• 22 Febbraio 2020 16:00
  • Laboratorio di cittadinanza Questa vita è un’Odissea condotto da Mattia Berto per il Teatro Stabile del Veneto

    Dopo essere stati ammaliati dal canto delle sirene, il prossimo attracco ci porterà ad essere ospiti nella casa di Circe che con i suoi incantesimi ci ha fatto riflettere su quanto e cosa abbia maggior potere nella trasformazione della nostra personalità e del nostro carattere.

    Nell’ottica di un teatro di cittadinanza che vive nei luoghi della città in tutte le sue sfaccettature, il palazzo di Circe prenderà vita nella casa di una giovane coppia che ha scelto di continuare a vivere a Venezia.

     

    Performance ogni mezz’ora dalle 16.00 alle 18.00

    Max 12 persone a performance

    Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria entro il 20 febbraio alla mail

    laboratori.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it

    Punto d’incontro: Imbarcadero di San Basilio 5 minuti prima dell’inizio di ogni performance

     

    “Tocco il mare con un dito. Ulisse e le Sirene” è stata la prima tappa di “Questa vita è un’odissea”, progetto di teatro di cittadinanza che coinvolge cittadini di tutte le età portandoli a riflettere sui cambiamenti dei luoghi del loro vissuto quotidiano in un percorso laboratoriale che ha trovato il suo sbocco naturale in azioni site specific proprio all’interno di case private veneziane.

    La storica famiglia Rubelli è stata la prima ad aprire le porte del proprio privato a San Marco ospitando una trentina di allievi del laboratorio che ha preso vita, a partire da ottobre 2019 con cadenza settimanale, al Teatro Goldoni.

    Sulla rotta del viaggio per antonomasia raccontato nell’Odissea, a ogni appuntamento gli spettatori ne incontreranno un personaggio: dopo essere stati ammaliati dal canto delle sirene, il prossimo attracco li porterà ad essere ospiti nella casa di Circe. La divina li accoglierà insieme alle sue ancelle, offrirà loro cacio e miele ma, allo stesso tempo, trasformandoli in porci, li colpirà con la verga e li rinchiuderà nel porcile. E’ grazie a Circe che si è aperta la nostra riflessione su quanto e cosa abbiano maggior potere nella trasformazione della nostra personalità e del nostro carattere. Ogni allievo ha lavorato sul proprio bagaglio soggettivo per cercare di dare a se stesso e agli altri la sua personale risposta. Temi come seduzione, abbrutimento, trasformazione del corpo sono stati la palestra per la costruzione di questa nuova azione.

    La casa della famiglia Fulin a Dorsoduro sarà quindi il teatro di “La casa di Circe, uomini e bestie” sabato 22 febbraio a partire dalle ore 16:00 con quattro repliche per 12 partecipanti ciascuna.

    Il regista Mattia Berto dice: “Per questa seconda tappa ho scelto di portare il teatro nella casa di una giovane famiglia veneziana, una coppia di professionisti con un bambino che vivono a Venezia nonostante le difficoltà di una città speciale ma che a volte mette a dura prova, come è successo per l’ultima acqua alta nella quale la casa, che in gran parte si sviluppa al piano terra, ha subito danni materiali ed emotivi che portano ad interrogarsi sul continuare in questa scelta di vita. Da anni conduco una riflessione sulla città sperimentando l’idea di portare il teatro in tutti i suoi luoghi, coinvolgendo quanta più umanità possibile: botteghe, campi e calli, musei, carceri, alberghi, case private diventano i palcoscenici privilegiati della vita e del teatro”.