• 13 Giugno 2020 20:00
  • 4 Luglio 2020 20:00

UNA STAGIONE SUL SOFÀ

Il Nordest in tournée

 

spettacolo in versione integrale

ONLINE da sabato 13 giugno, ore 20.00

 

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Note di regia di Giuseppe Emiliani

Mi sono immaginato un improbabile incontro tra Jessica, la figlia di Shylock, e William Shakespeare da poco giunto a Venezia assieme al suo amante, il conte di Southampton.

Una sfortunata storia di amore tra l’ingenua giovane ebrea e il giovane Bardo in cerca di ispirazione.

Un appassionato racconto di amore e fantasia in cui il reale e l’immaginario arcanamente si confondono in una Venezia luogo di incontri, di intrighi, sfrenatezze di sensi, passioni travolgenti.

Una Venezia dove le apparizioni tendono a prendere corpo, i sogni a farsi realtà.

Se l’esperienza veneziana servirà a Shakespeare per scrivere Il mercante di Venezia, Jessica da questa impossibile storia amorosa capirà che amare qualcuno è immancabilmente una fuga da tutto, anche da se stessi.  Ma capirà anche che lei non può fuggire da se stessa, per sempre. E che dovrà, ora, essere capace di amare soprattutto se stessa.

 

Non avrei mai immaginato di poter dirigere questo mio testo teatrale lavorando a distanza. Io dalla provincia di Venezia, l’attrice dalla provincia di Treviso, lo scenografo e il suo staff dalla provincia di Udine, il costumista da Venezia e il musicista da Bruxelles.

Non avrei mai immaginato, prima d’ora, di poter allestire a distanza un mini-set cinematografico, dirigere da remoto le riprese e poi montare in diretta il video all’interno di una scenografia virtuale tridimensionale, mutabile, che si compone in tempo reale.

Un’avventura pazzesca! Ma possibile. Ogni giorno con lo scenografo Federico Cautero ci siamo ripetuti che mai come ora bisogna essere visionari. Audaci.

Prima o poi i teatri riapriranno. Torneremo ad abitarli.  I teatri torneranno ad essere luoghi di emozioni, di idee, di contaminazione di linguaggi. Ma noi non saremo più come prima. Anche il pubblico non sarà più quello di prima. Niente sarà più come prima. Noi teatranti non potremo tornare a fare il teatro come l’abbiamo sempre fatto. È cambiata la storia. Siamo cambiati noi. Sono cambiate le relazioni.

In questo periodo di forzato isolamento siamo stati tutti meno soli grazie ad internet, ai social, alla possibilità di connettersi a distanza.  Anche noi artisti abbiamo condiviso in rete le nostre paure, le nostre preoccupazioni, i nostri dubbi sul domani.

Il teatro tornerà, gradualmente, ad essere un luogo di contatto, di fisicità, di persone vive in carne e ossa, ma il teatro, come tutte le arti, subirà inevitabilmente dei cambiamenti.

Il teatro di domani non potrà più trascurare l’evolversi della tecnologia, le straordinarie evoluzioni nelle tecniche del linguaggio. Citando Benjamin: «A un certo punto il clavicembalo è diventato pianoforte.»

Il digitale, l’informatica, l’innovazione tecnologica, se ben usata, potrà aprire nuovi orizzonti di espressione e creatività che certamente non riusciranno mai a sostituire la poetica fragilità dell’attore vivo in scena, ma potranno farci allungare lo sguardo e offrirci nuovi stimoli per comprendere questo nostro mondo e immaginarne un altro, possibilmente nuovo e migliore.