UNA STAGIONE DI PERCORSI

Quella del 2014-2015 sarà una stagione “particolare”, sia per me che per il Teatro Stabile del Veneto. Per me perché, come tutti saprete, lascerò la direzione artistica il prossimo 30 giugno; per il Teatro Stabile perché, con una nuova direzione, si troverà a gestire la tanto attesa riforma sul teatro prevista dal Decreto Legge «Valore Cultura» che regolamenterà il sistema teatrale italiano. I teatri che vorranno ottenere il riconoscimento di Teatro Nazionale, come penso cercherà di fare lo Stabile del Veneto, dovranno puntare sulla progettualità artistica e culturale, producendo spettacoli e aumentando le repliche di questi ultimi in sede.
Quando cinque anni fa mi venne chiesta la disponibilità ad assumere la direzione dello Stabile dall’allora Presidente Laura Barbiani – a cui nonostante le incomprensioni che ci sono state non può che andare il mio sincero ringraziamento – mi furono indicati due obiettivi fondamentali da raggiungere: da una lato configurare la nostra Istituzione come un organismo produttivo di rilevanza nazionale, i cui spettacoli evidenziassero tematiche e problematiche del vivere contemporaneo dall’altra proporre una programmazione dei due teatri, il Verdi di Padova e il Goldoni di Venezia, nuova, che cercasse di creare maggiori collegamenti tra le due strutture e che offrisse un offerta più ampia di temi e caratteristiche stilistiche.

Alessandro Gassmann

Sono orgoglioso dell’attività produttiva che abbiamo proposto. Abbiamo prodotto spettacoli che hanno portato lo Stabile del Veneto a solcare i più importanti palcoscenici nazionali, abbiamo ottenuto importanti candidature e riconoscimenti, quest’anno una nostra produzione è stato lo spettacolo più visto in Italia. Più complicato, come ho già avuto modo di sottolineare, è stato invece il cammino intrapreso nel tentare di modificare la linea di programmazione dei nostri teatri, nonostante siamo riusciti a presentate per la prima volta nei nostri teatri artisti del calibro di Pippo Delbono, Toni Servillo e la Compagnia della Fortezza dei detenuti del carcere di Volterra, diretti da Armando Punzo.

Dopo questa premessa, necessaria a ricordare le linee guida che hanno accompagnato il lavoro di questi anni, veniamo ora ad illustrare la stagione 2014 – 2015 che come vedrete sarà particolare: il pubblico oltre alla consueta possibilità di abbonarsi alle stagioni dei due teatri, il Goldoni e il Verdi, quest’anno avrà una possibilità in più.

Abbiamo infatti costruito la programmazione suddividendo gli spettacoli in quattro linee tematiche:

  • linea dei Classici
  • linea della Contemporaneità
  • linea Teatro/Cinema
  • linea Goldoni

 

Per la prima volta lo spettatore potrà decidere di acquistare anche un abbonamento che gli permetta di vedere tutti gli spettacoli di una linea tematica, indipendentemente che si svolgano a Venezia o a Padova. Ed è in questo modo che mi piace concludere il mio mandato: con una proposta che integri il canonico sistema di abbonamento in uso, offrendo la possibilità di abbonamenti diversificati e integrati.

Siamo convinti che siano mature le condizioni per quest’ultima “rivoluzione” che completerebbe quel processo innovativo richiesto all’inizio del mio mandato: mi piace pensare che questo nuovo cammino intrapreso, che dovrà sicuramente essere migliorato magari anche con accordi specifici con le aziende di trasporti locale, potrà avvicinare a modalità di fruizione dello spettacolo dal vivo più dinamica e più in linea con lo standard europeo.

