“La vedova allegra”
di Franz Lehár

Debutta in streaming domenica 21 febbraio la seconda delle co-produzioni liriche firmate Comune di Padova, Comune di Treviso e Teatro Stabile del Veneto

Oltre 120 lavoratori coinvolti nello spettacolo diretto da Paolo Giani Cei, con le voci di Omar Montanari, Ruth Iniesta, Alessandro Safina e Anastasia Bartoli accompagnate dal Coro Lirico Veneto e le musiche dell’Orchestra Filarmonia Veneta diretta dal maestro Alvise Casellati.

Online a partire dalle 17.00 su Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto

 

Giovedì, 11 febbraio – Squadra che vince non si cambia. Nonostante i teatri continuino a restare chiusi al pubblico, le Amministrazioni Comunali di Padova e Treviso e del Teatro Stabile del Veneto non demordono nell’impegno di continuare a produrre cultura per essere sempre più al servizio dei territori. E così dopo l’allestimento virtuale del Rigoletto dello scorso dicembre, una nuova co-produzione dei Comuni di Padova e di Treviso per la stagione lirica dei teatri Verdi e Del Monaco si inserisce nel palinsesto digitale del Teatro Stabile del Veneto. La vedova allegra di Franz Lehár diretta dal regista Paolo Giani Cei debutta domenica 21 febbraio a partire dalle ore 17.00 sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube dello Stabile.

 

Una delle operette più amate dal grande pubblico, a partire dal momento del suo debutto al Theater an der Wien, rivive oggi con i suoi intrecci amorosi sul palcoscenico del Verdi, dove l’allestimento dello spettacolo si è svolto nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza per la prevenzione dei contagi. Nel cast di 16 interpreti il baritono Omar Montanari veste i panni del Barone Mirko Zeta, il soprano Ruth Iniesta di Valencienne, il tenore Alessandro Safina di Conte Danilo, il soprano Anastasia Bartoli di Hanna Glawari e il tenore Matteo Roma di Camille de Rossillon. Ad interpretare i ruoli minori, invece, sono William Corrò (Visconte Cascada), Marcello Nardis (Raoul de St. Brioche), Gabriele Nani (Bogdanowitsch), Silvia Celadin (Sylviane), Andrea Zaupa (Kromow), Giovanna Donadini (Olga), Antonio Feltracco (Pritschitsch), Alice Marini (Praškowia), Linda Zaganiga (Madame Linda) e la coppia d’oro della lirica Max René Cosotti (Njeguse) e Daniela Mazzuccato (La Diva Italiana). A dirigere il Coro Lirico Veneto e l’Orchestra Regionale della Filarmonia Veneta è il Maestro Alvise Casellati. In scena anche i danzatori della compagnia Padova Danza Project.

Un gruppo di oltre 120 lavoratori tra artisti, tecnici e maestranze che nonostante tutto sono riusciti a lavorare sul palcoscenico di un teatro in piena sicurezza, mettendo in scena quella che viene definita la “principessa delle operette”, per la bellezza e lo charme con cui racconta l’elegante vacuità della frivolezza, senza rinunciare a mostrare la profondità di un mondo delicato e complesso. La vedova allegra è un viaggio un po’ sognato e un po’ rimpianto, al limite fra il malinconico e il grottesco, fra il surreale e il quotidiano. Un’occasione unica per il regista Paolo Giani Cei di riscoprire l’immediatezza e il brio dell’opera leggera, in un mondo sempre più virtuale e sempre più privo di ironia, dove il filtro della distanza sopprime ancor di più le espressioni umane.

