In casa del ricco e pavido Crisalo è la moglie Filaminta a essere padrona assoluta. Insieme alla bizzarra cognata Belisa e alla figlia Armanda ha deciso di “vendicare” l’oppressione in cui versa la condizione femminile dandosi allo studio, ma si è messa nelle mani di Trissottanì, un intellettuale narciso e viscido alla ricerca solo di consenso e denaro. L’altra figlia, Enrichetta, invece, non sembra interessata a scienza e letteratura e ha appena ricevuto una proposta di matrimonio da Clitandro. Il giovane focoso si è visto rifiutare la stessa proposta proprio da Armanda che, pur amandolo, vede le nozze come un esproprio della sua autonomia.  Scoppia una vera e propria guerra che vedrà i genitori prendere le parti opposte delle due sorelle per dimostrare chi comanda. Sarà il flemmatico Aristo, fratello di Crisalo a risolvere i contrasti mentre nella vicenda verranno coinvolti, loro malgrado, anche la selvatica serva Martina, l’eccentrico scrittore Vadius, un notaio inflessibile e lo svanito valletto L’Epine.

Ci troviamo di fronte una famiglia nel caos, dove sono saltati tutti gli equilibri: da un lato un velleitario femminismo militante e dall’altro un tradizionalismo grossolano e anacronistico. Moliere, però, non prende nessun partito, ci presenta entrambi i punti vista svelandoci le fragilità, le frustrazioni e le vendette che li alimentano, affidando al pubblico la responsabilità di farsi un’idea, di collocarsi nell’eterno dibattito tra corpo e ragione, tra civiltà e natura.

È una commedia, questa, che sconfina decisamente nel dramma (nell’horror) e, allo stesso tempo, si tinge dei toni della farsa (forse l’unico modo di sopravvivere della tragedia nel mondo moderno). Diverte (e molto) perché ci mostra quanto l’essere umano possa rendersi ridicolo e commuove perché ci mostra la sofferenza che sempre accompagna il riso.

L’autore dimostra tutta la sua grandezza proprio infrangendo le regole e dando vita a un vero capolavoro che, a quattrocento anni spaccati dalla sua nascita (1622), non smette di risuonare nell’immaginario degli spettatori.

Per le allieve e gli allievi dell’accademia una prova del fuoco in vista dell’ingresso nel labirinto del lavoro e della vita.

Giorgio Sangati

 

In scena il 18 e 19 febbraio 2022 nella sala del Ridotto del Teatro Verdi di Padova.