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Questo spettacolo fa parte del Progetto Scuole del TSV

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Lo spettacolo

Trieste, Impero austro-ungarico, 1909. Per la prima volta una ragazza tenta e ottiene l’accesso all’ottavo anno del Ginnasio Comunale Superiore, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Antesignana e coraggiosa, fragile e forte al tempo stesso, unica ragazza ammessa in una scuola da sempre tutta maschile, Edda ambisce a essere considerata semplicemente come una fra i molti compagni di classe. Malgrado l’incarnazione dolce e irriverente di un ideale femminile, Edda provoca profondi turbamenti nei suoi nuovi compagni di classe, travolgendoli in un vortice drammatico tra amore e morte.

Nelle pagine di Un anno di scuola, il testo di Giani Stuparich (1891-1961) da cui lo spettacolo messo in scena da Alessandro Marinuzzi ha tratto ispirazione, si possono ascoltare gli echi di una società emancipata, appartenente all’area culturale mitteleuropea, dove si intrecciano emozioni legate a un’epoca irripetibile della vita. Una struggente rivisitazione d’intuizione autobiografica della Trieste dell’inizio del XX secolo, della sua gioventù e del suo ambiente culturale, a pochi anni dallo scoppio di quella prima Guerra Mondiale.

Uno spaccato sulla gioventù ad inizio ‘900

Lo spettacolo fornisce lo spunto per un interessante confronto tra la scuola di oggi e quella dell’inizio del XX secolo attraverso un salto nel passato in grado di evidenziare i cambiamenti socio-culturali che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese. Il testo di Giani Stuparich, Un anno di scuola, da cui lo spettacolo trae ispirazione è “l’esito di un processo di costruzione di memoria individuale dell’autore in dialogo con la memoria collettiva giovanile del primo Novecento” (Sabrina Fava, Inquietudine e disincanto tra i banchi, Ricerche di Pedagogia e Didattica, 2021). Ora il regista Marinuzzi rievoca i diversi punti di vista di una generazione di giovani studenti triestini, alle soglie della maturità prima della prima guerra mondiale, mettendoli a confronto con quelli di una compagnia di giovani attori e con le diverse generazioni viventi nel presente odierno, ma anche riconnettendoli con i suoi personali ricordi di adolescente al tempo della sua partecipazione all’omonimo film per la RAI realizzato da Franco Giraldi nel 1977, in cui fu il più giovane attore del cast, nel ruolo di Momi.

 

Al termine dello spettacolo la compagnia è disponibile per un’incontro/confronto con gli studenti.

Il progetto della Compagnia Giovani è parte del Protocollo d’Intesa tra Regione Veneto, Teatro Stabile del Veneto e Accademia Teatrale Veneta per la realizzazione di un’edizione transitoria del progetto Modello Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n. 1796 del 15 dicembre 2021).

Teatro Maddalene

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