Ci si è chiesti come cercare di raccontare, in breve, il lungo percorso intrapreso in questi cinque mesi di ricerca: tutti i collaboratori coinvolti, i temi trattati, la complessità di un incontro che è stato in realtà una serie di decine e decine di incontri.

Come già accaduto nel corso di Orizzonte Postumo, le digital humanities ci sono corse in aiuto attraverso la creazione di una rete relazionale. Tale rappresentazione grafica e interattiva, mostrando il numero e l’intensità dei rapporti intercorsi durante i mesi di lavoro tra coloro che hanno preso parte al progetto (equipe, attori e collaboratori) e gli autori che lo hanno ispirato, fornisce uno sguardo distante o dall’alto, che permette agli spettatori di viaggiare, perdersi e ricostruire in parte cosa è stato Orizzonte Postumo.

Ogni utente può disegnare la propria rete relazionale – attraverso lo zoom e lo spostamento dei nomi dei partecipanti – dell’intero progetto; può – fermando il cursore del mouse su una delle settanta etichette – vedere evidenziati i legami artistici che legano il nome di una persona a decine di altri nomi.

Creare così il proprio Orizzonte Postumo.