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Eccomi dunque a presentare la stagione di prosa del Teatro Verdi di Padova e del Teatro Goldoni di Venezia, dopo circa sei mesi dalla mia nomina a direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto. Come avevo preannunciato in occasione delle rappresentazioni di Roman e il suo cucciolo a Padova e Venezia, ho cercato di favorire spettacoli di grande qualità, di forte impatto emotivo e valorizzati dalla presenza di grandi interpreti.
Ad aprire la stagione di entrambi i teatri sarà Immanuel Kant di Thomas Bernhard, da me diretto, con un cast di splendidi attori, fra i quali Manrico Gammarota e Mauro Marino. Uno spettacolo, recentemente presentato al Festival di Napoli, che ha ottenuto grandi consensi di pubblico e di critica. Una messa in scena visionaria, ricca di suoni e colori, un surreale viaggio in alto mare, dove potremo sorprenderci a ridere delle nostre paure e a commuoverci delle nostre debolezze. Una mia personale lettura di un autore che è ormai da considerare fra i “classici” del teatro del novecento.
Saranno cinque le produzioni del Teatro Stabile del Veneto: oltre a Immanuel Kant, presenteremo una novità assoluta per l’Italia, Tutto su mia madre, con Elisabetta Pozzi, per la regia di Leo Muscato; un progetto che trasporta in palcoscenico una delle storie più emozionanti del cinema di questi ultimi decenni, entrata ormai nell’immaginario collettivo. Erodiade, opera del genio drammaturgico di Giovanni Testori, con la regia di Pierapaolo Sepe e con protagonista Maria Paiato, straordinaria attrice veneta che per la prima volta si trova a collaborare con il nostro Teatro Stabile. Romeo e Giulietta, spettacolo diretto da uno dei giovani registi più apprezzati in Italia, Giuseppe Marini, un’operazione tesa a favorire il ricambio generazionale che vedrà impegnati dieci giovani attori, di cui quattro cresciuti nelle accademie della nostra regione. Per finire, volendo continuare nell’opera di valorizzazione dei talenti drammaturgici veneti del ’900, metteremo in scena Se no i xe mati non li volemo, con la regia dell’acuto Giuseppe Emiliani.
Per quanto riguarda le ospitalità, abbiamo fatto di tutto per invertire un trend incentrato sugli scambi tra teatri stabili pubblici. Le difficoltà di mercato non ci hanno permesso di svincolarci totalmente da questa logica e nei pochi casi in cui è stata praticata, abbiamo comunque tenuto conto dell’alta qualità della proposta.
Tra gli appuntamenti più significativi mi preme ricordare: Donna Rosita nubile del Piccolo di Milano con un cast straordinario ed un regista di livello internazionale quale Lluìs Pasqual; il debutto in prima nazionale del nuovo spettacolo di Pippo Delbono (per la prima volta presente nei nostri cartelloni) Dopo la battaglia; Il Mercante di Venezia in prova un’intelligente riscrittura del capolavoro shakespeariano di un artista apprezzato come Moni Ovadia; Otello del Teatro Stabile delle Marche, diretto da uno dei nuovi talenti del teatro di regia in Italia quale è Arturo Cirillo, in scena con il bravo Danilo Nigrelli;  Aspettando Godot del Teatro Stabile di Genova con due mostri sacri della scena, Ugo Pagliai e Eros Pagni; Il Bugiardo di Carlo Goldoni, prodotto dal Teatro Stabile di Verona, in un allestimento curato da Paolo Valerio con in scena Marcello Bartoli e Dario Cantarelli.
Tra le proposte delle compagnie private abbiamo scelto due divertenti commedie del teatro partenopeo: Lo scarfalietto di Eduardo Scarpetta, con Geppy Glejeses e Lello Arena, e Le bugie con le gambe lunghe di Eduardo De Filippo, con Luca De Filippo; da segnalare inoltre il ritorno molto gradito di Ludovica Modugno e Gigi Angelillo con Il Vecchio e il Cielo, una suggestiva ed emozionante commedia scritta e diretta da Cesare Lievi; Le conversazioni di Anna K., una commedia di grande successo scritta da Ugo Chiti, sagace autore di cinema e teatro, interpretata da una nostra grande attrice, Giuliana Lojodice; il debutto teatrale della regista palermitana Roberta Torre con il commovente adattamento di Annibale Ruccello de La Ciociara di Alberto Moravia, protagonista Donatella Finocchiaro; infine l’ultima fatica teatrale di Marco Paolini, per la prima volta inserito nei nostri abbonamenti, ITIS Galileo.
Una programmazione molto intensa, 14 spettacoli al Verdi di Padova e 13 spettacoli al Goldoni di Venezia, in sintonia con quella logica tesa a valorizzare un “teatro d’arte” e a considerare prioritario il rapporto con lo spettatore, due obiettivi che sono alla base del mio mandato.

Buon divertimento