A tre settimane dal debutto nazionale Sogno di una notte di mezza estate prende forma, un po’ alla volta, scena dopo scena. Giorgio Sangati annota sul suo taccuino le migliorie sceniche da riportare agli attori insieme al prezioso aiuto di Marco Angelilli, curatore del movimento sul palcoscenico.

Se dovessimo scegliere una parola riassuntiva che descriva questa settimana sarebbe sicuramente costruire.

Si costruiscono i movimenti e le uscite di ogni singolo personaggio.

Si costruiscono i toni e i gesti da usare nelle battute.

Si costruiscono il suono e le luci dello spettacolo.

La forma, ben definita da scenografie e costumi, aspetta solo di prendere vita grazie al contenuto.

E così proprio come in una bottega di artigiani, tutto il team della produzione lavora e si dedica alla cura dei dettagli della messinscena.

Tanti diversi ruoli, un unico solo obiettivo: costruire un Sogno.

Il tempo stringe, il debutto si avvicina.

Una settimana divide lo spettacolo dal palcoscenico del Teatro Romano dell’Estate Teatrale Veronese.

Gli ingranaggi del Sogno di una notte di mezza estate lavorano in sintonia verso la ricerca di una perfetta melodia scenica.

Gli attori calcano incessantemente le assi del Teatro Del Monaco mentre tutto introno a loro segue i movimenti e le parole, i quali accendono una volta una luce, un’altra volta danno vita ad un suono.

Nulla sfugge agli occhi critici del regista Giorgio Sangati e del suo assistente Tommaso Fermariello, muovendo con fili invisibili ogni particella dello spettacolo.

Ormai le filate sono all’ordine del giorno, con costumi di scena ed acconciature. Tensione e adrenalina alimentano gli animi e le pause sono un momento utile per dare altre indicazioni.

Il Sogno è quasi pronto, manca solo il pubblico!

È trascorsa una settimana dal debutto all’Estate Teatrale Veronese del Sogno di una notte di mezza estate, ma per noi le emozioni si sono cristallizzate a quel momento in cui il Teatro Romano è scoppiato in uno scroscio di applausi.

Vogliamo continuare a sognare: seguiteci in questo viaggio a ritroso.

5 luglio, lunedì, -3 giorni al debutto.

C’è il sole, gli attori provano al Camploy mentre i tecnici montano scenografie e tecnica.

6 luglio, martedì, -2 giorni al debutto.

Il sole splende, si continua a provare.

7 luglio, mercoledì, -1 giorno al debutto.

Ormai il Sogno è più che pronto, bisogna solo salire sul palco!

8 luglio, giovedì, giorno del debutto.

Tutto è pronto, cresce l’adrenalina nei camerini.

Shakespeare però decide di mettere in scena un’altra sua opera: La Tempesta.

Una pioggia incessante si abbatte su Verona. Così violenta da lasciare danni al palcoscenico, così crudele da far annullare lo spettacolo.

9 luglio, venerdì, giorno del debutto vol.2.

Il sole è tornato a scaldare Verona.

Ore 20:15. Inizia ad entrare il pubblico.

“Merda! Merda! Merda!” si sente urlare sette minuti esatti prima di andare in scena.

Ore 21:30. Il Sogno diventa realtà. Un tornado di emozioni travolge il Romano facendo ridere e commuovere gli oltre 500 presenti.

Ore 23:30. Finisce lo spettacolo e piove…questa volta, però, sono gli applausi dell’intero Teatro.