Giulio Scarpati

scarpatiNato a Roma il 20 Febbraio 1956, Giulio Scarpati inizia la sua carriera artistica in Teatro da bambino, nel 1968, al teatro “Delle Muse” a Roma. Frequenta da adolescente la scuola di recitazione di Elsa de’Giorgi calcando di nuovo le scene. Nella seconda metà degli anni 70, entra nella ‘Cooperativa Gruppo Teatro G’, nel clima di partecipazione di quegli anni gli spettacoli saranno rappresentati sia nei teatri ma anche in luoghi non convenzionali(carceri, ospedali psichiatrici).
Con la cooperativa dal 1977 al 1980: Le smanie per la villeggiatura (C. Goldoni), Le esperienze di G. Meister (W. Goethe), Il drago (E. Schwartz), Jacques il fatalista (D. Diderot) .
Nel 1981/82 entra nella Compagnia del Teatro Stabile de L’Aquila partecipando allo spettacolo Il Candelaio (G. Bruno) per la regia di A. Trionfo.
La stagione teatrale 1985/86 lo vede con il Piccolo Teatro di Milano, per la regia di A. Vitez, ne Il trionfo dell’amore (Marivaux); successivamente, 1986/87, è al fianco di Lucilla Morlacchi in Le donne di casa soa (C. Goldoni), Cooperativa Franco parenti, regia G. De Bosio. Nel 1988 partecipa al Festival di Todi con Il poverello (J. Coupeau), regia M.Gagliardo, e nel 1988/89 è protagonista con Sergio Fantoni di Orfani (L. Kessler), per la regia di E. Coltorti, Compagnia Contemporanea ’83, ruolo che gli vale il Premio “Biglietto d’oro” a Taormina e il Premio Miglior Attore emergente conferitogli da Giorgio Strehler a Milano.
Nella stagione 1989/90 interpreta Piccola città (T. Wilder), Teatro delle Arti, regia E. Olmi, e va in scena al Festival di Gibellina con La sposa di Messina (F. Schiller), regia E. De Capitani. Nel 1991 vince il Premio “Thiene” come Miglior Attore giovane per la sua interpretazione al fianco di Mariano Rigillo in Prima del silenzio (G. Patroni Griffi), Teatro Nazionale di Roma, regia A. Terlizzi; e nel 1992 si aggiudica il Premio della Giuria al Festival di Asti per lo spettacolo Gocce d’acqua (P. F. Poggi), regia N. Venturini.
Segue, nel 1993 Colpi bassi (D. Scott), insieme con Margaret Mazzantini, Teatro La Cometa, regia N. Venturini; nel 1994/95 è la volta di Ifigenia in Tauride (Euripide), con Anna Maria Guarnieri, Teatro Stabile dell’Umbria, regia M. Castri; nel 1996/97 è sulle scene con Lorenzaccio (A. De Musset), Cooperativa Gli Ipocriti, regia M. Scaparro; nel 1999/2000 è protagonista de L’Idiota (F. Dostoievskij), Cooperativa Gli Ipocriti, regia G. Dall’Aglio; il 2001 lo vede impegnato nel monologo La notte poco prima della foresta (B. M. Koltés), Cooperativa Gli Ipocriti, regia N. Venturini; nel 2002/2004, per due stagioni, interpreta Don Silvestro nella commedia musicale Aggiungi un posto a tavola (Garinei & Giovannini), Teatro Sistina, regia P.
Garinei; nel 2005/2007, nuovamente per due stagioni, è nei panni dello scrittore Anton Cechov nello spettacolo Una storia d’amore – A. Cechov O. Knipper (F. Nocher), Cooperativa Gli Ipocriti, regia N. Venturini; nel 2009/2010 si racconta nel monologo autobiografico Troppo buono (M. Presta, N. Venturini), Associazione Teatrale Pistoiese, regia N. Venturini.
