Le regole dell’adolescenza indaga il nostro rapporto con le regole, in particolare con quelle non scritte e interiorizzate: lo spettacolo osserva, rappresenta e analizza l’adolescenza come età-laboratorio della vita in cui si sperimenta con la propria libertà e mancanza di libertà, a partire dalle autobiografie degli attori e attrici. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi (concreti, psicologici, metaforici) che otteniamo dal seguire le regole; quali le conquiste e le punizioni che riceviamo quando non le seguiamo? E ancora: qual è la relazione tra le regole che seguiamo oggi e quelle che abbiamo seguito nell’adolescenza?

In scena uno spazio quasi vuoto, abitato da pochi oggetti concreti (un banco, una sedia, una lavagna) e da attori e attrici creativi, curiosi, intimi, che a partire dal lavoro sul proprio vissuto e dalla condivisione delle proprie regole, hanno seguito un lungo periodo di creazione, attraverso gli strumenti della scrittura di scena, dell’auto-drammaturgia, del racconto di sé e del processo artistico condiviso, dando luogo a uno spettacolo profondamente corale, come l’adolescenza spudorato e pudico, apparentemente semplice e amichevole, ma al tempo stesso stratificato e affilato.

Quali sono le regole esplicite, ma soprattutto implicite che seguiamo, nel nostro modo di parlare, nei luoghi che frequentiamo, nelle nostre scelte, nelle nostre relazioni? Da quando sono entrate in vigore? Potranno cambiare in futuro?

O forse: chi ha scritto le regole che seguiamo?

Perché gliele lasciamo scrivere?

 

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