• 15 dicembre 2010 17:31
  • Al mio terzo incontro con Shakespeare, dopo il Sogno di una notte di mezza estate e Amleto, porto ora in scena quella che considero la più alta e suprema indagine poetica sulla (vera) natura dell’ Amore.
    In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella produzione shakespeariana Romeo e Giulietta non ha eguali per come riesce a cantare l’irriducibilità di un amore che muore della propria intensità… del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella” che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché soltanto la morte e la tragedia attendono e ispirano una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza (ingredienti più consoni alla Commedia). La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito quale è l’oggetto preferito del suo assalto.
    Non i vecchi, ma i giovani nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi.
    Nulla di vivo resta alla fine della tragedia nella “bella” Verona del Prologo se non i vecchi.

    In questa città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere… di teatro che, per contrasto, tanto più angosciosa e crudele fa apparire la “ chiamata” della morte, non c’è spazio per i giovani e per l’ Amore.

    Fiori prematuramente recisi, Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e “premiato” dalle insulse statue d’ oro che la dabbenaggine dei vecchi erigerà a loro ricordo.

    Giuseppe Marini

    Lucas Zanforlini Romeo
    Eleonora Tata Giulietta
    Mauro Conte Mercuzio
    Francesco Wolf Tebaldo, Paride
    Riccardo Francia Benvolio, Baldassarre
    Sonia Barbadoro Balia
    Marco Grossi Frate Lorenzo
    Simone Pieroni Padre di Giulietta
    Nicolo’ Scarparo Padre di Romeo, Frate Giovanni
    Fabio Fusco Principe di Verona, Pietro (speziale)