• 28 gennaio 2017 20:45
  • Resa immortale dal successo musicale firmato da Gorni Kramer “Soldi, soldi, soldi”, che trasformava in musica i sogni e le speranze dell’Italia che stava cambiando, “Un mandarino per Teo”, tratta dalla novella del portoghese Eça De Queiroz, racconta la storia di Teo, una comparsa del cinema. Un giorno viene avvicinato da due individui rispettivamente vestiti di bianco e di nero che gli propongono un affare: premere un campanello per uccidere dall’altro capo del mondo un mandarino cinese ed ereditare così un sacco di soldi. Teo decide di premere e dopo pochi giorni, un notaio gli porta l’eredità del mandarino morto: un miliardo! All’inizio il protagonista se la spassa, trascurando la sua fidanzata Rosanella, amici e parenti; ma i sensi di colpa cominceranno a prendere piede e alla fine Teo per ritornare sui suoi passi dovrà rimettere insieme due milioni avuti in anticipo dal notaio diavolo. Quando tutto sembra perduto sarà proprio il diavolo, insieme alla bontà degli amici e dei conoscenti, a racimolare la somma dovuta.

     

    Note regia

    Torna a teatro la commedia musicale italiana e lo fa ad opera del regista Stefano Eros Macchi, nipote di Sandro Giovannini e figlio del noto regista televisivo Eros Macchi.
    Un progetto ben preciso il suo: raccogliere l’eredità della premiata ditta Garinei e Giovannini, considerati i padri della commedia musicale, per riportarla in auge in chiave contemporanea, dando nuova vita a un filo- ne del teatro italiano che fonda le sue radici nell’avanspettacolo e nella rivista e che ha fatto scuola per anni sui palcoscenici di tutto il mondo.
    «La scelta di avvicinarmi alla commedia musicale – spiega il regista Stefano Eros Macchi – sicuramente af- fonda le radici, da un lato in un profondo affetto personale a questo genere che mi ha visto spettatore bam- bino dietro le quinte del Sistina, dall’altro dalla convinzione che il recupero della grande tradizione teatrale abbia ancora un forte appeal sul pubblico, desideroso di riconoscersi nelle storie e nelle canzoni di Garinei e Giovannini entrate nel linguaggio comune.»
    Stefano Eros Macchi riparte da “Un Mandarino Per Teo”, che debuttò al Teatro Sistina di Roma l’11 otto- bre 1960, ed è andato in scena in prima esecuzione nazionale giovedì 28 aprile, al Teatro “Andrea Fer- rari” di Camposampiero (PD).
    L’obiettivo è quello di recuperare parte della vasta produzione della ditta Garinei e Giovannini partendo dalle opere “minori” e meno conosciute al grande pubblico. Fra queste “Buona Notte Bettina”, “Un Paio d’Ali” e diverse favole musicali interpretate negli anni Cinquanta da un istrionico Renato Rascel come: “At- tanasio Cavallo Vanesio” e “Alvaro Piuttosto Corsaro”.
    «Le opere ‘minori’ racconta Stefano Eros Macchi – sono commedie che si prestano meglio a valorizzare il progetto artistico di Garinei e Giovannini. I grandi nomi come ‘Aggiungi un posto a tavola’ hanno ormai una vita propria, molto legata ai loro interpreti originali; le opere minori, invece, sono un meccanismo ge- niale dove gli ingranaggi della musica, legata alle canzoni, alle coreografie e a dei testi sempre attuali ed efficaci, costruiscono una macchina perfetta che prende origine proprio dalla tradizione tutta italiana dell’avanspettacolo e del varietà».
    L’alto valore in termini di tradizione culturale della commedia musicale italiana ha ottenuto un riconoscimen- to ufficiale anche attraverso le linee guida dell’ultimo decreto sul Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), che destina una voce apposita per spronare la rivalutazione della stessa.
    «Ciò significa – continua Macchi – che finalmente ridiamo attenzione a un genere molto amato dalla gen- te, in cui gli italiani stessi sono in grado di riconoscersi. La commedia musicale all’italiana infatti gioca con ironia sui pregi e sui difetti degli italiani, da nord a sud: risalta i loro valori insiti nella famiglia, nella loro cordialità, nella loro allegria nonostante le difficoltà della vita, ma ne rivela le altrettante insicurezze, a tratti il bigottismo e le loro malizie».
    Stefano Eros Macchi con il suo progetto vuole raggiungere anche quel pubblico che, con l’avvento delle nuove tecnologie è diventato sempre più selettivo ed esigente per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo. A tale scopo punta sulla messa in scena:
«La tecnologia di luci e video si sostituisce alla scenografia tradizionale. Pochi gli elementi, sufficienti a rievocare lo stile e lo spirito originario, ma riletti in chiave contemporanea. Uno spettacolo tra le altre cose adattabile a qualunque palcoscenico, proprio per venire incontro anche alle esigenze di distribuzione».

     

    Biglietti in vendita dal 15 Novembre

    InteroRidottoGiovaniAbbonati
    Platea/palco Pepiano/1° ord balconata29,0026,0017,0020,00
    Platea prima fila (posti a visibilità ridotta)17,00-8,0015,00
    Palco Pepiano/1° ord no balconata25.0022,0014,0017,00
    Palco 2° ord balconata24,0021,0013,0016,00
    Palco 2° ord no balconata18,0015,0010,0010,00
    Galleria12,0010,008,008,00

    Teatro Verdi

    Centralino 049 8777011
    Biglietteria 049 87770213
    Fax 049 661053
    Coordinatore direzione.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria  

    Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
    In tutte le giornate di spettacolo: 10.00 /13.00 – 15.00 / inizio spettacolo
    Domeniche con spettacolo dalle 15.00 a inizio spettacolo

     

    Via dei Livello 32 - Padova - 35139 - Italia