Sala del Ridotto
  • 4 Ottobre 2019 20:30
  • La veneziana Barbara Strozzi, di cui ricorre quest’anno il quattrocentenario della nascita, è la più importante delle musiciste italiane del Seicento. «Compositrice, esecutrice e cantatrice» apprezzata in tutta Europa, nasce a Venezia nel 1619 e viene adottata nel 1628 dal poeta e avvocato Giulio Strozzi, che la riconosce come ‘figliuola elettiva’ e che probabilmente era il padre naturale. Barbara studia musica con Pier Francesco Cavalli, grande compositore e dal 1617 cantore presso la cappella musicale di San Marco. Definita in seguito «la virtuosissima cantatrice» dal sacerdote, organista e compositore Nicolò Fontei, diviene probabilmente una cortigiana d’alta classe, si mantiene da sola e mette al mondo quattro figli, gli ultimi tre dei quali di Giovanni Paolo Vidman, con il quale ha una lunga relazione ma che non sposa mai. La sua personalità forte e indipendente le consente di scegliere liberamente i suoi amori e di non curarsi delle critiche e delle condanne. «Alla Strozzi sono attribuite otto collezioni di brani musicali (la quarta è perduta ma si suppone fosse dedicata al Duca di Mantova): tutte sono dedicate nel frontespizio a mecenati e protettori diversi. Vuol dire che Barbara, che, per numero di composizioni, è stata la prima compositrice di cantate di tutto il Seicento, non ebbe un committente fisso. Nel 1644, la Strozzi pubblicò il suo primo libro di Madrigali, per due e fino a cinque voci, e lo dedicò a Vittoria delle Rovere, granduchessa di Toscana. I testi erano di Giulio Strozzi. Nel 1651 uscì un volume di Cantate, arie e duetti, dedicato a Ferdinando III d’Asburgo e ad Eleonora Gonzaga-Nevers, in occasione del loro matrimonio. Il terzo volume, 11 Cantate, ariette a una, due e tre voci, è del 1652. Il quinto volume è una collezione di musiche sacre, Sacri musicali affetti (1653), con 14 composizioni dedicate ad Anna d’Austria, reggente di Francia sino al 1651 ma ancora potentissima a corte e sulla ribalta internazionale. Nella raccolta, per inciso, solo il Salve Regina era scritto per usi liturgici. Il sesto volume (1657) e il settimo (1659) sono collezioni di cantate e arie a una sola voce. L’ottavo è intitolato Arie. Altre composizioni della Strozzi furono inglobate in antologie pubblicate nella seconda metà del Seicento. E questa è una fortuna, perché gran parte delle composizioni di donne non si sono salvate in quanto nessuno le ha trascritte. In totale, in vita, Barbara pubblicò 125 brani di musica vocale. E mentre la sua musica prendeva le vie d’Europa, lei pare che si spense, nel 1677, a Padova, nell’oblio e nella ristrettezza di mezzi». (Valeria Palumbo)

    Jeux di Omizzolo viene scritto per il diploma di clavicembalo della sua ex allieva Lina Romano. È un brano giocoso e spigliato in un movimento unico (Allegro).

    Il panorama della produzione vocale di Handel non si ferma agli oratori, ai drammi sacri e agli inni, ma comprende anche numerose altre pagine di musica sacra come salmi, inni, mottetti e una nutrita serie di cantate, duetti e terzetti, tutte composizioni con accompagnamento del basso continuo e su testo italiano, manifestazioni superbe della vocalità handeliana, nutrita di modelli ma di una cantabilità orginale ed entusiasmante. Il duetto e il terzetto a quell’epoca vantavano già una lunga tradizione. Lotti, ad esempio, ne pubblicò una raccolta nel 1703, tuttavia è noto che in generale il modello a cui Handel si è ispirato è costituito dai duetti di Agostino Steffani. I duetti sono composti fra il 1707 e il 1745 e attraversano quindi tutto l’arco biografico di Handel. I primi due in programma risalgono agli anni che il musicista trascorre in Italia (Firenze, Roma, Napoli e Venezia), periodo particolarmente fertile durante il quale vengono alla luce duetti e trii particolarmente sensuali e intrisi della scoperta di Handel della cultura italiana – in particolare quella arcadiana – che comprendeva l’ascolto e la comprensione della musica di Corelli e Alessandro Scarlatti. Molto impegnativi dal punto di vista tecnico, i duetti contengono vocalizzi e passaggi di arduo virtuosismo che mostrano la brillantezza della scrittura vocale di Handel, la sua insuperabile e luminosa sensibilità melodica, la sua immaginazione musicale e la sua maestria contrappuntistica.

     

    la VENEXIANA

    In un dialogo immaginario tra ‘claudio’ e ‘Claudio’, Cavina scriveva a Monteverdi: «Ecco, vede, ritengo che mai nessuno come Lei abbia raggiunto una fusione così perfetta tra musica e testo, un connubio tanto inscindibile quanto magico, oserei dire erotico». Erotico è anche l’argomento dell’anonima commedia rinascimentale che dà il nome al gruppo La Venexiana, che ha scelto proprio come meta e programma della propria ricerca musicale e performativa quello che può essere definito l’appeal teatrale, una comunicazione viva e seducente con il pubblico attraverso la parola e la musica.

