• 9 Febbraio 2020 11:00
  • Nella volontà dell’autore l’opera doveva essere l’emblema del nuovo secolo, il secolo della società di massa con i suoi milioni di uomini e donne in marcia per diventare protagonisti delle conquiste sociali. Destinata a diventare un’icona del socialismo, l’opera non era stata apprezzata nel suo valore dai contemporanei. Il proletariato contadino raffigurato sulla tela appariva anacronistico nel secolo in cui la fabbrica e la città erano diventate il vero simbolo della modernità, mentre nelle rivendicazioni operarie il marxismo scientifico sostituiva quel socialismo utopistico dell’Ottocento che aveva ispirato Pellizza da Volpedo.

     

    Simona Colarizi è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza

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