Al Cinema debutta da protagonista nel 1984 con Il lungo Inverno (regia I. Micheli), con il quale partecipa al Festival di Berlino e al Festival di Salsomaggiore. Successivamente, nel 1989, è il protagonista di Roma, Paris, Barcellona (regia I. Spinelli, P Grassini) con il quale vince il Premio “De Sica” agli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento e il Premio “Sacher d’oro” come Miglior Attore. Nel 1990 divide con Margherita Buy il set di Chiedi la luna (regia G. Piccioni), pellicola che prende parte al Festival di Venezia e al Festival di San Sebastian, e nel 1991 è con Monica Bellucci ne La riffa (regia F. Laudadio). Nello stesso anno, gira anche Tutti gli uomini di Sara (regia di G. P. Tescari) con il quale è al Festival di Venezia, mentre nel 1992 interpreta Gangsters (regia M. Guglielmi) ed è coprotagonista di Mario, Maria e Mario (regia E. Scola) che gli vale il Premio “Cinema e Società” come Miglior Attore. Nel 1993 è il protagonista dell’episodio Ciao Amore, nell’ambito del cortometraggio Ottantametriquadri, (regia L. D’Ascanio), che partecipa al Festival di Venezia e che gli fa vincere il Premio “Sulmona Cinema” come Miglior Attore.
Nel 1994, affiancato da Sabrina Ferilli, è il protagonista de Il giudice ragazzino (regia A. Di Robilant) film premiato con “L’angelo azzurro” al Festival di Berlino;ottiene il Premio “Efebo d’oro” come Miglior Attore e il Premio “David di Donatello” come Miglior Attore Protagonista.
Nello stesso anno, è anche il protagonista della pellicola L’Estate di Bobby Charlton (regia M. Guglielmi), che prende parte al Festival di Berlino. Nel 1995, invece, interpreta Il cielo è sempre più blu (regia A. Grimaldi) e Pasolini, un delitto italiano (regia M. T. Giordana). L’anno dopo, il 1996, lo vede sul grande schermo con Italiani (regia M. Ponzi) e coprotagonista, con Margherita Buy e Gene Gnocchi, di Cuori al verde (regia G. Piccioni). Nel 1997, è la volta di Figurine (regia G. Robbiano) mentre nel 2005 è coprotagonista con Giuliana De Sio di A luci spente (regia M. Ponzi) e nel 2007, insieme con Antonio Catania e Ricki Tognazzi, è in Appuntamento ad ora insolita (regia S. Coletta).
In Televisione esordisce sugli schermi di Rai Uno nel 1985 con Colpo di fulmine (serie: “Due assi per un turbo”, regia G. Fago); segue, nel 1991, Contro ogni volontà, dove è coprotagonista, ancora su Rai Uno, con E. S. Ricci (regia P. Passalacqua). Nel 1992, lo dirige V. Sindoni in La scalata, per gli schermi di Rai Due, e nel 1996 è nuovamente su Rai Due come protagonista di Compagni di branco (regia P. Poeti). Nel 1997 è coprotagonista su Rai Uno di Vite blindate (regia A. Di Robilant) e l’anno successivo, 1998, è protagonista de La casa bruciata, ancora su Rai Uno (regia M. Spano).
Nella stagione 1998/2000 interpreta da protagonista le prime due serie di Un medico in famiglia, Rai Uno (regia A. Di Francisca, R. Donna, T. Aristarco), insieme con Lino Banfi e Claudia Pandolfi, e per il ruolo di Lele Martini si aggiudica il “Premio Oscar della TV” 1999, il “Premio Barocco” 1999 e il Premio “Telegatto” 1999 e “Telegatto” 2000.
Nel 2001 è su Rai Uno con Resurrezione (regia P. e V. Taviani), e nel 2002 è il protagonista di Cuore in onda su Canale 5, con Leo Gullotta e Anna Valle (regia M. Zaccaro), per il quale vince il Premio “Telegatto” 2002. Successivamente, nel 2003, è nuovamente su canale 5 come protagonista di Ultima pallottola (regia M. Soavi) e nel 2004 ritorna nella quarta serie di Un medico in famiglia, Rai Uno, ma solo per l’ultima puntata (regia I. Leoni).
Nel 2005, è ancora su Rai Uno protagonista di Una famiglia in giallo (regia A. Simone) e nel 2007 va in onda su Canale 5 L’uomo della carità (regia di A. Di Robilant), che viene presentato in anteprima assoluta alla Festa del Cinema di Roma 2006. Nel 2008 su Rai Uno è protagonista di Don Zeno. L’uomo di Nomadelfia (regia G. Calderone) e nel 2009 ritorna in Un medico in famiglia, sesta serie, in onda su Rai Uno (regia T. Aristarco, E. Marchetti e R. Verzillo).
Nel 2011, è sugli schermi di Rai Uno insieme a Nino Frassica con Cugino & cugino (regia V. Sindoni), e successivamente, sempre su Rai Uno, è protagonista della settima serie di Un medico in famiglia (regia E. Marchetti, R. Verzillo e V. Verdecchi).