Un teatro senza confini
Franco Parenti e Stabile del Veneto insieme
on demand

Il teatro riparte anche dallo streaming!

Backstage, la piattaforma digitale dello Stabile, che in tutti questi mesi ha permesso al nostro pubblico di continuare ad emozionarsi con nuovi progetti teatrali, da domani sabato 29 maggio vedrà il debutto digitale di Opera Panica Extralarge – Nuovo Cabaret Tragico di Alejandro Jodorowsky e Oscillazioni di Vitaliano Trevisan

Lo spettacolo è tornato dal vivo, ma il palcoscenico virtuale non finisce di regalare emozioni: è Un teatro senza confini quello che da sabato 29 maggio unisce il Teatro Franco Parenti e il Teatro Stabile del Veneto con le rispettive piattaforme digitali per il debutto in streaming di Opera Panica Extralarge – Nuovo Cabaret Tragico di Alejandro Jodorowsky prodotto dal Franco Parenti in collaborazione con la casa di produzione cinematografica Magic Box e Oscillazioni di Vitaliano Trevisan prodotto dallo Stabile del Veneto e Dedalofurioso. Da Milano e dal Veneto i due spettacoli verranno lanciati simultaneamente on line resteranno on demand sulla piattaforma Backstage al prezzo di 4,99 €.

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OPERA PANICA EXTRALARGE

Nuovo Cabaret Tragico

di Alejandro Jodorowsky

produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana

Piccolo cult del Parenti, qui in versione extralarge registrato sul palcoscenico principale della Sala Grande dopo aver inanellato per anni il tutto esaurito in quello più piccolo della Sala 3. In scena una selezione delle 26 mini-pièce che compongono il testo magico di Jodorowsky e frammenti di due riscritture inedite, si alternano in songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e pantomime. 

Fabio Cherstich costruisce una scatola scenica di fantasiosa eleganza estetica, dove il necessario distanziamento tra gli attori amplifica il paradosso di un’umanità incastrata nella sua stessa esistenza.

Un anarchico e vitale inno alla vita nella sua disarmante bellezza.

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OSCILLAZIONI

di Vitaliano Trevisan 

produzione Teatro Stabile del Veneto, Dedalofurioso

Il testo si apre sullo sfondo di un paesaggio sonoro, riconducibile ad una qualsiasi periferia del Nordest italiano. Un uomo sulla quarantina, seduto ad un tavolo, dà voce ai suoi intimi pensieri, tracciando un bilancio degli ultimi sette anni della sua vita: dal giorno in cui ha lasciato la moglie incinta di un figlio da lui non desiderato. Attraverso un’analisi di quello che è stato, l’uomo squarcia i propri pensieri mostrandosi nella sua disarmante integrità. Come un funambolo sospeso a mezz’aria, l’uomo procede lungo la corda che separa la ragione dal suo opposto. Davanti a lui, oggi, la possibilità di incontrare l’ex moglie, di conoscere suo figlio. Attraverso un moto di pensieri contrastanti, in un’oscillazione di significati, il protagonista ci accompagna verso la folle deriva di un progetto omicida, quando sul finale pare arrivare ad un punto di svolta. O ad una tragica conclusione.

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