Note di drammaturgia

di Tommaso Fermariello


Due parole sulla struttura: Falene è pensato per poter essere guardato in qualsiasi ordine, sta allo spettatore decidere come alternare le voci dei personaggi, come costruire la storia.
La scelta di questa forma particolare di racconto è nata insieme agli attori durante i primi mesi della pandemia, quando per la prima volta abbiamo pensato a questo progetto. Ci interessava una forma che potesse essere ibrida tra video e teatro, che coinvolgesse lo spettatore in modo attivo. In quel momento di forti solitudini ci sembrava importante che la struttura narrativa diventasse una sorta di gioco nelle mani dello spettatore.
E di solitudini parla Falene. Dieci voci sole che provano ad allungarsi l’una verso l’altra, ed in questo tendersi rischiano di spezzarsi. Dieci solitudini che loro malgrado collidono durante l’arco di una notte e diventano tasselli di un domino che non può essere fermato.

Vite abituate a scorrere nell’ombra, e che per una notte vengono esposte alla luce. E ad illuminarle è questa supernova, una stella esplosa a migliaia di anni luce di distanza, un evento astronomico non prevedibile che accende la notte come se fosse giorno.
E sotto la sua luce scivolano le storie di questi uomini e queste donne, e le loro debolezze e le loro comicità, che si affannano a dare una forma alle loro esistenze e guardano il cielo, questo cielo così diverso dal solito, e si chiedono: perché?

Note di regia
di Raffaella Rivi

Quando ho letto la drammaturgia, ho pensato a come fare vivere queste figure che sembravano fluttuare in una dimensione senza confini precisi, in un luogo misterioso e sfocato dove il tempo si confonde.

Ho pensato di ambientare i personaggi nell’oscurità, di farli muovere lentamente, di lasciare la voce fuori campo per delineare il carattere onirico degli eventi, sottolineato anche dalle sonorità che si impastano perfettamente con corpi e parole. La musica vuole sottolineare gli aspetti onirici, a tratti ossessivi della storia, mescolando field recording di insetti diversi (uno per ciascun personaggio) e suoni campionati, il tutto trattato e ritrasformato elettronicamente.

Ogni personaggio compie delle azioni che ne amplificano il carattere seguendo il flusso dei pensieri o dilatando la parola verso altre visioni. È difficile stabilire se le vicende narrate siano state vissute ieri, un anno fa o forse mai, ma si intrecciano le une alle altre prendendo vita in un’ambientazione notturna che modella i personaggi e le loro azioni.

La luce della supernova, una stella che esplode, crea uno scenario comune in cui le epifanie individuali si intrecciano in destini tangenti. I pochi oggetti che campeggiano nell’oscurità diventano elementi essenziali nel definire le personalità dei protagonisti, gli intrecci e le loro sorti.

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