• 9 Maggio 2020 20:00

UNA STAGIONE SUL SOFÀ

Il Nordest in tournée

 

spettacolo in versione integrale

ONLINE sabato 9 maggio, ore 20.00

 

Trama

Lungo una strada di Chioggia, davanti alle rispettive case siedono da una parte Madonna Pasqua e Lucietta e dall’altra Madonna Libera, Orsetta e Checca, tutte intente a ricamare e cucire mentre gli uomini sono in mare a pescare. La conversazione scivola dalle condizioni del tempo agli affari amorosi: Lucietta è promessa a Titta Nane, Orsetta ama Beppo (fratello di Lucietta) e a Checca non dispiace la corte di Toffolo il battellaio. Quest’ultimo però è un dongiovanni che non esita a civettare con tutte e tre le giovani presenti, scatenando un grande litigio tra le donne. L’arrivo in porto delle barche di Padron Toni, marito di Pasqua, e di Padron Fortunato, marito di Libera, calma solo temporaneamente le acque. Quando gli uomini vengono a sapere dell’accaduto, infatti, si scatenano furibonde scenate di gelosia tra i futuri sposi e Titta Nane e Beppo decidono di rompere il fidanzamento con Lucietta e Orsetta. Incautamente Toffolo torna sulla scena del misfatto: vengono fuori prima Beppo e poi Toni, infuriati; Toffolo si difende lanciando sassi, gli altri pongono mano ai coltelli. Il peggio è scongiurato dall’intervento delle donne, che riescono a dividere i contendenti, ma la faccenda è ben lontana dall’essere risolta.

Toffolo, infatti, denuncia gli aggressori alla Cancelleria Criminale e l’intera compagnia è obbligata a presentarsi in tribunale davanti al Coadiutore Isidoro, il quale ascolta solo la famiglia di Padron Fortunato mostrando un particolare interesse non proprio professionale nei confronti di Checca e destando sospetti e polemiche da parte di Pasqua e Lucietta. Gli animi non riescono a placarsi e il carosello di accuse e liti continua anche fuori dall’aula di giustizia finché Isidoro, con pazienza e autorità, riconcilia i fidanzati tra di loro e propone a Toffolo di sposare Checca per porre fine alla vicenda una volta per tutte.

In un clima festoso, la pace viene ristabilita (e il lieto fine assicurato) con la celebrazione di ben tre matrimoni: quello tra Lucietta e Titta Nane, quello di Orsetta e Beppe e quello tra Checca e Toffolo.

 

Note di regia

Lucietta: «Creature, cossa diséu de sto tempo?»

 

Questa la prima battuta della commedia, e da subito il tempo atmosferico e psicologico si intrecciano.

Le Baruffe sono l’ultimo testo di Goldoni, fatta eccezione del suo testo d’addio, Le ultime sere di Carnevale che scrive prima della sua faticosa partenza per Parigi.

E infatti, in questo affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, si intravede il colore della malinconia, la sensazione del tempo irresistibile che fugge.

Le donne delle “Baruffe” sono in attesa, hanno una decisa urgenza, quella di non far passare un altro inverno senza essersi maritate. Poi gli uomini ripartiranno per mare, e torneranno, forse, presto o tardi a Chioggia. E per raggiungere questo scopo, l’anello e il matrimonio, le regole di Chioggia vanno rispettate, e le differenze di censo tra pescatori sono semplici ma chiare.

Il mondo femminile, fatto di famiglie e relazioni, di lavoro al merletto e di sogni d’amore, di attesa e di vitalità, è il luogo della strada. Accanto, il canale, il mondo degli uomini del mare che tornano per ripartire.

Da qui la scelta di aprire lo spazio, di lasciare liberi corpi e musica: quella musica già raccontata dalle note e dalla cronaca di Renato Simoni e che appartiene alla concertazione di questa lingua, unica e in parte inventata, e questi corpi di uomini e donne che si muovono nello spazio come una squadra, con schemi e disegni precisi per attaccare e difendere, per baruffare e alla fine di nuovo sorridere.

Ognuno di questi personaggi terreni, acquei, innocenti e rudi è importante, da costruire sul palcoscenico, avventurandosi oltre i suggerimenti del testo.

Uno spettacolo corale, dove l’idea di scenografia condivisa con Antonio Panzuto, abolisce le sottili pareti delle case per andare oltre ed entrare ancora di più nelle anime dei personaggi.

Lo spazio esterno è il luogo di ritrovo dei popolani, del commercio, il luogo delle promesse d’amore, delle gelosie e delle baruffe, il luogo neutro in cui il popolo può incontrare liberamente i rappresentanti della giustizia e l’unico in cui il lieto fine sia possibile.

E sullo sfondo dei festeggiamenti per i tre matrimoni appena celebrati, il tempo scorre, il Cogitore è in partenza, come Goldoni è in partenza per Parigi, ricordando le donne di Chioggia e le loro Baruffe d’amore.

 

Paolo Valerio

 

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