• 24 novembre 2001 12:43
  • Immaginate una grande casa veneziana del Settecento e figuratevela abitata improvvisamente da fantasmi, da figure tratte dalle pagine italiane di Stendhal, che vogliono racconlarvi la loro storia.
    Il primo personaggio in cerca di lettori è lo stesso Stendhal che accoglie cinquanta selezionatissimi spettatori e li conduce nel Salone delle Feste ad ascoltare il primo brano musicale.
    Successivamente gli spettatori si sposteranno in un salone attiguo per assistere alla prima, terribile, Cronaca Italiana.
    È la storia, divenuta oramai mitica, della giovane Beutrice Cenci, condanna­ta a morte a malincuore dal Papa per aver reagito, uccidendolo, contro il padre che la stuprava e tormentava. Chi vi racconta la storia è l’amico del cuore di Beatrice, Monsignor Guerra, che riuscì a non seguire la fanciulla al patibolo ed è ora condannato a raccontare per sempre la sua storia. Intanto nei corridoi del palazzo si ascolta la voce e ogni tanto si vede la fatata presenza della stessa Beatrice avvolta in un abito dal lungo strascico che inizia col bian­co, della sua purezza interiore, e termina col sangue che per lei è stato versato. Dopo questo terribile racconto si animano suoni che richiamano il tempo di Stendhal e quel­lo della casa in cui vi trovate, musiche italia­ne di fine Settecento.
    Ma nuovi personaggi premono e vi invitano a seguirli ad un altro piano del palazzo dove un’altra storia italiana vuole essere raccon­tata. È quella della principessa Vanina Vanini che, per amore di un giovane carbonaro, si mette contro il papato e l’aristocrazia roma­na di cui fa parte,.Per amore arriva a denunciare i compagni del suo amico carbonaro essendo gelosa della sua grande rivale: La Patria. Ancora per amore la giovane Vanina si traveste da uomo e quasi seduce un vecchio ministro cardinale che deve concedere la grazia al suo amato. Ma quando questi, inve­ce di proporle un romantico esilio, prova a convincerla a tornare ad una vita casta e timorata di Dio, lo abbandona e decide finalmente di accontentare il padre e sposare finalmente uno di quei giovani rampolli del­l’aristocrazia che aveva sempre rifiutato. Una storia ancora seria, ma già venata di ironia verso due tipici eroi di Stendhal: Vanina e Piero sono infatti belli, ingenui, impetuosi e romantici. Caratteri secondo Stendhal tipicamente italiani che ormai sono presenti quasi solo nella nostra casa incantata. L’ultima storia avrà invece un sapore pilù lieto. Questa volta assisteremo all’incontro di due brutti caratteri, un conte misogino una monaca ribelle che si conoscono per fare scintille e con loro grande stupore finiscono invece per amarsi. È l’unica volta che una Cronaca italiana termina con lieto fine, ed è con un sorriso che la casa incantata saluta i suoi visitatori.