Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale vola a Dublino con Mirandolina di Marina Carr, che ha debuttato venerdì sera, 28 agosto, all’ Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e resterà in cartellone fino al 5 settembre, con la presenza in sala dell’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Nicola Faganello, il direttore artistico del TSV Filippo Dini, il direttore generale dello Stabile Claudia Marcolin e Michela Magrì, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Irlanda. Lo spettacolo va in scena in lingua italiana, sottotitolato in inglese per il pubblico di Dublino.
Marina Carr, tra le drammaturghe più influenti del panorama teatrale europeo, si è ispirata al classico goldoniano e l'ha riscritto in chiave dolorosamente contemporanea, per parlare al presente di violenza di genere e donne che resistono alla sopraffazione. Il compito di portare sulla scena questo dramma contemporaneo va a Caitríona McLaughlin, anche Direttrice Artistica dell’Abbey Theatre. Mirandolina attraversa le epoche e soprattutto le culture: è una coproduzione internazionale del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, realizzata con l’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda e il Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Lo spettacolo è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano – Cortina 2026 ed è arrivato in Irlanda per inaugurare il semestre irlandese di Presidenza del Consiglio Europeo.
“Che emozione portare il teatro veneto e l’eredità di Carlo Goldoni fino in Irlanda – ha commentato il direttore artistico del TSV, Filippo Dini -. Mirandolina ci ha permesso di gettare ponti tra paesi diversi che il teatro ha reso più vicini. Mi ha riempito il cuore di gioia vedere il pubblico irlandese commuoversi e applaudire questa riscrittura contemporanea de La locandiera recitata in italiano. È la dimostrazione che con la cultura si possono creare rapporti oltre i nostri confini nazionali, e Goldoni in questo è stato un maestro. Come Teatro Stabile del Veneto crediamo fortemente in questa vocazione internazionale e continueremo a portare il Veneto oltre i confini nazionali. Posso già annunciare una nuova produzione internazionale per il TSV nel 2027, questa volta con la Spagna: lavoreremo a uno spettacolo con il Centro di Produzione La Perla 29 di Barcellona”.
LO SPETTACOLO
Il progetto Mirandolina ha inizio con lo Stabile del Veneto che propone a Marina Carr di riscrivere un classico di Carlo Goldoni. La riscrittura dei grandi capolavori è pratica diffusa nell’ambiente teatrale internazionale, sebbene ancora poco frequente in Italia. Fatto sta che tra tutte le commedie di Goldoni, Carr ha scelto di ispirarsi a La locandiera per una riscrittura in grado di affrontare il tema della violenza di genere e la paura delle donne che tentano di resistere alla sopraffazione maschile. Il risultato è uno spettacolo pensato, scritto e messo in scena da donne: la regia è firmata dalla direttrice artistica dell’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda Caitríona McLaughlin; traduzione e ruolo di dramaturg sono affidati a Monica Capuani e a vestire i panni della protagonista è Gaja Masciale, giovane attrice già nota sul grande schermo per il ruolo nel film Duse di Pietro Marcello. Completano il cast Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. Lo staff tecnico è interamente irlandese, con scene e costumi di Katie Davenport, le luci di Paul Keogan e le musiche di Anna Mullarkey.
Si tratta di un lavoro interamente realizzato tra Veneto e Irlanda, che unisce culture ed epoche. La connessione tra il ‘700 goldoniano e il presente crea nuove chiavi di lettura per indagare gli abissi dell’animo umano. La pièce è ambientata in un ristorante italiano di Dublino, dove Mirandolina lavora a contatto con uomini che la desiderano e sono disposti a tutto pur di sottometterla al loro volere. L’intelligenza della giovane le permette di tener testa a tutti i suoi spasimanti. Con maestria e ironia Mirandolina si fa beffe di loro, ma il volere maschile non assecondato si dimostra presto capace di gesti terribili, tramutandosi in crudele violenza.
Al centro della drammaturgia si trova l’autodeterminazione dell’individuo, concetto caro a Goldoni come a Carr, ma la riscrittura è un’evoluzione del capolavoro goldoniano: i personaggi de La locandiera sono resi odierni in un contesto intriso di logiche che vorrebbero la donna sottomessa. La dura e cruda realtà in cui la vicenda è inserita riduce lo spazio della comicità, per far emergere suspence e senso di pericolo dettato dalle dinamiche di classe e da relazioni sociali con cui le donne devono misurarsi ogni giorno.
L’IMPEGNO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE ANCHE IN IRLANDA
Dopo la risposta solidale del pubblico italiano alla raccolta fondi a sostengo di orfani e orfane di femminicidio, realizzata durante la tournée di Mirandolina grazie alla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto e Centro Veneto Progetti Donna, la solidarietà continua in Irlanda. L’Abbey Theatre – Teatro Nazionale d’Irlanda ha avviato una collaborazione con l’associazione Women's Aid per tutte le recite irlandesi di Mirandolina. Women’s Aid è la principale organizzazione nazionale dedita a contrastare e prevenire l'impatto della violenza domestica, degli abusi e del controllo coercitivo contro donne e bambini. In conclusione di tutte le repliche, il pubblico irlandese viene invitato a sostenere i progetti che l’associazione porta avanti in Irlanda per il contrasto alla violenza di genere.