Si ispira al glicine, alla sua fioritura divampante e alla tenacia con cui cresce e si arrampica ovunque trovi spazio, la nuova Stagione del contemporaneo che il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale programma tra il Teatro Maddalene e il Ridotto del Teatro Verdi a Padova. Per la prima volta un cartellone unico dedicato ai linguaggi contemporanei tra progetti di produzione, formazione e ospitalità: la programmazione di Glicine 26/27 è stata presentata questa mattina al Teatro Maddalene di Padova alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio.
Sono tre le direzioni che il cartellone del contemporaneo intraprende intrecciando le nuove creazioni del TSV, gli spettacoli dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni e alcune delle esperienze più significative della scena contemporanea. Con 23 titoli e 83 recite, di cui 69 prodotte dal TSV, Glicine 26/27 crea un ecosistema in cui opere, artisti e spettatori dialogano tra loro, trasformando il teatro in uno spazio vivo di ricerca, crescita e costruzione condivisa.
“Quest’anno Padova avrà un’apertura ancora più ampia al contemporaneo, grazie al Teatro Stabile del Veneto che ha fatto sì che il Teatro Maddalene e il Ridotto del Teatro Verdi entrino in una programmazione unitaria. Due teatri che smettono di essere appendice della sala grande del Verdi e diventano luoghi con funzione omogenea, in cui i linguaggi del contemporaneo trovano nuova vocazione – ha affermato l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio -. Glicine ha un palinsesto ben articolato con opere di grande rilievo che uniscono produzioni, formazione, creatività e ospitalità. In questo ringrazio il TSV perché con 69 opere prodotte ha dimostrato tutta l’attenzione per il teatro contemporaneo e per la tradizione. Infine, colpisce la capacità di questa programmazione di affrontare i grandi temi dell’attualità, come la violenza di genere e la marginalità. Perché se il teatro non è di rottura diventa risibile”.
“Glicine è il tentativo di mettere al centro del discorso il concetto di ecosistema artistico: una programmazione che permetta al pubblico di vedere ogni singola parte del processo artistico, dalla formazione alla produzione – ha dichiarato il direttore artistico junior del TSV, Alessandro Businaro -. Il risultato del lavoro realizzato insieme al direttore artistico Filippo Dini e a Carlo Mangolini, direttore dell’Accademia Carlo Goldoni e responsabile dell’Area Sviluppo Artistico, ha a tutti gli effetti le sembianze di una pianta che si arrampica da novembre ad aprile, sbocciando giorno dopo giorno”.
Le produzioni
L’attività del TSV dedicata ai linguaggi del contemporaneo si configura come un unico laboratorio esteso, in cui la dimensione creativa, formativa e produttiva si intrecciano fino a diventare indistinguibili. L’apertura di Glicine 26/27 è affidata a Fabiana Iacozzilli, vincitrice del Premio Hystrio alla Regia 2026, che porta al Teatro Maddalene Il sentiero di Linda Dalisi da Italo Calvino, dal 12 novembre al 4 dicembre. Interpretato dalla Compagnia Giovani del TSV, lo spettacolo attraversa e reinventa Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino. A febbraio 2027 tocca a Brain Storm (4>7 febbraio) di Marta Dalla Via e Frank Heuel, frutto del progetto europeo Storm che ha visto il TSV collaborare con Fringe Ensemble e Teatrul Național Marin Sorescu din Craiova. Lo spettacolo parte dai testi shakespeariani per indagare la “tempesta” emotiva delle giovani generazioni, il bisogno di essere amati, il desiderio, la fragilità, traducendola in un paesaggio scenico fisico e sonoro.
Dal 16 al 28 febbraio Glicine propone un focus sulla nuova drammaturgia italiana e internazionale. Attraverso letture e mise en espace affidate a registi e interpreti del panorama teatrale nazionale, il pubblico è invitato a confrontarsi con autori e linguaggi capaci di raccontare il presente e le trasformazioni del contemporaneo. Il primo appuntamento è Situazione Drammatica, progetto sulla drammaturgia italiana ideato da Tindaro Granata. In quest’occasione, il pubblico leggerà insieme a un gruppo di attori il testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, Un bambino di Marco Trotta. Dalla drammaturgia italiana si passa a quella internazionale con Test Your Writing, progetto che prevede la mise en espace di due testi internazionali, individuati da due prestigiosi partner europei: PAV, con Fabulamundi, il più importante progetto europeo dedicato alla traduzione e alla circolazione dei testi contemporanei, e l’European Theatre Convention (ETC), principale rete dei teatri pubblici europei. Tre appuntamenti che trasformano la lettura scenica in uno spazio di ascolto, riflessione e confronto, offrendo uno sguardo aggiornato sulle direzioni più vive e innovative della drammaturgia di oggi. Col senno di poi (9>13 marzo) di Tadrina Hockings e Sandra Colombo con la regia del francese Edouard Pénaud guarda al rapporto tra violenza di genere e strumenti per riconoscerla e prevenirla, intrecciando memoria e rielaborazione, esperienza vissuta e costruzione del racconto. Il pubblico diventa parte di questo attraversamento, chiamato a confrontarsi con opere ancora in divenire.
