Se il pubblico non se ne va è perché è tornata Universerìe

Tra feste e cactus gonfiabili vi raccontiamo Fondamenti di coinquilinanza (episodio 1)  

Lo spettacolo è terminato, le luci in sala sono accese, gli attori si trovano ormai dietro le quinte. Il palco è deserto, eppure il pubblico è fermo al suo posto. L’applauso, lunghissimo, è già terminato, ma i ragazzi seduti tra gli spalti del Ridotto del Teatro Verdi non accennano ad andarsene. Come se lo spettacolo non fosse veramente finito. Come se lo spettacolo dovesse continuare.

E forse è proprio così… Forse, lo spettacolo non è veramente finito. Sarà continuato in qualche casa dove c’è una festa, o forse in qualche bar con uno (due?tre?) spritz. O al supermercato… per rubare qualche carrello?!

No, non stiamo raccontando dell’ultima rapina di cui si parlava oggi al TGR, questi sono solo alcuni dei momenti più salienti di Fondamenti di Coinquilinanza, il primo Episodio di una serie di fortunatissimi eventi: Universerìe.

Lo scorso 7 maggio siamo ufficialmente tornati con la “new generation” e con il primo episodio abbiamo dato il via alla quarta stagione! Ancora una volta studenti universitari portano in scena uno spettacolo scritto da studenti universitari, che parla di studenti universitari: Fondamenti di coinquilinanza è la storia di feste in casa senza senso, di spaghettate improvvisate in compagnia, della musica, dell’alcool, degli appartamenti in disordine, di elementi di arredo (in)usuali. Voi, ad esempio, non ce lo avete un cactus gonfiabile in camera?

Ma nel trambusto della musica scorrono veloci le parole, le paure, le ansie, le incertezze e le frustrazioni. Cos’è casa quando hai vent’anni e abiti a chilometri da dove sei nato? Dov’è casa quando vorresti in un’altra parte del mondo? Ma soprattutto …chi è casa? E quando ci sentiamo veramente a casa? Forse nel bel mezzo di questa festa? Forse tra queste mura, tra queste luci, su questa musica da discoteca… una casa l’hai trovata e vorresti veramente che la festa non finisse mai, che la musica non finisse mai.

“Che schifo avere vent’anni..ma quant’è bello avere paura”: sulle note dei Coma Cose, la puntata si conclude.

In Fondamenti di coinquilinanza ci siamo interrogati su cosa significa per noi casa; nel prossimo appuntamento aumenta la sfida: parleremo di amore, quello vero, quello finto, quello sognato e quello odiato.

 

Vi aspettiamo martedì 14 maggio, Teatro Verdi Ridotto, ore 18.45, 19.30 con Architettura dei Sentimenti. Come sempre alla regia Lorenzo Maragoni con Michele Tonicello (assistente), la drammaturgia è frutto di un lavoro condiviso dei partecipanti al laboratorio “writing room” coordinati da Michele Ruol e Lorenzo Maragoni con il supporto di Diego Scantamburlo (assistente alla drammaturgia). In scena i partecipanti al laboratorio on stage coordinati dagli attori di Amor Vacui Andrea Bellacicco e Eleonora Panizzo.

 

Vuoi maggiori info? Leggi qui

https://www.teatrostabileveneto.it/events/event/universerie-iv-ii-puntata-architettura-dei-sentimenti/

 

Erica Novelli e Carlotta Toniato
(laboratorio new media)

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