Fabrizio Plessi

plessiInventore della “video-installazione” e pioniere di un modo di fare arte che coniuga elementi della transizione pittorica classica con la potenza innovativa tecnologica, Plessi fa dialogare materiali come la pietra, il legno, il marmo e il ferro con le fibre ottiche, l’hardware e il software di computer che trasmettono immagini di forze primordiali della natura come l’acqua, il fuoco, il vento, la lava. Un incontro che provoca una sorta di mutamento genetico, di trasformazione strutturale della materia che inventa nuove forme fluidificando i confini e amalgamando concetti.
Da sempre curioso sperimentatore, Plessi ha esposto nei più importanti musei di tutto il mondo, dal Guggenheim di New York e Bilbao al Centre Pompidou di Parigi, dalla Fondazione Joan Mirò di Barcellona al Martin Gropius Bau di Berlino. Innumerevoli le sue partecipazioni internazionali tra cui dieci Biennali di Venezia e “Documenta 8” a Kassel nel 1987, con la sua video-installazione “Roma”.
Plessi ha inoltre collaborato con i grandi nomi del mondo della musica, della cinematografia e del teatro (“Icarus”, “Titanic”, “Ex machina” con il coreografo Frédéric Flamand). Da ricordare il celebre concerto di Luciano Pavarotti al Central Park di New York, le scenografie per l’Aterballetto “Sogno di una notte di mezza estate” con le musiche di Elvis Costello e “Romeo e Giulietta, fino alla recente cerimonia di apertura dei mondiali di nuoto a Roma allo stadio dei marmi in mondovisione.
Inoltre Plessi ha spesso collaborato anche con i protagonisti dell’industria e della moda (dalla BMW a Calvin Klein, dalla Sony a Louis Vuitton) nel segno di una concezione dell’arte come esperienza totalizzante, costantemente in evoluzione e che scavalca ogni barriera.