Michela Martini

martiniNata a Venezia e diplomata all’Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D”Amico”, ha un debutto folgorante come protagonista ne La Bettina televisiva di Luca Ronconi.

Nel 1978 Carmelo Bene la vuole come Desdemona nel suo Otello da W. Shakespeare.

Dal 1980, oltre ad un’esperienza con Roberto De Simone ne La Figlia di Iorio di G. D’Annunzio, inizia una collaborazione decennale con Veneto Teatro interpretando ruoli significativi in numerose commedie tra le quali I pettegolezzi delle donne, Il campiello di C. Goldoni e La sorpresa dell’amore di Marivaux con regia di S. Sequi; Le donne gelose, Le baruffe chiozzotte di Goldoni e La Betia di Ruzante per la regia di G. De Bosio. In teatro e in cinema lavora inoltre con molti registi quali M. Ferrero, E. D’Amato, M. Ponzi, L. Salveti, A. Chiesa, G. Montaldo, M. Zaccaro, S. Samperi.

Con I Rusteghi di C. Goldoni inizia la fruttuosa collaborazione con Massimo Castri , con il quale lavora anche ne La trilogia della villeggiatura di C. Goldoni e nell’Oreste di Euripide.
Collabora con la compagnia “I Fratellini” con la quale ha portato in scena l’Arlecchino servitore di due padroni di C. Goldoni e Don Giovanni di Molière con la regia di G. Emiliani.

Interpreta il ruolo di Anzola ne La Venexiana di Anonimo e Barbara ne “La buona madre” di Carlo Goldoni, spettacolo presentato al Festival di Teatro della Biennale di Venezia 2006, per la regia di Stefano Pagin. Sempre con Pagin lavora in Indigena, spettacolo ricerca di Antonella Saccarola.
Nel 2008 lavora in Pasqua di A. Strindberg sotto la direzione di Monica Conti.

Nella stagione 2008/2009 interpreta il ruolo di Giuditta ne “La base de tuto” di Giacinto Gallina produzione del Teatro Stabile del Veneto e Orlando per il Festival della Biennale Teatro 2009 con la regia di Stefano Pagin.

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