• 17 Maggio 2020 18:00
  • UNA STAGIONE SUL SOFÀ

    Il Nordest in tournée

     

    spettacolo in versione integrale

    ONLINE domenica 17 maggio, ore 18.00

     

    Un classico della letteratura slovena in una veste assolutamente inedita: Il re di Betajnova, crudo testo sulla corruzione del potere scritto nel 1902 da Ivan Cankar, rivive in questa produzione del Teatro Stabile Sloveno nelle visioni del giovane regista cinematografico Tomaž Gorkič, capofila della filmografia horror slovena.

    Quest’opera politica e di forte denuncia sociale racconta l’ascesa dell’amorale Jožef Kantor, arricchitosi con l’usura e lo sfruttamento del proletariato rurale. Al suo arricchimento economico segue la brama di potere anche in campo politico. Il suo percorso incontra resistenze da parte delle vittime del sistema, ma nonostante la ribellione si basi su giuste rivendicazioni, non è necessariamente destinata al successo, così come accade anche nella vita reale.

    Diritti e sentimenti negati, delitti, corruzione sono i temi di questo dramma noir, del quale il regista ha scritto: «Nelle opere letterarie di Cankar possiamo ravvisare anche gli aspetti più bui di una società in preda allo sfruttamento, all’avida ingordigia, ai maltrattamenti più sadici e ad altre forme di violenza sull’uomo. La casta che ci governa vorrebbe certo nascondere tutto ciò, forse dietro al sorriso beffardo di un venditore disumano che commercia in vite, cedendole al miglior offerente, come imposto dall’inumano codice capitalista.»

    La storia si ripete, così come questo tipo di vicende, per questo il nuovo allestimento non si riferisce nella sua immagine a un determinato tempo e spazio. Il contenuto rimane inalterato, ma la sua dimensione è quella di un incubo, con riferimenti alle immagini dei quadri di Bosch. Le scene firmate da Petra Veber rappresentano simbolicamente una città, dove l’immagine emotiva supera l’importanza della visione descrittiva. I costumi di Sanja Grgić evidenziano il sottotesto, rivelando la natura complessa e autentica dei personaggi.

    «In quanto regista cinematografico preferisco derivare le mie intenzioni da un approccio visivo. Non amo guardare attori su scene vuote, dove occorre immaginare il contesto. Per questo motivo scena, costumi e trucco, luci e coreografie sono per me fattori imprescindibili» ha detto Gorkič, che ha cercato di unire in questa produzione il linguaggio teatrale e quello cinematografico: «Voglio attori fatti di carne e sangue, non mi interessano i manichini parlanti. In alcune scene gli attori devono ispirarsi attraverso le coreografie anche a tecniche cinematografiche, creando da soli il montaggio e le inquadrature, come si trattasse di un film dal vivo.»

    L’intera vicenda viene commentata dalle musiche originali, con le quali il compositore Sašo Kalan ha creato una colonna sonora ambientale. I movimenti coreografici sono firmati invece da Jana Menger, che con il movimento completa il non-detto della vicenda.

    Il personaggio iconico di Jožef Kantor è interpretato da Primož Forte, il doppio ruolo di Hana e Francka è a cura di Nikla Petruška Panizon. Lo sfortunato ribelle Maks ha il volto di Tines Špik, il possidente Franc viene interpretato invece da Dejan Pevčević. L’attore triestino Franko Korošec veste i panni di Krnec e del Giudice, la nipote di Kantor, Nina, è Tina Gunzek. Completano inoltre il cast Maja Blagovič e il noto attore sloveno Brane Grubar nel ruolo del parroco.

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