• 3 Maggio 2020 18:00
  • UNA STAGIONE SUL SOFÀ

    Il Nordest in tournée

     

    spettacolo in versione integrale

    ONLINE domenica 3 maggio, ore 18.00

     

    È un’interpretazione «inquietante fino all’ultimo respiro» quella che l’attore Klemen Janežič ha dato del personaggio di Amleto in una delle produzioni più affascinanti del Teatro Stabile Sloveno di Trieste.

    Lo spettacolo dark, estetizzante e dal forte carattere rock è firmato dal regista Matjaž Farič, in tandem con la sua stretta collaboratrice, la dramaturg Staša Prah. Insieme hanno portato sul palcoscenico uno dei testi più cult nella storia del teatro, nella traduzione dello scrittore Ivan Cankar (uno dei miti della letteratura slovena di tutti i tempi). L’impresa artistica può contare sulle atmosfere scure della musica del leggendario gruppo industriale sloveno Laibach e sui costumi di grande impatto del celebre fashion designer Alan Hranitelj, a sostenere le interpretazioni intense di un cast di giovani attori di teatro, molto noti in Slovenia anche agli spettatori del grande e piccolo schermo.

    Il fatto che la maggior parte degli interpreti appartenga a generazioni relativamente giovani è uno degli elementi caratterizzanti di un allestimento dove l’età degli attori non si adatta a quella dei personaggi, ma li invita invece ad esplorare prima di tutto i rapporti e le emozioni che li legano o li respingono reciprocamente. Caratteristico è anche l’approccio del regista ai personaggi femminili, che emergono con particolare forza fino alla sorpresa finale che apre interessanti e attuali spunti di riflessione sui rapporti di potere.

    Amleto è il popolarissimo attore del Teatro nazionale di Ljubljana Klemen Janežič, l’infelice Ofelia Sara Gorše. Entrambi affiancano all’attività teatrale anche il lavoro in film e serie televisive che hanno dato loro ulteriore notorietà, così come Jan Bučar, interprete del ruolo dell’usurpatore Claudio, e Primož Forte (Polonio). La regina Gertrude è Tina Gunzek, mentre Jernej Čampelj veste i panni di un appassionato Laerte. L’interessante cast viene arricchito ulteriormente dalle interpretazioni di Vladimir Jurc, Tines Špik e Miranda Trnjanin.

    Amleto è un intellettuale pieno di dubbi, costretto da una cultura barbara a vendicare col sangue il trono del padre. Costruisce la propria vendetta, ma ben presto questa gli sfugge di mano. Questo capolavoro è una colonna portante del teatro classico, il testo più complesso e completo di Shakespeare, che unisce l’universale alla riflessione su una società stretta nella morsa di crisi politiche e ideologiche.

    Il nuovo allestimento del Teatro Stabile Sloveno elude alcuni dei ruoli secondari per concentrarsi su quelli principali della complessa vicenda, analizzando la loro natura emblematica di storie e sentimenti umani che si intrecciano all’interno di una rete di rapporti, provocando drammi e tragedie. Per questo motivo anche la collocazione storica della vicenda diventa irrilevante. «Abbiamo rispetto per il pubblico e sappiamo che Amleto è un personaggio noto a tutti, che non ha bisogno di essere spiegato» dice la dramaturg dello spettacolo che prosegue: «Ci siamo soffermati sugli aspetti più intimi delle vicende, anche perchè tutto ruota attorno a rapporti d’amore o familiari, attorno alla mancanza di comunicazione e questo accade in qualsiasi società, anche senza bisogno di re e corti. A questo possiamo aggiungere ancora la questione generazionale, perchè in fondo è la storia di persone giovani che non riescono ad adattarsi al mondo degli adulti che li manipolano costringendoli a vivere secondo i loro principi, espressione di una visione completamente diversa della vita. Praticamente non è cambiato nulla e per questo Amleto è un classico.»

    La scena di Peter Furlan, dipinta da Alessandro Starc, è parte di uno spazio scenico più ampio, nel quale il regista ha tratto ispirazione anche dalla sala stessa del Kulturni Dom di Trieste, sede del Teatro Stabile Sloveno.