• 18 settembre 2016 20:00
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    Il maestro SAKURAMA Ujin, nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni delle relazioni tra Giappone e Italia, terrà al Teatro Goldoni di Venezia una rappresentazione di teatro nō.
    Il maestro eseguirà il dramma nō Tsunemasa sullo sfondo di un paravento raffigurante una scena di battaglia della guerra Genpei tra due clan rivali, il casato dei Minamoto e quello Taira, che si contendono la conquista del potere in Giappone negli anni tra il 1180 e il 1185. L’immagine del paravento, conservato assieme ad altri presso il Museo d’Arte Orientale Ca’ Pesaro di Venezia, è stata cortesemente offerta dal Museo stesso.
    Il dramma Tsunemasa, che ha per protagonista il guerriero Tsunemasa, sarà preceduto da una narrazione tratta dal racconto epico Heike monogatari (La storia del casato Taira, XIII secolo) eseguita secondo tradizione da un narratore accompagnato da una sorta di liuto, il biwa: il maestro di Heike biwa SUDA SEISHŪ.
    Lo spettacolo sarà introdotto da BANDŌ Mariko.

     

    Tsunemasa 経政

    Il dramma è ispirato a un episodio narrato nello Heike monogatari平家物語 (maki VII), narrazione epica dell’ascesa e della rovina della casata Taira (Heike), nella lotta per la supremazia nell’impero che la vide sconfitta dal clan Minamoto (1180-1185).

    I drammi di guerrieri vengono denominati shuranō in quanto uno dei motivi fondanti è quello dei tormenti dello shura, “inferno” (anche nel buddhismo condizione mentale più che fisica) a cui sono destinati coloro che si macchiano dell’uccisione di altri esseri umani, in un perenne stato di lotta infinita e devastante. Ma a questo tema di tempesta travolgente si fonde una più profonda coscienza dell’esistenza e un più universale senso tragico.

    In queste sintesi drammatiche, l’incontro con un viaggiatore/monaco itinerante spesso sui campi di guerra, nei pressi delle tombe o in luoghi di suffragio, diviene occasione per il manifestarsi di guerrieri che, nel chiedere al monaco preghiere per poter raggiungere la salvezza, rievocano gli eventi concitati e terribili delle battaglie: sul palcoscenico appaiono eroi di quei conflitti, prendono forma i memorabili accadimenti della guerra tra Taira e Minamoto cantati nell’epopea dello Heike monogatari, nelle molteplici tradizioni con cui è stato tramandato.

    Ma, accanto al racconto e ai ricordi frementi degli scontri si sovrappone sovente l’afflizione dello shura: spesso (ma non sempre) uno dei momenti culminanti di questi eventi scenici è la descrizione dei supplizi, delle pene dello shura. E da questo tormento nasce anche la supplica conclusiva con cui il fantasma del guerriero morto sul campo di battaglia si accomiata prima di svanire, la richiesta (o il ringraziamento) al monaco viaggiatore di preghiere e suffragi (ekō) che pongano fine allo strazio e concedano requie allo spirito inquieto costretto senza posa a odio e ostilità.

    [Trama] Gyōkei [waki], monaco di un tempio buddhista della capitale Kyōto, il Ninnaji, su ordine di un principe imperiale (Shukaku hōshinnō), offre il prezioso biwa (una sorta di liuto) di Seizan alle divinità buddhiste ed esegue un concerto in suffragio [kangen kō] del fantasma di Taira no Tsunemasa (?-1184), guerriero morto a Ichinotani, nella guerra contro i Minamoto e celebre virtuoso dello strumento.

    Sul far della notte, il fantasma di Tsunemasa [shite] si manifesta baluginando vagamente alla luce delle torce. Se ne ode la voce che ringrazia per offici e preghiere in suffragio, ma la sua figura non si scorge. E nel mentre dialoga con il monaco, provando nostalgia dello strumento egli prende il biwa di Seizan e comincia a suonarlo [kuse], quindi danza [kakeri, kusemai]. Tuttavia anche questi momenti di piacevole conforto durano solo un istante, presto Tsunemasa viene assalito dai tormenti dell’inferno dei guerrieri (shura) e, provando vergogna di mostrare la sua figura, cerca di spegnere i lumi per poi dileguarsi come travolto da un vento di tempesta.

    Dramma interamente giocato sulla suggestione del suono, ma anche la danza, anche qui tra Gyōkei e Tsunemasa vi è un legame del comune maestro, il principe monaco Shukaku, celebre virtuoso del biwa, e il laccio che li congiunge anche qui è la magia della musica, in questo caso del biwa, strumento di cui in qualche modo si evoca il suono tramite il preludio del flauto.

    Oggetti preziosi gli strumenti musicali come il biwa vengono evocati anche in altri drammi: come la poesia sono segno di nobiltà e eleganza di un guerriero, emblemi della sua raffinatezza, e è proprio il biwa con il suo suono, con il suo ruolo, che consente a Tsunemasa di tornare dalla dimensione dolorosa dello shura e manifestarsi richiamato dal suo compagno maggiore, in un concerto celebrato in grande pompa e suggestione nella cornice di particolare lustro di un tempio buddhista quale il Ninnaji.

     

    ヴェネチア公演(ゴルドニ劇場)

    能「経政」

     

    櫻間 右陣(SAKURAMA UJIN)が日本イタリア国交150周年を記念してヴェネチアのゴルドニ劇場で公演を行う。ヴェネチアの東洋美術館の源平合戦の屏風を背景に映し出し、その前で平家武将を描いた能「経政」を上演する。また、平家琵琶の演奏家・須田誠舟(SUDA SEISHŪ)が平家物語の弾き語りを演奏する。坂東眞理子(BANDŌ MARIKO)による解説あり。

     

     

    InteroGiovaniAbbonati
    Platea20,0010,0016,00
    1° Ordine16,008,0012,00
    2° Ordine15,008,0010,00
    3° Ordine10,004,008,00
    4° Ordine8,004,006,00

    Teatro Goldoni

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    In tutte le giornate di spettacolo 10.00/13.00 – 15.00/inizio spettacolo
    Domeniche con spettacolo 15.00/inizio spettacolo

     

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