali legate ai Teatri Nazionali europei: Scuola del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Academia del Teatro Nazionale di Atene ed École del Teatro Nazionale di Bretagna affronteranno il tema della transizione dalla formazione all’accesso alla professione, con una riflessione sulla responsabilità pubblica delle istituzioni culturali. I teatri nazionali hanno infatti un ruolo decisivo nell’accompagnare i giovani artisti verso la pratica professionale, sostenendone l’ingresso nel sistema teatrale dei rispettivi paesi. L’iniziativa guarda così alla programmazione europea 2028–2034 per rafforzare il dialogo tra politiche culturali, occupazione giovanile, sviluppo delle competenze e programmi di mobilità.
“Il volume Diventare attori. Dal modello del Veneto all'Europa racconta di TeSeO, una scommessa vinta nata dalla visione strategica della Regione del Veneto che riconosce nella cultura il motore profondo dell'identità del territorio e dello sviluppo economico. TeSeO non è un lusso, ma una necessità, un modello che dimostra come il Veneto sappia trasformare un investimento in cultura in un sistema concreto di formazione, lavoro e sviluppo del territorio. È tutto raccontato in questo libro con rigore e passione, dal contributo dei grandi maestri del teatro ai percorsi dei giovani allievi che oggi lavorano sulle scene italiane. TeSeO costituisce davvero un ponte concreto tra il talento dei nostri giovani e il mondo del lavoro, coniugando l'artigianato della scena con una governance moderna. Siamo orgogliosi che il Veneto, unica regione in Italia, abbia costruito qualcosa che guarda all’Europa: un modello in cui Fondo Sociale Europeo, politiche della formazione e arte teatrale parlano la stessa lingua”. Ha dichiarato Valeria Mantovan, Assessore all’istruzione, formazione professionale e politiche culturali della Regione del Veneto.
“La presentazione di questo libro è la prima tappa di un percorso che vuole innovare la nostra Accademia caratterizzandola in un contesto non solo regionale ma anche nazionale ed europeo. L’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, grazie alla Regione Veneto, ma anche i Comuni di Padova e Venezia, la Commissione europea e partner privati come Carraro, diploma ogni anno una decina di attrici e attori, che nel loro percorso formativo hanno già avuto le prime esperienze lavorative nel mondo teatrale, in Italia ed Europa, ed escono dall’Accademia già avviati alla professione. E la nostra accademia è la prima in Italia che ha istituito un programma stabile di mobilità europea e di studio sul teatro digitale e le nuove tecnologie grazie a partner europei. Insomma, il modello TeSeO funziona. Per questo il TSV ha aumentato l’impegno dal 2025 con maggiori risorse dedicate alla formazione. La strada è quella giusta, come ci dimostra l’attenzione europea verso quanto abbiamo fatto finora: a giugno saremo a Bruxelles per confrontarci con alcune delle principali accademie teatrali legate ai Teatri Nazionali europei. TSV, Scuola del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Academia del Teatro Nazionale di Atene ed École del Teatro Nazionale di Bretagna affronteranno il tema della transizione dalla formazione all’accesso alla professione, con una riflessione sulla responsabilità pubblica delle istituzioni culturali”. Ha affermato Claudia Marcolin, Direttore generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.
Il dialogo a partire dal libro
La presentazione di Diventare attori. Dal modello del Veneto all’Europa è stata occasione di confronto sui temi al centro del volume. Una questione emerge su tutte: non è possibile immaginare il teatro di domani senza interrogarsi oggi su come formare i suoi attori. In questa prospettiva si afferma la centralità dell’attore/autore, non più semplice interprete ma artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera, intrecciando corpo, pensiero, scrittura scenica e responsabilità culturale.
A partecipare al confronto, moderati dalla curatrice Valentina Berengo, sono intervenuti Luca Scarlini, scrittore e drammaturgo che ha firmato il contributo L’attore un paradosso; il Direttore della Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto, Fabio Menin, che si è focalizzato sulla visione di TeSeO come modello pedagogico capace di generare opportunità lavorative; Manuela Massimi, Componente del Comitato Tecnico di Accompagnamento di TeSeO, che ha raccontato la nascita dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni (ATCG) frutto dell’unione tra Accademia Palcoscenico e Accademia Teatrale Veneto; Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, che ha approfondito i temi centrali della pubblicazione, soffermandosi sulla vocazione internazionale dell’ATCG. Nicoletta Robello, infine, in qualità di Coordinatrice didattica dell’ATCG ha rivolto lo sguardo al futuro e ai nuovi modelli pedagogici.
Durante la mattinata, sono intervenuti gli allievi e allieve del III anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni in videocollegamento da Bonn, Germania, dove stanno svolgendo l’Erasmus. Hanno concluso l’evento gli allievi e allieve del II anno con un estratto da Gli Innamorati di Carlo Goldoni, per la regia di Giorgio Sangati.