• 10 Maggio 2020 20:00
  • UNA STAGIONE SUL SOFÀ

    Il Nordest in tournée

     

    spettacolo in versione integrale

    ONLINE domenica 10 maggio, ore 18.00

     

    I Turcs tal Friul di Pier Paolo Pasolini è uno degli allestimenti storici e fondamentali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: lo ha coprodotto con Teatridithalia e la Biennale di Venezia, nel cui contesto ha debuttato nel 1996.

    La tesa regia è firmata da Elio de Capitani mentre ne è protagonista Lucilla Morlacchi attorniata da una potente e numerosa compagnia: arricchiscono lo spettacolo le belle musiche di Giovanna Marini.

    La scrittura teatrale di questo autore, che con la sua opera ha lasciato un segno indelebile e ha mutato profondamente il panorama intellettuale e letterario dell’Italia del Novecento, sperimenta forme fra le più diverse: dalla commedia borghese alla favola pedagogica, dalla tragedia in versi al monologo. Si confronta inoltre con la traduzione soprattutto del teatro classico.

    I Turcs tal Friul fu ritrovato nel 1976, postumo dunque: Pasolini lo scrisse a Casarsa, in Friuli, probabilmente nel 1944. E proprio a un reale evento storico di quel territorio (la devastante invasione dei Turchi in Friuli, nel 1499) e ad una leggenda della cittadina materna (il fatto che Casarsa fu sfiorata e risparmiata, resa invisibile da una nube fitta di polvere alzatasi per intervento miracoloso) si ispira il testo, permeato di emozioni archetipiche, ma venato anche, sul piano simbolico, dagli echi dell’inquietudine per la seconda guerra mondiale in corso, con i suoi pericoli e le sue minacce.

    L’atto unico è connotato dall’attesa e dalla paura: le emozioni dei paesani si intrecciano in un coro commovente e intenso, su cui si stagliano le voci di alcuni personaggi, con i loro sentimenti e slanci vitali. Mentre i turchi si avvicinano minacciosi, gli uomini pensano a come difendersi, indugiano, qualcuno si rassegna, qualcuno, come il giovane Meni, reagisce e paga con la vita. Ma è alle voci femminili che Pasolini dona un ruolo toccante, essenziale: Anuta, Lussia e le altre sono madri sofferenti e consolatrici, che trasmettono quell’amore, quella paura, quella fragilità di cui è intessuta, in ogni tempo, la vita umana.

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