Ricordo scenico ideato da Enrico Ricciardi per le voci di Barbara Poli e Roberto Milani
  • 2 novembre 2015 20:30
  • All’alba del 2 novembre 1975 il corpo di Pier Paolo Pasolini veniva trovato straziato e martoriato su uno spiazzo desolato dell’Idroscalo romano di Ostia.
    Da quella tragica data sono passati ormai quarant’anni, ma il tempo trascorso non ne ha, tuttavia, minimamente affievolito il ricordo, grazie, innanzitutto, ad un’opera letteraria ampia e feconda e alla riproposta costante delle sue realizzazioni cinematografiche, pietre miliari della storia del cinema.
    Dai primi giorni successivi alla sua morte fino ad oggi, hanno visto la luce sue opere letterarie ancora inedite, testi sparsi o incompiuti, oltre ad una saggistica sterminata che trova conferma nell’immensa informazione che, su di lui, fornisce attualmente lo straordinario mondo di Internet.
    Tuttavia, nonostante l’abbondanza degli scritti a suo riguardo ed il ricorrente dibattito sul ruolo da lui assunto nel panorama politico e letterario degli ultimi sessant’anni, al pari dei molti dubbi e misteri che avvolgono ancora le circostanze della sua morte, la sua personalità rimane tuttora assai discussa e controversa.
    Personaggio scomodo, contradditorio e profetico, attaccato sia da destra che da sinistra quand’era in vita, dopo la sua morte, della sua figura e del suo pensiero tutti se ne sono appropriati secondo un proprio tornaconto ideologico, convogliando il cordoglio per una sì grande perdita verso una pressoché totale unanimità che è stata la seconda pesante macchina passata sul suo corpo.

    Il “Ricordo di Pier Paolo Pasolini” che viene presentato, prende l’avvio dal tragico rinvenimento del suo cadavere, dall’identificazione immediata del suo assassino, dai dubbi che emergono dalle indagini e dal dibattimento processuale, dal susseguirsi delle testimonianze di quanti lo conoscevano assai intimamente, dalle controversie puntuali all’apparire delle sue opere, sia letterarie che cinematografiche, dalle sue invettive politiche, dalle sue metafore sull’attualità del momento, sempre efficaci, quanto fuorvianti.
    E’ un excursus dal taglio giornalistico con citazioni audio-visive, a cui fa da contrappunto la bellezza di alcuni brani e citazioni della sua opera letteraria che assumono assai spesso un alto valore simbolico e profetico di fronte agli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita tormentata del Poeta.
    Risalta così fondamentalmente la forza suggestiva ed evocativa della parola di Pier Paolo Pasolini, grazie all’opportunità di utilizzare, allo scopo, le splendide “Voci” di Barbara Poli e Roberto Milani.

    Enrico Ricciardi

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