Stagione Estiva
Teatro Goldoni | Venezia

28 giugno > 18 ottobre 

Le disavventure di Arlecchino

Per quattro mesi sul palco del Teatro Goldoni la Compagnia Giovani dello Stabile del Veneto dà vita a due inediti canovacci goldoniani

Giovedì 27 giugno la première con gli operatori turistici della città

Sulla scia del successo di Arlecchino Furioso, lo spettacolo che la scorsa estate ha coinvolto oltre cinquemila spettatori da tutto il mondo, la stagione estiva del Teatro Goldoni di Venezia torna quest’anno con un progetto inedito, sempre prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e pensato per il pubblico internazionale della città. Per quattro mesi, dal 28 giugno al 18 ottobre, e sessantotto recite complessive Le disavventure di Arlecchino portano in scena due canovacci goldoniani, tradotti e adattati per la scena per la prima volta in italiano dal regista Marco Zoppello: Arlecchino e l’anello magico e Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato. Sul palcoscenico nel ruolo di Arlecchino, Stefano Rota che, dopo 30 anni dal debutto con La Pazzia di Isabella (TAG Teatro, Venezia, 1989), torna a dare vita alla maschera più famosa del mondo. Ad accompagnarlo in questo progetto, dodici giovani attori professionisti della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto, nata dal progetto TeSeO – Teatro Scuola e Occupazione con il sostegno della Regione Veneto.

 

Il pubblico internazionale

La scelta della commedia dell’arte, che da oltre quattro secoli con i suoi colori e le sue maschere dialoga con spettatori di qualsiasi nazionalità, e l’introduzione dei sovratitoli in inglese e francese rendono lo spettacolo accessibile a spettatori da tutto il mondo. Per il Teatro Stabile del Veneto si tratta, infatti, di un’occasione per coinvolgere gli operatori turistici della città e di creare partnership esclusive come quelle già strette con Hard Rock Cafe, Caffè Florian e Vela. Un’opportunità di fare rete tra differenti realtà cittadine che giovedì 27 giugno avranno l’occasione di vedere lo spettacolo in anteprima in una serata esclusiva.

 

I canovacci goldoniani e l’Arlecchino “cane”

Con Le disavventure di Arlecchino ad animare la stagione estiva veneziana saranno due canovacci di Commedia dell’Arte, scritti da Carlo Goldoni per la Comèdie Italienne a Parigi. L’autore veneziano, dopo la maturità della cosiddetta “riforma”, tornò infatti ad alimentare la tanto combattuta “commedia all’improvviso”. Due secoli e mezzo più tardi, il Teatro Stabile del Veneto, porta sul palcoscenico del Goldoni queste due piccole mosche bianche in una versione inedita per la regia di Marco Zoppello, che ha curato l’adattamento e la traduzione italiana dei canovacci in un lavoro originale e di grande qualità, che coinvolge gli attori della Compagnia Giovani dello Stabile. Protagonista di questi spettacoli è, nemmeno a dirlo, Arlecchino, al tempo dell’autore interpretato da Carlo Bertinazzi, uno dei più grandi Arlecchini della storia del teatro. Un Arlecchino anomalo, non più “gatto” ma “cane” (per la precisione Carlino, in onore della somiglianza della maschera col muso dell’animale), non più servo ma formaggiaio, non più vittima dei padroni ma artefice, suo malgrado, del proprio destino.

 

Teatro Goldoni | Venezia

28 giugno-18 ottobre

Le disavventure di Arlecchino

Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato,

Arlecchino e l’anello magico

Testi da Carlo Goldoni

Traduzione e adattamento Marco Zoppello

Con Stefano Rota

e con gli attori della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto

Matteo Campagnol, Alice Centazzo, Emanuele Cerra, Davide Falbo, Lorenza Lombardi, Eleonora Marchiori, Marlon Zighi Orbi, Marco Mattiazzo, Meredith Airò Farulla, Emilia Piz, Francesca Sartore, Pierdomenico Simone

 

Regia Marco Zoppello

scene Alberto Nonnato

costumi Lauretta Salvagnin

maschere Roberto  Maria Macchi

luci Paolo Pollo Rodighiero

assistente alla regia Maria Roberta Strazzella

Il Progetto della Compagnia Giovani è parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto con la partnership di Accademia Teatrale Veneta per la realizzazione di un Ciclo Completo di Formazione Professionale per Attori – Modello TeSeO Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n. 1037 del 17 luglio 2018).

Gli attori della Compagnia Giovani sono diplomati presso Accademia Palcoscenico e Accademia Teatrale Veneta.

 

Arlecchino e l’anello magico

In un bosco, a pochi passi dalla città di Bergamo, Arlecchino, marito di Argentina, è sopraffatto dalla gelosia e tenta il suicidio. Un mago lo salva e gli dona un anello dal magico potere: chiunque lo indossi dimenticherà il passato e le proprie sciagure. Il povero diavolo dovrà quindi reimparare tutto, dal valore del denaro a cosa sia un matrimonio. Arlecchino guadagna quindi uno sguardo fanciullo, privo di sovrastrutture, fatto di bisogni primari e di scoperte continue. Ma anche di sonore bastonate: chi può pretendere di vivere senza denaro? Solo un pazzo. Goldoni si affida alla magia per giocare un personaggio estraneo al mondo e noi, raccolta la sfida, di questo mondo ne abbiamo esplorato i confini.

Ne risulta una città popolata di personaggi caricaturali, innamorati egoisti, viscidi servitori e madri autoritarie. La commedia, sempre e comunque, ci consegna una lente d’ingrandimento della società, uno strumento per smascherarne, attraverso il gioco e la risata, ogni contraddizione.

 

Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato

In uno sperduto villaggio delle vallate bergamasche, una coppia di innamorati, Rosaura e Florindo, si sposano in gran segreto e danno alla luce una figlia, proprio negli stessi giorni in cui Arlecchino e Camilla festeggiano la nascita della loro primogenita. La trama si dipana tra fraintendimenti e scambi di infanti, si impenna sulle scenate di gelosia di Arlecchino. Il patetismo si fa strada nelle crisi di Camilla, accusata ingiustamente di tradimento dal marito e disperata per la sorte di una figlia che crede scomparsa.

Il gioco degli equivoci, tipico della Commedia dell’Arte, permette ancora una volta di portare sul palcoscenico quei conflitti universali che da sempre animano la vita degli esseri umani: la sete di potere, di denaro, le grandi passioni amorose ostacolate, il mostro verde della gelosia.

Uno spettacolo che, tra le pieghe della commedia, del divertimento, del gioco teatrale più puro, scanzonato e cantato, nasconde un briciolo di nera fuliggine, una brace di dramma pronta a divampare tra le sterpaglie della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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