La Stagione 2009/2010
Sono ben quattro le nuove produzioni che presentiamo in questo cartellone, nonostante il momento di crisi finanziaria e le incertezze sul Fondo Unico dello Spettacolo. Mentre ci prepariamo a mettere in scena questi nuovi allestimenti, che spaziano da due capolavori del Novecento a due testi di Euripide, il nostro Impresario delle Smirne si prepara ad una lunga tournée che ci farà toccare il Teatro Argentina di Roma e molti altri teatri stabili. Durante l’estate il Teatro Stabile riprenderà la sua attività estera partecipando ad uno dei maggiori Festival europei, proseguendo il versante internazionale della nostra attività, che è una delle novità della mia direzione e che pone il nostro teatro in una posizione di eccellenza sotto questo aspetto. La nostra attività produttiva conferma quindi lo stato di ottima salute del Teatro Stabile del Veneto, confermato da bilanci in perfetto pareggio e da un ininterrotto feeling con i nostri pubblici.
Partiamo dai nostri due spettacoli provenienti dal Teatro Olimpico di Vicenza e che fanno capo all’autore più problematico, misterioso ed affascinante del repertorio antico: Euripide.
Baccanti è uno dei testi più affascinanti che siano stati mai scritti. L’edizione si presenta degna del massimo interesse, mettendo insieme un valido regista veneto, Giuseppe Emiliani, con una della maggiori attrici italiane della generazione di mezzo, Laura Marinoni. Lo spettacolo si avvale anche della prestigiosa e stimolante collaborazione con il Settore Musica della Biennale di Venezia, che promuoverà un laboratorio in funzione delle musiche di scena dello spettacolo. Se Baccanti è un grande titolo di repertorio la presentazione di Andromaca costituisce invece una vera e propria preziosità, ovvero il recupero di un bellissimo testo che la tradizione interpretativa ha ingiustamente classificato tra quelli minori e che invece noi riproponiamo con forza, convinti che l’opera mostrerà una vivace e stimolante efficacia teatrale. Le nostre altre due produzioni riguardano il Novecento, secolo su cui ci soffermiamo più del solito. Spazio quindi al primo Pirandello prodotto dallo Stabile nella sua storia (Vestire gli ignudi) e alla riscoperta di un capolavoro del teatro veneto (Tramonto di Renato Simoni).
Vestire gli ignudi è un grande banco di prova per una prima attrice. Rappresenta l’esame di laurea per Gaia Aprea, questa brillantissima giovane attrice che lavora con noi dal 2000 e che il nostro pubblico ha visto spaziare dalla tragedia greca alla commedia musicale passando per tanti lavori di Goldoni. Lo spettacolo ambienterà la vicenda in una specie di metafisico studio televisivo. Mi è sembrato infatti che la geniale intuizione di Pirandello sulla contraddizione tra il vivere e il raccontare la propria vita richiami alla mente molte figure della televisione d’oggi. La recente vicenda di una ragazza inglese che ha venduto alla tv la “diretta” della propria agonia sembra discendere direttamente da quella di Ersilia Drei che “vende” la propria agonia in una intervista giornalistica. Se quindi si potrà parlare di un Pirandello rappresentato come “reality show” ciò avverrà in modo rarefatto, filtrato dalla sottile e misteriosa fantasia che spero si genererà dall’incontro tra il sottoscritto e Fabrizio Plessi, un grandissimo artista che ha nel suo stile proprio l’uso astratto e metaforico dei video. Di questo spettacolo, che sperimenterà un particolare rapporto tra teatro e video, lo Stabile offrirà un laboratorio di preparazione che si terrà al Teatro Goldoni entro il 2009.
Da anni andiamo riscoprendo la drammaturgia dialettale veneta in collaborazione con Teatri spa e Arteven. Fino ad ora abbiamo presentato rarità, preziosi lavori dimenticati. Tramonto, il testo di Simoni che riscopriamo quest’anno, è invece un vero capolavoro, ingiustamente dimenticato in cui torna a lavorare con noi il giovane brillante regista veneto Damiano Michieletto,
A parte le nostre produzioni, l’intera stagione si caratterizza per un forte taglio novecentesco e/o contemporaneo. Abbiamo quindi due Brecht, ancora un Pirandello, uno Shaw, un recente Shaffer e tre testi ancor più recenti, quelli di Camilleri, Lievi e dell’americano Povod. A Venezia abbiamo voluto fortemente inserire un lavoro nato dalla scorsa Biennale Teatro che può vantare il felice incontro tra un grande scrittore, Erri De Luca, e un grande regista, Giancarlo Sepe (Morso di luna nuova). È invece inserito in entrambi i cartelloni un ottimo copione “giallo”, L’inganno (Sleuth), spesso oggetto di trasposizioni cinematografiche. Naturalmente non mancano i classici, presenti soprattutto a Venezia che può vantare due Shakespeare d’eccezione. Completano il versante classico in entrambi i teatri un leggero e gaio Cechov, e soprattutto un classico superteatrale come il Cyrano de Bergerac.
Se l’elenco degli spettacoli è particolarmente allettante ancor più lo è l’elenco degli artisti impegnati. Credo di poter affermare con orgoglio che un cartellone che mette assieme Franco Branciaroli, Laura Marinoni, Mariangela Melato, Mascia Musy, Massimo Popolizio, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Gaia Aprea e la Compagnia del nostro Stabile, Alessandro Gassman, Zuzzurro e Gaspare, Lo Monaco, il “nostro” Eros Pagni e registi come Lavia, Sciaccaluga, Castri, Calenda, Bernardi, Bruni-De Capitani possa essere considerato una delle maggiori gallerie di talenti teatrali del questa stagione.
Buona stagione teatrale, dunque!