Il maggiore Lars Koch a bordo di un Tornado ha l’ordine di scortare fuori dallo spazio aereo del suo Paese un Airbus della Lufthansa dirottato da terroristi. A bordo ci sono 164 passeggeri.
Quando il velivolo improvvisamente cambia rotta e punta sullo stadio di Monaco
di Baviera dove è in corso la partita Germania-Inghilterra, Koch deve scegliere cosa fare: meglio abbattere l’aereo, sacrificando i passeggeri, o rischiare
la vita dei 70 mila tifosi che gremiscono
gli spalti? Il dilemma è impossibile:
la logica dei numeri non basta. Koch decide di distruggere l’aereo. Un missile aria-aria. Per questo viene processato ed è travolto da una serie di accuse. Ha obbedito ai suoi superiori? In questo caso di chi è la responsabilità? E lui, è colpevole o innocente?
Una strage è pur sempre una strage, «L’umanità non è un mercato». A decidere del destino del maggiore, in quello che fortunatamente è un caso fittizio, è il pubblico che, al termine dello spettacolo si costituisce come giuria di un processo che mette in luce la vulnerabilità delle nostre democrazie
e della condizione umana. Sei Paesi, 295.858 giurati. Per il 60,8% Koch è innocente. 
Solo in Giappone, su quattro rappresentazioni sono stati registrati quattro verdetti di colpevolezza. “Terror”, prima opera teatrale firmata dallo scrittore e avvocato tedesco Ferdinand von Schirach, ha riscosso
un enorme successo nei teatri tedeschi internazionali e adattata per il pubblico italiano.