• 12 Aprile 2020 20:00
  • UNA STAGIONE SUL SOFÀ

    Il Nordest in tournée

     

    spettacolo in versione integrale

    ONLINE domenica 12 aprile,

    ore 18.00 versione in sloveno

    ore 20.00 versione in italiano

     

    «Arrampicare è un atto artistico. Un atto artistico sopra la paurosa bellezza»

    Marko Sosič

     

    Con Paurosa Bellezza/Grozljiva Lepota di Marko Sosič il Teatro Stabile Sloveno e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia hanno unito le loro forze e le compagini artistiche in un progetto comune molto particolare, che offre due immagini diverse dello stesso testo, basate sulla specificità dell’interpretazione attoriale.

    Il testo, scritto in lingua slovena, tradotto da Laura Sgubin e adattato da Žanina Mirčevska, è liberamente ispirato alle imprese, agli scritti e alle vicende biografiche di Emilio Comici, Enzo Cozzolino e Tiziana Weiss. Il tema è il confronto dell’uomo con la sfida di una grande passione, la forma inconsueta quella di uno spettacolo realizzato con doppio cast e doppia versione linguistica, che permette al pubblico di vivere l’emozione dello stesso testo e della stessa regia da due prospettive differenti.

    L’interpretazione scenica della dimensione poetica del testo, basato su documenti originali, è stata affidata al regista e coreografo Matjaž Farič, che ha dato a Paurosa Bellezza/ Grozljiva Lepota una chiave di lettura molto intensa, anche attraverso l’espressione fisica degli attori che durante lo spettacolo si sono messi alla prova con simulazioni di arrampicata. Una scelta che ha reso ancora più autentica la fatica delle epiche scalate raccontate dal testo.

    Sono due i cast artistici e le versioni linguistiche, mentre la concezione registica, la scena, l’allestimento rimangono i medesimi e indagano le suggestioni e i temi proposti dalle biografie e dalle stesse parole di indimenticati filosofi e artisti della montagna come Emilio Comici, Enzo Cozzolino e Tiziana Weiss. Le due versioni dello spettacolo si differenziano dunque per le emozioni e le sensibilità degli attori e per la loro interpretazione, oltre che, naturalmente per la lingua.

     

    Il tema è affascinante e inconsueto per una trattazione teatrale: si parla di alpinismo e dei risvolti esistenziali che comporta il confronto dei maestri dell’arrampicata con l’eternità della natura e la transitorietà dell’uomo.

    L’ispirazione è nata dall’incontro dell’autore con il direttore dello Stabile regionale Franco Però che ricorda: «Marko Sosič era venuto a trovarmi nel mio ufficio e casualmente mi raccontò del suo nuovo interesse per l’alpinismo: una passione che condivido, tanto che avevo sulla scrivania l’ultima ristampa del bellissimo libro di Emilio Comici Alpinismo eroico. Glielo diedi… ecco, il progetto di Paurosa Bellezza nacque in quell‘istante. Immediatamente, pieno di entusiasmo, chiamai al telefono Spiro Dalla Porta Xydias, e gli parlai di quest’idea, che univa le sue due grandi passioni, il Teatro e la Montagna. Avrei desiderato tanto che fosse con noi, in prima fila, venerdì sera. A lui dedico idealmente Paurosa Bellezza».

     

    Si assiste a un intreccio di realtà e fantasia sulla base di pensieri, vicende e parole di Emilio, Enzo, Tiziana, ai quali si aggiungono l’Io dell’autore da una parte e la Montagna stessa, imponente, attraente e pericolosa dall’altra. È lei la protagonista della paurosa bellezza della quale parlava il leggendario Comici, una forza magnetica che ha spinto e continua ancora oggi a spingere molte persone al limite delle proprie capacità fisiche per raggiungere le vette del mondo, passando attraverso l’abisso, il vuoto, la solitudine, l’adrenalina, il sublime, spesso la morte, come è accaduto a tutti i personaggi considerati nel testo. Fede, amore, coraggio nel rapporto con la Montagna sono alcuni dei temi toccati dalla narrazione che si concentra con grande intensità in un atto unico.

     

    L’équipe artistica che ha dato forma, visivamente e nel contenuto, all’allestimento, è formata dalla dramaturg Staša Bračič, dalla costumista Sanja Grgič, dalla scenografa Ana Rahela Klopčič. Proiezioni e scelta delle musiche sono a cura dello stesso regista Matjaž Farič.