Le produzioni del Teatro Stabile del Veneto proseguono con Maturazione, dal 29 aprile al 14 maggio: tre residenze artistiche che non sono spettacoli chiusi, ma momenti di passaggio, esiti temporanei di un lavoro più ampio. Infine, dall’edizione di Maturazione dello scorso anno arriva Too Cute to poop, di ETU Ensemble, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e atteso alle Maddalene il 2 e 3 aprile. A fare da contrappunto, al Ridotto del Teatro Verdi, il Premio Campiello Giovani (19>21 maggio) che introduce il dialogo con la scrittura letteraria emergente, rafforzando il legame tra teatro e parola. Protagonista di quest’edizione è Un panopticon, racconto di Ofelia Fioretti finalista della 31esimo Premio Campiello Giovani.
Il contemporaneo sboccia nelle ospitalità
Le ospitalità di Glicine 26/27 intercettano alcune delle traiettorie più vive della scena contemporanea italiana per affrontare temi di attualità. Il calendario si apre nel 2027 al Teatro Maddalene con Per sempre (14,15 gennaio) di Alessandro Bandini, un lavoro centrato su una relazione amorosa raccontata nelle sue evoluzioni e fratture, a partire da materiali inediti di Giovanni Testori: lettere e cartoline ad Alain Toubas, insieme ai “Trionfi” e a dediche private in cui la parola, intima e necessaria, restituisce la densità del legame. Con Dad or alive di BumBumFritz, il 29 e 30 gennaio alle Maddalene, il registro cambia radicalmente: lo spettacolo utilizza una chiave pop, con ritmo serrato e una costruzione frammentaria per mettere in scena la figura paterna come presenza ambigua, tra assenza e sovraesposizione. In Calcinculo (11, 12 febbraio) di Babilonia Teatri, il teatro si rivolge direttamente al pubblico, senza filtri, alternando narrazione e affondo politico attraverso una sorta di “compilation” di canzoni pop in cui il tema della diversità e della marginalità viene affrontato senza mediazioni. Con Kamikaze (16, 17 marzo) Giulio Santolini introduce una dimensione performativa più fisica e concentrata, in tensione verso il rischio e l’esposizione, costruendo una presenza scenica che si mette continuamente alla prova, in equilibrio tra controllo e perdita. Attesa alle Maddalene anche Francesca Astrei e il linguaggio rarefatto di Io sono verticale (23, 24 marzo): uno spettacolo che si sviluppa per sottrazione, affidandosi a pochi elementi e una dimensione poetica quasi astratta, dove il corpo diventa segno. Al Ridotto del Teatro Verdi, Infinita bellezza (15, 16 aprile) di Claudia Manuelli e Aron Tewelde prosegue questa ricerca ma con un’apertura maggiore alla relazione: il corpo è al centro, ma come luogo di incontro e di percezione condivisa. Infine, Michel - The Animals I Am (22, 23 aprile) di Chiara Bersani chiude il percorso con un lavoro di forte riconoscibilità.
Dalla formazione al palcoscenico
Dal teatro classico alla scena contemporanea, gli spettacoli dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni - ATCG si configurano come spazio di formazione, confronto e trasformazione per gli allievi del III anno. Non una semplice successione di titoli, ma un percorso che forma gli attori accompagnandoli nella costruzione di uno sguardo, una consapevolezza e una presenza artistica autonoma. L’avvio a fine 2026, nel Ridotto del Teatro Verdi, è affidato alla regia di Michele Modesto Casarin, che immerge gli allievi in due testi classici della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (4>6 dicembre) lavorano sulle maschere, sul ritmo, sull’improvvisazione e costruzione del corpo scenico, restituendo la vitalità di un teatro popolare e contemporaneo. Con il nuovo anno, il percorso si sposta verso la grande drammaturgia europea: Simona Gonella guida gli allievi dentro Tre sorelle di Anton Čechov (29>30 gennaio), affrontando la complessità del sottotesto, dell’ascolto e della costruzione psicologica. Il lavoro si fa più intimo, stratificato, e chiama gli attori a confrontarsi con il tempo sospeso e con il desiderio inappagato che attraversa i personaggi cechoviani. A marzo, dal 12 al 18 marzo, con Giorgio Sangati allievi e allieve si misurano con Le operette morali, al Ridotto del Teatro Verdi dal 12 al 18 marzo: a partire dai dialoghi filosofici di Leopardi, lo spettacolo affronta temi universali come la morte, il dolore, il senso dell’esistenza e il rapporto tra l’uomo e la natura. La primavera segna poi l’apertura verso la contemporaneità performativa di Marco D’Agostin al Teatro Maddalene: Pompei (28>31 maggio) vede un gruppo di interpreti attraversare presente, passato e futuro per ricostruire una possibile storia dell’umano, mescolando il teatro al linguaggio del corpo, la performance e una scrittura scenica che supera i confini del testo.
I biglietti degli spettacoli saranno in vendita dal 29 settembre sul sito teatrostabileveneto.it e presso la biglietteria del teatro.