• 8 marzo 2017 18:30
  • Inaugurazione della mostra

    L’Arlecchino di Donato Sartori

    Padova, Foyer del Teatro Verdi

    8 marzo – 30 aprile 2017

    Verrà inaugurata mercoledì 8 marzo alle ore 18.30 nel Foyer del Teatro Verdi di Padova la mostra L’Arlecchino di Donato Sartori dedicata alla storia della maschera di Arlecchino realizzata dal grande scultore e creatore di maschere Donato Sartori, scomparso lo scorso anno. La mostra è realizzata in occasione dello spettacolo Arlecchino, il servitore di due padroni, una produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con la regia di Giorgio Sangati, che sarà in scena a Padova fino al 12 marzo e poi in tournée in Italia e Spagna.

    La maschera per l’Arlecchino di Sangati – interpretato da Marco Zoppello – è stata una delle ultime creazioni di Sartori, ultimo anello di una lunga ricerca sulla figura del popolare personaggio della Commedia dell’Arte. Una ricerca iniziata decenni or sono, dopo che il padre Amleto aveva realizzato le maschere per lo spettacolo di Giorgio Strehler, collaborazione continuata poi con il figlio Donato. La mostra dà conto della lunga indagine condotta da Sartori e presenta numerosi disegni, progetti e calchi che ricostruiscono il lungo percorso che sta alle spalle della maschera di cuoio indossata da Marco Zoppello sul palcoscenico. Un lungo viaggio che ha portato Donato Sartori in tutto il mondo e in particolare nel nord Europa e in Francia. Risalirebbero, infatti, alla tradizione nordica medioevale le radici di Arlecchino, Hellequin nelle antiche saghe, personaggio di natura diabolica, infernale, giunto in Italia attraverso la Francia ed adottato dai comici della Commedia dell’Arte, fino a diventare il furbo e intraprendente contadino bergamasco con il suo vestito multicolore che ben conosciamo nelle commedie goldoniane.

    Tutto questo è illustrato con abbondanza di materiali – dai disegni alle maschere finite passando per gli attrezzi del mestiere – a testimonianza del valore storico-culturale del lavoro di Donato Sartori, che va ben al di là del suo, pur importantissimo, contributo alla vita del teatro italiano ed alla sua immagine nel mondo.

    “Grazie ad Arlecchino, il servitore di due padroni dello Stabile del Veneto il lavoro di Donato – dice Paola Piizzi, moglie di Sartori e curatrice dell’esposizione – continua a vivere nella maschera ‘diabolica’ creata per Marco Zoppello, frutto del suo lungo ed infaticabile lavoro di ricerca che questa mostra ricorda”.

    “Questa mostra – spiega il Presidente del Teatro Stabile del Veneto, Angelo Tabaro – segna l’inizio di un percorso importante: il Teatro Verdi si apre alla dimensione espositiva, ponendosi in relazione sempre più stretta con la vita culturale della Città, portando nel cuore di Padova, grazie alla collaborazione con il Museo Internazionale della Maschera, la testimonianza del lavoro di Donato Sartori, indimenticabile eccellenza, nata veneta e diventata internazionale”.

    La mostra L’Arlecchino di Donato Sartori, realizzata dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e dal Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori di Abano Terme, con la collaborazione del Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche Servizio Mostre del Comune di Padova, è a cura di Paola Piizzi, Sarah Sartori e Paolo Trombetta del Centro maschere e Strutture Gestuali.

    L’Arlecchino di Donato Sartori

    Padova – Foyer del Teatro Verdi

    8 marzo – 30 aprile 2017

    Aperta nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio

    ingresso gratuito

     

    DONATO SARTORI

    Donato Sartori (1939-2016) frequenta l’atelier del padre Amleto (1915-1962), scultore e poeta che dedica gli ultimi anni della sua vita alla ricerca dell’origine della maschera dell’arte italiana (sue le maschere della rinata Commedia dell’Arte per le rappresentazioni curate da Giorgio Strehler, Gianfranco De Bosio e Jacques Lecoq). Donato, alla scomparsa del padre, oltre a proseguire il proprio percorso di scultore continua in Italia il rapporto con il Piccolo Teatro creando le maschere per il Galileo di Brecht con la regia di Giorgio Strehler e per l’Arlecchino di Ferruccio Soleri, mentre nasce un’intensa collaborazione con Dario Fo, Peter Oskarson e, più recentemente, con Moni Ovadia. Continua intanto anche a lavorare con i maggiori registi e attori di teatro francesi ed inizia un rapporto nuovo con il teatro d’avanguardia americano e europeo con produzioni non solamente teatrali, ma pluridisciplinari e multimediali. Nel 1979 con l’architetto Paola Piizzi e lo scenografo Paolo Trombetta fonda il Centro Maschere e Strutture Gestuali. A partire dagli anni ’80 il Centro dà vita a una serie di tournée con mostre, attività didattiche, spettacoli all’aperto, in Europa ma anche in Giappone, Cina, Indonesia e Australia. Nel 2004 nasce il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori che oltre a contenere le opere dei Sartori, presenta anche una prestigiosa raccolta di maschere e sculture nata da una scrupolosa ricerca in tutto il mondo. Nel 2007, viene realizzata a Venezia al Museo Correr una grande mostra titolata “Amleto e Donato Sartori. La Maschera del Teatro” in occasione dei trecento anni della nascita di Goldoni.

     

    ARLECCHINO, IL SERVITORE DI DUE PADRONI

    Arlecchino, il servitore di due padroni, è una produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale diretta da Giorgio Sangati, che ha accettato la sfida di dare nuove suggestioni a una pietra miliare del teatro. Anna De Franceschi (Brighella, locandiere), Francesco Folena Comini (Silvio), Irene Lamponi (Smeraldina), Marta Meneghetti (Clarice), Michele Mori (Il Dottore Lombardi), Stefano Rota (Florindo Aretusi), Laura Serena (Beatrice), Marco Zoppello (Arlecchino) e una delle rare apparizioni femminili nel ruolo del vecchio avaro Pantalon de’ Bisognosi, con Eleonora Fuser, mettono in scena un’intricata vicenda di travestimenti e scambi di ruolo, resa al meglio da una vivace compagnia di attori che incarna alla perfezione lo spirito dell’opera. Travestimenti e riconoscimenti, servitori e padroni, padri e figli, morti e risorti, duelli e passioni, gioie e pianti: nello spettacolo tutto è doppio, come Arlecchino che, a sua volta, si sdoppia (anzi si triplica) nell’impresa impossibile di servire due padroni e forse anche sé stesso. Un classico che non può invecchiare perché affonda le sue radici nella storia stessa del teatro. Arlecchino, il servitore di due padroni dopo la tappa al Teatro Verdi di Padova, sarà ospitato il 17 e 18 marzo dal Teatro de l’Abadia di Madrid, uno dei più importanti e prestigiosi teatri della capitale. Tornerà poi in Italia per le ultime date della tournée, tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia: 21-23 marzo a Thiene, 25 a Portogruaro, 26 a Scorzè e dal 29 marzo al 2 aprile a Trieste.

    Teatro Verdi

    Centralino 049 8777011
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    Coordinatore direzione.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria  

    Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
    In tutte le giornate di spettacolo: 10.00 /13.00 – 15.00 / inizio spettacolo
    Domeniche con spettacolo dalle 15.00 a inizio spettacolo

     

    Via dei Livello 32 - Padova - 35139 - Italia