Ezio Frigerio

frigerioNato a Erba, dopo gli studi di architettura al Politecnico di Milano, inizia la collaborazione con il Piccolo Teatro nel 1955 come costumista per alcuni spettacoli di Strehler, tra cui La casa di Bernarda Alba di García Lorca e L’opera da tre soldi di Brecht.

Dopo un periodo in cui lavora per il cinema, diventa collaboratore stabile di Strehler, realizzando le scene di moltissimi spettacoli memorabili, tra cui I giganti della montagna di Pirandello (1966), Santa Giovanna dei macelli di Brecht (1970), Re Lear di Shakespeare (1972), Temporale di Strindberg (1980), La grande magia di De Filippo (1985), Arlecchino di Goldoni (1973, 1987, la nuova scenografia dell’edizione 2003), tutti allestiti al Piccolo. Sempre per Strehler firma le scene dell’Illusion di Corneille, allestito a Parigi all’Odéon nel 1984. Nelle sue realizzazioni, Frigerio propone spazi articolati con grande genialità teatrale che si sviluppano (come in Temporale) su vari piani, usando al contempo materiali nuovi come plastica specchiante-trasparente e il perspex e raggiungendo inediti contrasti drammatici. Ma è anche nella scenografia per l’opera lirica che il suo talento ha modo di manifestarsi con gli allestimenti che realizza ancora per Strehler: Simon Boccanegra (1975) e Falstaff (1980) di Verdi, Lohengrin (1981) di Wagner (in cui emerge la visione geometrica dello spazio scenico gestito attraverso imponenti colonne che danno forza e spinta verticale all’immagine visiva), Le nozze di Figaro (1981) e Don Giovanni (1987) di Mozart.

Nelle Nozze, in particolare, ricostruisce l’idea di un mondo settecentesco in cui la luce che penetra da grandi finestre disegna e delimita uno spazio ovattato e suggerisce le atmosfere dell’azione.

Con Così fan tutte (1998), ancora di Mozart, ultima regia di Strehler, Frigerio termina una lunga e fertile collaborazione che ha conferito un’impronta fondamentale alla sua carriera di scenografo.

Per il balletto lavora con R. Petit, R. Nureyev, Y. Grigorovich, R. Hynd e B. Menegatti.
Artista eclettico, in campo cinematografico collabora con De Sica, Castellani, Bolognini, Cavani, Bertolucci (per Novecento), Planchon, Konchalovskij, Schlöndorff e Rappeneau. Per il suo lavoro in Cyrano de Bergerac, film diretto da quest’ultimo, ha vinto il premio César, il premio europeo Awards, il Nastro d’Argento e ha ottenuto la nomination all’Oscar.

Ha lavorato in tutti i più importanti teatri del mondo, tra cui Metropolitan (New York), Lyric Opera (Chicago), Covent Garden (Londra), Opéra, Opéra Bastille e Comédie Française (Parigi), e in città come Lione, Amburgo, Monaco, Vienna, Milano, Venezia, Roma, Tolosa, Madrid, Bruxelles, Stoccolma, Tokyo, Barcellona, Zurigo e Buenos Aires.
Ha collaborato con registi come, tra gli altri, G. Deflo, L. Ronconi, L. Pasqual, N. Joel, G. Wod, M. Gas, W. Herzog, M. Sciaccaluga, P. Faggioni, F. Soleri, G. Vick, N. Espert, G. Montaldo, J. M. Flotats, E. Sagi.
A Parigi ha ricevuto la Legione d’Onore per aver contribuito a creare un nuovo modo di concepire la scenografia in Francia.

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