“L’allestimento de La vedova allegra è l’ennesima impresa produttiva che siamo riusciti a realizzare con l’aiuto e la collaborazione dei Comuni di Padova e Treviso – dichiara Massimo Ongaro, direttore Teatro Stabile del Veneto – Un’ impresa non facile, considerata la situazione emergenziale in cui ci troviamo, gestire un cast e una macchina organizzativa così numerosa con le disposizioni anticontagio in vigore non è stato semplice, ma stiamo dimostrando che di fatto si può lavorare e fare teatri in sicurezza e che i protocolli adottati funzionano. Questo ci consente di continuare a produrre cultura e a dare lavoro a tutti i professionisti che vivono di teatro”.

“Siamo molto soddisfatti per questa nuova produzione che testimonia la grande visione e la propensione alla qualità del Teatro Stabile del Veneto – afferma l’assessore ai Beni Culturali e Turismo della Città di Treviso, Lavinia Colonna Preti – Auspichiamo comunque che, presto, si possa tornare a condividere questi progetti dal vivo, con i teatri aperti. Il mondo della cultura, gli artisti e tutti coloro che lavorano dietro le quinte oltre ovviamente agli appassionati, ne sentono davvero il bisogno”.

“In uno dei momenti più difficili per la cultura e lo spettacolo in Italia, la coproduzione – tra il Teatro Mario del Monaco di Treviso e il Teatro Verdi di Padova – della “Vedova Allegra” che sarà messa in scena in streaming domenica è il segnale della resilienza e della infinita passione e caparbietà con cui il Teatro Stabile del Veneto continua a proporre spettacoli di grande qualità. – commenta Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova – Un risultato raggiunto anche attraverso la significativa collaborazione tra i due Comuni di Treviso e Padova. Il teatro, la lirica, pur con le platee ancora vuote, non si arrendono e l’abbraccio dei tanti spettatori che parteciperanno in streaming a questa rappresentazione è una speranza per un ritorno alla normalità il più presto possibile. Non si comprende infatti come la platea di un teatro, dove tutti sono seduti a distanza di sicurezza uno dall’altro, e indossano per tutto il tempo la mascherina, siano considerati luoghi pericolosi per il contagio più di un supermercato. Certo, fare la spesa è necessario, ma l’uomo, per il suo equilibrio deve nutrire anche la sua mente e la sua anima e questo è oramai difficile da troppo tempo”.

 

La trama

L’azione si svolge in una Parigi ancora capitale della Belle Époque ed i personaggi sono nobili e alti funzionari dell’ambasciata dello Stato immaginario di Pontevedro, nell’Europa centrale, sull’orlo della bancarotta. Gli ingredienti sono quelli tipici dell’operetta danubiana: il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze, il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola. L’operetta in tre atti si apre nello sfarzoso salone dell’ambasciata di Pontevedro, dove fervono i preparativi del ballo che l’ambasciatore, il barone Mirko Zeta, dà per celebrare il compleanno del Principe Pontevedrino. Tutti aspettano l’arrivo di Hanna Glawary, affascinante vedova di un ricchissimo banchiere, che il regno, in pesante crisi finanziaria, non può lasciarsi sfuggire vista la sua ingente eredità. Se la donna andasse sposa a uno straniero, tutte le ricchezze sarebbero perdute, occorre dunque cercare un pretendente, e il conte Danilo Danilowitsch sembra il candidato adatto, ma quest’ultimo non gradisce i progetti nuziali e preferisce passare le serate nel noto locale parigino Chéz Maxim’s. Nel secondo atto l’azione si svolge nel giardino del palazzo di Hanna, dove la ricca vedova mette in scena un finto fidanzamento con Camille de Rossillon per fare ingelosire Danilo, che furibondo, abbandona la festa per recarsi da Maxim a consolarsi. Solo nel terzo e ultimo atto nel corso tra intrighi ed equivoci Danilo confesserà il suo amore per la vedova Hanna e le ricchezze del regno saranno salve.

 

A partire da domenica 21 febbraio, oltre che sulla piattaforma Backstage e sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto La vedova allegra verrà trasmessa anche sui canali social dei quotidiani Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi grazie alla media partnership tra lo Stabile del Veneto e il Gruppo editoriale GEDI.

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