Prima di entrare nel merito della programmazione, desidero evidenziare le produzioni del Teatro Stabile del Veneto presenti in cartellone. Sarà ancora una volta la drammaturgia contemporanea ad essere privilegiata con la produzione di due spettacoli: “Massacritica” di Giorgio Sangati, che cura anche la regia, con in scena quattro giovani attori Giulia Briata, Massimo Scola, Francesco Wolf e Marco Zoppello; e “Sette Minuti”, ultima mia regia in veste di Direttore del Teatro Stabile del Veneto. Un testo che personalmente ho trovato splendido e che affonda la sua indagine nel mondo del lavoro, dei diritti e della dignità umana, esplorando temi sociali a me particolarmente cari. L’autore è Stefano Massini, drammaturgo toscano ancora non del tutto noto alle grandi platee ma che ha già ottenuto importanti riconoscimenti in Francia. La protagonista di questo appassionante spettacolo è Ottavia Piccolo, in scena con altre dieci attrici. Il suo personaggio, Blanche, è la portavoce sindacale di un gruppo di operaie e il suo carattere riflessivo, tenace, accorto, rappresenterà la possibilità di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà sul dare verità a queste undici anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, le diversità, le incomprensioni, le inquietudini, tentando, come sempre, di amplificare gli aspetti emozionali già presenti nel testo. Il teatro può davvero essere strumento di denuncia e spazio di condivisione di riflessioni etiche se in primo luogo saprà veicolare e trasmettere stimoli ed emozioni; questo ho cercato di fare finora e continuerò di fare anche con “Sette minuti”.

Terza e ultima produzione del T.S.V., presente per il momento solo a Venezia, “Goldoni Experience”, un affascinante affresco drammaturgico curato da Giuseppe Emiliani che verrà proposto nel periodo del carnevale veneziano.

Gli spettacoli ospiti saranno diciotto, oltre a due proposte fuori abbonamento. Per tutti i gusti e per tutti i palati, dal dirompete e provocatorio “Arancia Meccanica” con cui apriremo la programmazione del Verdi, uno spettacolo inserito nella linea Teatro-Cinema insieme a “Una pura formalità” con protagonista un superbo Glauco Mauri, “Erano tutti miei figli” con Mariano Rigillo nel ruolo che sul grande schermo fu di E. G. Robinson e “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, prodotto dal Teatro Bellini di Napoli, che mi vedrà ancora nella veste di regista.

Sono particolarmente felice di poter presentare questo spettacolo che nel recente passato fu anche oggetto di un nostro interesse produttivo e che sono certo affascinerà il pubblico, mi auguro numeroso, che verrà a vederlo.

Nella linea dei Classici “Il Mercante di Venezia”, “Enrico IV”, “Il Tartufo”, “Il Giuoco delle Parti”, “Re Lear”, “La Dodicesima Notte”, “La Mandragola” con in scena attori di primissimo piano come Silvio Orlando, Franco Branciaroli, Eros Pagni, Umberto Orsini, Michele Placido, Carlo Cecchi.

Per la linea della Contemporaneità, oltre alle nostre produzioni già citate, presentiamo “Magazzino 18”, “Il Mondo non mi deve nulla”, “Orchidee”, “La Scena” e “Fratto X”, con protagonisti, rispettivamente, Simone Cristicchi, Claudio Casadio e Pamela Villoresi, Pippo Delbono, Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, Antonio Rezza.

Ed infine nella linea Goldoni, solo a Venezia, due spettacoli d’ensamble: “Gli Innamorati” con la regia di Andree Ruth Shammah e “L’Impresario delle Smirne” con la regia di Roberto Valerio.
A completare gli spettacoli ospiti “Il Paese dei Campanelli” e “Cantando sotto la pioggia”, proposti rispettivamente a Venezia e Padova dalla compagnia di Corrado Abbati.

Prima di “abbassare il sipario” ringrazio Angelo Tabaro, il Consiglio di Amministrazione, i soci e gli sponsor che hanno reso possibile questo programma e l’attività realizzata in questi quattro anni, tutti i lavoratori del Teatro Stabile per la loro professionalità e dedizione, ringrazio Massimo Tamalio per il prezioso lavoro che ha svolto al mio fianco nella guida di questo Teatro Stabile. Ringrazio il pubblico, i ragazzi, di questi due splendidi teatri che ho avuto l’onore di dirigere, per la passione con cui ci ha seguito e con la certezza che ci rivedremo presto. Allo Stabile e al suo nuovo direttore Massimo Ongaro un grande in bocca al lupo per suo futuro!

Grazie per l’attenzione.

Alessandro Gassmann