• 4 gennaio 2015 16:00
  • Dedicato ai bambini dai 3 ai 7 anni e famiglie
    Biglietto posto unico numerato 6 €

    Tanto tempo fa.
    Al tempo dei sogni e delle stelle comete.
    C’erano tre giovani fratelli.
    Uno… lui. Due… e TRE!
    Poi una grande casa e un piccolo fuoco.
    Ridono, cantano e non stanno mai fermi, MAI!
    Solo quando soffia.
    (E ogni tanto sì che soffia!)
    Zitti… Fermi!
    Fuori dalla porta, qualcuno soffia forte il vento!
    E poi. Sì che sono felici!
    Ogni tanto, in qualche minuto,
    In tasca c’è una piccola mela rossa.
    UNA!
    Una sola mela rossa.
    UNA SOLA.
    Così.
    Le valigie sono pronte.
    Nella grande casa il fuoco è cenere.
    E le strade sono… questa, quella, e una… TRE!…

    Amo la fiaba perché «genere primordiale», luogo di metamorfosi e trasformazione. Perché riconducibile a generi antichissimi: il mito, la saga, la leggenda. Correndo di bocca in bocca tra i contadini seduti attorno al fuoco, il racconto si trasforma in scrittura attraversando la storia dell’umanità. La fiaba “I tre porcellini” nasce proprio così, dalla tradizione orale, per diventare poi pagina scritta. E proprio questa tradizione affabulatoria mi piace recuperare nel raccontare la storia di tre giovani fratelli che, come in altre fiabe molto note, devono lasciare la loro grande casa di origine per avventurarsi nel bosco in cerca di un tetto, di un fuoco e di un pezzo di pane. Ma il sentiero è pieno di incognite, specialmente se si deve attraversare una foresta. Popolata di esseri fantastici e strane creature…
    Le fiabe sono uno strumento fondamentale del crescere. Per questo non muoiono mai. Servono ad allenarsi alla vita. A superare gli ostacoli. A trovare soluzioni. Ad avere coraggio. A lasciarsi e a ritrovarsi. A sconfiggere esseri fantastici che si possono vedere solo nei sogni. A saper fare da soli… Ci si immedesima negli eroi e nel frattempo si diventa grandi. E anche in questa fiaba i tre fratelli ci porteranno fuori della grande casa paterna. Ci condurranno in mezzo alla foresta, insieme a loro costruiremo le loro tre case. Tutti insieme ascolteremo quello strano vento… Con loro verremo imprigionati e alla fine liberati dal fratello che nessuno si sarebbe aspettato, e dal suo fuoco acceso dentro al camino di pietra…
    Nello spettacolo verrà privilegiato il racconto del corpo.
    E la gestualità. Il racconto si farà sonoro, fatto di musiche, canzoni, rumori.
    Gli oggetti saranno strumenti di una drammaturgia fatta di simboli e colori.
    Le parole… solo quelle che servono, come nella ricetta di un delizioso pane dolce speziato…
    Lo spettacolo si inserisce nel progetto “Fabbricateatro-Laboratorio teatrale permanente.”
    Ketti Grunchi e tre giovani attori affrontano questa storia tratta dalla tradizione delle fiabe di tutti i tempi.
    E’ l’occasione per riflettere intorno ai temi della crescita: l’autonomia, la formazione della personalità, il concetto di pericolo. La casa come luogo sicuro, protettivo e rassicurante, resistente alle avversità.

    I TRE PORCELLINI è un’idea di Ketti Grunchi che si è avvalsa nella fase progettuale della collaborazione di

    BRUNO CAPPAGLI – regista e attore della compagnia teatrale LA BARACCA di Bologna

    MIRIAM BARDINI – attrice della compagnia teatrale NAUTAI TEATRO.

    Teatro Goldoni

    Centralino 041 2402011
    Biglietteria 041 2402014
    martedì > sabato 10.00/13.00 – 15.00/18.30
    Fax 041 5205241
    Coordinatore direzione.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria martedì > sabato 10.00/13.00 – 15.00/18.30
    In tutte le giornate di spettacolo 10.00/13.00 – 15.00/inizio spettacolo
    Domeniche con spettacolo 15.00/inizio spettacolo

     

    S. Marco, 4650/ B - venezia - 30124 - Italia