ANTIGONE di SOFOCLE

Quando si evoca il mito di Antigone, generato dalla tragedia greca di Sofocle, si pensa ad una ragazza che da sola ebbe il coraggio di contrastare le leggi dello Stato da lei ritenute ingiuste. Antigone è entrata così nell’immaginario collettivo come simbolo della lotta contro il potere, della ribellione romantica e solitaria di un singolo che si oppone al dominio insensato di una tirannia senza fine.

 

Dovunque ci siano delle discriminazioni, intolleranze, ovunque una minoranza oppressa levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo che da sempre le è stato imposto: quello della giovane donna che lancia la sfida, apparentemente impossibile, di una pietas universale.
Abbiamo lavorato sulla tragedia di Sofocle e sulla rivisitazione novecentesca di Jean Anouilh. Due testi messi a confronto.      Una entusiasmante esperienza artistica per scoprire come la tragedia sia stata, forse, la più alta terapia dell’anima, un evento rituale di com-passione, di condivisione pubblica della fragilità umana

Giuseppe Emiliani