• 15 ottobre 2016 20:45
  • WORDS AND SPACE di Jiří Pokorny in Prima Regionale

    Coreografia: JIŘÍ POKORNY
    Musiche: REPERTORIO BAROCCO
    Costumi: CAROLINA MANCUSO
    Luci: CARLO CERRI
    Sound design: YUKARI SAWAKI

    “Words and Space” (Parole e Spazio) rappresenta la metafora di un dialogo intrapersonale: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un “monodialogo”, un dialogo con il proprio io.
    Le parole, nel loro libero fluire, possono unirsi a formare frasi di senso compiuto in una unità di tempo o rimanere isolate, si perdono e si ritrovano nella poesia del movimento. Intimità individuale e autorealizzazione sono i soli livelli in grado di condurci a una più profonda condizione di dialogo individuale. Questo tipo di comunicazione, che ha luogo all’interno del singolo o tra molti, rivela la vulnerabilità e l’autenticità di un istante nella prigione della nostra (stessa) libertà.
    Lo scopo è quello di proiettare l’esperienza assolutamente personale degli interpreti la cui gioia ‒ e forse anche la loro fatica – sembra esistere nel presente di una bellezza “nuda” e di una realtà non violenta.
    “Words and space” proietta immagini in movimento di un dipinto o di un libro traboccante di storie fluttuanti, è un racconto personale, intimo e poetico.
    Realizzazione costumi: Sartoria Aterballetto – Francesca Messori, Debora Baudoni

    Prima mondiale : Reggio Emilia, Teatro R. Valli, Festival Aperto, 6 ottobre 2016


    NUDE ANIME
    di Valerio Longo

    Coreografia: VALERIO LONGO
    Musiche originali: MATTEO STOCCHINO
    Visual: KALIMERA da Fotografie di BRUNO CATTANI
    Ideazione costumi: FRANCESCA MESSORI
    Luci: CARLO CERRI

    L’universo femminile:
    l’amore, la dolcezza, l’intimità, la violenza.
    Sono sufficienti ad identificarlo?
    No, non lo sono, serve molto di più.
    Tutto è scritto nello sguardo, traspare dal linguaggio dei corpi; saranno proprio loro e il loro movimento a darci l’alfabeto per trasmettere tutto quello che sentiamo “Essere” in una donna.
    Realizzazione costumi: Sartoria Aterballetto – Francesca Messori e Nuvia Valestri

    Prima rappresentazione: Milano, Teatro Strehler, 15 giugno 2014


    L’ECO DELL’ACQUA
    di Philippe Kratz

    Coreografia e ideazione scene: PHILIPPE KRATZ
    Musiche: FEDERICO AALBANESE, JONNY GREENWOOD, HOWLING, ARVO PÄRT, SUFJAN STEVENS, THE HAXAN CLOAK
    Sound design: OOOPStudio
    Costumi: COSTANZA MARAMOTTI e PHILIPPE KRATZ
    Luci: CARLO CERRI

    Non soltanto il tempo scivola via. Come l’acqua, secondo Goethe, anche l’anima dell’uomo. Sempre secondo un avvicendamento reciproco. Tra cielo e terra, si replica di continuo «il destino dell’uomo». E il corpo? A volte i corpi piovono sui campi come le pesanti nuvole di polvere raccontate da Goethe in una delle sue più belle liriche: Gesang der Geister über den Wassern (Canto degli spiriti sulle acque). Da questa lettura di Goethe e all’episodio dell’abbattimento di un aereo civile in Ucraina da parte di un missile militare nasce L’eco dell’acqua, nuova coreografia di Philippe Kratz per Aterballetto.

    Nella prima parte, è la folla inconsapevole che raggruma in simmetrie complesse l’idea di una esposizione alla confusione, al disordine. Una figura sospesa e fluttuante sul fondo da prese invisibili prefigura l’annuncio della caduta. Un’idea incombente di instabilità che nell’intera compagnia tornata in scena diventa incubo. Le immagini raccolgono l’intenzione del movimento e danno ragione alle decisioni dinamiche che i danzatori sono costretti a prendere, mantenuti da una musica esclusivamente funzionale al paesaggio del corpo scenico. Nella frase finale, che ha al centro un soggetto che insiste sulla verticalità del suo spazio, la pluralità del gruppo si aggiunge liberamente al conteggio di questa moltitudine, destinata a seguire non più una logica lineare ma forse evolvendosi in flussi di divenire come fossero spontanee auto-organizzazioni. La riflessione sul destino dell’uomo associata all’immagine dei corpi inconsapevoli che precipitano per aria, ha il profilo di un monito allegorico. Non è possibile alcun accesso alla sintonia con il mondo per chi partecipa inconsapevole, soltanto con avidità e senza alcun amore, alle contingenze e alle parzialità dell’esistenza. (s.t.)

    Realizzazione costumi Sartoria Aterballetto/Francesca Messori e Nuvia Valestri
    Creazione per tutta la Compagnia


    Riduzioni biglietti

    (Studenti universitari, iscritti scuole di danza, bambini sotto i 12 anni, over 65, abbonati alla stagione di Prosa)

    InteroRidotto
    Platea/palco Pepiano balconata20,0017,00
    Palco Pepiano no balconata19,0016,00
    Primo e secondo ordine balconata17,0014,00
    Primo e secondo ordine no balconata16,0013,00
    Galleria13,0010,00

    Teatro Verdi

    Centralino 049 8777011
    Biglietteria 049 87770213
    Fax 049 661053
    Coordinatore direzione.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria  

    Fino al 24 giugno 2018
    dal martedì al sabato 10.00/13.00 – 15.00/18.30
    in tutte le giornate di spettacolo 10.00 /13.00 – 15.00 / inizio spettacolo
    domeniche con spettacolo 15.00 / inizio spettacolo

     

    Via dei Livello 32 - Padova - 35139 - Italia