    La Venexiana viene fondata nel 1997 da Claudio Cavina che l’ha guidata con passione e dedizione fino al 2016. Da quell’anno, per gravi problemi di salute Claudio ha smesso di dirigere il gruppo, ma non ha smesso di seguire ed incoraggiare i propri musicisti che oggi offrono al pubblico l’esperienza musicale maturata con lui in questi anni e la forza di una nuova stagione.

    La produzione musicale condivisa in anni di intensa attività concertistica e discografica è quella che ha portato il gruppo a divenire un riferimento assoluto nel panorama dell’esecuzione vocale e strumentale tra Rinascimento e Barocco, con i ritratti indimenticabili di autori come Luzzasco Luzzaschi, Sigismondo d’India, Luca Marenzio, Gesualdo da Venosa, e naturalmente Claudio Monteverdi, con la Monteverdi Edition promossa da Glossa e celebrata recentemente con la riedizione di Orfeo (Choc de Le Monde de la Musique, è la First Choice del BBC Classical Music e Gramophone’s Editor Choice 2007, il Gramophone Award 2008 – Baroque Opera) e con una ristampa completa dei madrigali (2017). E poi ancora la musica sacra e teatrale di Scarlatti, Handel, Steffani, Cavalli, in interpretazioni mai ovvie, quanto piuttosto inquiete e vive come i loro autori. L’idea fondamentale è che nella musica sia sempre meglio rischiare piuttosto che rimanere tiepidi: è il caso di Round M, progetto discografico di incontro tra Monteverdi ed il Jazz, o il progetto utopico e visionario di far riascoltare al pubblico di oggi l’Arianna di Monteverdi (2016).

    I musicisti della Venexiana mantengono vivo lo slancio ed il coraggio delle perfomance musicali a cui si sono formati insieme, ed in relazione alle necessità del singolo progetto ne affidano la guida a membri del gruppo.

    Un’impresa unica nel suo genere è stata la realizzazione della trilogia monteverdiana a Schwetzingen realizzata da un unico straordinario cast vocale, capace di dar voce in pochi giorni ai diversi personaggi presenti nelle opere di Monteverdi, trasformandole in un unico intenso racconto.

    I riscontri della critica stanno premiando questa nuova stagione dei musicisti della Venexiana, ed il pubblico che partecipa con entusiasmo ai concerti sembra condividere con loro la stessa grande passione e la stessa nostalgia.

     

    Programma

     

    Barbara Strozzi (Venezia 1619 – Padova 1677)

    Mercé di voi (a due soprani e basso continuo. Libro primo de’ madrigali, Venezia 1643)

    Lagrime mie (per soprano e basso continuo. Diporti di Euterpe, Venezia 1658)

     

    Giovanni Girolamo Kapsberger (1580-1651)

    Toccata Prima (per tiorba)

     

    Barbara Strozzi

    Dal pianto degli amanti (a due soprani e basso continuo. Libro Primo, Venezia 1643)

    Luci belle (per soprano e basso continuo. Arie, Opus 8, Venezia 1664)

    Gioisca (a due soprani e basso continuo. Libro primo de’ madrigali, Venezia 1643)

     

    George Frideric Handel (1685-1759)

    Duetti da camera

    Va’ speme infida HWV199 (1710-12) (testo di Ortensio Mauro)

    Amor gioie mi porge HWV180 (1707-09)

     

    Silvio Omizzolo (1905-1995)

    Jeux pour clavecin (1981)

     

    George Frideric Handel

    No, di voi non vo’ fidarmi HWV 189 (1741)

     
    Intero 10,00
    Ridotto 5,00
    Studenti 3,00

    Teatro Verdi

    Centralino +39 049 8777011
    Biglietteria +39 049 87770213
    Fax 049 661053
    Coordinatore direzione.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria RIAPERTURA BIGLIETTERIA PER RIMBORSI BIGLIETTI – ABBONAMENTI – GIFT CARD

    Da martedì 9 giugno 2020 riapre la biglietteria con i seguenti orari

    da martedì a sabato, ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00

    Per prenotarsi: telefonare al +39 0412402021 o scrivere alla mail prenotazioni@teatrostabileveneto.it, da lunedì a venerdì, negli orari 9.00 – 13.00 e 14.00 – 16.30. Le prenotazioni del giorno vengono chiuse alle 16.30 del giorno lavorativo precedente. Ad esempio le prenotazioni per martedì 9 giugno verranno chiuse lunedì 8 alle 16.30.

    Nella mail ricordate di specificare: nome e cognome, per quale Teatro chiedete l’appuntamento, preferenza di data e tra mattina o pomeriggio.

     

    Via dei Livello 32 - Padova - 35139 - Italia