Elisabetta Pozzi

pozziNata a Genova, frequenta la Scuola del Teatro Stabile di Genova, dove debutta a diciassette anni accanto a Giorgio Albertazzi ne “Il fu Mattia Pascal ” di Pirandello, regia di Luigi Squarzina.(1976).
Da allora prende parte a numerosi spettacoli a fianco di Giorgio Albertazzi: “Uomo e sottosuolo” da Dostoevskij, “La conversazione continuamente interrotta” di Flaiano, “Il castello illuminato” di Ruggeri e Albertazzi, “Peer Gynt” di Ibsen.

È diretta da Giancarlo Cobelli in: “Pericle, principe di Tiro”, “Antonio e Cleopatra” e “Il racconto d’inverno”.

Torna nel 1981 al Teatro di Genova dove lavora ne “La bocca del lupo” da Zena a fianco di Lina Volonghi, cui segue “Re Nicolò” di Wedekind ancora con Albertazzi e “Rosales” di Luzi, “Tre sorelle” di Cechov, “Terra sconosciuta” di Schnitzler. E’ protagonista de “La putta onorata ” e de “La buona moglie ” di Goldoni e in “Arden of Faversham” di anonimo elisabettiano per la cui interpretazione ottiene per la prima volta il Premio UBU.

Lavora inoltre ne “La parola tagliata in bocca” scritto e diretto da Enzo Siciliano presentato al Festival di Spoleto del 1985; “Miele selvatico” di Frayn, regia di Lavia; “Annie Wobbler” di Wesker di cui cura anche la regia e “Piccoli equivoci” di Bigagli, regia di Franco Però, presentato al Festival di Spoleto nel 1986.
Durante l’estate 1987 lavora in “Misura per misura” di Shakespeare, regia di Jonathan Miller.

Nell’estate 1988 è “Francesca da Rimini” di D’Annunzio di cui è protagonista con la regia di Aldo Trionfo.

Nel 1988-89 al Teatro di Genova è indimenticata interprete di “Giacomo il prepotente” di Giuseppe Manfridi, regia di Piero Maccarinelli.

Nel 1989 prende parte alla produzione del Teatro Stabile di Parma (allora Compagnia del Collettivo) “Il Gabbiano” di Anton Cechov, regia di Walter Le Moli, con il quale è poi tornata a lavorare.

Al Teatro Festival Parma 1990 partecipa al “Progetto Ritsos”, promosso dall’APA (Attori Produttori Associati), un’associazione spontanea nata in gemellaggio con la Francia per promuovere il giovane teatro contemporaneo, portando in scena il poemetto “Elena”. Dalle relazioni con l’APA francese nasce la coproduzione “Basta per oggi” presentata al Festival di Avignone nel 1990, di cui è protagonista in un cast italiano e francese. Sulla spinta delle iniziative dell’Associazione, è fondatrice della TEA (Teatro e Autori), che si occupa della promozione e divulgazione della drammaturgia contemporanea.

Nel 1990 partecipa, al Teatro di Genova, allo spettacolo “I serpenti della pioggia” di Enquist, regia di Franco Però, per il quale ottiene ancora il Premio UBU.

Nella stagione 1991-92 è protagonista, accanto a Sergio Fantoni, de “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, cui segue “Crimini del cuore “di Beth Henley regia di Nanni Loy insieme a Giuliana De Sio, Pamela Villoresi , Maria Amelia Monti e Luca Zingaretti.

Al Festival di Spoleto del 1992 è presente come protagonista di due atti unici: “Baccanale” di Arthur Schnitzler e “La rivolta” di Villier De L’Isle Adam, regia di Cristina Pezzoli.
Nella stagione 1992-93 è interprete de “I sequestrati di Altona” di Jean-Paul Sartre, regia di Walter Le Moli, una coproduzione Teatro Stabile di Parma e Teatro Stabile Abruzzese.

È poi protagonista, insieme a Maddalena Crippa, dello spettacolo “L’attesa” di Remo Binosi, regia di Cristina Pezzoli, produzione Teatro Stabile di Parma.

Sempre con il Teatro Stabile di Parma, è protagonista insieme a Massimo Popolizio di “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, regia di Gigi Dall’Aglio, che debutta a Teatro Festival Parma ’94.

È protagonista di “Fratello e sorella” di Goethe, insieme a Carlo Cecchi, coproduzione di Teatro Festival Parma 95 e Benevento Città Spettacolo.

Nella stagione 1995-96 lavora con Peter Stein in “Zio Vanja” di Cechov (Teatro d’Arte di Mosca, Festival di Edimburgo 1996) e nel 1997 con Luca Ronconi ne “Il lutto si addice ad Elettra” di O’Neill (entrambe coproduzioni del Teatro Stabile di Parma).

Vince per la terza volta il Premio Ubu nel 1996 (Zio Vanja) e per la quarta volta nel Premio Ubu 1997 (Il lutto si addice ad Elettra).
È impegnata con Carmelo Bene nell’ “Adelchi” di Manzoni che debutta nell’ottobre 1997 a Roma e termina le repliche di Ruy Blas di Victor Hugo con la regia di Luca Ronconi.

Nel dicembre del 1997 interpreta “Max Gericke” di Manfred Karge messo in scena da Walter Le Moli al Teatro Stabile di Parma e, in seguito, “Stasera si recita a soggetto” di L. Pirandello con la regia di Luca Ronconi.

Nell’estate 1998 interpreta il ruolo di Caterina ne “La bisbetica Domata” di W. Shakespeare con la regia di Gigi Dall’Aglio con Michele Placido.

Per la stagione 1998/99 del Teatro Stabile di Parma interpreta “Alice oltre lo specchio” da L. Carroll, con la drammaturgia di Luca Fontana, la regia di Giorgio Gallione e le musiche originali di Ivano Fossati e Mario Arcari.

Nel 1999 interpreta “Delirio a Due” (coproduzione Teatro Stabile di Parma-Teatro Eliseo di Roma) di E. Ionesco con la regia di Walter Le Moli insieme a Franco Castellano.

Nell’estate 2000 prende parte ai due spettacoli di Piero Maccarinelli prodotti dall’INDA a Siracusa :”Elettra”, di cui è protagonista, e “Oreste” entrambi di Euripide.

Porta inoltre su varie piazze “Medea” di Christa Wolf: lettura-spettacolo ideata da lei e il marito Daniele D’ Angelo che compone ed esegue le musiche dal vivo.

Nella stagione 2000-2001 prende parte, in veste di protagonista, ai seguenti allestimenti prodotti dalla Fondazione Teatro Due di Parma: “Come vi piace” di W. Shakespeare, regia di Gigi Dall’Aglio; “La signora dalle scarpe strette” di Vittorio Franceschi, regia di Walter Le Moli e “Ciò esula” di Ludovica Ripa di Meana, a cura di Walter Le Moli.
Interpreta anche il ruolo di Elisabetta Regina d’Inghilterra in “Maria Stuarda ” di Dacia Maraini, per la regia di Francesco Tavassi.

Nella stagione 2001-2002 della Fondazione Teatro Due di Parma, per la sezione Carta Bianca agli attori, cura e interpreta due letture-spettacolo: Vaduccia, da “L’amante” di Abraham B. Yehoshua e “Tempeste” di Karen Blixen.
Nel 2002 è impegnata nella tournée di “Ciò esula” e di “Elettra”.
Nell’estate 2002, per il Progetto Farnese-Shakespeare, è Amleto nello spettacolo diretto da Walter Le Moli.

Nel 2003 è stata la protagonista de “Il benessere“ di Franco Brusati, con la regia di Mauro Avogadro, prodotto dal Teatro Stabile di Torino.
Sempre del 2003 è la Fedra di Ghiannis Ritzos messo in scena per “Taormina Arte”.

Nel 2004 al teatro Ambra Jovinelli mette in scena “Ti ho amata per la tua voce“, dal romanzo di Selim Nassib, di cui cura la drammaturgia insieme a Luca Scarlini.

