Produzione 2015

Come può un giovane di oggi raccontare la Grande Guerra ai ragazzi? Che parole si devono usare per far sì che quella parte di storia riesca a coinvolgerli? A partire da queste domande lo spettacolo si interroga sul rapporto tra le nuove generazioni e una guerra combattuta ormai un secolo fa. A nome di un’intera generazione, tre ragazzi sulla scena cercano un modo originale per farlo attraverso una delle tante piccole storie che concorrono a costruire la “Grande Storia”: il campionato di calcio del 1914-1915, interrotto all’ultima giornata dallo scoppio del conflitto. Storici e tifosi insieme seguiranno le vicende di Silvio Appiani, capocannoniere del Calcio Padova, caduto a 21 anni sul Carso, dove si era arruolato volontario. Il solito ignoto prova così a fare i conti con l’eredità che la Grande Guerra ha lasciato alle nuove generazioni: in modo poetico, onesto e a tratti ironico, cerca una risposta senza pronunciare mai le parole guerra, morte, trincea. Un modo di parlare della Grande Guerra che abbatte barriere spazio temporali, collegando generazioni lontane nel tempo ma accomunate nel vivere dall’energia e dall’entusiasmo della gioventù.

 

Iniziativa finanziata ai sensi della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30, art. 109, nell’ambito del programma per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra.