• 7 Giugno 2020 18:00
  • UNA STAGIONE SUL SOFÀ

    Il Nordest in tournée

     

    spettacolo in versione integrale

    ONLINE domenica 7 giugno, ore 18.00

     

    I servi di Ivan Cankar è stato uno degli spettacoli che hanno segnato l’ultimo ventennio di attività del Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Per comprendere pienamente il successo di questa produzione

    occorre conoscere l’opera originale, della quale è stato realizzato un acuto adattamento. Questo testo controverso della letteratura teatrale slovena è un dramma di valore emblematico sempre attuale. È inoltre un testo fortemente legato a Trieste, città dove è stato messo in scena per la prima volta nel 1919, nove anni dopo la stesura. Il tema offre spunti di riflessione ad ampio raggio, trattando la mancanza di coerenza nella difesa dei propri ideali, la servile tendenza ad adattarsi per convenienza alle idee del più forte, ovvero di chi detiene il potere e dal quale è possibile trarre il maggiore profitto. Alla massa degli opportunisti si oppone il protagonista, che per difendere i propri principi dovrà pagare le conseguenze del mancato allineamento.

    Si tratta di un dramma fortemente legato a uno specifico contesto storico e politico, ma che contiene al tempo stesso una denuncia sempre attuale e il cui tragico paladino è Jerman, colui che decide di «trasformare i servi in uomini». Persevera, sebbene il parroco lo metta in guardia perchè non è possibile misurare il cammino fino in fondo, in quanto «è difficile e termina in una linea di circolo».

    Per questo è opportuno porsi anche oggi le domande che l’autore dell’adattamento Milan Marković Matis elenca nel suo contributo al libretto di sala: «Chi sono Servi? Servo è chi ha paura di alzare la voce contro le autorità o è servo chi per il ribelle lava, cucina e pulisce? Oppure, i servi sono semplicemente la conseguenza della realtà del lavoro alienante della società capitalista?»

    A metà strada tra l’intoccabile opera cult e il riflesso della sua attualità nel presente, l’allestimento del regista Sebastijan Horvat ha provocato la riflessione attraverso l’oscillazione continua tra un passato nella sua veste storica e la visione critica, a tratti disillusa degli stessi contenuti attraverso la distanza di oltre un secolo. Lo spettacolo ha invitato il pubblico a una fruizione particolarmente coinvolgente dell’evento performativo e a un approccio attivo ai contenuti del testo con un’inaspettata inversione di prospettiva tra il palcoscenico e la sala. I servi di Cankar sono un’opera che non ha mai conosciuto reazioni indifferenti da parte di lettori e spettatori: il testo, dalla forte carica politica, etica e sociale, ha sempre riscaldato gli animi, dalle prime censure all’utilizzo nelle manifestazioni di protesta del nostro secolo in Slovenia.