“La donna del mare“ di cui è protagonista è lo spettacolo messo in scena da Mauro Avogadro per il teatro stabile di Torino, che la vede impegnata nella prima parte del 2005.
In questo stesso anno ha dato alla luce una nuovo spettacolo, “Il funambolo e la luna“ di Ghiannis Ritsos per il Festival di Asti.

Nell’estate del 2006 per il teatro greco di Siracusa interpreta Ecuba di Euripide con la regia di Massimo Castri.
Sempre nel 2006 le vengono attribuiti tre importanti premi: Il premio Franco Enriquez, quello della Associazione Critici e, il 23 ottobre al Teatro Manzoni di Milano, il Premio Duse.

Nel 2007 è promotrice a Torino del Progetto Theatre Ouvert che per cinque mesi al Teatro Vittoria presenta testi di drammaturgia contemporanea. Nel frattempo prende il via l’operazione “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, progetto ideato insieme al marito Daniele D’Angelo (che ne ha curato la traduzione insieme a Monica Capuani) e portato in scena con la regia di Luca Ronconi. All’interno dello spettacolo interpreta i due ruoli di Clarisse e del vecchio professor Faber.
Nell’estate 2007 porta in scena “Il Nemico” di Julien Green, con la regia di Carmelo Rifici per il Festival di San Miniato.

Nel 2008: “Orestea” di Eschilo per l’istituto nazionale del dramma antico, regia di P.Carriglio; “Sorelle Di Sangue” da Ritsos e Euripide per le Coreografie di Aurelio Gatti e la musica di Daniele D’Angelo; “Notte di Maggio” di A. Yehoshua per la regia di Carmelo Rifici; “Alexandria” di R. Ciaravino per la regia di F. Però.

Nel 2009: “Annie Wobbler”, di Arnold Wesker, regia E. Pozzi e D. D’Angelo; “Medea” di Euripide per l’istituto nazionale del dramma antico, regia C. Zanussi.

Nel 2010: “Ippolito” di Euripide, per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, regia C. Rifici; “Aiace” di Sofocle, per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, regia D.Salvo; “Tutto su mia madre”, di P. Almodovar, regia L. Muscato.

Nel 2011: “Cassandra – o del tempo divorato”, da Seneca, Eschilo, Euripide, Jean Baudrillard e il contributo originale di Massimo Fini. Produzione Mistras/MDA, novità assoluta. Drammaturgia di Pozzi/Gatti, coreografia di Aurelio Gatti e musiche originali di Daniele D’Angelo.

Ripresa di “Tutto su mia madre”, di P. Almodovar, regia L. Muscato.

“Un Angelo sopra Bagdad”, di Judith Thompson, regia di M. Carniti.

Premio “Maschere del Teatro 2011”, in diretta l’8 settembre 2011 dal Teatro San Carlo di Napoli: Elisabetta Pozzi è nella terna “migliore attrice protagonista” di “Tutto su mia madre”, insieme a Mariangela Melato e Pamela Villoresi.

AL CINEMA E IN TV

Le sue partecipazioni televisive e cinematografiche, seppur frequenti, sono inferiori alla sua attività in teatro, dove si afferma come una delle attrici più interessanti, capaci e versatili della giovane generazione.
Solo nella prima parte della sua carriera si dedica a lavori televisivi: nel 1977 è protagonista nel film per la televisione “Rosso veneziano”, regia di Marco Leto e subito dopo nel “Che fare?” di Chernichevskij con la regia de Gianni Serra.

Nel 1981 lavora in “Bambole” con la regia di Alberto Negrin e qualche anno dopo in “Colomba” per la regia di Giacomo Battiato.

Nel 1979 debutta anche nel cinema ne “Il mistero di Oberwald” di Michelangelo Antonioni.

Nel ’92 ottiene il Premio Donatello quale migliore attrice non protagonista del film di Carlo Verdone “Maledetto il giorno che t’ho incontrata”.

Nel 2005 ha partecipato al film di Ferzan Ozpetek “Cuore sacro”.