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  • 30 Ottobre 2022 16:00

Sei un insegnante e vuoi portare i tuoi studenti a Teatro?

Questo spettacolo ha delle repliche dedicate alle scuole (a partire dalla 4a elementare)

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Premessa

Le fiabe sono sicuramente il primo “teatro” che i bambini conoscono; i genitori o i nonni diventano inconsapevoli attori fornendo le voci ai personaggi, in un dialogo tra chi racconta e chi ascolta. Questo “scambio” sostanzialmente molto diverso dal vedere un’animazione in tv o sul tablet, genera in chi ascolta un processo di astrazione attiva che ci aiuta a comprendere il mondo tramite le emozioni e l’empatia. Le fiabe anche se raccontano di luoghi fantastici e spesso non realistici, continuano a sopravvivere perché ci forniscono degli “strumenti altri” per comprendere e vivere nel mondo. Le fiabe creano frequentemente in chi le ascolta un piacere e una passione che permane fino all’età adulta. Spesso i bambini nel gioco si trasformano in piccoli eroi, vedono draghi, usano bacchette magiche, affrontano avventure incredibili; oppure fanno vivere queste storie alle loro bambole o ai loro piccoli giocattoli dandogli vita.

Dall’unione di queste due suggestioni nasce il nostro spettacolo che è un gioco teatrale per tutti, creato partendo da semplici oggetti e pupazzi di legno. Ci aiuta in questa impresa una fiaba antica e la versione teatrale di Carlo Gozzi. Il teatro quindi diventa luogo di incontro tra gli attori, che evocano una storia, dando vita ai personaggi che la abitano, e gli spettatori grandi e piccoli che come quando hanno ascoltato per la prima volta una fiaba hanno creduto che l’incredibile e il fantastico in quel momento fosse reale.

 

Lo spettacolo

Nella Venezia settecentesca dominata dal realismo goldoniano, Carlo Gozzi si affida invece alle fiabe, scrivendo tra le tante altre L’augellin belverde. Intuendone la potenzialità drammaturgica, invece di insistere sul nesso maschere-parodia, l’autore scommette sull’effetto spettacolare, sulla rappresentazione del meraviglioso fiabesco, sulle ambientazioni esotiche, sul fascino che esse possono produrre, senza trascurare una satira piccante dei suoi contemporanei e della filosofia illuministica come nel caso de L’augellin. Particolarmente amato dai romantici, che delle Fiabe apprezzavano in particolare gli elementi magici e fantastici, Gozzi ha dato nuova e originale vita alla commedia dell’arte.

Il progetto curato da Matteo Spiazzi prende spunto dal celebre testo di Gozzi per rielaborare una drammaturgia originale che integra e arricchise la linea narrativa con elementi legati al teatro di figura. In scena prenderà vita una commistione di linguaggi differenti, dalle marionette al teatro degli oggetti, gli attori tramite effetti scenici semplici ma di grande impatto evocheranno il magico e il fantastico che caratterizzano le fiabe di Gozzi.

 

Note di regia

di Matteo Spiazzi

La fiaba dell’augellino belverde scritta originariamente per personaggi con maschere e senza, nella nostra versione, volutamente non filologica, vede una riscrittura per diverse tecniche di teatro di figura.
Il testo è rimaneggiato e in parte riscritto, per essere interamente godibile dal pubblico, garantendone così la comprensione anche agli spettatori più giovani. Vorremmo però far intendere chiaramente che il teatro degli oggetti, e in generale il teatro di figura, non è destinato esclusivamente ad un pubblico di ragazzi; ma anzi, forse proprio come per la commedia dell’arte con la sua capacità comunicativa universale, è in grado di destare l’interesse di tutte le fasce di pubblico; così come i cartoni animati che spesso appassionano più i genitori che i figli.

Con marionette tradizionali interpretiamo i personaggi senza maschera, e invece tramite gli oggetti diamo vita ai caratteri in maschera previsti dal testo gozziano. Pantalone è una vecchia caffettiera, truffaldino una vecchia grattuggia a manovella, Re tartaglia invece è composto da diversi oggetti: un guanto di metallo da armatura per la bocca, gli occhi sono due schiaccia-patate mentre la corona è uno scolapasta, etc.

Il teatro degli oggetti permette di creare personaggi fantastici con potenzialità espressive a cui nessun attore potrebbe mai arrivare, e porta lo spettatore ad avere un altro sguardo, uno sguardo attivo.

La rappresentazione è un gioco raffinato che fa leva su quella capacità di astrazione che i bambini ben conoscono; come quando impugnano un semplice bastoncino si trasformano in cavalieri con la spada.

 

Il progetto della Compagnia Giovani è parte del Protocollo d’Intesa tra Regione Veneto, Teatro Stabile del Veneto e Accademia Teatrale Veneta per la realizzazione di un’edizione transitoria del progetto Modello Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n. 1796 del 15 dicembre 2021).

Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto “Palcoscenici Metropolitani” finanziato dal bando del Comune di Venezia, con il sostegno del MiC.

Nel progetto saranno coinvolti in qualità di attrice e aiuto regista due giovani artisti ucraini.

Teatro Momo

La biglietteria del Teatro Momo apre un’ora prima dello spettacolo.

Via Dante, 81 - Venezia Mestre - 30172 - Italia